Dodici mesi fa giurava il governo Draghi, osannato dagli stessi giornali che poi hanno finto di non vedere balle ed errori su Covid, giustizia e economia. Il 13 febbraio di un anno fa Mario Draghi giurava, insieme al suo governo, al Quirinale. Invocato come “il Migliore” […]

(DI PATRIZIA DE RUBERTIS, LORENZO GIARELLI, ANTONELLA MASCALI, ILARIA PROIETTI E NATASCIA RONCHETTI – Il Fatto Quotidiano) – Il 13 febbraio di un anno fa Mario Draghi giurava, insieme al suo governo, al Quirinale. Invocato come “il Migliore”, il capo di un “Dream Team” che avrebbe salvato l’Italia dalla pandemia e dalla crisi economica per poi assurgere al meritato Colle, SuperMario è stato incensato per dodici mesi da giornali e tv. Un coro che ha fatto finta di non vedere decine di errori e bugie su Covid, giustizia, economia e politica, come ricordiamo qui sotto.

1 marzo 2021 Draghi nomina Francesco Paolo Figliuolo come Commissario straordinario per l’emergenza Covid al posto di Domenico Arcuri.

12 marzo I ministri formano le proprie squadre. Alle Pari Opportunità, la renziana Elena Bonetti chiama Antonella Manzione come “responsabile dell’Ufficio legislativo”. L’ex capa dei vigili urbani di Firenze – già spedita al Consiglio di Stato ai tempi del governo di Renzi – trova un’altra poltrona.

13 marzo Figliuolo fissa per metà aprile il traguardo di mezzo milione di vaccini al giorno. Bisognerà aspettare metà maggio.

8 aprile Draghi dà del “dittatore” al premier turco Erdogan, provocando una crisi diplomatica.

9 aprile L’ex deputato dem Andrea Martella, di professione dirigente di partito e già coordinatore della mozione Orlando alle primarie del 2017, viene reclutato per 72 mila euro all’anno come esperto dello stesso ministro Orlando.

9 aprile Il ministro della Transizione Roberto Cingolani approva 7 progetti di estrazione (compresi dei rinnovi) di idrocarburi nonostante la moratoria dei permessi in vigore fino al settembre 2021.

13 aprile Visto il clima di piena restaurazione, la Commissione contenziosa del Senato trova il coraggio di restituire il vitalizio a Formigoni e agli altri condannati in via definitiva, col pretesto che la legge sul Reddito di cittadinanza nega l’assegno solo ai latitanti, ai terroristi e ai mafiosi.

28 aprile Registrato con una telecamera nascosta da Fanpage, il sottosegretario leghista Claudio Durigon sghignazza sull’inchiesta sui fondi del suo partito: “Il Generale della Guardia di Finanza che indaga lo abbiamo messo lì noi”.

30 aprile Il governo invia il Pnrr a Bruxelles. Nella versione finale salta il riferimento alla necessità di approvare una legge sul salario minimo, eliminato per non indispettire sindacati e Confindustria.

11 maggio Figliuolo ipotizza un milione di vaccinazioni al giorno. Un obiettivo che non verrà mai centrato.

18 maggio Il Consiglio di garanzia del Senato conferma: i condannati hanno diritto al vitalizio.

20 maggio Il ministro Orlando porta in Cdm una norma che proroga il blocco dei licenziamenti (partito a marzo 2020) fino a fine agosto, ma l’asse Confindustria-centrodestra spinge Draghi a rimangiarsi tutto lasciando la data del 30 giugno.

20 maggio Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi mette a punto una (semi) sanatoria – il ministro puntava ancora più in alto – sui precari della scuola. Si mette a regime una prova di fine anno per i docenti con almeno tre anni di servizio, che possono ottenere il posto.

28 maggio Il Cdm approva il dl “Semplificazioni”, cioè un nuovo Sblocca cantieri, stavolta pensato per il Pnrr (a sua volta cucito sui progetti delle grandi partecipate pubbliche, specie Snam e Eni): corsie veloci per gli appalti, super veloci per le grandi opere (con tanto di ritorno dell’appalto integrato della Legge Obiettivo di B.).

22 giugno Brunetta riammette al concorsone flop 70 mila esclusi dalla procedura di reclutamento di 2.800 super-esperti in materia di fondi di Coesione per il Sud. Passano la selezione e vincono un contratto di tre anni per gestire i soldi del Pnrr molti candidati senza la minima esperienza, laureati al Dams e psicologi compresi.

25 giugno La commissione Contenziosa del Senato cancella il taglio dei vitalizi, annullando integralmente la delibera del 2018.

12 luglio È il giorno della trattativa Stato-Bonucci. L’Italia ha appena vinto l’Europeo di calcio, gli Azzurri si impuntano – con lo juventino in testa – affinché gli sia concesso un giro per Roma col pullman scoperto per festeggiare. Così accade: migliaia di persone si ammassano senza mascherine.

19 luglio I Migliori riesumano pure Elsa Fornero, chiamata come consulente della “commissione governativa per la programmazione economica”.

22 luglio Il Cdm approva il decreto che introduce l’obbligo del Green pass per bar e ristoranti al chiuso, musei, stadi, palestre, piscine. “Il Green pass– dice Draghi – è una misura per potersi divertire, andare al ristorante, partecipare a spettacoli, con la garanzia di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose”. Sarà smentito.

4 agosto Il ministro dei Trasporti Giovannini annuncia 50 milioni per uno studio di fattibilità tecnico-economica che – partendo dal lavoro del gruppo di studio voluto dall’ex ministra Paola De Micheli – deve stabilire qual è il progetto migliore per il Ponte sullo Stretto di Messina.

5 agosto Il ministro Brunetta arruola l’ex agente “Betulla” al servizio dei Servizi, il giornalista Renato Farina, come consulente giuridico. L’ex spia, che ha patteggiato 6 mesi per favoreggiamento, è costretto alle dimissioni dopo che il Fatto solleva lo scandalo.

6 agosto Durante un comizio a Latina, Durigon lamenta il fatto che un parco della città sia dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, proponendo di intitolarlo ad Arnaldo Mussolini, fratello del Duce. Draghi non dice una parola. Il Fatto lancia una petizione che arriva a 162 mila firme. Dopo venti giorni di proteste, Durigon si dimette da sottosegretario.

13 agosto Tutto ciò che il ministro Bianchi e i Migliori riescono a pensare per un rientro a scuola in sicurezza si esaurisce nell’indicazione di “un metro di distanza” in aula “ove possibile” e nella raccomandazione di tenere “una finestra aperta”.

14 settembre L’ex direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, capo di gabinetto di Brunetta, vede lievitare il suo stipendio a 200 mila euro rispetto ai 145 mila pattuiti a inizio dell’incarico.

23 settembre Il Senato approva la riforma penale. Introduce l’improcedibilità, bocciata dalla magistratura e dal Csm: dal 2025 i processi (tranne quelli per reati per cui è previsto l’ergastolo) verranno dichiarati morti dopo 2 anni in Appello (più eventuale proroga di un anno) e dopo 1 in Cassazione (possibile proroga di 6 mesi). I processi per reati di mafia, corruzione, traffico di droga e violenza sessuale possono avere più proroghe. La legge Bonafede, che bloccava la prescrizione con l’inizio del dibattimento, rimane solo per il primo grado.

21 settembre Un nuovo decreto introduce l’obbligo di Green pass per tutti i lavoratori dal 15 ottobre. Comincia l’era del tampone di massa. Dal 16 ottobre al 18 dicembre si convincono solo 2 milioni di renitenti.

9 ottobre Un gruppo di fascisti assalta la sede della Cgil a Roma. Le forze dell’ordine lasciano fare, Lamorgese vaneggia di agenti in borghese che stavano testando il “moto ondulatorio” delle camionette. Draghi “valuta” di sciogliere Forza Nuova. Dopo quattro mesi, la pratica rimane in un cassetto.

15 ottobre L’ex ministro casiniano Gianpiero D’Alia viene nominato da Draghi nell’organo di autogoverno della Corte dei Conti.

15 ottobre Brunetta mette la parola fine allo smart working, “una perdita di tempo”. Quando in dicembre esplode la variante Omicron, i sindacati chiedono di ripristinarlo, ma Brunetta spiega che solo lui potrà decidere se e quando accadrà. Neanche a gennaio, al massimo dei contagi, cambierà idea.

20 ottobre Tra i Migliori trova posto anche il leghista Roberto Maroni, richiamato al Viminale per seguire il protocollo anti-caporalato.

28 ottobre Nel Cdm che approva la legge di Bilancio, come previsto, viene eliminato il Cashback, la misura anti-nero assai cara a Conte. Etichettata come “regressiva”, nessuno ha però dimostrato quali siano le categorie che se ne sono avvantaggiate, mentre è certificato che i benefici (un gettito fiscale di 9 miliardi entro il 2025) sarebbero stati maggiori dei costi (4,7 miliardi).

9 novembre La Commissione governativa presieduta dalla sociologa Chiara Saraceno propone 10 modifiche migliorative del Reddito di cittadinanza. Il governo le ignora tutte e in manovra inserisce norme che Saraceno bolla come “inutilmente punitive”.

15 novembre Il Cdm approva il decreto legislativo sulla presunzione di innocenza, che recepisce una direttiva europea del 2016. È il decreto che imbavaglia magistrati e giornalisti (i procuratori possono parlare solo “con comunicati ufficiali” e “solo se necessario”) e mette in seria difficoltà i giudici che devono scrivere misure cautelari (guai a non tutelare abbastanza la presunzione di innocenza), come denuncia l’Anm.

17 novembre Completate le nuove direzioni dei Tg Rai. Vincono i protagonisti delle epurazioni renziane: Mario Orfeo (dg Rai tra il 2017 e il 2018) è capo dell’Approfondimento, Monica Maggioni (presidente dal 2015 al 2018) va al vertice del Tg1. Gennaro Sangiuliano, in quota Lega, resta al Tg2. M5S unico escluso dal giro di nomine.

17 novembre La commissione Giustizia alla Camera approva il testo base del presidente Mario Perantoni (M5S) che modifica – su ordine della Corte costituzionale – l’ergastolo ostativo. La Consulta ha dichiarato incostituzionale l’ostativo pure per la libertà condizionata, ma ha deciso, dato il rischio concreto di scarcerazione dei boss stragisti, di passare la palla al Parlamento, dandogli tempo fino a maggio per legiferare. Il testo definitivo non è stato ancora approvato.

14 dicembre La Giunta per le immunità nega gli arresti domiciliari per Luigi Cesaro (FI). E grazie a centrodestra e Italia Viva (con l’astensione di Pd e M5S), propone di sollevare un conflitto di attribuzione alla Consulta contro i pm dell’indagine sulla fondazione Open.

17 dicembre Il primo grado della giustizia interna della Camera impone di ridimensionare il taglio dei vitalizi del 2018.

22 dicembre Draghi si candida per il Quirinale. Si definisce “un nonno al servizio delle istituzioni” e spiega che l’azione di governo “può andare avanti indipendentemente da chi ci sarà”. Con Omicron alle porte, Draghi fa capire di avere le valigie pronte.

22 dicembre Al Senato il collegio interno di secondo grado stabilisce di rivedere al rialzo gli assegni dei vitalizi, ma rimette alla Corte Costituzionale la decisione di pronunciarsi sugli arretrati e sulla legittimità complessiva della delibera che aveva introdotto la sforbiciata.

23 dicembre Arriva l’obbligo del Green pass rafforzato (solo vaccinati e guariti) per il banco del bar e i ristoranti. Ma il virus non se ne accorge e Omicron dilaga.

27 dicembre Una cordata formata da Tim, Leonardo, Sogei e Cdp viene scelta per la realizzazione del cloud di Stato, quello che ospiterà tutti i dati digitali della Pa. Problema: il verdetto era già stato anticipato mesi prima dal Fatto, che aveva rivelato le pressioni del ministro per l’Innovazione, Vittorio Colao, per favorire la cordata risultata poi vincitrice, anche a scapito del Poligrafico dello Stato, sfilatosi dalla contesa. Del caso si occupa la Procura di Roma (al momento non ci sono indagati).

29 dicembre Altro decreto per introdurre il Super Green pass anche in hotel, impianti da sci, ristoranti all’aperto. Tuttavia, tra il 27 dicembre e la fine dell’anno, le prime dosi solo una volta superano quota 60 mila.

29 dicembre Il governo chiede la fiducia alla Camera, battendo ogni record: si tratta del 35esimo voto di fiducia in 11 mesi, a una media di 3,2 ogni 30 giorni. Stracciato pure Mario Monti, che era arrivato a una media di 3 al mese. Lontani il Conte-2 (2,25 al mese) e i governi Gentiloni (2,1) e Renzi (2).

31 dicembre Bruxelles invia la bozza della cosiddetta Tassonomia Ue degli investimenti considerati “sostenibili” e quindi “verdi”. Il testo considera tali sia il nucleare (voluto dalla Francia) sia il gas, ma con limiti che aiutano soprattutto la Germania. L’Italia contesta solo questi ultimi (per non indispettire Macron) e non ottiene nulla.

5 gennaio 2022 Il governo introduce l’obbligo vaccinale per gli over 50, allineandoci a sparuti casi nel mondo (Turkmenistan, Indonesia, Polinesia). La platea da raggiungere, al momento dell’annuncio, è di circa 2,3 milioni di persone, ma in più di un mese scende solo di 800 mila unità.

29 gennaio All’ottavo scrutinio, il Parlamento rielegge Sergio Mattarella presidente della Repubblica. Ne esce sconfitto Draghi (come però notano i giornali stranieri e non quelli italiani), disposto a destabilizzare il governo per le proprie ambizioni. E sfuma la possibilità di mandare al Colle una donna, visto l’asse tra renziani, Enrico Letta, Di Maio e FI per bocciare Elisabetta Belloni.