Sul “criminale di guerra” Vladimir Putin, l’ex premier Giuseppe Conte si associa alla definizione di Joe Biden, sebbene con parole al solito prudenti e felpate. “Putin deve essere pronto a rispondere al diritto internazionale”, sostiene il leader dei Cinque Stelle […]

(DI TOMMASO RODANO – Il Fatto Quotidiano) – Sul “criminale di guerra” Vladimir Putin, l’ex premier Giuseppe Conte si associa alla definizione di Joe Biden, sebbene con parole al solito prudenti e felpate. “Putin deve essere pronto a rispondere al diritto internazionale”, sostiene il leader dei Cinque Stelle, ospite di Accordi&Disaccordi, (il talk di Loft Produzioni in onda ogni venerdì alle 22.45 su Nove). “Esiste un tribunale penale sui crimini di guerra – ha aggiunto –. Ci sarà un momento in cui la comunità internazionale, le vittime innocenti, i profughi e gli sfollati potranno ottenere giustizia”. Malgrado questo, bisogna sedersi al tavolo anche con Putin: “L’atteggiamento di massima fermezza non è incompatibile con la prospettiva di coltivare anche una via d’uscita politica”. Purché abbia questi presupposti: “Cessazione delle ostilità, ritiro delle truppe e ripresa dei negoziati, in un quadro che garantisca al popolo ucraino il diritto all’autedeterminazione”.

Sull’invio di armi all’Ucraina nessun passo indietro – conferma Conte al Fatto Quotidiano, a margine della trasmissione – nonostante le fibrillazioni nei gruppi parlamentari grillini. L’ex premier minimizza: “Di fronte a un conflitto come questo è difficile sfoderare certezze assolute, ma devo dire che il Movimento ha maturato subito, in un confronto interno inclusivo, una linea molto chiara, che è quella poi attuata dal governo”. E su questa linea “non ci sono tentennamenti”. Altra cosa è il voto della Camera sull’adeguamento delle spese militari al 2% del Pil. Conte non ha apprezzato: “È sbagliato soprattutto il messaggio che arriva ai cittadini, alle famiglie e alle imprese che rischiano di chiudere perché non sanno come fare fronte al caro energia. Ci sono altre urgenze. A livello europeo si dovrebbe lavorare a un Energy recovery plan; risolviamo il problema immediato di sopravvivenza, poi si può ragionare su altro”.

Sul destino di chi dovesse continuare a muoversi in autonomia, tra i parlamentari 5S, Conte glissa: “Non mi soffermerei sulle singole note di dissenso – dice – ma piuttosto su tutti coloro che pur con un passaggio sofferto, stanno condividendo questa linea con piena lealtà”.

L’ex premier è netto, invece, nella critica delle politiche energetiche del governo. “Occorre più coraggio. Non voglio nemmeno calcolare la riduzione delle accise, è inconsistente. Bisogna fare di più. Servono misure sugli extra profitti: è necessario un meccanismo redistribuivo straordinario”. Poi, nel merito della proposta: “Questo meccanismo è riferito soprattutto alle società del settore energetico che hanno maturato dei profitti del tutto straordinari, comparati a stagioni precedenti. Ma vale anche per altri settori di attività, penso al comparto assicurativo, laddove siano stati maturati vantaggi patrimoniali straordinari non commisurati alle prestazioni erogate”.

Le magagne organizzative del Movimento, almeno quelle, conta di risolverle in tempi rapidi: “Tra pochi giorni si rivoterà la presidenza”, probabilmente martedì o mercoledì. “Poi si completeranno a seguire tutti gli organi interni che ancora mancano. Penso al collegio dei probiviri, che è scaduto a dicembre o ai componenti elettivi del consiglio nazionale”. La regola dei due mandati, invece “c’è ed è nel codice etico, anche se c’è un dibattito sulla sua perdurante validità. Dopo le amministrative chiariremo anche questo passaggio” e “l’ultima voce spetterà agli iscritti”.

Una stilettata polemica, infine, sulla nomina di Carlo Renoldi al Dap. Il nuovo capo delle carceri, scelto dalla Guardasigilli Marta Cartabia, non è particolarmente apprezzato dai Cinque Stelle per alcune uscite pubbliche sul 41-bis e sui “militanti dell’antimafia”. “Personalmente mi ha colpito la critica da lui fatta, nell’ambito di un discorso pubblico, a chi ‘si arrocca nel culto dei martiri’ – spiega Conte –. Se si riferiva alle vittime di mafia dello Stato, il M5S rivendica questo culto, anzi con tutte le sue forze farà di tutto per alimentarlo, anche a futura memoria”.