Sabino Cassese su La7: “Le dichiarazioni di Di Maio possono essere quelle di un vecchio notabile della Dc di settant’anni”. Inteso come complimento. Che Paese meraviglioso, dove “bibitaro” è un insulto e “democristiano” una patente di maturità […]

(DI TOMMASO RODANO – Il Fatto Quotidiano) – Lo chiamavano bibitaro, ne decantavano il curriculum tra risatine e colpi di gomito, tenevano la contabilità dei congiuntivi sbagliati, delle pronunce goffe e delle sortite in balcone. Non più: Luigi Di Maio è diventato uno statista. La stampa e l’opinione pubblica liberal sono finalmente persuase dalle qualità del ragazzo. Che nel frattempo si è fatto uomo: fino all’altroieri era “Giggino”, ora ha “lo standing” del ministro.
Leggete com’è rotonda e flautata l’analisi di Repubblica, che ieri lo confrontava con Giuseppe Conte, “l’azzimato Avvocato del Popolo con la pochette a quattro punte”, la cui “parabola discendente incrocia quella di Di Maio, che ora punta di nuovo verso l’alto”. Una rivoluzione: “Il rampante ‘capo politico’ che dopo la rottura con Salvini non voleva l’accordo con i vecchi nemici del Pd, l’arrogante candidato premier che invocava l’impeachment di Mattarella, lo spregiudicato capopopolo che andava in macchina a Parigi con il subcomandante Dibba per solidarizzare con i gilet gialli contro il feroce Macron è come se fosse stato inghiottito da un buco nero”. Tutto d’un botto. “Al suo posto c’è un altro Di Maio, che parla il linguaggio felpato dei dorotei, però ha dimostrato la lealtà di un ministro moroteo, ma anche l’astuzia di un luogotenente andreottiano”. Com’è accaduto? “Saranno stati i due anni di tirocinio alla Farnesina, sarà stata la sua spettacolare capacità di adattamento”, o la spettacolare capacità di adattamento di chi scrive sui giornali. D’altra parte, sostiene il direttore Maurizio Molinari, Di Maio è uno degli araldi dello “schieramento arcobaleno anti-sovanista in grado di privare Salvini, Conte e Meloni dei voti necessari per imporsi”, dunque uno dei più grandi elettori di Sergio Mattarella e un garante della stabilità dell’intero sistema politico. Repubblica è il giornale che più di tutti lo ha detestato e ora più forte batte le mani: “Tempismo e nervi saldi, ha imparato la vera politica”, si legge nel pagellone post-Colle: “È stato sostenitore dello spostamento di Draghi al Quirinale, in un’ottica di stabilizzazione del sistema e di rassicurazione delle inquietudini che si sono affacciate all’orizzonte internazionale; ha tenuto testa alla destra, senza strepiti; e si è reso indipendente anche dalle scelte di Conte.”
Addirittura Linkiesta di Christian Rocca, bastione digitale della destra Pd, sempre caustico nei confronti di chi aveva sconfitto la povertà a mani nude, lo promuove con un sette e mezzo: “Piccoli leader crescono”, il titolo. “Vita facile” però: “Bastava dichiarare il contrario esatto di ciò che aveva appena dichiarato Conte”. Come si voleva dimostrare. Il Giornale di casa Berlusconi già il 15 gennaio anticipava il “piccolo miracolo politico” di Di Maio con parole dense di ammirazione: “Il ministro degli Esteri ha appena 35 anni e non ha più intenzione di fare altri passi indietro”. Mentre il Corriere della Sera ne celebrava “il basso profilo di chi è andato a lezione dalla vecchia politica”.
Alla fine di questo straordinario e repentino percorso di redenzione, si assiste a fenomeni paranormali. I “dimaiani” sono a tutti gli effetti una categoria politica. Il povero senatore Sergio Battelli era chiamato “peone” fino a tre giorni fa dagli stessi siti che ora mettono le sue dichiarazioni in home page (ieri su Repubblica tuonava: “No al MinCulPop interno”!). Come in un’allucinazione, arrivano i messaggi di solidarietà di Renato Brunetta (Forza Italia), Andrea Marcucci (Pd) e Maria Elena Boschi (Iv) contro il “tweet bombing” di cui è vittima sui social (da profili di troll intercontinentali, pare). Proprio Meb, la più fiera ex nemica, gli fa da scudo contro la macchina del fango: “Cambiano i destinatari, ma non i metodi”.
La palma della debibitarizzazione è del giurista Sabino Cassese. Lui che avvertiva della minaccia democratica rappresentata dai grillini, si è felicemente ravveduto ieri sera su La7: “Le dichiarazioni di Di Maio possono essere quelle di un vecchio notabile della Dc di settant’anni”. Inteso come complimento. Che Paese meraviglioso, dove “bibitaro” è un insulto e “democristiano” una patente di maturità.
Ecco, ora abbiamo la riprova che è diventato un 71 della tombola napoletana.
"Mi piace"Piace a 2 people
Con questa operazione ha voluto fare un blitz preparatorio di riposizionanamemto,
da secondo e ultimo mandato.
Per carità non lo cacciate, sarà legittimato a
tenersi tutto lo stipendio e potrebbe,
finanche apparire una vittima
“del pensiero unico”,
e salire al cielo come un san Giggino.
Lasciatelo cucinare a fuoco Lento,
intanto vi gusterete i profumi dei vari ingredienti di un vero Sugo napoletano!
"Mi piace""Mi piace"
Elogi di Brunetta, Boschi e Marcuzzi.
Una patente, praticamente.
"Mi piace"Piace a 7 people
Esatto, Sabino Cassese e’ stato “immunizzato” dal rischio PdR. Draghi e’ solo, stavolta, “immune”.
Citazione: Chiaro no?
"Mi piace"Piace a 1 persona
Vorrei stndere un pietoso amen su entrambe!
"Mi piace""Mi piace"
Superbia ed invidia, accomunate ad una dose notevole di ambizione negativa, sono delle macchie pesanti per chi, cattolico praticante, bacia l’ampolla di San Gennaro!! Se fossi in lui una capatina in confessionale la farei, con conseguente penitenza piuttosto consistente.. fare un bel mea culpa e guardare ai propri peccati, sarebbe cosa buona e giusta.. e magari non ripeterli più.. avere la possibilità di aiutare e migliorare sto paese disgraziato e buttare alle ortiche tutti gli ideali per il potere, se non si è intelligenti in modo superiore questo è il risultato.. nutrire l’ego smisurato nel modo più sbagliato..
"Mi piace"Piace a 2 people
Due braccia strappate alla cariola.
Tutto il resto è noia.
"Mi piace""Mi piace"
Autore originale del testo: Luigi Altea
Ipocrisie di scuola antica.
scritto da Luigi Altea 31 Gennaio 2022
Signora Elisabetta Belloni, a me è molto dispiaciuto, ma lei non si avvilisca: sarà per la prossima volta.
I tempi non ancora maturi, e gli impedimenti oggettivamente insuperabili, non hanno reso possibile la sua elezione a Presidente della Repubblica.
Quali? Io mi permetto di segnalarne qualcuno, accompagnandolo a dei modesti suggerimenti.
Innanzitutto il nome. Ad Elisabetta Belloni aggiunga anche il cognome del suo defunto marito, e di qualche suo vicino di casa.Non so se suonerà meglio, ma tutti penseranno ad un’altissima carica dello Stato.
Lei ha poco più di sessant’anni e neppure li dimostra. Abbia meno attenzione per la cura del corpo, non si lavi troppo spesso, soprattutto i capelli. Invecchiare il suo aspetto le gioverà.
Lei è una donna, ma è anche colpevolmente femminile. Si vesta da maschio, si trascuri. Gli italiani non vogliono solo più Europa, ma anche più peli superflui, e ben visibili! Eviti di apparire troppo spesso sorridente. Si presenti sempre ingrugnita. La riterranno tutti più credibile.
Lei è conosciuta in tutto il mondo, ma poco in Italia. Programmi delle comparsate dalla Gruber, da Floris e da Vespa
La sua carriera nella diplomazia è stata straordinaria e immacolata. Lei ha estimatori ovunque, ma purtroppo ha anche due enormi macigni contro: Italia Viva e LEU.
Infine, in questi tempi di costruttori, lei non ha amici, legami e rapporti con i muratori. E’ un handicap non da poco, come lei certamente sa.
Gentile Signora, se il prossimo 8 Marzo dei signori sedicenti suoi amici e “femministi” le invieranno gli auguri per la Festa della donna, lei li mandi a c….. là dove le ortiche crescono più alte!
"Mi piace"Piace a 3 people
BRAVISSIMO!!! COMUNQUE TANTA SOLIDARIETA’ ALLA DOTT/ssa BELLONI, FIGURA PRESTIGIOSA PER COMINCIARE A SOGNARE UNA POLITICA DIVERSA, QUELLA CHE PIACE A TANTISSIMI ITALIANI.
"Mi piace""Mi piace"
“Vecchio di settant’ anni”? E lui cosa è, uno zombie?
Quem iuppiter vult perdere dementat prius.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Ma chi li ha messi questi democristiani ovunque?? Sono loro il vero virus che ha ucciso uno stato già agonizzante , legati a doppio filo a ndrangheta mafia camorra e sacra corona unita. Se questo è un complimento chissà gli insulti!!
Peggio di democristiano però c era frocio drogato e comunista, oggi semplificato in un termine novax che racchiude tutto lo spregio teleguidato di un popolino di accattoni ( democristiani)
"Mi piace""Mi piace"
“La debibitarizzazione.”
Peccato abbia già scritto la sua autobibitarigrafia.
"Mi piace""Mi piace"