Ci chiediamo dove ci porterà questo conflitto, e mentre scaviamo il bunker sotto casa incrociando le dita, una speranza ci sostiene: che Volodymyr Zelensky sia meglio come presidente della Repubblica che come attore […]

(Nanni Delbecchi – Il Fatto Quotidiano) – Ci chiediamo dove ci porterà questo conflitto, e mentre scaviamo il bunker sotto casa incrociando le dita, una speranza ci sostiene: che Volodymyr Zelensky sia meglio come presidente della Repubblica che come attore. Perché di Putin sappiamo ogni giorno di meno, non sappiamo se sia un vampiro, un cyborg, un malato terminale che vuole rendere terminale il mondo… invece su Zelensky una certezza l’abbiamo: è un interprete modesto, e la sua elezione sarà anche un problema per il pianeta, ma resta un’ottima notizia per cinema e tv.

Ormai la televisione ha davvero ucciso la realtà, se una serie puerile come Servant of the people (lunedì sera, La7) si è trasformata nel partito di maggioranza ucraino. Il professore di Storia interpretato da Zelensky è un personaggio a metà tra Robin Hood, Mister Bean e Mastro Lindo, con tracce di Forrest Gump, Serpico e Capitan Ucraina (questo supereroe non c’è ancora, ma prima o poi Biden lo produrrà). Si rimpiange il crudo neorealismo di Don Matteo di fronte al presidente della porta accanto che beffa le lobby, scova i corrotti, punisce gli oligarchi, incassa mazzette per distribuirle al popolo, frustra il nepotismo dei parenti (più o meno le stesse cose che aveva promesso Renzi nella fiction “Il Giglio magico”, ora fortunatamente uscita di programmazione). Tutto ciò lo Zelensky attore lo affronta a suon di battute da “Ridete e starete sani”, una serie di completi Facis, un’ossuta irreprensibile segretaria e una guardia del corpo con cui è culo e camicia.

La visione di Servant of the people ci lascia nell’oscurità più fitta rispetto al successo ottenuto di una serie che sembra concepita mezzo secolo fa, ma chiarisce perché il suo protagonista si sia buttato in politica, un mondo affollato da attori mediocri anche più di lui. Come dicevamo, a questo punto c’è solo da sperare che se Putin fa sul serio, fin troppo, invece Zelensky non continui a recitare, convinto di essere anche un grande attore. Se fosse così, si salvi chi può.