“Copiano i dem Usa senza capire che una potenza imperiale non sarà mai una vera democrazia”. La chiacchierata post elettorale con Luciano Canfora – filologo e storico dell’antichità – comincia dalle definizioni. “Non si può parlare di tracollo del Pd, non lo è stato. […]

(DI SILVIA TRUZZI – Il Fatto Quotidiano) – La chiacchierata post elettorale con Luciano Canfora – filologo e storico dell’antichità – comincia dalle definizioni. “Non si può parlare di tracollo del Pd, non lo è stato. Il Pd è un partito di vertici che conta sul fatto che tanta brava gente li vota per amore di qualcosa che non esiste più. Se non avessero alle spalle quel retaggio e quell’abitudine alla fede, le cose per loro andrebbero molto peggio. È un vertice svincolato da una base che sono convinti sarà eterna. C’è del vero, nel senso che se guardiamo le percentuali il Pd di Letta resta ancorato al 18 per cento della tornata precedente”.
Una non vittoria?
La vera sconfitta è aver scritto una legge elettorale, voluta da Gentiloni che addirittura mise la fiducia come ha ricordato Marco Revelli, suicida, a maggior ragione dopo l’approvazione del taglio del numero dei parlamentari. Se i democratici non avessero avuto, dall’inizio degli anni 90, un accecamento maggioritario e invece avessero tenuto fede al sistema elettorale più giusto, il proporzionale puro, oggi la destra non governerebbe, come si accinge a fare.
Che pensa dell’appello di Rosy Bindi?
Sono contrario agli appelli da almeno quarant’anni. Credo che sia aria fritta; è pieno di buone intenzioni e vedo che è sottoscritto da persone dabbene. Ma mi pare pieno di parole che non significano nulla o quasi: “intercettare le paure”, “discontinuità” o quel “ripensare profondamente se stessi” che sembra un monito di Sant’Agostino o Pascal. Quando si arriva alle proposte, peggio ci si sente: il “cantiere”, il “campo plurale inclusivo”, la necessità di una “cultura della rappresentanza sociale”, una “nuova visione della giustizia sociale”, l’“ancoraggio alla Costituzione”: chi potrebbe dire di essere contro la giustizia sociale? È doloroso dover osservare che persone animate dalle migliori intenzioni quando sono chiamate alla prova delle proposte, non riescono ad andare oltre il nulla.
Astensione, schede bianche e nulle ci dicono che il 40 per cento del corpo elettorale non si sente rappresentato da nessuno.
Il modello della democrazia rappresentativa, ribadito dalle Costituzioni del Dopoguerra, è finito. Qualunque governo si insedi non ha praticamente spazi di manovra, farà la politica estera ordinata dagli Stati Uniti e dalla Nato e la politica economica voluta dall’Unione europea.
Vale anche per il futuro esecutivo guidato da Giorgia Meloni?
Certo, sarà una prosecuzione del governo Draghi.
E il pericolo fascista?
Oggi non ha senso occuparsi di come si comporterà il 25 aprile la futura premier. Vedremo come si comporteranno davanti allo scontento che la crisi energetica produrrà: probabilmente reagiranno tentando un calmiere sociale o invece faranno il pugno di ferro contro i migranti, e riveleranno la loro faccia peggiore. Ma forse riusciranno anche a toccare il tasto dolente del Trattato di Dublino, chiedendo invano alla signora UE una equa ripartizione dei migranti tra i Paesi europei. Letta e affini diranno che questo è antieuropeismo.
Nell’appello per il nuovo Pd si parla della cittadinanza ai nuovi italiani.
Giustissimo. Ma vogliamo domandarci perché i poveri e i poverissimi ce l’hanno con i nuovi italiani? Perché nessun governo si è posto il problema di evitare il conflitto tra poveri e poverissimi, penultimi e ultimi?
In questo “campo plurale” chi dovrebbe esserci?
Chi lo capisce è bravo. Calenda prima era dentro e poi fuori, i 5 Stelle fuori perché Letta si è offeso. Una reazione da bambini a cui si porta via il pallone. Mettiamo anche che Conte abbia sbagliato nelle ultime fasi del governo Draghi, ma uno non può fare una campagna elettorale che pregiudica i prossimi cinque anni perché si è offeso.
Il Pd di sinistra è un grande equivoco?
Nel passaggio da Ds a Pd è stata eliminata la parola “sinistra”, non per un capriccio. Il Partito democratico ha come modello l’omonimo americano, ma i dirigenti non si rendono conto che gli Stati Uniti non saranno mai una vera democrazia perché sono la più grande potenza imperiale. Loro, che alla casa Bianca ci sia Trump o Biden, danno gli ordini. È un paese dove vota meno della metà degli aventi diritto. Alcuni particolarmente sprovveduti sostengono che va benissimo così perché così votano solo i più motivati. Auguri.
L’ha ripubblicato su Quite Verbatim.
"Mi piace""Mi piace"
le persone come Canfora & C, vengono schifate dal PD; per poi prenderne alcuni pezzi di frasi per darsi un tono.
"Mi piace""Mi piace"
Non ce la fanno a sciogliersi…. c’è troppa gente dentro che ha grossi interessi.
Da primo anche il letta… non vuole ritornare alla Sorbona…dove ha imparato qualcosa.
Non se ne salva uno dei dirigenti.
Conte fa bene a starne alla larga.
Il PD ha generato La volpe di Rignano , il Calendario dei Parioli, il rosatellum,il pareggio di bilancio e massacrato la Scuola e la Sanità!
Contro il salario minimo e il RdC !
Un Partito che ha preso a se brunettolo,carcagna,germini e di maio …. che partito è?
Vogliamo ancora parlarne di questo partito che si definisce pure di sinistra?
Si deve sfare, e ognuno vada dove lo porta il denaro e il potere: a DX!
"Mi piace"Piace a 3 people
Da un tg ieri ho colto la seguente frase pronunciata dal ministro Orlando alla Direzione del Pd: “Dobbiamo fare una valutazione sul livello raggiunto dal capitalismo”. Lì per lì la mia curiosità mista ad attenzione ha avuto un’impennata… ma è durata non più di due secondi. Questo, mi sono detto, per fare bella figura ha detto “capitalismo”, parola che dall”89 in poi è stata abolita nel lessico di quel partito. Non sanno neanche dove cominciare per affrontare il tema. Ma una frase ad effetto, buona per attirare i gonzi, non si nega a nessuno, in questi tempi miserabili. Meglio parlare di bassa cucina politica con banalità, frasi fatte e supercazzole a gogò, stando attenti ad evitare le cose difficili e complicate come hanno ricominciato a fare anche in questa occasione di RIFONDAZIONE (sic!) altisonante del partito. Prima avevo letto in rete un articolo di D’Alema pieno di riflessioni del tutto insignificanti che hanno confermato il mio disinteresse totale per personaggetti della sua risma. Ne era stato un esempio di perdita di tempo che mi sono autoinflitto leggendo il giorno prima l’intervista del FQ allo stesso.
Mi ero ripromesso di non interessarmi più di costoro, ma sono ricaduto masochisticamente nello stesso errore… il che mi ha fatto girare gli zebedei contro me stesso. Spero di resistere in futuro.
"Mi piace""Mi piace"
“gli Stati Uniti non saranno mai una vera democrazia perché sono la più grande potenza imperiale”.
Non è proprio così.
Gli US non sono una vera democrazia, perché vige il Partito Unico, proprio come in Cina, con l’unica differenza della presenza di due sotto-correnti, dem e rep. Perché non c’è, e forse non c’è mai stato, un vero movimento d’opinione, trasversale, di massa, e che non fosse a sfondo razziale. Perché c’è una pressoché TOTALE mancanza di spessore culturale, non solo nella popolazione, ma anche e soprattutto nelle elite; perché, in altre parole, l’ignoranza danza, senza speranza (cit.).
Perché si ragiona quasi esclusivamente con il dollaro. Perché la parola “socialismo” è tuttora una parolaccia. Perché è una società che consuma e si auto-consuma, anche nel diritto di voto. Perché è una società separata dal resto del mondo, da un oceano di storia, relazioni ed evoluzioni; perché da essere la terra della speranza degli ultimi, è diventata la terra senza speranza dei Primi. La vedo dura, per loro, e per noi.
"Mi piace""Mi piace"
Luciano Canfora, una delle poche voci ragionevoli in giro
"Mi piace""Mi piace"
Canfora, una delle poche voci ragionevoli in giro, inascoltate.
"Mi piace"Piace a 1 persona