(Daniela Ranieri – Il Fatto Quotidiano) – Il M5S non avrebbe nemmeno dovuto entrarci, nel governo Draghi. Che ha a che fare Conte con un governo che assiste al crollo della Sanità pubblica per comprare armi? O che cancellerà, come vogliono i più balordi, il Reddito di cittadinanza? Si è visto per cosa lottava Di Maio (un posto al sole, una lunga, deresponsabilizzante domenica renziana): Conte rischia di essere assimilato a chi fa fruttare la propria ignavia in prebende; o di logorarsi in un gioco al ribasso in cui a vincere è sempre il Grande Blob draghiano. Quelli che denunziavano il “vulnus democratico” dei Dpcm durante una crisi sanitaria epocale appoggiano un governo che senza il parere del Parlamento invia armi a Paesi non Ue e non Nato per risolvere una controversia internazionale, violando la Costituzione. A Conte toccherebbe reggere il moccolo a questo governo di cinici e/o bari, e ciò non gli verrebbe perdonato: ne esca e ricostruisca il M5S sui temi sociali. Non per anti-atlantismo (è una panzana di Di Maio), ma per lealtà verso gli elettori.