“Prima gli anziani” “Aprire dove i fragili sono immuni”. Gaffe sugli psicologi. Poi: “Erdogan dittatore”. Controllo centrale al piano Ue. Gabrielli come Conte anche sulla cybersecurity. Il piano. Il premier vede Salvini, ma blinda Speranza: “Lo stimo”. Gaffe sugli psicologi e scontro con la Turchia

(di Wanda Marra – Il Fatto Quotidiano) – Il giorno dopo l’ennesimo caos provocato dalle incertezze su Astrazeneca, Mario Draghi sembra toccare con mano tutte le difficoltà del quadro nel quale si trova calato. Per questo, per dare un messaggio politico, incontra Pier Luigi Bersani prima di Matteo Salvini. Per questo si appella alla “coscienza” e condanna i “salta fila”, finendo solo per evidenziare le fragilità e le problematiche della campagna vaccinale. Per questo, dà del “dittatore” a Erdogan, anche se deve aggiungere che “ne abbiamo bisogno”.

In una conferenza stampa nella quale il premier più volte auspica riaperture ammettendo però di non avere ancora una data, dice parole definitive sul ministro della Salute, Roberto Speranza e sul fatto che il leader della Lega lo ha messo sotto attacco: “Ho detto a Salvini che ho voluto io Speranza e ne ho molta stima”.

Buona parte della conferenza stampa però verte sui vaccini: “La coscienza riguarda i cittadini, riguarda tutti” , rimarca il premier che punta il dito sulle “responsabilità” dei furbetti del vaccino. Nobile intento che però si infrange proprio sull’esempio che fa. Infatti, stigmatizza le platee di operatori sanitari “che si allargano agli psicologi di 35 anni, a tanta gente che non è in prima linea”. Nel decreto del primo aprile, si dispone l’obbligo proprio per questa categoria di vaccinarsi, con sospensione dello stipendio fino al 31 dicembre per i dipendenti e obbligo di non lavorare fino a quella data per i liberi professionisti. Una falla nella campagna, evidentemente. D’altra parte, ieri vicino a Draghi c’è Franco Locatelli, coordinatore Cts. Un modo per ribadire che la decisione di raccomandare Astrazeneca agli over 60 è scientifica e non politica. Draghi non attribuisce responsabilità precise alle Regioni, ma più volte usa l’espressione “è il momento delle decisioni”. Che significa un cambio nella campagna. Potranno riaprire le Regioni che vaccineranno le categorie più esposte. Oggi il generale Figliuolo emanerà una direttiva per dire che prima devono essere vaccinati gli anziani e i fragili. Lo stesso che qualche tempo fa arrivò a dichiarare di “vaccinare il primo che passa”. La filosofia la illustra lo stesso premier: “Vedremo come inserire con i ministri il parametro delle vaccinazioni delle categorie a rischio tra i parametri che si usano per autorizzare le riaperture. Pensate quant’è importante soprattutto per la riapertura delle scuole, soprattutto per quelle dei più grandi: uno dei criteri per chiudere era che tornavano a casa e contagiavano i vecchi, i nonni”.

Ripete Draghi il sospetto che Astrazeneca si sia venduta le dosi 2 o 3 volte, ribadisce la fragilità dei contratti fatti con le cause farmaceutiche, ribadisce che bloccare l’export è complesso per chi rispetta le consegne (come Pfizer-Biontech), ma poi di nuovo ferma le fughe in avanti sullo Sputnik. Nonostante la notizia che la Germania stringerà accordi bilaterali per il siero russo. “Aspettiamo Ema, ma le capacità produttive della Russia sono limitate”. Ancora: “Non sappiamo se funziona con le varianti”. Nella geopolitica dei vaccini, affidarsi a Putin per l’Italia a ora non è possibile. Sul caso di Ursula Von Der Leyen lasciata sul divano ad Ankara, con Erdogan e Charles Michel seduti su una sedia, è netto: “Mi è dispiaciuto moltissimo per l’umiliazione della presidente della Commissione. Con questi dittatori, chiamiamoli per quello che sono, di cui però si ha bisogno, uno deve essere franco”. Però, “deve essere anche pronto a cooperare per assicurare gli interessi del proprio Paese”. Per tutta risposta, il ministro degli Esteri turco lo definisce “populista” e “non eletto”. E la Turchia convoca l’Ambasciatore italiano ad Ankara.

Torna anche a parlare di Libia. Durante la sua visita a Tripoli aveva ringraziato il Paese per i “salvataggi in mare”. Frase inquietante, visto come la Libia tratta i migranti. Ieri ha raccontato di aver detto al premier libico di essere per il superamento dei centri di detenzione. Altro dato da verificare nella realtà.