Da Brunetta a Garavaglia, da Orlando alla Bonetti: quell’uso incestuoso di dare incarichi ad amici e parenti quando la legislatura volge al termine

(Giuseppe Vatinno – affaritaliani.it) – Se c’è una tradizione che in Italia non passa mai di moda è quella delle nomine last minute in cui i ministri, ma anche qualche sottosegretario, piazzano i propri famigli assicurando loro lautissime prebende a spese del popolo sovrano e bue che è costretto a pagargli lo stipendio tramite le tasse. Intanto c’è da dire che il fenomeno è politicamente del tutto trasversale, destra, centro, sinistra, autonomi, non importa, Franza o Spagna basta che se magna. Tutti sono uniti a piazzare persone o figli di persone a cui debbono dei favori o a cui dovranno chiederli in futuro.
Uno strapuntino o uno strapuntone non si nega a nessuno in questa Repubblica delle banane. Oggi su Il Fatto Quotidiano se ne parla e anche Affari è entrato nel dettaglio. Colpisce che Renato Brunetta che in Tv va a lamentarsi di essere stato brutalizzato con il body shaming dalla bionda compagna di Silvio Berlusconi, Marta Fascina, poi piazzi tre incarichi di direzione generale finora tranquillamente ad interim, cosa, tra l’altro, vietata esplicitamente da una circolare di Draghi ma avallata dal segretario di Palazzo Chigi (siamo in Italia, paisà).
Verrebbe da dire: non solo nano ma anche molto abile al di là dell’insalatina di parole con cui condisce le sue lamentazioni per la sua altezza il che, tra parentesi, non gli ha certo impedito di sposare una donna molto alta e bella, Tommasa Giovannoni Ottaviani, meglio nota come “Beatrice Di Maio” per il popolo di Twitter, che insultò l’ex ministro renziano Luca Lotti e per questo fu pure condannata con pena sospesa e 1.500 € di multa.
Il ministro leghista per il Turismo Massimo Garavaglia deve essere invece uno che ha a cuore il destino dei giovani visto che ha assunto la figlia del presidente del Senato Ludovica Casellati che studierà una materia assolutamente strategica per l’Italia del 3000: il cicloturismo. Invece il ministro del Lavoro Andrea Orlando, un “giovane Turco”, non poteva non trovare, ovviamente, lavoro ad un suo caro e così ha preso al ministero Andrea Massera, digital strategist del Pd ligure, come il ministro.
Elena Bonetti, idem, le ha punto vaghezza di cercare all’ultimo momento un dirigente per le politiche familiari occupandosi, giustamente, di pari opportunità. E questa, cari lettori, è solo la punta dell’iceberg visto che col tempo si scopriranno, come da prassi ormai consolidata, tutti gli altarini (e altaroni) che i ministri, alti sacerdoti di un basso culto, hanno edificato a maggior gloria di quel popolo italiano, sempre bue, che paga –come al solito- il conto.
Poi però questi politicanti da fiera paesana e venditori di sciroppi miracolosi all’olio di serpente, ci verranno a dire che non ci sono i soldi per i posti in rianimazione, per le scuole e per le infrastrutture. E certo che non ci sono più. Ve li siete fregati tutti voi!
hahahha non è vero che paghiamo …poverini sono 8 mesi che non li avevano nominati…quindi abbiamo risparmiato 8 mesi di paga e extyra… hahahahah!
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Ai parlato di destra e sinistra e i 5s sono stati esclusi o non anno fatto le porcherie di qui parli perché non ti chiedi il perché della situazione e non ci fai un favore di parlarne o forse ai finito le parole fai un altro articolo con dentro tutti
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