Noi con l’Italia ha dato il voto decisivo che ha bocciato la proposta di stralcio del centrodestra, di cui dovrebbe fare parte. Fra gli altri suoi «regali», la nomina di Costa come sottosegretario alla Sanità.

(Giorgio Gandola – laverita.info) – Cinquantacinque applausi. Li avevamo contati, li avevamo vissuti, qualche tenero Giacomo ci aveva pure pianto sopra. Quando un mese fa il neopresidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato nell’Aula gremita dell’«insostituibile centralità del Parlamento», sono fioccate ovazioni pelose. E a Mario Draghi – che quella centralità aveva accartocciato come una pallina di carta per un anno – sono fischiate le orecchie dalla punta arrossata. Tutti felici in attesa del nuovo ricatto di giovedì sera con il catasto di guerra, sancito dalla frase piddina da regime venezuelano: «Se non lo votate cade il governo». Non è caduto perché il possibile salasso sulla casa vale uno strapuntino, prima o poi. E Maurizio Lupi lo sa.
Ora il leader di Noi per l’Italia si percepisce il salvatore della patria e s’inorgoglisce per quel decisivo salvagente dal diametro di 1,3 centimetri (la percentuale dei voti alle ultime politiche) gettato all’esecutivo in commissione Finanze. In realtà ha avallato una trappola, non ha salvato nessuno perché alle Camere sarà battaglia, ma ha tradito il ricompattato centrodestra. Era avvenuto il miracolo, su un tema cardine l’alleanza aveva colto il forte significato politico di un messaggio comune e aveva ritrovato l’unità. Nel Paese dell’87% di proprietari di case, l’abitazione ha un valore primario e nessun dissidio può allontanare chi è schierato contro inique e reiterate imposizioni fiscali. Eppure il partito di Lupi (praticamente lui) è riuscito nell’impresa: 22-23 sul mancato stralcio dell’articolo 6. Così tutti a intervistare Alessandro Colucci, il deputato milanese che ha messo il suo mattoncino decisivo allineandosi alla sinistra. «Io non ho votato con l’obiettivo di salvare il governo ma rispetto al merito sull’aggiornamento dei valori catastali», va ripetendo a nastro. E aggiunge: «Non mi ha chiamato nessuno del governo, ma ho ricevuto più complimenti che critiche dai cittadini». Forse dagli elettori di Leu e del Movimento 5 stelle. Forse da «eurolirici» di passaggio, poiché a spingere per far passare la riforma del catasto è da sempre Bruxelles, che chiede con dita adunche di spostare la tassazione italiana dalle persone ai beni. Per ottenere l’obiettivo il governo ha addirittura costruito una narrazione fasulla, che prevede una quota del Pnrr legata alla riforma.
Le pressioni erano forti ma il richiamo all’unità politica forzata era pretestuoso: l’esecutivo è nato per contrastare il Covid e uscire dalla pandemia e non per avallare, per dirla alla Roberto Calderoli, «ogni porcata». Il centrodestra non ci è cascato, il partitino di Lupi sì. Nessuna ingenuità, solo calcolo. Più che lupi talvolta i centristi si sentono volpi. E allora è interessante chiedersi quale identità politica, quale orizzonte valoriale abbia Noi per l’Italia, che ufficialmente sta dentro il perimetro del liberalismo cattolico ma adora vagare nel mare delle convenienze senza una bussola e senza coerenza. Da mesi Lupi sottolinea la necessità «dell’unione del centrodestra» e alla prima occasione lo silura. Durante la campagna elettorale per Milano ha rifiutato ogni coinvolgimento (pure la candidatura) per poi rimanere ai margini di tutto, come assalito da una fastidiosa gastrite politica. Lo sgambetto è pesante, in linea con antichi vizi di un movimento postdemocristiano che non disdegna tattiche da poltronificio. E che sembra prigioniero degli stessi riflessi condizionati di Nuovo Ccd e Alternativa popolare; insomma da Angelino Alfano al West. Sono trascorsi anni da quel 2016 nel quale, contro ogni logica politica, Lupi si appiattì sulle posizioni piddine di Monica Cirinnà e fece passare le unioni civili arruolando pretestuosamente anche papa Wojtyla per giustificare il tradimento. Ma il sistema è sempre lo stesso: bastone tra i raggi della bicicletta degli alleati e pedalare. Un comportamento ambiguo e ondivago che caratterizza anche l’altro campione di Noi per l’Italia, il turbo green passista e sottosegretario alla Salute Andrea Costa.
Amici o nemici? Semplici conoscenti. L’atteggiamento è questo. La legislatura sta finendo e il posizionamento per un posto in lista è cominciato. Lupi non percepisce lo sgambetto, anzi accende l’aureola: «Aprire una crisi di governo ora sarebbe irresponsabile. Abbiamo votato a favore perché siamo d’accordo nel merito, non per salvare il governo: è una cosa giusta che va fatta. L’aggiornamento degli estimi catastali è solo un atto tecnico necessario». Meglio fare un nodo al fazzoletto. Poi allarga le braccia, come se dovesse accogliere il mondo con ecumenico afflato: «Facciamo battaglie giuste. Noi siamo sempre stati e continueremo a essere leali al centrodestra: ritroviamoci».
Al di là del curioso concetto di lealtà, non ci crede più nessuno. Men che meno la Lega, che attraverso il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, mostra tutta la sua diffidenza. «Non si può pretendere che le forze diverse che hanno appoggiato Draghi debbano adattarsi su tutto senza poter intervenire sui provvedimenti. Se in un governo di unità nazionale vale solo quello che va bene al Pd, allora il governo se lo facesse il Pd». Lupi ascolta e commenta: «Quello che dice Molinari è vero». Poi, da hombre vertical, vota contro.
Hai capito che roba e’ Pars Today?!?!?
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Ci potresti spiegare come fai a cambiare nick tutte le volte?
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Sono il figlio illegittimo di Raffaele Pengue e a lui posso chiedee quello che voglio.
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Contesti anche Fanpage ?
A Kiev da settimane civili si addestrano per un’invasione russa, che temono sia imminente. Tra di loro purtroppo anche bambini addestrati all’uso delle armi in vista della guerra.
continua su: https://www.fanpage.it/esteri/a-kiev-i-bambini-sono-addestrati-a-combattere-in-vista-della-guerra-con-la-russia/
https://www.fanpage.it/
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https://www.dailymail.co.uk/news/article-3195711/Now-CHILDREN-taking-arms-Shocking-pictures-inside-Ukraine-s-neo-Nazi-military-camp-recruits-young-six-learn-fire-weapons-s-ceasefire.html
Immagini scioccanti dall’interno del campo militare neonazista rivelano che alle reclute di appena SIX viene insegnato come sparare con le armi (anche se c’è un cessate il fuoco)
Il battaglione Azov, la milizia di estrema destra che difende la città portuale di Mariupol, Ucraina orientale , gestisce il corso per bambini
Durante il corso di una settimana, insegnano ai cosiddetti “Azovets” come sparare con le armi e sopravvivere in una zona di conflitto
Il campo passa sotto il comando di Andriy Biletsky, che una volta ha ammesso che al battaglione “non piace affatto il cessate il fuoco”
Il conflitto è scoppiato nell’aprile 2014, quando i separatisti si sono ribellati al governo del nuovo governo di Kiev dall’aspetto occidentale
Sono il battaglione ultranazionalista amante della svastica che è apertamente contrario al cessate il fuoco concordato con i separatisti filo-russi.
Ora gli estremisti dell’unità Azov, una milizia neonazista di estrema destra che difende la città portuale di Mariupol nel sud-est dell’Ucraina, stanno insegnando a bambini di appena sei anni come sparare con le armi nel tentativo di attirarli nel sanguinoso conflitto del Paese.
Da un campo estivo militare tenuto alla periferia di Kiev sono emerse immagini inquietanti che mostrano i membri del gruppo di volontari che insegnano ai cosiddetti “Azovets” come comportarsi come giovani combattenti.
I bambini – tra cui ragazze e ragazzi, alcuni di appena sei anni – vengono visti caricare i loro fucili, prima di prendere parte a esercitazioni in cui strisciano a terra e sparano al nemico.
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Pars Today e’ emanazione del governo iraniano, e’ come chieere a Marta Fascina di Berlusconi. Quanto al Daily Mail non e’ che sia la crema della crema, Fanpage ha una storia di colpacci comprovati quindi ci zompo su spesso. Ecco, mi sono denudato… Il punto e’ che vi sono testate giornalistiche e boiate piu’ o meno integrali che rigurgitano fregnacce, Come il Donchisciotte forse meno l’Antidiplomatico, insomma: luoghi di trivio sensazionalistico, o di cupa tetraggine come il Simplicissimus.
Sai, la BBC e’ quella che e’, Liberation e’ quello che e’, The Intercept e’ quello che e’, ma ci sono un mucchio di persone che controllano le notizie prima di mandarle in stampa. Questo e’ quello che cerco, evitare il rumore.
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Ulrike Meinhof era una gionalista ed redazionista per la rivista Konkret. Nel 1968 scrisse questo: https://libcom.org/library/columnism-1968
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Perché adesso sei noennio e non Ennio come all’inizio?
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Perche’ la mia vita non serve, la sbaglio sempre. E’ tutto perso, e’ tutto fallito, preferisco estinguermi, da solo fino all’ultimo secondo perche’ e’ cosi’ che deve fiinire.
Un bel cancro e via.
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“E’ tutto perso, e’ tutto fallito…”, ma come, il progresso, l’evoluzione…
Una domanda sorge spontanea: che ti sei vaccinato a fare? Un bel Covid e via!
Che occasione sprecata, sei proprio un bel fenomeno.
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X Gatto:
lui sperava in un evento avverso fatale.
(o forse di irretire la bella infermiera che lo immunizzava?)
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Volevo mettere un commentino inerente la riforma del catasto, ma forse ho sbagliato articolo visto di cosa si parla nei commenti.
Ma è mai possibile che ormai siamo tutti rincoglioniti a tal punto che anche qui sembra di essere sui gruppi di facebook dove ognuno dice la sua senza alcuna relazione o attinenza con i post?
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