Perché gli ucraini ancora non si arrendono? Cosa aspettano? Perché si ostinano a resistere, a intralciare il corso naturale delle cose, della guerra? Perché interferiscono con la legge del più forte? Che non è mai una buona soluzione perché, magari, poi c’è qualcuno […]

(Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – “E adesso senza barbari cosa sarà di noi? Era una soluzione, quella gente”. Costantino Kavafis

Perché gli ucraini ancora non si arrendono? Cosa aspettano? Perché si ostinano a resistere, a intralciare il corso naturale delle cose, della guerra? Perché interferiscono con la legge del più forte? Che non è mai una buona soluzione perché, magari, poi c’è qualcuno che da qualche altra parte del mondo vuole imitarli e si fa male? Perché il loro premier, quell’ex comico (e di ex comici ne sappiamo qualcosa), perché quell’ometto sgualcito e con la barba di tre giorni non è ancora scappato? Perché insiste a farsi riprendere davanti a quella chiesa di Kiev, per incitare la popolazione alla resistenza, a sparare coi fucili di latta contro i blindati, figuriamoci? Perché costui non si smuove da lì invece di imbarcarsi su qualche aereo americano? Che aspetta? Che poi gli americani sono bravissimi a imbarcare i presidenti in fuga (ma anche gli scià e i dittatori amici). E li portano in Florida, o a Las Vegas dove risiedono in grandi ville, scrivono le loro strapagate memorie, si rifanno una vita e ci lasciano in pace. Vuol farsi catturare? Vuole fare il martire? Si crede forse Dubcek o Salvador Allende? Cosa vogliono da noi questi ucraini, perché s’incaponiscono a farsi saltare in aria sui ponti per impedire ai russi di procedere (e poi, diciamolo, Putin ha fatto anche cose buone)? Perché su quell’inutile isolotto insultano il nemico e si fanno sterminare dopo che gli è stato chiesto, educatamente, di arrendersi? Perché improvvisamente vogliono fare tutti gli eroi? Cosa pretende da noi questo popolo di camerieri, di badanti, di amanti e di nazisti? Vogliono forse costringerci al freddo, al buio e privi di benzina? Proprio adesso che, finita la pandemia, potevamo finalmente goderci i nostri meritati weekend, questo assaggio di primavera e il campionato di calcio che entra nel vivo? Non sanno questi ucraini, egoisti che non sono altro, che i loro spericolati soldatini, le loro case sventrate dai missili, le loro famiglie accasciate nei sotterranei della metro, e quel premier con la barba lunga, disturbano la nostra cattiva coscienza? Perché non si arrendono e basta?