Secondo il movimento che la promuove, la settimana lavorativa intensa, ma concentrata in soli 4 giorni a settimana, avrebbe ottenuto soddisfazione di impiegati e imprenditori, ma anche ricavi più alti. Uno studio delle università di Cambridge e Oxford, insieme al Boston College presto ci dirà se il modello funziona

(lastampa.it) – Settanta aziende in Gran Bretagna sperimentano da alcuni mesi la settimana lavorativa corta, in cui cioè il venerdì non si lavora più. L’esperimento è oggetto di uno studio da parte delle università di Cambridge e Oxford, insieme al Boston College. La ricerca misurerà l’impatto di una settimana più breve sulla produttività e sul benessere in uno studio che sarà pubblicato a febbraio. Intanto un rapporto del movimento 4 Day Week Global – ripreso in una serie video dal Financial Times – ha già riscontrato che la salute fisica e mentale, l’equilibrio tra lavoro e vita privata e la soddisfazione sarebbero aumentati e anche i ricavi delle aziende coinvolte sarebbero saliti in media dell’8%, mentre l’assenteismo sarebbe stato ridotto e le dimissioni sono leggermente diminuite. Di parte? Può darsi, ma presto i risultati dello studio universitario ci diranno se è davvero così.
«Prima della pandemia, l’idea della settima di 4 giorni era ancora un concetto marginale- spiega Joe O’Connor, amministratore delegato di 4 Day Week Global al Financial Times – L’impatto della pandemia ha messo il turbo al movimento dei quattro giorni». Ma nel frattempo l’economia è peggiorata e ora molti si chiedono se i datori di lavoro rinunceranno alle politiche di lavoro flessibile attuate durante la pandemia. Snap, che all’inizio di quest’anno ha annunciato i licenziamenti, ha recentemente chiesto ai dipendenti di venire in ufficio quattro giorni alla settimana. Intanto, però, la pratica della settimana di 4 giorni lavorativi, oltre che in Inghilterra, sta dilagando e anche in Italia si pensa alla sperimentazione: Intesa Sanpaolo ha studiato l’iniziativa e Lavazza l’ha introdotta nel nuovo contratto di lavoro.
Dalle interviste del Financial Times a imprenditori e lavoratori, la soddisfazione è palpabile e trasversale, dalle aziende commerciali più piccole a quelle del settore della finanza.
Figuriamoci se i lavoratori indefessi (che non hanno mai lavorato in vita loro) che ci governano e che sono rimasti, come mentalità, ai tempi delle ferriere sarebbero favorevoli ad introdurre la settimana lavorativa corta
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Sarà ineluttabile la scomparsa del lavoratore… le macchine sostituiranno l’Uomo .
Le macchine che costruiranno le macchine che sostituiranno l’uomo.
Vivremo di un reddito derivato dal “nuovo lavoro”: il costo della macchina questa volta sarà veramente un “Costo” da aggiungere al prezzo del prodotto finito.
Già la stampante 3D ne è l’esempio,l’intelligenza artificiale e l’algoritmo ne è un esempio.
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Da noi l’esperimento è non lavorare nemmeno lunedì martedì mercoledì e giovedì: siamo avanti.
Unica pecca è che però non ti pagano lo stipendio.
A parte gli scherzi non credo che il sistema possa partorire un’idea volta ad aumentare il benessere del lavoratore, che essendo considerato come un animale negli allevamenti, viene invece sfruttato crescentemente da decenni.
Immagino allora che l’idea di concentrare il lavoro in 4 giornate serva ad introdurre nel lavoratore l’idea di lavorare più ore in un giorno, con la promessa che lavorerà un giorno di meno, certo, ma poi gli verrà probabilmente detto che siccome c’è la crisi, gli conviene lavorare anche nel giorno appena liberatosi, se vuol mantenere invariato il potere d’acquisto ….
Insomma magari sono pessimista io, ma non vedo perchè l’allevatore dovrebbe dire alla mucca: oggi riposati e non fare latte.
Non è nella logica dell’allevatore.
Alla fine, temo, la mucca dovrà fare più latte al giorno e continuerà a produrre tutti i giorni, ma di più.
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“Alla fine,temo, la mucca dovrà fare più latte”…..
La mucca farà più latte(forse) se le migliori le condizioni di vita e le dai da mangiare di più e meglio!!!
Il lavoratore può rendere di più anche peggiorando la situazione lavorativa. Cosa che la storia ci insegna da sempre.
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Sono piuttosto scettico anche se sarebbe sarebbe molto bello.
1) Anzitutto, questi sono cambiamenti cui serve molto tempo per essere verificati approfonditamente negli effetti e serve una platea più ampia di un semplice campione (spesso osservato troppo interessatamente …).
2) non mi stupisce che i risultati ora siano positivi: è stato detto a delle persone che a parità di stipendio lavoreranno un giorno in meno a patto che la produttività resti “almeno” la stessa. Giusto un fesso potrebbe non accettare di impegnarsi un po’ di più nei quattro giorni residui quando la contropartita è così allettante.
3) vorrei ricordare che all’alba della rivoluzione industriale le persone lavoravano come schiavi, senza una pausa (forse la messa domenicale e basta) senza vacanze, senza sicurezza, 12/13 e più ore al giorno, ecc. Il nostro modo di lavorare oggi che da molti di noi è deprecato, se proposto a quelle persone parrebbe il paradiso. Voglio dire che se allora qualcuno avesse fatto uno “studio” per la settimana di cinque giorni ciascuno dei quali lavorato solo otto ore e con tutte le tutele nostre, se fossero esistiti i social avremmo letto i medesimi commenti. Eppure oggi ci si lamenta di quello che abbiamo. Stiamo tranquilli: se mai si facesse, le persone di oggi farebbero salti di gioia; quelle di domani lo prenderebbero come un dato acquisto “da migliorare” (ancora).
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Io invece non sono affatto d’ accordo, perché ritengo che concentrare il tempo libero nel fine settimana sia deleterio, per fruitori e per tutto l’ indotto che ruota intorno! Per chi non abbia una tempistica obbligata da figli che vanno a scuola, avere libero il lunedì o il mercoledì sarebbe, secondo me, più riposante, con le attività extra lavoro spalmate su 7 giorni invece che su 3! Lavorare 4 giorni con rotazione di 3 giorni liberi,così da godersi una giornata al mare di martedì o mercoledì, senza l’ inferno caotico del fine settimana! La differenziazione in funzione di reali bisogni ed esigenze, forse è l’ alternativa ragionevole, invece di considerare gli individui come un gregge tenuto nel recinto fino al venerdì e poi in libera uscita ,da mandria impazzita, su strade, spiagge, ristoranti, centri commerciali, ecc……L’ idea del fine settimana libero a partire dal venerdì è molto americana, per capirne gli effetti basta considerare lo stile di vita degli americani. …anche no!
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