
(Marco Antonellis – tpi.it) – Chi lo conosce bene lo descrive come furioso con i partiti, anche se l’uomo è molto bravo a dissimulare la propria rabbia interiore. Qualcuno, nel suo cerchio stretto, arriva persino a pensare che sia cominciato lo showdown, il conto alla rovescia, se i partiti non metteranno immediatamente la testa a posto. Perché a Mario Draghi non gliene va più bene una: dopo essere stato “trombato” nella corsa per il Quirinale continuano i problemi in seno alla maggioranza di governo dove ogni partito sembra andare in ordine sparso a cominciare proprio da quelli che più fortemente lo avevano bocciato nella corsa al Quirinale per tenerlo inchiodato a palazzo Chigi. Quando si dice la lealtà.
Il premier non solo è infuriato con Matteo Salvini che ieri ha fatto l’ennesima fuga in avanti sul green pass ma anche con il partito democratico che a dispetto delle belle parole spese a difesa del governo appena può ci mette lo zampino per metterlo in difficoltà come nel caso della norma poi cassata sull’Ilva. Norma che avrebbe messo in forte difficoltà uno dei pupilli prediletti di Mario Draghi, Franco Bernabè. Ed è stata proprio questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso, il vero motivo che ha fatto scattare l’intemerata di Mario Draghi nei confronti dei partiti, con tanto di “cazziatone” fatto ai capi delegazione.
Il problema adesso saranno le misure chiave per l’ottenimento della seconda tranche del Pnrr: delega fiscale, concorrenza e appalti. Palazzo Chigi ha già fatto sapere per le vie brevi ai leader di partito che non saranno tollerate fuga in avanti e che la tenuta della maggioranza si misurerà principalmente su questi tre dossier. Proprio per questo, l’ultima novità che giunge da palazzo Chigi è che potrebbe essere potenziato il ruolo del sottosegretario Garofoli: l’idea è di affiancarlo al ministro D’Incà nella speranza che in Parlamento tutto fili liscio. Soprattutto per quanto riguarda i provvedimenti utili all’ottenimento dei fondi europei.
Chissà però come la prenderà Giuseppe Conte, visto che di fatto il grillino D’Inca verrebbe “commissariato”.
Draghi ha solo dimostrato di essere un Cetto Laqualunque ne più ne meno di tutti quelli che lo hanno preceduto.
Nemmeno il berlusca era riuscito a far aumentare i combustibili così tanto e in così poco tempo.
( e dire che ci si era impegnato parecchio…)
L’unica ( magra) consolazione é che farà la stessa fine di monti……disprezzato e deriso da tutti alla faccia della sua tracotante superbia.
Tiė.
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DRAGHI STA METTENDO A SACCO L’ITALIA COME LA GRECIA (IFQ)
PAOLO MADDALONI, VICEPRESIEDENTE EMERITO DELLA CORTE COSTITUZIONALE
Il governo Draghi non fa gli interessi dell’Italia: i cittadini sono legittimati ad agire in giudizio
Il governo Draghi, dopo aver disposto la vendita agli stranieri di tutti i servizi pubblici essenziali (Ddl Concorrenza Art. 6) e, in particolare, della distribuzione dell’acqua (emendamento 22.6 al Dl Recovery), con decreto ministeriale del 19 febbraio 2022, ha disposto la messa a gara della compagnia di bandiera Ita Airways.
Con tali atti Draghi dimostra di diventare in pratica l’esecutore delle multinazionali e della finanza internazionale per la liquidazione dell’intero patrimonio pubblico del Popolo italiano.
Egli agisce in palese contrasto con la Costituzione, la quale considera i servizi pubblici essenziali, le fonti di energia, le situazioni di monopolio e le industrie strategiche (art. 43 Cost.) in proprietà pubblica demaniale del Popolo, ai sensi del comma uno, primo alinea, dell’articolo 42, il quale sancisce che la proprietà è pubblica e privata.
È chiaro che svendendo l’intero demanio pubblico lo Stato italiano resta nella impossibilità di garantire a tutti i servizi pubblici indispensabili per la vita di tutti i cittadini.
Infatti alle entrate del bilancio statale vengono sottratti i molto lauti guadagni che provengono dalla gestione dei servizi pubblici essenziali, e alla pubblica amministrazione non resta altro, per soddisfare i bisogni della popolazione, se non la possibilità dell’aumento delle imposte, le quali riducono la domanda e impediscono lo sviluppo economico, distruggendo posti di lavoro, portando tutti a una ineliminabile miseria. In sostanza il governo Draghi non si accorge che, con queste operazioni, sta distruggendo il nostro Stato-Comunità, rendendolo schiavo degli Stati economicamente più forti a cominciare da Germania e Francia. E tutto questo mentre i media di tutto parlano, tranne che della rovina economica nella quale siamo indirizzati.
È indispensabile che gli uomini di buona volontà, pure esistenti nel Paese, svolgano una incisiva azione di divulgazione di questo stato di cose, e che il maggior numero possibile di cittadini adiscano la via giudiziaria con il fine di portare davanti alla Corte costituzionale queste disposizioni legislative tanto dannose per gli interessi generali. E a tal proposito si ricorda che i cittadini singoli o associati sono legittimati ad agire in giudizio: in quanto parte della collettività (art. 2 Cost.), in quanto titolari del diritto di partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3, comma 2, Cost.) e in quanto autorizzati a svolgere attività di carattere generale secondo il principio di sussidiarietà (art. 118, comma 4, Cost.).
Siamo davvero ad una svolta decisiva e, se non facciamo attuare nel settore economico la nostra Costituzione, ci aspetta soltanto un futuro di schiavitù sotto lo schiacciante potere economico delle multinazionali e della finanza internazionale.
Si tratta di adempiere al dovere sacro del cittadino di difendere la Patria, secondo quanto sancisce il primo comma, primo alinea, dell’articolo 52 Cost. Come al solito, e con maggiore apprensione, invito tutti ad attuare gli articoli 1, 2, 3, 4, 9, 11, 41, 42, 43 e 118 della nostra Costituzione repubblicana e democratica.
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” …il governo Draghi non si accorge…”. Al contrario, sembra che lo sappia benissimo e che lo faccia APPOSTA.
Alla frase ” …l’esecutore delle multinazionali…” mi è venuta in mente – chissà perché- l’antica definizione : ” esecutore delle alte opere di Giustizia” che nel passato indicava il boia.
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