
(Gustavo Bialetti – La Verità) – Il gruppo Gedi della famiglia Elkann ha pensato bene di ricordare i 30 anni di Mani pulite con un agile libercolo in vendita in edicola. Sono quasi 380 pagine. Il titolo è L’Italia di Mani Pulite.
A trent’ anni dall’inchiesta che segnò la fine dei partiti figli del dopoguerra, svelò la corruzione di un sistema e cambiò il volto del Paese. Ci sono articoli dell’Espresso, di Repubblica e della Stampa.
Ritroviamo così gli autori dell’epoca, di ieri e di oggi. Eppure a un certo punto, a pagina 360, compare un articolo non firmato preso da Repubblica del 28 maggio 1995.
Il titolo è inequivocabile. Il giorno della Mondadori. Tocca al manager Urbano Cairo. Nel catenaccio si legge: «Il dirigente, 37 anni appena, è coinvolto, attraverso una piccola società controllata dalla sua famiglia nel giro di fatture false che ruota intorno a Publitalia». La storia dell’attuale azionista di maggioranza del Corriere della sera sotto Tangentopoli è nota sebbene non sia così importante. Fu uno dei pochi a chiedere il patteggiamento.
«Ancora uno degli uomini più vicini a Silvio Berlusconi viene interrogato dai sostituti procuratori dell’inchiesta di Mani pulite ed è sotto inchiesta per false fatturazioni.
Si tratta di Urbano Cairo, attuale amministratore delegato della Mondadori pubblicità, giovane ed emergente manager del gruppo del Biscione, che, senza dire una parola, ma rilassato e sorridente, esce alle 14 dalla stanza dell’interrogatorio, cominciato tre ore prima dai pm Gherardo Colombo e Francesco Greco».
Va detto, per amor di cronaca, che nel tomo si ricordano anche le inchieste sulla Fiat e Cesare Romiti. In quel caso non si indagò proprio.
Gustavo Bialetti sei un pischello!!!
“Scrive Moncalvo descrivendo Cairo. «Fedele e silenzioso esecutore di tutti gli ordini di Berlusconi, Cairo – raccontano alcuni suoi ex colleghi – in quegli anni era talmente “impregnato” della “fede” e dai diktat arcoriani che sposò Anna Cataldi essenzialmente per due ragioni: prima di tutto per volere del “sovrano di Arcore” e poi perché, in quel mondo che sembrava una vera e propria setta, “faceva figo sposare un’intellettuale, o presunta tale, che era stata la moglie di Falck” «Era il 1988, lei aveva cinquantuno anni e una figlia sedicenne a carico, lui trentatré.»
Viene coinvolto nell’inchiesta Mani pulite: al processo Cairo chiede il patteggiamento, a differenza degli altri manager Fininvest, e concorda una pena di diciannove mesi con la condizionale, per i reati di appropriazione indebita, fatture per operazioni inesistenti e falso in bilancio. La sentenza diventa definitiva nel 1999, ma dopo 5 anni scatta la riabilitazione e oggi il certificato penale di Cairo è pulito. Il patteggiamento ha innervosito Publitalia ed ha causato il suo allontanamento dal gruppo berlusconiano, che aveva scelto la linea dura contro le accuse. Nel 1995 la Fininvest scioglie il contratto con Cairo che, da allora, ha proseguito la carriera mettendosi in proprio.”
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Bravo Adriano! Ti confermo che Publitalia era davvero una vera e propria” setta” …
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