L’uomo con la penna, in senso proprio e metaforico, punta l’inchiostro al nostro petto per illustrarci, con l’aiuto di Beppe Severgnini (Un italiano, edito da Rizzoli) “il dietro le quinte” delle punture […]

(ANTONELLO CAPORALE – Il Fatto Quotidiano) – Quest’anno l’8 marzo si colora doppio: festa della donna e festa di Francesco Paolo Figliuolo, che finalmente si racconta agli italiani: “Sono un alpino, non sono uno stupido”.
L’uomo con la penna, in senso proprio e metaforico, punta l’inchiostro al nostro petto per illustrarci, con l’aiuto di Beppe Severgnini (Un italiano, edito da Rizzoli) “il dietro le quinte” delle punture.
Il generale, confidente e ottimista, spiega che per lui questi dodici mesi (il 1º marzo scorso fu nominato da Mario Draghi commissario straordinario per l’emergenza Covid) sono stati straordinari e a tratti “entusiasmanti”. Se Figliuolo scrive solo adesso è perché prima non aveva avuto modo. Infatti detta a Severgnini: “Se uno passa il tempo in televisione o a rilasciare interviste come riesce a lavorare?”.
Bella domanda da girare ai colleghi della virologia transnazionale, dell’immunologia iperspaziale, dell’infettivologia continua che sono riusciti a sfornare titoli tempestivi e ricette esemplificative del buon vivere in un confronto sempre serrato col killer di sospetta provenienza cinese.
Virus (Burioni), Virosfera (Palù), Il virus buono (Silvestri) L’avventura dei polmoni (Richeldi), Il dopo (Capua), Il mondo dei microbi (Bassetti), Danzare nella tempesta (Viola) sono i primi volumi che ci vengono in mente e che certamente anticiperanno nel prossimo autunno la seconda (o forse è già la terza?) ondata di scienziati con la biro in mano e la telecamerina in spalla.
Un italiano è invece il diario di guerra dell’alpino chiamato a tener testa al virus.
Ora, e lo si scrive qui per chiarire un dubbio che potrebbe far capolino, non è che si voglia polemizzare col generale scegliendo di affidare l’anticipazione del libro a un cognome tipicamente militare, ma di rango così basso da far temere il dileggio del protagonista dell’articolo anziché la connessione. C’era urgenza di scriverne, tutto qua.
Conoscere Figliuolo, nato a Potenza dove ha vissuto fino al liceo, la sua passione per la divisa ma il turbamento per quale arma scegliere, dove andare, chi essere. Grazie al consiglio di un colonnello, amico di famiglia, il giovane Figliuolo sceglie gli alpini. “L’alpino – scrive inseguendo una proprietà transitiva concettuale – porta lo zaino. Ne porta anche due. È portato a riflettere”.
Contento dello zaino e della penna sul cappello, Figliuolo sceglie l’artiglieria di montagna perché ascolta i buoni consigli: “Lì si fanno le cose seriamente”.
Ecco che dunque questo “italiano” di buona famiglia meridionale, porta uno, due, dieci zaini. E tutto il peso della responsabilità, anche del coraggio, dell’ambizione, gli consentono di appuntarsi sul petto gli onori militari di una stagione lunga e vincente. Già Crozza lo ha raccontato con questa enorme placca ferrata di premi e tricolori sull’intero torace, con la giacca oramai zeppa di trofei personali al punto che i prossimi riconoscimenti che certamente avrà, potranno essere esibiti sulle pieghe dei pantaloni per via degli spazi ormai ridotti. Con Severgnini il generale si confida, racconta, spiega il dietro le quinte delle punture e poi la sua “entusiasmante” stagione.
Avevamo capito che questi due anni fossero stati terribili e assai poco entusiasmanti. Ma sono punti di vista.
Avrei gradito qualche info sulle copie vendute: no perché prima disprezzavo gli italiani che al massimo leggono Fabio Volo, ora ritengo di scusarmi, se ci sono nientedimeno italiani che leggono i libri di questi malati di protagonismo che non si capisce quando lavorino.
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Pensa che c’è anche chi ha letto il libro di Emanuele Filiberto di Savoia!
Incredibile, ma vero.
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Se non vi dovesse bastare il libro del generale vi consiglio altri interessanti libri.
Tra De Gasperi e gli U2. I trentenni e il futuro
di Matteo Renzi edito da Giunti Editore, 2006
A viso aperto
di Renzi Matteo edizioni Polistampa collana , 2008
Controcorrente
libro Renzi Matteo
edizioni Piemme collana Saggi PM , 2021
La mossa del cavallo. Come ricominciare, insieme
libro Renzi Matteo
edizioni Marsilio collana I nodi , 2020
Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani
libro Renzi Matteo
edizioni Marsilio , 2019
Avanti. Perché l’Italia non si ferma
libro Renzi Matteo
edizioni Feltrinelli collana Serie bianca , 2017
Oltre la rottamazione. Nessun giorno è sbagliato per provare a cambiare
libro Renzi Matteo
edizioni Mondadori collana Strade blu. Non Fiction , 2013
Stil novo. La rivoluzione della bellezza tra Dante
libro Renzi Matteo
edizioni Rizzoli collana BUR Best BUR , 2013
Fuori!
libro Renzi Matteo
edizioni Rizzoli collana BUR Best BUR , 2013
Io gli ho tutti, buona lettura
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Tienitelo!!
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E.c. tieniteli
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@Paola
👍
Gianni
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Io GLI ho tutti?
Ma che c’è in ‘sto blog la GLIglite?
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Hai ragione chiedo venia
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hai vinto il titolo di
MASOCHISTA DEL VENTENNIO!!!!!
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Nel mese di gennaio 2022 vi sono stati nel nostro paese 10.000 decessi per covid con solo 5 milioni di non vaccinati su 60 milioni di italiani. Figliuolo taccia per favore.
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Ma la velocità del pensare un pensiero in virtù di esserlo , cioè di rappresentare se stessi fino a divenirlo veramente può solo trasformarsi in immagini fantastiche che vengono sublimate anche attraverso l’attività onirica o i sogni, a dir si voglia.
Io non sono nessuno, sono solo una persona cresciuta nella biblioteca da cui ritornano pedate, sberleffi, tradimenti e chiusure di ogni tipo.
Ai topi delle travi delle grandi e monumentali biblioteche dove ogni libro, ogni storia e ogni ragionamento fa mostra di sé e di un pensarsi civili e non bestie!
I crepacci della storia esistono e si scoprono ascoltando la vita degli anziani, chi sono loro, gli altri nonni?
Se la metà del genere umano non fosse femminile è la visione negletta di un potere solo maschile clericale e gerarchico esasperato su un’unica dimensione paradossale in quanto la donna esiste ma deve essere incrociata là dove deve diventare l’altra metà fisica.
E ad onor del vero, meglio i sogni.
La storia si profila lunga se si invia zia a leggere all’indietro pagina dopo pagina, foglio dopo foglio .
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Ecco la stele dei Celestini che da 5 diventarono 6!
Vi era anche un’altra televisione , cioè quella degli spettacoli nei teatri.
E i cori?
Alpini, alpeggio, dileggio e pulegge per terminare sempre ove non batte il sole!
Ma o’sole mio in fronte e in tasca?
Ad onor del vero il sud è entrato dalla porta della sinistra per divenire di destra cioè ladro?
Fateci capi! come dite voi, le croci sono pensate? Chiese la notte al dì
Pensare una dimensione sociale, questo è politica.
Ed ecco che sprovveduti non riescono più a provvedere a se stessi e si diviene barboni, folli, ma liberi.
E se il prezzo è giusto la libertà è sempre la sinonimo della scelta più libera.
Auguri di buon cammino anche a me e alle donne dai cento occhi e a quella da 10, cadute nei crepacci delle singole storie dove è trascorsa parte della vita, frutto di scelte personali e di obblighi sociali e civili.
A voi la palla sempiterna, auguri.
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Senza il la.
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Non so perché leggendo ho avuto una visione “orrenda”…libri alla sgarbi “scritti”e”letti”al mattino sulla tazza. Come d altronde sono scritti.
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