(di Marco Palombi – Il Fatto Quotidiano) – Nella zona sud di Roma, nei pressi del Santuario della Madonna del Divino Amore, già se ne parla come dell’ennesimo miracolo della Vergine. Ed effettivamente chi può escluderlo? Certo, la conversione di cui si parla – quella di Maurizio Landini, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri e delle relative organizzazioni, Cgil, Cisl e Uil – non riguarda l’anima, ma solo l’aumento di stipendio degli statali, ma il sacro si nasconde dove può nella società secolarizzata: e infatti, come spiegare che i confederali abbiano scioperato il 9 dicembre contro l’aumento medio di 107 euro lordi, giudicato un’elemosina, e oggi lo accettino felici firmando pure col governo un “Patto per l’innovazione e la coesione sociale” nella Pubblica amministrazione? Sarà anche un fatto inspiegabile – ribatterà il lettore – ma che c’entra la Madonna? C’entra, eccome. La leggenda vuole che quello che chiameremo “il miracolo dei 107 euro” sia avvenuto durante una cena, cui il trio sindacale ha avuto il bene di essere invitato nella casa del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta (“abbiamo cucinato io e mia moglie”). E dove si trova la dimora? Nei pressi del Santuario della Madonna del Divino Amore. E fosse solo la vicinanza geografica: il ministro in questi anni s’è fatto vignaiolo, avendo rilevato l’azienda dell’antica famiglia Capizucchi, e a tavola ha deliziato Landini & C. con le sue bottiglie a marchio “Mater Divini Amoris”. Il vino, si sa, è parte fondamentale del rito cristiano, se poi si ritrova quel po’ po’ di nome può far miracoli: al commissario Ingravallo di Gadda, per dire, bastò un cavalier Gabbioni Empedocle & Figlio di Albano Laziale per disvelare il mistero delle nipoti dei Balducci, figuratevi il Mater eccetera. “In certi momenti serve anche il contatto umano”. Così Brunetta ha spiegato l’invito: e come non dargli ragione? Certo, ci sarebbe quella cosetta che in zona gialla, com’era il Lazio, nelle “abitazioni private è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi” o almeno così dice una norma in vigore col governo di Brunetta che, ne dobbiamo dedurre, non si applica a ministri e sindacalisti: sennò, ad esempio, almeno uno degli agenti delle scorte lo avrebbe fatto notare. O no?