Giorni fa gli hanno mostrato un sondaggio sulle Regionali, quelle in ottobre. E cifre e analisi raccontano che su una lista con il suo cognome ci sono ottimi riscontri […]

(LUCA DE CAROLIS – Il Fatto Quotidiano) – Il leader ancora congelato da un tribunale è pronto a sottoporsi a “un nuovo bagno di democrazia”, cioè a un nuovo voto della base. “Gli iscritti potranno esprimersi per dirmi se mi vorranno ancora come presidente”, fa sapere Giuseppe Conte, mentre sulla piattaforma Skyvote proprio gli iscritti votano sulle modifiche al suo statuto, necessarie per accedere ai fondi del 2 per mille (il voto si conclude oggi alle 22). Ma l’avvocato che cerca una nuova legittimazione non smette di pensare a un piano B, ovvero a un altro progetto politico, se le beghe legali e burocratiche del M5S si trasformassero in un’eterna palude.

Giorni fa gli hanno mostrato un sondaggio sulle Regionali in Sicilia, quelle in ottobre. E cifre e analisi raccontano che su una lista con il suo cognome, una lista Conte, ci sono ottimi riscontri. Con o senza il simbolo del M5S annesso. Altro motivo di riflessione per il presidente di un Movimento con organigramma e statuto ancora congelati da un’ordinanza del tribunale civile di Napoli, contro cui martedì è andato pure a sbattere un ricorso dei 5Stelle. Però il leader è andato dritto, con l’assemblea degli iscritti. Via necessaria, secondo Conte e i suoi legali, anche per rafforzarsi di fronte a nuovi ricorsi. Ma lo stallo è un rischio concreto. Così riaffiora l’opzione di un nuovo contenitore. Con cui ripartire assieme ad alcuni big, liberi dal vincolo dei due mandati. “Giuseppe continua a ragionarci”, raccontano. E figurarsi dopo i numeri dalla Sicilia, dove il M5S nell’isola ha il suo principale granaio di voti. Non a caso, ieri, il siciliano Giancarlo Cancelleri, sottosegretario alle Infrastrutture, ha teorizzato: “Sono pronto a scommettere che nell’isola siamo ancora il primo soggetto politico”. Per poi notare: “Stiamo chiedendo a Conte di velocizzare l’organizzazione sul territorio”.

A Cancelleri, già candidato governatore nel 2017, un bis non dispiacerebbe affatto. Anche se c’è sempre il problema dei due mandati (è stato due volte deputato dell’assemblea regionale). Nell’attesa per i 5Stelle ci sarebbero le amministrative di maggio, partita complicata dalle rogne in tribunale. Nel Lazio, il deputato romano Francesco Silvestri e le due grilline in giunta regionale, la vicepresidente Roberta Lombardi e Valentina Corrado, stanno comunque chiudendo diversi accordi con il Pd.

Nell’elenco c’è anche Guidonia, terza città per abitanti, dove il M5S non ha ricandidato il suo sindaco uscente, per accordarsi con i dem su un civico, l’avvocato Alberto Cuccuru. Altrove però ci sono problemi. Per esempio a Carrara, altra città con un sindaco grillino uscente, dove il Pd ha sprangato la porta ai 5Stelle. E Conte non ha gradito. Vorrebbe più disponibilità dai dem nelle trattative. E ieri ha lanciato una chiara stilettata al Pd sul caso del leghista Armando Siri: “In Senato i partiti – con l’eccezione di M5S e LeU – hanno bloccato l’uso delle intercettazioni che riguardano Siri. Noi pensiamo e agiamo diversamente”.