Fine mese – Conte e letta devono chiudere gli accordi, ma i nodi restano tanti

(di Luca De Carolis – Il Fatto Quotidiano) – Ora i due rifondatori devono correre. Hanno poco, pochissimo tempo Giuseppe Conte ed Enrico Letta, perché le Comunali sono a ottobre, molto più vicino di quanto si pensi, e il tavolo sugli accordi è ancora abbastanza per aria. “Eppure dobbiamo chiudere entro aprile, massimo ai primi di maggio, o rischiamo di lavorare malissimo” riflette un big del M5S, che ricorda: “I dem un minimo di macchina ce l’hanno ancora, ma noi…”. Loro, i 5 Stelle, no, è per questo che Conte vorrebbe una struttura con referenti regionali e dipartimenti.

Nell’attesa , Letta ha già incontrato sia lui sia Luigi Di Maio, e al di là delle note ufficiali hanno parlato quasi solo di Amministrative. Il segretario dem sa che per reggere al Nazareno deve portare a casa un po’ di città, altrimenti le correnti che prova a ridimensionare gliela faranno pagare. “Su Roma mi gioco l’osso del collo” ha ammesso l’ex premier. Preoccupato dal rischio di non arrivare al ballottaggio nella Capitale, dove Virginia Raggi correrà per il bis, e nessuno, neppure Conte, può farci nulla. Ad oggi l’unico dem disposto a candidarsi resta il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, tonico nei sondaggi, più di quanto pensassero ai piani alti del Pd. Ma il pressing di Letta e dei big locali sul governatore del Lazio Nicola Zingaretti resta forte. Lui continua a dire no. “Ma la verità è che Nicola ci sta ancora pensando” soffia una fonte qualificata. In ogni caso, dem e 5Stelle si ritroveranno nel secondo turno. Come a Trieste, la città del ministro all’Agricoltura Stefano Patuanelli, dove al primo turno il M5S presenterà Alessandra Richetti, presidente della Sesta circoscrizione comunale. Ma al ballottaggio i giallorosa faranno asse, probabilmente sul vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Russo, lettiano doc. Lo schema del secondo turno però non può reggere ovunque. A Napoli urge un nome comune, e dal M5S dicono che il presidente della Camera Roberto Fico sia ancora un’ipotesi concreta, anche se Vincenzo De Luca preferirebbe l’ex ministro dell’Università Gaetano Manfredi.

Poi c’è Torino, dove gli sherpa giallorosa, Francesco Boccia per i dem e Laura Castelli per i 5 Stelle, puntano a un nome terzo, il rettore del Politecnico Guido Saracco. Ma le resistenze nei rispettivi fronti restano fortissime. L’elenco prosegue con Milano, dove il passaggio del sindaco Beppe Sala ai Verdi potrebbe favorire una coalizione larga, e con Bologna, dove il M5S è ancora diviso. Tanti nodi, ma le lancette corrono. Lo sa anche Conte, che in queste ore lo ha detto ai suoi: “Bisogna accelerare”. Presto vedrà i parlamentari sul suo piano di rifondazione del Movimento. A breve rivedrà anche Letta. E parleranno di accordi, eccome.