“I dirigenti dem si presentino dimissionari, senza un vero congresso il Pd è finito”. Sembra di vederlo, Massimo Cacciari, mentre scuote la testa dall’altra parte del telefono: “A sinistra si lamentano dei nuovi presidenti di Sento e Camera? Chi ha perso in un modo così sciagurato […]

(DI LUCA DE CAROLIS – Il Fatto Quotidiano) – Sembra di vederlo, Massimo Cacciari, mentre scuote la testa dall’altra parte del telefono: “A sinistra si lamentano dei nuovi presidenti di Sento e Camera? Chi ha perso in un modo così sciagurato deve solo leccarsi le ferite”.

Commentando l’elezione di La Russa e Fontana il segretario dem Enrico Letta ha parlato di legislatura che inizia “con logica incendiaria”.

Ma di che parliamo? Tutti i partiti di opposizione hanno avuto quello che si meritano, magari con differenti gradi di responsabilità. Sono andati alle urne ben sapendo che avrebbero straperso.

Quindi queste scelte non vanno lette come un segnale preoccupante della destra?

Lasciamo perdere le categorie di destra e sinistra, la maggioranza ha vinto e ha messo suoi esponenti. Cavoli loro.

Meloni e Berlusconi se le danno di santa ragione. La frase della leader di Fdi – “io non sono ricattabile” – si presta a molteplici letture…

Io ho sempre fatto politica in modo trasparente, e il fatto che qualcuno possa parlare di scheletri altrui o eventualmente temere i propri non mi interessa. Dopodiché queste parole sono il segno della debolezza di questa maggioranza. La vittoria della Meloni è stata netta, ma in Parlamento avrà comunque bisogno di Lega e Forza Italia. Forse vorrebbe un governo anche con presenze terze, ma ciò non le è possibile: la sua è una vittoria condizionata e condizionabile.

Quanto ne soffrirà l’esecutivo che sta per nascere?

Sarà un governo molto debole, che dovrà affrontare compiti immani. Forse potrebbe andare bene a Calenda e Renzi, che non si sono alleati con il Pd per scommettere sulla crisi del centrodestra.

Vorrebbero proporsi come stampella al posto di Forza Italia?

Ma no, puntano sull’ennesimo intervento del Quirinale per una soluzione tecnica. Oppure in un altro governo con tutti dentro.

Sperano ancora in Draghi…

Lui non ritornerebbe mai a Palazzo Chigi, neanche se Mattarella lo scongiurasse. Ma è pieno di avatar in giro…

Ha ancora senso parlare di centrosinistra?

Al momento assolutamente no, dopo una sconfitta così. E poi il Pd non ha neppure deciso quale congresso fare e se farlo. Finché non decide il socio di maggioranza, come si fa ad arrivare un’intesa?

Il congresso dem per ora è il caos.

Se il congresso vuol dire trovare un segretario, siamo fritti. Questo gruppo dirigente dovrebbe presentarsi interamente dimissionario e favorire un confronto aperto a tutte le componenti interessate a un nuovo soggetto politico.

Per fondare una cosa nuovo con un nuovo nome?

Puoi chiamarti anche Geppetto, non è quello il punto. Bisogna partire dal fondo e non come sempre dal tetto, cioè dal gruppo dirigente che punta a salvarsi. Serve un congresso con delle mozioni, ovvero un confronto serio sui programmi e piattaforme, poi il nuovo segretario formerà il suo gruppo dirigente. Parlo di un vero congresso di fondazione, che non c’è mai stato neanche all’inizio del Pd. Altrimenti faranno la fine dei socialisti francesi (quasi estinti, ndr).

Alla manifestazione del 5 novembre per la pace in Ucraina parteciperanno M5S, Pd e altri pezzi della sinistra. Il tema della pace può essere un collante?

Può esserlo, se non è un pacifismo vacuo. Ho firmato un appello con altri amici, in cui si indica anche cosa fare. I partiti devono prospettare una soluzione: la Russia deve ammettere la colpa di aver invaso l’Ucraina, e cessare le ostilità. A quel punto dovrà far sì che si apra un grande tavolo in cui si affrontino tutte le questioni.