
(Emanuele Buzzi – il Corriere della Sera) – La partita a scacchi per il futuro del Movimento entra nel vivo. Martedì si terrà l’udienza al tribunale di Napoli che farà da spartiacque.
Due i nodi sul tavolo: la revoca della sospensione dello statuto richiesta dai vertici M5S e la decisione sull’eccezione di incompetenza territoriale nella causa di merito.
Tra gli stellati si fa largo l’auspicio che il caso possa essere spostato a Roma, dove il M5S ha il suo quartier generale.
Uno spostamento che – sperano i Cinque Stelle – azzeri di fatto quanto accaduto finora. «L’importante comunque vada è ripartire al più presto: non abbiamo altro tempo da perdere», insiste un esponente di peso.
Giuseppe Conte ha già lanciato la sua controffensiva, il piano B: la votazione sullo statuto rivisto e corretto per poter aderire al due per mille e superare allo stesso tempo il problema della sospensiva.
Non solo. Il leader del Movimento – nonostante la frenata imposta dalla guerra in Ucraina – è deciso ad accelerare.
Il presidente vuole rendere «pienamente operativo» il Movimento al più presto. «Non solo la cabina di regia sulla guerra, non solo l’incontro con i componenti dei comitati», da ambienti parlamentari filtra la volontà di ultimare la struttura e di tornare a coinvolgere (scenario politico permettendo) le piazze e gli attivisti.
Il voto sul nuovo statuto potrebbe essere l’occasione per rilanciare il rapporto con i territori e fissare gli obiettivi per le Comunali. Proprio le Amministrative rappresentano ancora una incognita per i Cinque Stelle: c’è anche chi ipotizza un ricorso a un simbolo «civico» come quello utilizzato a Napoli proprio per non incorrere in contestazioni. La causa napoletana ha lasciato il segno.
Lo scontro giudiziario si rivela più complesso del previsto. Lorenzo Borré, l’avvocato dei ricorrenti, ha depositato la memoria di confutazione dell’istanza di revoca: trentaquattro pagine e soprattutto diciassette motivi autonomi di inammissibilità, in primis il fatto che il regolamento «ritrovato» da Vito Crimi a febbraio era già citato nell’avviso di convocazione dell’assemblea del 17 luglio 2021, quando Crimi era reggente dei Cinque Stelle.
Ma il legale ha sfoderato una mossa per mettere in difficoltà il Movimento nella votazione del 10-11 marzo. Borré ha evidenziato come l’articolo 25 dello statuto sull’elezione del presidente contrasti con quanto previsto dalle linee guida della Commissione di garanzia che fissa i paletti per il due per mille.
Uno step in più a cui prestare attenzione per gli stellati (che nel documento al voto hanno di fatto eliminato il tetto dei due mandati).
Borré ieri ha assistito come «cultore della materia» alla presentazione a Roma del libro di Enrica Sabatini sul rapporto tra i Cinque Stelle e Rousseau.
Un blitz che fa aumentare ancora i malumori all’interno del gruppo stellato per la trasferta romana di Sabatini e Davide Casaleggio.
La presenza in libreria dell’avvocato si somma alla visita dell’imprenditore milanese in Senato (dove ha parlato con alcuni esponenti, tra cui la capogruppo Mariolina Castellone) e alla cena giovedì sera con Alessandro Di Battista – corteggiato dai vertici per un suo rientro nel Movimento – e la senatrice Barbara Lezzi.
L’imprenditore negli ultimi giorni è anche molto attivo sui temi dell’energia e della transizione ecologica. «Cosa ha in mente di fare Casaleggio?», si chiedono alcuni Cinque Stelle, che vedono la presenza dell’imprenditore, il suo legame con Di Battista, l’interessamento di Borré come segnali di disturbo per la rifondazione contiana.
Platone e il male ossia lo scontro fra ideologie Programmatiche che si manifesta in scontro politico. Lo scontro è vo sarebbe al dire il vero inevitabile in quanto lo “sguardo” di sviluppo compromette anche una frazione del gruzzolo corposo, tolto il costo della vaccinazione post pandemia, che guarda caso ha innescato un conflitto.
Le direzioni sono per antonomasia diverse in quanto matematizzabili e visive a livello geometrico spaziale e contenutistico, ma anche perché appartenenti a luoghi diversi e l’armonia con ciò che si definisce a “denominatore sociale” si spezza, perché difficile includersi in uno stesso insieme sociale o di partito con fruizione nazionale, partendo da punti di vista diversi, di una diversità però storica; se non vedo non credo,, ma se penso posso anche immaginare di vedere e anche provare a comprendere ciò che mi ruota attorno e provare a chiedersi se è anche ciò che ruota attorno agli altri, quegli altri parte dello stesso cumulo di denominatore o altri diversi, tipo le persone per strada e a lavoro?
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La strofa del carceriere
In prigione devi andare ed in carcere restare,
Se andassi io in prigione saprei farne una ragione?
In prigione devi andare ed in carcere restare per i giorni e per le notti che ti restano di vigilia nella vita e nei calzoni rotti.
Ho le chiavi delle celle fra le tante le più belle’
Prigioni a 5 stelle ma all’inverso per un penitente.
Son carogna so’ Caronte
E per barca traggo l’anime dal monte.
E ora che tocca a te
Non potrai più esser re!
Prigioni a tre stelle, a due a una e a nulla, dove la cella è sempre la più bella.
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La strofa del carcerato
In prigione non voglio andare
Perché non saprei cosa fare.
Ho qui il mio avvocato che ha cambiato per me la legge
Che non è più uguale per tutti
Io mi sono proclamato re
E il re non può punire se stesso.
In prigione non voglio andare
Ma andrò a pregare
A pregare per i miei peccati divenuti così vani da non poter esser ancora più sporcati.
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