Il Garante convoca Conte, Di Maio, Raggi e Fico L’ipotesi di un nuovo comitato di garanzia e il nodo di Rousseau. Sentirà tutti i maggiorenti, Grillo, e cercherà una via d’uscita in bilico tra norme, cavilli e ragion politica. Ben sapendo che ogni mossa ora sarà come muovere un passo sopra un campo minato […]

(DI LUCA DE CAROLIS – Il Fatto Quotidiano) – Oggi il Garante che non vuole rimetterci sonno e denaro sarà a Roma. Perché oggi lui, Beppe Grillo, terrà le sue consultazioni sulla crisi a 5Stelle. Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, i capigruppo di Camera e Senato, probabilmente l’appena disciolto comitato di garanzia con Luigi Di Maio – presenza certa, al tavolo di oggi – Roberto Fico e Virginia Raggi: uno dopo l’altro incontreranno il fondatore, l’unica autorità rimasta operativa nel M5S congelato da un’ordinanza del Tribunale civile di Napoli. Sentirà tutti i maggiorenti, Grillo, e cercherà una via d’uscita in bilico tra norme, cavilli e ragion politica. Ben sapendo che ogni mossa ora sarà come muovere un passo sopra un campo minato. Un piede messo male, e saranno ancora ricorsi, con il Garante, che sarebbe il primo a risponderne in tribunale. Ed è questa la prima preoccupazione del fondatore. Ma dall’altra parte il primo interlocutore naturale è il presidente congelato, l’avvocato Conte, che in queste ore ha già parlato moltissimo con Grillo. E che assieme ai suoi legali riflette su come riemergere dalla palude. Ha varie ipotesi in testa, l’ex premier, e oggi ne riparlerà faccia a faccia con il Garante, dopo un martedì in cui lo ha compulsato tramite telefono e videochiamate.
La prima opzione che Conte potrebbe proporgli è un’istanza per chiedere la revoca dell’ordinanza, da presentare a una diversa sezione del tribunale civile o alla Corte d’Appello di Napoli. Un ricorso che punterebbe sulla presentazione del vecchio regolamento per le votazioni del M5S, antecedente quindi l’insediamento di Conte, votato come presidente nell’agosto scorso. E sarebbe la risposta ai rilievi del tribunale, secondo cui prima di escludere un terzo dagli iscritti dal voto dello statuto di Conte – quelli iscritti da meno di sei mesi al M5S – sarebbe stato necessario prevederlo in un nuovo, apposito regolamento.
L’ex premier potrebbe far notare che tale cautela era sempre stata adottata dal Movimento, così da prevenire l’iscrizione di “truppe cammellate” a ridosso delle votazioni più delicate. Ma Conte, sussurrano fonti qualificate, valuta anche un’altra strada, a naso più impervia. Ossia quella di convocare comunque l’assemblea degli iscritti per far rivotare il suo statuto e quindi farsi rieleggere come presidente. Questo perché, da presidente bloccato ma non revocato, potrebbe presentare questa decisione come uno degli atti ancora possibili in questo stallo. Però vorrebbe dire forzare, e in uno scenario così friabile non appare la prima scelta. Più facile invece che Grillo nomini comunque un nuovo comitato di garanzia di tre persone, da scegliere tra una rosa di sei nomi su cui dovrebbero esprimersi gli iscritti sul web. Da lì in poi, si sarebbe di fronte a un bivio. La prima via porterebbe al varo di un nuovo regolamento, con cui disciplinare una nuova votazione dello Statuto contiano. Quindi con l’avvocato di nuovo presidente, una segreteria e un Consiglio nazionale. L’altra invece conduce all’elezione di un organo collegiale, quel “comitato direttivo” di cinque persone immaginato dagli Stati generali, sorta di congresso del Movimento tenutosi sul finire del 2020. Ma da qui si precipita su un altro nodo, politico. E un big lo riassume così: “Il comitato verrebbe votato dagli iscritti, certo, ma Conte accetterebbe di farne parte? E soprattutto, che assetto uscirebbe dalle votazioni?”. Tradotto meglio, il rischio sarebbe quello di ottenere un vertice tutt’altro che omogeneo, fatto di 5Stelle diversissimi tra loro. Ingestibile, anche per Grillo. I “generali” dei due fronti, quello contiano e quello dimaiano, lo sanno e cominciano a discuterne. Per ora con spirito e idee molto diverse.
Dalle parti di Conte raccontano di un avvocato “molto determinato”. Al punto da rispondere con un secco no a qualche 5Stelle che, come già raccontato dal Fatto, nelle ultime ore è tornato a sussurragli di formare un nuovo soggetto politico “perché altrimenti non ne usciremo più”. Ma il leader insiste. Per ora non ha riaperto i canali con Di Maio. Il ministro che attende, in silenzio. E che ai suoi da giorni predica calma, convinto che una soluzione politica sia l’unico modo per tenere assieme il M5S. Ossia che serva un accordo complessivo per tenere dentro sia i dimaiani che Conte, in un’ottica di disarmo generale.
Una tregua a cui Grillo lavora già da giorni. Ma per arrivarci bisogna passare sempre da lì, dagli avvocati. Ancora su posizioni distanti tra loro, a fare la tara ai vari sussurri che si rincorrono. “Bisogna parlare anche con Lorenzo Borrè” teorizza un 5Stelle addentro alla partita. Ossia con il legale del ricorso di Napoli, quello che ha paralizzato un Movimento. Necessità di cui Grillo, pare, si è già fatto promotore. Ma tutto ancora va capito e deciso. Compreso – e non è affatto una questione residuale – su quale piattaforma votare: se su Rousseau, la creatura di Davide Casaleggio nel frattempo svuotata dei dati degli iscritti, o sul nuovo portale SkyVote. Un’altra possibile botola, per il Movimento flagellato dalle buche.
grillogang!
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“Dalle parti di Conte raccontano di un avvocato “molto determinato”. Al punto da rispondere con un secco no a qualche 5Stelle che, come già raccontato dal Fatto, nelle ultime ore è tornato a sussurragli di formare un nuovo soggetto politico “perché altrimenti non ne usciremo più”. Ma il leader insiste.”
CVD: era ovvio.
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Il direttivo a 5 laccaculo di Grillo consentirebbe a Grillo di tornare a fare Grillo, ovvero il garante che si finge megafono mentre si inchiappetta tutti, militanti inclusi.
E tornare a Rousseau voul dire tornare al Gatto e la Volpe, con votazioni non certificate, quesiti truffaldini e una moderazione che premia solo i leccaculo, tutti gli altri li banna.
Che schifo.
Il problema è la qualità della militanza, fa schifo in tutti partiti, M5S incluso.
Meglio puntare il dito sui politici he? Facile he?
Come mai nessuno della base si è mai accorto di nulla?
Hanno tutti la mentalità da leccaculo è questa la verità di fondo.
Il clientelismo partitocratico ci ha ridotto così, vi ha ridotto così.
Se la base del M5S migra, armi e bagagli, nel partito di Conte ne determinerà il suo fallimento.
Conte deve ripartire da zero.
Se lo facesse, adesso penserebbe solo al programma ed alla piattaforma informatica.
Non facendolo si sta logorando nel tentativo di districare una matassa così logora da essere inservibile.
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Pizzarotti tornerebbe in un M5Stelle rinnovato?
“No, è irriformabile. E poi chi è quel politico che vorrebbe essere ostaggio dei post di Grillo?!”.
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Andreaex ……Calma! Non generalizzare! A suo tempo qualche iscritto/attivista si è mosso contro D.Casaleggio per la gestione del blog, ma soprattutto per quella dell’ elenco iscritti! Credo che all’ Associazione Rousseau siano arrivate diverse diffide e se non avesse restituito elenco/dati iscritti al M5S, sarebbe incorso in azioni legali da parte di iscritti ed attivisti! Le stesse azioni legali per eventuale nuovo passaggio dati sensibili personali degli iscritti a Rousseau/Casaleggio la cui gestione per custodia ed operazioni di voto è stata quantomeno opaca, per usare un eufemismo! Grillo ci pensi bene perché rischia molto più del ricorso su possibilità di voto prima di 6 mesi, la custodia di dati sensibili va maneggiata con cura……
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Scusate, ma cosa sarebbe il comitato direttivo nell’idea originaria? Una direzione a 3 o 4 tutti pari tra loro? E se sì, Conte sarebbe uno di questi?
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https://fb.watch/b4XHaJlSYK/
Inc. la Fata Turchina!
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