I renziani a Palazzo Madama stanno provando a far entrare nel decreto “Sostegni Ter” un regalo per sindaci, governatori e consiglieri regionali. Un emendamento, a prima firma Davide Faraone […]

(GIACOMO SALVINI – Il Fatto Quotidiano) – Che sia un sostegno non ci piove. Che lo sia soprattutto per quei politici locali che, a fine mandato, sognano uno strapuntino ben remunerato, anche. Ed è per questo che i renziani a Palazzo Madama stanno provando a far entrare nel decreto “Sostegni Ter” un regalo per sindaci, governatori e consiglieri regionali. Un emendamento, a prima firma Davide Faraone e sostenuto anche dalla ex M5S Elvira Lucia Evangelista, che se approvato permetterebbe agli amministratori locali di passare da una poltrona all’altra: restare nelle partecipate di Comune o Regione o con incarichi dirigenziali nell’amministrazione. Il tripudio delle porte girevoli, insomma.
Oggi, infatti, la norma in vigore dal 2013 prevede che una volta terminato l’incarico di governatore, consigliere regionale, sindaco o consigliere comunale (ma solo per le città sopra i 15 mila abitanti), per due anni l’amministratore non possa ricoprire incarichi nelle partecipate o nella stessa amministrazione. Un vincolo minimo per evitare potenziali conflitti d’interessi. Ma per Faraone e i renziani è un cappio troppo stretto e quindi va eliminato. L’emendamento del capogruppo di Italia Viva in Senato, infatti, con un tratto di penna cancella i 24 mesi di “cuscinetto” per evitare di passare da una poltrona all’altra e permette di poter assumere l’incarico il giorno dopo la fine del mandato. E quindi, per fare solo qualche esempio, alla fine del suo mandato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri potrebbe ricoprire un incarico in Acea (acqua pubblica) o il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana in Aria (la centrale degli acquisti lombarda) oppure rimanere con un incarico dirigenziale al Campidoglio o al Pirellone. Una norma, specificano i firmatari dell’emendamento, che serve “per non disperdere le competenze e le professionalità acquisite nel corso del mandato”.
Ma dietro alla nobile motivazione, in Senato l’emendamento è balzato all’occhio ai colleghi per la sua tempistica sospetta: Faraone non è solo il capogruppo di Italia Viva a Palazzo Madama, ma da poche settimane è anche il candidato renziano a sindaco di Palermo. Non ha possibilità di essere eletto ma un seggio in consiglio comunale non glielo leva nessuno. E poi, visti i tempi di magra dopo il taglio dei parlamentari, è sempre meglio guardare al futuro. Faraone non è il solo parlamentare renziano candidato in pectore alle prossime amministrative: anche il magistrato e deputato Cosimo Maria Ferri, sotto procedimento disciplinare al Csm per lo scandalo delle nomine, potrebbe essere candidato sindaco nella sua Carrara. L’emendamento in materia di “inconferibilità di incarichi a componenti di organo politico di livello regionale e locale” è stato presentato da Italia Viva al Sostegni Ter e ieri il gruppo al Senato si è riunito per fare una scrematura e per “segnalare” quelli considerati più importanti. La proposta renziana potrebbe trovare una sponda favorevole anche nelle altre forze politiche di maggioranza. Le porte girevoli, si sa, fanno comodo a tutti.
RICORDIAMOCI di questi personaggi.
Benzina a 2 euro, grano e persino olio di girasole introvabili.
Questa è la mexda in cui ci siamo cacciati causa questi criminali al governo, e questi vermi pensano alle loro carriere dopo la politica?
Maledetti!
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Come si fa a passare dal m5s a Italia putrida? Un’altra resigliente.
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Vergognatevi!
Siete l’antitesi della democrazia fatta persona, siete la velata dittatura che ci ha portato al capestro! Siete l’opposto di ogni ragionevolezza! Non è per disperdere le competenze acquisite, brutti ingordi! ma per non perdere e distruggere la rete clientelare costruita ad hoc per i vostri laidi interessi della terra di mezzo e del sottoterra e per non perdere gli sponsor unti col nostro sangue!
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Il problema di voi politici di oggi, generazione che viene dalla bambagia,
È la totale incomprensione e rifiuto di ogni buono, auspicato, tentato e ripristino di un cappero di equilibrio sociale, nati contro la casta vi fate ancora più casta in questo rinnovamento di faide borboniche e familistiche di generazioni al potere, tramandato come testimone senza averne il diritto!
Chi ha il portafoglio di stato diviene un piccolo despota, un piccolo podestà e lungi dall’ utulizzarlo per la collettività a cui andranno briciole in virtù dei sempiterni occultamenti, che finiscono per apparire in aziende, ville, barche, televisioni, alimentando la spirale privatistica della politica del Nazareno; avendo smantellato le regole dello stato sociale sono rimaste solo la guerra fratricida, la corruttela e il medioevo.
Non sapete più cosa fare ?
Faraone vai a cercarti un lavoro nel vicentino vedrai che porte girevoli, in faccia però! Ma Te le meriti tutte.
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E.c. Meritereste
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