
(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Sgominati il direttore d’orchestra e la soprano russi alla Scala, respinto l’assalto della Brigata Dostoevskij all’Università Bicocca, attendevamo con ansia che qualcuno bombardasse l’hotel de Russie di Roma e la fermata Moscova della metro milanese, o boicottasse la griffe Moschino, o prendesse sul serio chi sul web propone di ribattezzare Ignazio La Russa “L’Ucraina” (Maurizio Mosca l’ha scampata bella, defungendo per tempo). Poi è giunto l’annuncio della Federazione Internazionale Felina […]
Il cortigiano Johnny
(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Sgominati il direttore d’orchestra e la soprano russi alla Scala, respinto l’assalto della Brigata Dostoevskij all’Università Bicocca, attendevamo con ansia che qualcuno bombardasse l’hotel de Russie di Roma e la fermata Moscova della metro milanese, o boicottasse la griffe Moschino, o prendesse sul serio chi sul web propone di ribattezzare Ignazio La Russa “L’Ucraina” (Maurizio Mosca l’ha scampata bella, defungendo per tempo). Poi è giunto l’annuncio della Federazione Internazionale Felina che, “in segno di vicinanza verso gli ucraini”, ha deciso di “non registrare più gatti provenienti dalla Russia e mettere uno stop alla partecipazione degli allevatori russi alle esposizioni internazionali”. E abbiamo pensato che nessuno ne avrebbe più battuto il record di stupidità. Ma avevamo sottovalutato Johnny Riotta, che c’è riuscito in scioltezza su Repubblica con la lista di proscrizione “Destra, sinistra e no Green pass: identikit dei putiniani d’Italia. Da Savoini a Fusaro, da Barbara Spinelli a Mattei, Foa e Mutti, editore del fascio-putinista Dugin”. Un frittomisto scombiccherato e imbarazzante (non per lui, che non conosce vergogna e non ha mai la più pallida idea di ciò che dice, tipo quando negava in tv che l’articolo 1 della Costituzione affermi che la sovranità appartiene al popolo, ma per gli eventuali lettori). Piluccando da uno studio della Columbia University, forse per dimostrare la bruciante attualità de L’Idiota di Dostoevskij, il cortigiano Johnny frulla personaggi, storie, tesi diversi e spesso opposti, accomunando il leghista che chiedeva tangenti all’hotel Metropol di Mosca a chi osa obiettare al fumetto dell’Occidente buono, democratico e pacifista minacciato dal Nuovo Satana. Una barzelletta che farebbe scompisciare pure Kissinger, i migliori diplomatici Usa e il capo della Cia Burns, tutti molto critici sull’allargamento della Nato a Est.
Ma curiosamente Riotta, nella lista dei nemici pubblici, si scorda quei fottuti putinisti di Kissinger e Burns. E omette la Luiss, citata dalla Columbia fra gli amici della Russia, forse perché lui vi dirige una scuola di giornalismo (per mancanza di prove). In compenso ci infila la Spinelli, che scriveva su Rep quando era ancora un giornale e non il pannolone di Biden. E pure l’ex presidente Rai Marcello Foa, “commentatore di reti di propaganda russa”: cioè di Russia Today, che fino a sei anni fa usciva come inserto mensile di Rep. Il finale è un’istigazione ai rastrellamenti che piacerebbe un sacco a Putin e sarebbe un tantino inquietante, se Riotta lo leggesse e lo prendesse sul serio qualcuno: “Li riconoscete a prima vista: tutti hanno la stessa caratteristica”. Quella di pensare con la propria testa, ma soprattutto di averne una.
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Grazie Raf2
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Credevo che Riotta non potesse essermi più antipatico essendo già al massimo,ma mi sbagliavo.
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nei momenti di crisi ognuno dà il meglio (peggio) di sé
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Riotta lo da sempre (il peggio), crisi o non crisi.
Gianni
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X Adriano,
non so a te, ma a me Zelensky ricorda irresistibilmente Davide Parenzo.
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Visto questo, hai visto tutto
https://www.molinari.it/sambuca-con-la-mosca
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Di questo passo, non è che M.T. finisce per fare compagnia ad Assange? O a Snowden, se riesce a scappare prima.
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Grazie Raf, buon finde
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Il cortigiano Jo(h)nny… Il pannolone di Di Mario (semicit. colta)!
🙂
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Da quello che leggo, sento e vedo (anche ieri sera, talk a tema), comincio a credere che in occidente sia prevalente questa posizione: lasciamo che putin spiani l’Ucraina così lo si può condannare e ce ne liberiamo. Un insospettabile (in teoria, in pratica.. lasciamo stare), ha perfino sdoganato i soggetti (ucraini) in mimetica e con le rune a decoro su spalla e insegne di reparto: so’ ragazzi, amano la patria..
Intanto le città ucraine si svuotano e a rimanere saranno solo i combattenti, militari e civili: se non verrà trovata una rapida soluzione sarà una catastrofe.
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Intanto il virus ha smesso di mutare e con l’infornata della presunta, possibile quarta dose di vaccino tutto è ormai sotto il più assoluto controllo e con il green pass si è ormai immuni .
Dalla variante delta inglese alla omicron. Non leggo di altre varianti in giro, forse il virus mutatis mutandi si è nascosto per paura della guerra.
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-..s
Ma come è possibile questa russofobia immediata, tipo sgombero di case (posti) occupate, percepiti in un battibaleno come inadeguati agli occhi di chi?
E il ministro che fa la voce grossa come se avesse un pacco di noccioline giganti da vendere a buon prezzo, intanto parlano di pace di costituzione e inviano armi ..
Quello che non sopporto degli italiani in genere è il loro sentirsi al centro dell’universo, di sentirsi importanti a prescindere e che la loro Arola valga ormai qualcosa.
Dopo decenni di governi assurdi che hanno eroso le idee e le energie migliori si appoggiano solo all’esterno e ai cori interni dei gabinetti politici, il resto è crosta .
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Il virus si è suicidato!! Crisi di identità, non lo fila più nessuno!! I giornalisti hanno altri problemi ben più grandi ora di cui parlare… Quello che non poté il covid 19 lo potrebbe Putin!! L’eliminazione della razza umana..
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Non credo che in Ucraina sarà una guerra lampo. Il vero nodo è fino a quanto il democratico dittatore Putin ha il controllo dell’esercito e dei poteri economici russi. Perché se questi lo molleranno, allora farà bene a cercarsi velocemente un esilio. Rimarrà poi l’incognita di chi lo sostituirà.
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Il criminale russo sta facendo sempre più disastri, e qui c’è un intero blog (a parte andreaex e pochi altri) che si diverte con le pagliacciate del Trava in andropausa 👏
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guardi che in Ucraina sono 8 anni che sta nei disastri (ovviamente non come questi attuali)
sa quanto danno come ristoro per la guerra più o meno 220 euro
e per loro sono già una cifra
prima del colpo di stato il cambio verso euro stava a 8, dopo (prima di sto’ macello) è salito sino a 24/25
ovvero tutto ciò che acquistano dall’estero gli arrivava a tre volte di più, e già sarebbe un disastro
se si fosse fermata li, il gas lo pagavano al prezzo europeo, con l’aggiunta del costo dell’ultimo metro di tubo
e dei costi di gestione rete, scorporati in una ‘bolletta’ differente, se non pagavi ti staccavano tutto, così
quando racimolavi i soldi per pagare il dovuto dovevi aggiungerci quelli per il riallaccio
andava meglio a quelli nei palazzoni dove tutto è centralizzato e non si riesce a staccare il singolo utente
per il mangiare, prezzi sopra la media EU, medicine, quelle che si trovavano, idem
piccolo problema, lo stipendio, per i più fortunati, non copriva le spese neppure con due lavori
l’ingresso in UE era si possibile ma solo con i denari necessari in mano (o su carta) e non era certo
che il doganiere desse l’ok (le decisioni sono insindacabili e senza spiegazione)
le merci nel livero scambio? altro motivo del fallimento del presidente di allora, per 5 UE che ne entrano
in Ucraina, 1 faceva il viaggio opposto, e per meno mesi.
ecco, questo era il paradiso promesso
assedio al Donbass e promesse firmate a Minsk, ma non ottemperate, a parte
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Non hai di meglio da leggere? Dev’essere una vita ben beata la tua, se il tuo unico cruccio sono queste pagliacciate e i nostri commenti.
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“Una barzelletta che farebbe scompisciare pure Kissinger, i migliori diplomatici Usa e il capo della Cia Burns, tutti molto critici sull’allargamento della Nato a Est”.
Unico Travaglio!
Ieri ho ascoltato cosa aveva da dire il bastardo avvelenatore e criminale di guerra russo. Poi mi sono andato a rileggere il discorso in cui spiegava le motivazioni della folle azione militare.
Ho ascoltato e letto più di una volta sperando che il bastardo a un certo punto nominasse la parola NATO. O almeno “allargamento”. Niente. Manco una volta.
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“Maurizio Mosca l’ha scampata bella, defungendo per tempo”
Ah ah ah!
Mito!
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Ok, d’accordo gli eccessi, ma isolare la (incolpevole) Russia per farle pesare il più possibile questa assurda invasione a Putin secondo me è un concetto corretto.
Quando useranno il rublo come carta da parati e tutto ciò che è russo verrà bistrattato forse qualcosa cambierà.
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Oppure si stringeranno ancora di più attorno al loro zar?
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Se non sbaglio il rublo è una moneta interna,
Ma il gas e il petrolio oltre a tutte le altre materie prime compreso il grano di cui noi preghiamo in ginocchio il * criminale* Putin di venderci lo paghiamo in dollari o in oro, per cui forse la carta da parati te la puoi permettere anche in dollari o in euro.
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Mario de Vito :
Su Repubblica di oggi, Gianni Riotta firma uno dei pezzi più vergognosi che abbia mai letto su un giornale: un’autentica lista di proscrizione come non se ne vedevano da un bel po’.
Tutti quelli contrari alla guerra diventano «Putinversteher» – in tedesco, chi se la fa con Putin -, praticamente traditori, «specie parassita», collaborazionisti del regime russo.
Ci sono tutti, eh, dal Fatto al Giornale, dalla destra repubblicana statunetense al manifesto (che tra le sue colpe ha anche quella di averlo fatto esordire, Riotta), passando ovviamente per i no green pass, ormai responsabili di ogni orrore del mondo.
Va bene che, come si dice, in guerra la prima vittima è la verità, ma qui – e facciamo uno sforzo per non pensare malissimo – si sta davvero perdendo la testa.
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Infatti da adesso.imporsi chiamerà Testa Riotta
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Infatti da adesso.impoi si chiamerà Testa Riotta
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Qualcuno può postare l’articolo del “giornalista” ridotta?
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Ma no, la vita è troppo breve per leggere gli articoli di Riotta…
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😄
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03/03/2022, 18 POLITICA
Destra, sinistra e no Green Pass identikit dei putiniani d’Italia
“Putinversteher” è neologismo tedesco che indica “Chi si intende con Putin”, un intellettuale, giornalista, parlamentare, imprenditore pronto a sottolineare ragioni, interessi, personalità, meriti del presidente russo e, di converso, a scatenare geremiadi sulle colpe europee, americane, Nato. I “Putinversteher” sono attivi nel partito repubblicano Usa, guidati dall’ex presidente Trump che considera Putin «un genio», come in Germania, con l’ex cancelliere Schroeder, lobbista Gazprom, che paragona l’offensiva di Mosca in Crimea ai pogrom in Jugoslavia. Anche in Italia, basta accendere la televisione, sfogliare un quotidiano, leggere un blog o studiare gli atti di un think tank, per imbattersi in colti, forbiti, suadenti “Putinversteher” nostrani, capaci di “capire” Putin e diffonderne le ragioni. Caratteristica peculiare del “Putinversteher” è, naturalmente, reagire con offesa veemenza se gli date del “putinista”, spiegando piccato che si tratta di non prender partito, di Realpolitik, interessi nazionali, mettendo invece sullo stesso piano aggressori e vittime, regimi e democrazia, falso e vero. Uno studio della Columbia University, “Russian Active Measures: Yesterday, Today, Tomorrow”, curato dai docenti Olga Bertelsen e Jan Goldman, analizza il fenomeno dei “Putinversteher” italiani, collazionati nel capitolo “Russian Influence on Italian Culture, Academia, and Think Tanks” curato da Luigi Germani e Massimiliano De Pasquale, anticipato dal magazine online Linkiesta , diretto da Christian Rocca. “Putinversteher” che vengono da destra, ammirando il nazionalismo muscolare di Putin, includono Claudio Mutti, editore del fascio-putinista Aleksandr Dugin che, spiega su Linkiesta Maurizio Stefanini, muovendo dalle colonne della rivista
Eurasia contro le guerre del presidente Usa Bush, con altri ex dirigenti del vecchio Msi, Carlo Terracciano e Maurizio Murelli, o attivisti come Tiberio Graziani, cerca intese con la sinistra anti- yankee, in nome di Dugin. Sarà invece, come noto, Gianluca Savoini, “Associazione culturale Lombardia-Russia”, a far colloquiare Dugin con aree di interessi vicini alla Lega e ad aziende impegnate in Russia. Il saggio della Columbia analizza anche scritti dell’ex ambasciatore a Mosca Sergio Romano, su Putin ed Ucraina, che avanza, per esempio nella prefazione al saggio di Edward Lucas sulla nuova guerra fredda, edito da Bocconi, il timore che l’Occidente voglia umiliare la Russia. Anche il filosofo Massimo Cacciari, di recente guru no greenpass, in un’intervista al Piccolo del 2014, si disse certo che sull’annessione della Crimea l’UE fosse «incauta», perché «Il Cremlino si fermerà».
Ahinoi, il Cremlino non si è fermato e tocca ora al giurista Ugo Mattei, che ha avuto 15 minuti di fama battendosi contro la “dittatura greenpass”, spiegare che «Putin fa gli interessi nazionali russi», tesi ardita per chi muore sotto le bombe in Ucraina. Pino Cabras, ex M5S, vuole, come Putin, l’Ucraina neutralizzata a forza, per porre fine alla «grande umiliazione subita dopo la fine del Muro da parte dell’ex Unione Sovietica». Secondo Diego Fusaro, autore Einaudi, è il presidente «Zelensky che manda il popolo ucraino al massacro», mentre Barbara Spinelli, ex analista filo Nato, vede il suo saggio per il quotidiano Il Fatto rilanciato, con applausi, dai social media dell’Ambasciata russa a Roma, “Putinversteher” con bollo diplomatico. Né si tratta di opposizione destra-sinistra, leggete “Putinversteher” sul Giornale e sul Manifesto , mentre tocca al direttore dell’ Espresso Marco Damilano, contraddire su La 7, da Giovanni Floris, l’ex presidente della Rai Marcello Foa, commentatore di reti di propaganda russa, per le fake news diffuse sul tema.
In politica brilla il presidente della Commissione Esteri della Camera, il 5 Stelle Vito Petrocelli, che vota contro il governo Draghi per le forniture di armi a Kiev, battuto perfino dalla leader di FdI Giorgia Meloni che, a lungo considerata “Putinversteher”, raccoglie con il Sì a Draghi apprezzamenti da diplomatici Usa. E i distinguo, con l’astensione, dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini e del parlamentare di sinistra Stefano Fassina, sul sostegno militare italiano all’Ucraina assediata, odorano di “Putinversteher”, e il chiarimento che Fassina prova ad offrire ai microfoni radio di “Un giorno da pecora” – Noi non vorremmo, dando forza agli ucraini, indurre Putin a bombardamenti più feroci – , non sembra avere la forza strategica di Sun Tzu o von Clausewitz.
Nessun “Putinversteher” ammetterà mai di esserlo, ce ne sono per interesse, ideologia, snobismo, ma tutti hanno la stessa caratteristica, li riconoscete a prima vista, “Eroi del nostro tempo”, come il titolo del vecchio romanzo di Lermontov, che hanno in uggia l’autodeterminazione dei popoli. Instagram @gianniriotta ©RIPRODUZIONE RISERVATA
di Gianni Riotta
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Il Presidente Ucraino non può esere filonazista perché è ebreo quindi gli Ucraini non possono essere filonazisti perché hanno eletto un ebreo.Filonazista è anche uno che vuole distruggere le altre razze.Quindi non basta essere ebrei per non essere considerato filonazista basta guardare agli ebrei sionistiisraeliani e a quello che stanno facendo ai palestinesi.
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Riotta era un giornalaio già nell’ora prima di conoscerlo , quindi non era non è non sarà mai un giornalista
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Il governo ucraino non credo possa definirsi nazista ma sicuramente filo piuttosto che avverso, anche per aver avallato certi atteggiamenti e certe azioni chiaramente discriminatorie verso i russofoni, come nn riconoscerne la lingua. Che sia ebreo il presidente nn esclude che abbia bisogno dell’appoggio di certe brigate alla difesa. Quindi Che gli ucraini siamo nazisti o filonazisti è una semplificazione grossolana ma che siano presenti consistenti frange naziste tra la popolazione e chi governa ci può stare
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Battaglione azov?
Banderisti?
Svastiche naziste sulle uniformi?
Croci celtiche ovunque?
Fosse comuni di dissidenti?
Mà, io qualche dubbio lo avrei,
E sicuramente non mi sentirei tranquillo se questi soggetti dovessero avere un qualche ordigno nucleare tra le mani.
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Una serpe chiamata NATO .
Quanto a questo riotta anche una parola sola mi pare sprecata .
https://www.voltairenet.org/article215886.html
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E’ una proposta vecchia, l’ho sentita per la prima volta da Luttazzi nel 2007, il “comma Luttazzi” prevede appunto che se tu potente mi fai causa con un pretesto solo per intimidirmi allora mi paghi tu la cifra che volevi da me. E’ una cosa semplice, ma purtroppo equa e quindi in Italia, dove i potenti vogliono restare una spanna sopra agli altri, non verrà mai fatta.
Molto più comodo citare in giudizio un povero giornalista (magari precario) per un fantastiliardo di euro. Quando ne uscirà, dopo anni, con la spada di damocle di perdere tutto, di sicuro non lo “importunerà” più.
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scusate ho scritto sull’articolo sbagliato (non so come si cancella)
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Ottima lettura, da leggere
Patrickarmstrong.ca
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Quando si dice demagogia pelosa
youtu.be/zVeEBHJopZo
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Chissà come piangono i russi, ieri 03/03/2022
Il gas ha sfondato il tetto dei 2 500 $ x 1 000 M3
E la Germania prega Gazprom di non chiudere ulteriormente i rubinetti.
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Sul sito del FQ ieri c’era un0intervista a Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa, che spiega la situazione attuale secondo me senza elementi propagandistici, che riporto:
“Mi aspetto che continui lenta, inesorabile, l’avanzata lungo le sponde del Dnepr. Da Sud i russi stanno risalendo, da Nord stanno scendendo: completate queste operazioni, tutte le truppe ucraine a Est del fiume saranno circondate, senza possibilità di rifornimento: allora la Russia potrà sedersi a quel tavolo e negoziare da una posizione di forza. Che non punta a impadronirsi dell’Ucraina o a devastarla, ma ad avere garanzie sui propri confini orientali”. Dietro la tattica bellica, oltre le immagini che tolgono il fiato, c’è chi si sforza di cogliere ancora il barlume di una qualche strategia politica. Gianandrea Gaiani lo fa da 35 anni, prima come corrispondente di guerra dal 1991 al 2014 e dal 2000 come direttore della rivista specializzata Analisi Difesa.
Cosa vede dietro l’avanzata dei russi?
L’idea che i russi dopo una settimana siano “col fiato corto” non è militarmente seria. Se non bombardano, ma avanzano lentamente, è perché non hanno mai chiamato “guerra” l’operazione in Ucraina. Per loro quello è un “popolo fratello”, ci sono 10 milioni di ucraini col doppio passaporto. Non hanno alcun interesse a prendere un Paese devastando le città e ammazzando indistintamente civili. Non è un caso che l’Onu, ancora l’altro giorno e dopo sei di bombardamenti, abbia riferito che i morti erano 406, che è un numero molto limitato rispetto alle forze dispiegate dal Cremlino.
E allora perché sentiamo dire che “l’incursione rapida” è fallita?
Si discute tanto di questo, ma forse ci si dimentica che gli americani, insieme agli inglesi, hanno impiegato un mese e mezzo per prendere l’Iraq di Saddam Hussein. Oppure che la Nato ha bombardato per 70 giorni di fila la piccola Serbia per farla ritirare dal piccolo Kosovo. Adesso: che i russi possano entrare in tre giorni in un Paese così grande, con 44 milioni gli ucraini… Quello che si vede, tecnicamente parlando, è che Putin non ha interesse a spingere troppo: le sue truppe circondano le città, cercano di indurre le guarnigioni locali ad arrendersi.
La distruzione può essere maggiore?
Non c’è dubbio, basta guardare il potenziale bellico impiegato sul campo. I russi colpiscono obiettivi militari, di notte quando c’è il coprifuoco, per limitare le vittime. Se s’infilassero in una città di 3 milioni di abitanti, farebbero una carneficina che non ha un senso.
E allora, di preciso, dove vogliono andare a parare?
L’obiettivo per loro è guadagnare “profondità strategica”. I russi hanno tutto l’interesse ad ampliare i territori delle “Repubbliche”, che hanno definito tali, di Donetsk e Lugansk e che puntano a completare. Se guardate la mappa, i territori che i russi hanno preso nell’Est, e giù il ricongiungimento di Mariupol, si vede: vogliono congiungere Donbass a Crimea, e queste sono le condizioni che la Russia pretenderà da Kiev. Che accetti che queste regioni siano amministrate, magari non dai russi, ma da amministrazioni locali ucraine filo-russe. Per loro togliere il porto agli ucraini significa togliersi il rischio che domani ci siano basi navali Usa o Nato. Finora, noi non ce ne siamo occupati, la Nato ha respinto le richieste russe e i russi han fatto un’operazione militare che io stesso non immaginavo, perché le conseguenze politiche ed economiche internazionali erano maggiori vantaggi.
Sta dicendo che Putin sfiora la guerra totale, infligge immani sofferenze, per un fazzoletto di terra?
Capisco che sia difficile da comprendere per noi. I russi, a differenza degli europei, considerano la guerra ancora un’opzione per tutelare gli interessi nazionali. Noi europei siamo disposti a tutto pur di non farla. Per loro è solo un’estrema opzione. Nella loro visione strategica, è possibile l’abbiano considerata un’alternativa ragionevole a una guerra ben peggiore, da combattere tra un anno con la Nato.
E che condizioni immagina siano “irrinunciabili”?
Credo che la condizione politica che chiederanno a Kiev sia quella di impegnarsi ad essere “neutrali”, che significa non per forza lontani dalla Ue ma dalla Nato sì. Un’opzione tipo Austria, che è neutrale nel senso che non è nella Nato ma nella Ue. Chiederanno a Zelenski di riconoscere che la Crimea è stata per un periodo ucraina, ma è tornata ad essere russa “legittimamente”. Queste potrebbero essere le condizioni.
E dall’altra parte?
Zelenski intanto potrebbe sopravvivere, che non era scontato all’inizio. E potrebbe accettare perdite territoriali rivendicando il fatto che l’Ucraina ha dovuto accettare condizioni pesanti, ma da sola, senza l’Occidente che ha dato una “pacca sulla spalla”. Potrà rivendicare che il suo Paese ha combattuto da solo i russi e di averlo fatto “con onore”, perché i russi glielo riconoscerebbero. Contro la Russia, del resto, non potrebbe fare di più. La capitolazione arriverà. E un accordo così potrebbe essere soddisfacente per tutti. Non fa cadere Zelenski automaticamente, giacché i russi non pretendono più che se ne vada.
E come reagirebbe la popolazione ucraina?
E’ chiaro che qualunque accordo a Kiev provocherebbe disordini, proteste perché i gruppi nazionalisti di estrema destra che sono oltranzisti vedrebbero come una resa qualunque cessione di territori. Ma, del resto, la sconfitta senza la Nato in campo non sarà oggi o domani ma è già nell’aria, si vede. I russi stanno avanzando e non c’è un contrattacco ma una resistenza che sta cedendo in più punti. I russi vanno molto piano perché aspettano che dall’altra parte finiscano le munizioni e la voglia di combattere. Anche perché i soldati ucraini non ricevono il cambio e se dopo una settimana sei alla frutta non hai capacità di combattere.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/03/03/guerra-russia-ucraina-lesperto-di-difesa-lavanzata-continuera-per-alzare-la-posta-ecco-le-condizioni-per-un-accordo-possibile/6514655/#cComments
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e meno male che l’occidente si autodefinisce democratico…!!!!
non si osa immaginare se fosse stato naziliberista…!!!
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allora, qualche giorno fa dimaio strillava che nessun dialogo è possibile finchè putin non ferma la guerra.
oggi dimaio strilla che sta lavorando per portare putin al tavolo.
mah
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“oggi dimaio strilla che sta lavorando per portare putin al tavolo”
Se qualcuno porterà Putin al tavolo non sarà sicuramente Di Maio, manco la sedia …..
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