La leggenda del rock in un’intervista alla Cnn commenta la questione Taiwan spiegando che la comunità accetta le ragioni cinesi dal 1948. E non risparmia la guerra in Ucraina

(rainews.it) – “Taiwan non è circondata dalla Cina, Taiwan è parte della Cina: è scritto in un trattato riconosciuto a livello internazionale sin dal 1948, prendilo e leggilo!”, risponde piccato Roger Waters durante un’intervista esclusiva alla Cnn. Il breve video che riprende la leggenda del rock sottolineare le ragioni cinesi sulla questione Taiwan, viene molto commentato sui social.
Il cofondatore dei Pink Floyd attualmente impegnato nel suo tour ‘This Is Not A Drill’ aveva già scritto post su Twitter in merito alla guerra in Ucraina. Nell’intervista integrale rilasciata a Michael Smerconish della Cnn non esita a commentare anche la guerra in Ucraina e la posizione americana con chiari riferimenti alla linea intrapresa dal presidente Joe Biden. La conversazione si sposta poi sulla Cina e Taiwan.
Durante l’intervista, il conduttore ha messo in discussione gli elementi apertamente politici dello spettacolo di Waters, in particolare il momento in cui Waters mostra un montaggio di “War Criminals” con una foto di Joe Biden. “Beh, tanto per cominciare sta alimentando il fuoco in Ucraina“, ha risposto Waters. “È un crimine enorme. Perché gli Stati Uniti d’America non incoraggiano [Volodymyr] Zelensky a negoziare, evitando la necessità di questa orribile, orrenda guerra?“.
“Ma lei sta dando la colpa alla parte che è stata invasa“, ha risposto Smerconish. “Ha invertito le cose“.
“Beh, per qualsiasi guerra si può dire…quando è iniziata? Bisogna guardare alla storia e si può dire: ‘Beh, è iniziata in questo giorno’. Si può dire che è iniziata nel 2008… Questa guerra riguarda fondamentalmente l’azione e la reazione della NATO che si spinge fino al confine russo, cosa che aveva promesso di non fare quando Gorbaciov negoziò il ritiro dell’URSS dall’intera Europa orientale“.
“E il nostro ruolo di liberatori?“. Ha replicato Smerconish.
“Non abbiamo alcun ruolo di liberatori“, ha risposto Waters, poi i due hanno continuato a discutere della storia della Seconda guerra mondiale. “Ti suggerirei, Michael, di andare a leggere un po’ di più e poi cercare di capire cosa farebbero gli Stati Uniti se i cinesi mettessero missili con armamento nucleare in Messico e Canada…“.
La prossima volta che senti i guerrafondai tintinnare e affilare le sciabole sull’Ucraina o da qualche parte, leggi questi “ricordi di famiglia della seconda guerra mondiale”, di questo tipo russo. “La vita è una cosa così semplice, ma crudele” di Vladimir Putin – Ricordi di famiglia della seconda guerra mondiale, ha scritto il chitarrista tra i più famosi della storia del rock su Twitter.
Roger Waters dovrebbe dire qualche parola anche sulle Isole Falkland , o dell’oro venezuelano trattenuto forzosamente dagli inglesi .
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Credo tu non abbia capito affatto la portata di quanto dichiarato da Waters su questo argomento specifico.
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Non l’ho proprio letta se ti puo’ interessare . Dico che le ingiustizie vanno denunciate tutte , anche se a commetterle e’ stato il proprio paese .
Se poi vuoi polemizzare con me , non sono il soggetto adatto .
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o meglio isole Malovinas
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Non voglio polemizzare con te. Ribadisco quanto ho già detto.
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X Ombra:
te la dico io qualcosina sulle Malvinas, o meglio Falklands:
1- erano disabitate e gli argentini non hanno nessun diritto riconosciuto su di esse. Pertanto la semplice appartenenza geografica non è condizione sufficiente perché Buenos Aires le ottenga da Londra.
2- la guerra delle Falklands ebbe un enorme impatto in Argentina, di cui gli argentini dovrebbero essere grati a tutt’oggi: buttò giù definitivamente la junta militare di Galtieri, costretto alle dimissioni sull’onda della sconfitta.
Se poi l’Argentina continua a fallire perché segue le ricette neobliberiste americane, non è colpa di Londra.
Con 720 morti propri gli argentini non hanno avuto tanto da piangere, quanto ne hanno avuto quando in meno di 10 anni di Junta militar hanno avuto 30.000 desaparecidos.
Gli elicotteri della marina argentina (made in Italì) usati per buttare in mare gli oppositori politici.
Bella roba, sì.
Meno male che quella volta almeno, gli inglesi fecero la cosa giusta. Sconfissero la dittatura e indirettamente liberarono l’Argentina.
Altro che ‘ manos de Dios’.
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Malvinas cribbio !
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Guarda qui
https://www.today.it/mondo/waters-morrissey-falkland-guerra.html
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E qui, all’epoca, Craxi ebbe pienamente ragione a concordare con l’Argentina, mentre ha torto Travaglio a criticarlo per essersi messo dalla parte di una dittatura e contro l’Inghilterra. Tanto non è che la Thatcher fosse una campionessa di democrazia.
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Ma manco per niente.
La Junta Galtieri ha fatto ammazzare 30.000 oppositori in meno di 10 anni.
Perdere le Falklands, a cui in ogni caso non avevano NESSUN DIRITTO, è stato quanto di meglio potesse capitare all’Argentina.
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in questo caso , onore a Waters , e mi copro il capo di cenere
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Dovendo rispondere alle domande dell’intervistatore non è che Waters potesse parlare di tutto lo scibile umano per accontentare quelli come te.
… allora faresti meglio ad informarti prima di aprir bocca.
“meglio tacere e apparire stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”
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Waters ha ragione da un punto di vista formale, ma dal punto di vista sostanziale i Taiwanesi hanno tutto il diritto di non voler stare sotto il fasciocomunismo cinese.
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Quindi avrebbero il dovere di assecondare il nazicapitalismo degli ameri-cani? Poi, francamente, questa storia dell’autodeterminazione dei popoli suscita ilarità; proccupazione, se viene sostenuta anche da persone come te, non certo del tutto suggestionabili dagli incantesimi prodotti dalla modernità.
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Non parlavo di dovere. Tuttavia, chi nel ’49 fuggì dalla Cina a Taiwan aveva tutto il diritto di non volere stare sotto uno stato autoritario, esattamente come i Tibetani lo avevano di non voler essere invasi dalla Cina.
Sono perfettamente consapevole che il cosiddetto “mondo libero” è tale e democratico per modo di dire, non starò certo a fare l’apologia degli Yankees. E però, tra il sistema cinese e quello americano, continuerò – se proprio devo scegliere – a preferire, turandomi ogni orifizio, il secondo. Almeno – malgrado il tentativo, parrebbe fallito, di istituirlo anche qui – il sistema dei crediti sociali, che in Cina è in fase di sperimentazione avanzata, da noi è ancora evitabile.
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X Pirgopolinice:
ma manco per sogno: i tibetani furono invasi, i taiwanesi hanno rivendicato la sovranità anche sulla Cina continentale, e vice versa.
Se non capisci le due cose, dovresti studiare un pò di più.
Quanto a Taiwan, è diventata una democrazia solo nei tardi anni ’80, prima però gli americani l’hanno comunque sostenuta in funzione anticinese.
Quindi la Pelosi fa carità pelosa quando va a supportare i taiwanesi, esattamente come gli USA con gli ucronazi.
E questo senza dimenticare che pure a me fa profondamente schifo la Cina ‘comunista’.
Ma tu hai idea di come si possa amministrare un popolo di un miliardo e mezzo di persone?
Quando noi facciamo fatica a tenere conto dei diritti di una nazione che è il 4% della PRC?
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“il sistema dei crediti sociali, che in Cina è in fase di sperimentazione avanzata, da noi è ancora evitabile.”: sicuro, sicuro? A me non sembra proprio.
Il resto del ragionamento (per assurdo), ovvero “se dovessi scegliere tra… ecc., ecc…”, ecco, è come quel tormentone del Sud “Tritolo” all’Austria, o quell’altro “allora emigra in Russia”: du’ maroni così!
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Quando Waters esce dalla musica e si avventura in politica, scivola su posizioni ideologiche sue che la sua celebrità fa scambiare per analisi fattuali.
Anzitutto, come ha osservato correttamente, si tratta di una situazione che nasce ormai più di settanta anni fa. Periodo durante il quale Taiwan si è fatta democrazia senza che la Cina abbia fatto qualcosa per impedirlo.
Già questo dovrebbe suggerire che cambiare la situazione oggi riportandola indietro è ormai anacronistico e assurdo. Cosa che non sarebbe invece un trattato la due parti che miri ormai ad una presa d’atto di come stanno le cose ed al rispetto ed alla collaborazione. Ma è qui che casca l’asino come si usa dire.
La Cina è quello che vediamo in perfetta coerenza con ciò che è sempre stato il comunismo: tirannia, sopraffazione. E interessi propri.
Qui siete tutti antiamericani. All’america imputate ogni male e imputate che ogni azione sia guidata solo dai suoi interessi. Bene.
Ora, a parte che curare i propri interessi è dovere di uno stato, per quale motivo pensate che la Cina, ma meglio sarebbe parlare di la incarna, voglia Taiwan, uno staterello insignificante come superficie e popolazione?
Perché è il centro di interessi planetari e bisogna essere sciocchi per non capiro o opportunisti per fingere di non saperlo. La territorialità è solo un pretesto. E il signor Waters farebbe bene a continuare a suonare. Sempre che abbia ancora qualcosa di significativo da dire almeno in quello…
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La questione di Taiwan fa il paio con quella del Tibet! Narrazioni storiche falsate che da più di un secolo a questa parte sono diventate assiomi indiscutibili, dogmi di fede da accettare passivamente.
E come al solito, l’impresa è riuscita senza nemmeno tanta fatica, visto il livello intellettuale (a proposito) della stragrande maggioranza dei moderni.
Waters, non perché è Waters, ha perfettamente ragione!
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Bravo Gatto
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Allora, per coerenza, il Trentino Alto Adige dovrebbe tornare all’Austria, l’Irlanda del Nord ricongiungersi con quella del Sud, Gibilterra con la Spagna, il Pakistan con l’India… per non parlare della Groenlandia, così lontana dalla Danimarca… e via discorrendo!
Se i taiwanesi, come gli ucraini, non desiderano ricadere sotto il giogo di dittature sanguinarie… saranno fatti loro?
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Mammamia ‘sto Trentino all’Austria: che due cojoni!
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Sud Tirolo
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Ah, Elena, hai visto che c’è un’Elena Mr. Hide su IlSimplicissimus? Spero vivamente non sia tu, non si spiegherebbe proprio…
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Deve trattarsi di un ennesimo detrattore.
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Il problema non e’ se concedere l’autodeterminazione o meno . E’ che gli mericani devono sempre intromettersi in certe situazioni dalle quali non si dovrebbero proprio occupare . La Cina aveva programmato che entro il 2050 Taiwan si sarebbe riunita alla madrepatria . Ora , perche’ non lasciare alla Cina e all’ isola la facolta’ di trattare su questa aspirazione del gov. di Pechino e magari anche una parte delele autorita’ taiwanesi ! Evidentemente Pechino avrebbe avanzato proposte , concesso piu’ autonomia , tutto puo’ accadere in una crattativa dove tutte e due le parti avrebbero potuto avere un certo interesse comune . Invece come al solito , siccome gli Usa hanno degli interessi geostrategici affaristici-militari in quei mari , ne approfittano per seminare caos e zizzania . Questo e’ il punto ! Ovunque nel mondo hanno messo il loro zampino distruttivo , volto a seminare discordia , come hanno fatto in Ucraina . Non ci vuole molto a capirlo .
Forse che ai loro confini ci sono russi o cinesi a cercare di sovvertire i loro interessi ? Invece loro si sentono autorizzati a farlo . Poi parlano di stati canaglia !!!!
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Vai a proporla ad Hong Kong la “trattativa con la Cina” e vedrai quanti “calci in culo” ti prendi!
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👍
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A scanso di ogni equivoco la Cina “vuole” Taiwan con le buone o con le cattive …….
Trattative ???
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Trattative?Ci pensa Erdogan ,lo manda l’UE
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