LA FARSA DEI GIORNALI DI DESTRA

(di Tommaso Rodano – Il Fatto Quotidiano) – Ora a destra è tutta una ola, un’esultanza sguaiata per l’interrogatorio di Giuseppe Conte. “Il premier in ginocchio dai pm”, titolava ieri Libero: “Giuseppe deve rispondere della mancata zona rossa intorno a Bergamo”. Il Giornale di Sallusti scrive di una “Carta che inguaia il governo”, la dimostrazione che il Viminale non autorizzò i posti di blocco pronti a essere allestiti attorno ai primi focolai bergamaschi. E pure La Verità di Belpietro si esalta: “Conte ha bisogno di un avvocato”.
Sulle responsabilità politiche per la diffusione del virus è legittimo avere un’opinione (possibilmente senza ignorare i fatti). Meno legittimo è avere un’opinione diversa ogni settimana, come i direttori dei quotidiani di area salviniana. Oggi fanno il giro delle tv per dire che la Bergamasca doveva essere chiusa prima. Ma quando era il momento di chiudere, invece, accarezzavano le proteste di Confindustria e dei settori produttivi: quelli che volevano restare aperti a oltranza. E scrivevano questo.
Il Giornale, 28 febbraio. Titolone bold: “Isolato Conte. Il Nord riparte”. Catenaccio: “Riaprono musei e duomo, scuole in forse”. Il virus era arrivato in Italia una settimana prima, il 21 febbraio. Nei giorni successivi erano arrivate le prime chiusure e le zone “gialle” a Milano, Torino, Veneto e mezzo nord. A una settimana dal “paziente zero”, Sallusti si è già stufato. Altro che chiudere: il premier è finalmente lasciato solo in questa idea malsana, il Nord può riaprire. Nel suo editoriale il direttore è assertivo: “Il Paese non è fragile. Chi lo guida invece sì”. La soluzione: “Adesso bisogna velocemente andare oltre e tornare alla piena normalità, che è poi l’unica ricetta per sconfiggere paure irrazionali e falsi allarmismi”. Un vero profeta.
Libero, 28 febbraio. Titolone: “La normalità è vicina” (come no!). Occhiello rosso: “Il virus ci ha stufati: si torni a vivere”. Il pezzo principale è firmato Renato Farina, alias “agente Betulla”: “Non è la peste, è un’influenza”. E ancora: “Non montiamogli la testa a questo Coronavirus. Se ha la corona non è quella del re, e neanche quella del rosario, ma è un pirla di virus qualsiasi”. Due volte profeta. Nella stessa edizione c’è anche un prezioso fondo del direttore Vittorio Feltri, dal titolo: “Quando per paura di avere l’Aids ci si ammazzava”.
Libero, 27 febbraio. Il giorno prima il quotidiano di Feltri aveva una linea ancora più pirotecnica. Titolo: “Virus, ora si esagera”. Occhiello: “Diamoci tutti una calmata”. Catenaccio: “Non possiamo rinunciare a vivere per la paura di morire. I pochi deceduti erano soggetti debilitati, gli altri contagiati guariscono in fretta. Non ha senso penalizzare ogni attività”.
Ricordiamolo: sono gli stessi che oggi dicono che il governo avrebbe dovuto chiudere tutto prima.
La Verità, 27 febbraio. Anche Belpietro attacca il governo che con le prime chiusure e una “dissennata gestione della crisi, provoca danni economici ingenti e ci pone nella incredibile posizione di ‘untori’”.
Libero, 1 marzo. Qui siamo in pieno delirio alcolico. Titolo: “Reclusione continua”. Occhiello: “Il virus è una condanna”. Editoriale di Feltri: “Ma quale crisi? Facciamo finta che sia Ferragosto”.
Il Giornale, 2 marzo. Titolone in prima: “Non c’è più tempo. Fate presto”. Il catenaccio è sull’ “ira degli imprenditori”. Sallusti spiega nell’editoriale: “Pensare di salvare lo Stato e lasciar morire l’economia è pura utopia. Semmai è vero l’inverso. Salviamo a ogni costo commercio e impresa e lo Stato si salverà”.
Libero, 2 marzo. Titolo: “Lasciateci lavorare”. Occhiello: “Pressante richiesta al governo”. Catenaccio: “Dopo i veneti anche i lombardi scendono in piazza per essere liberati da alcune restrizioni. Confindustria e sindacati chiedono a Conte di riprendere l’attività”. Insomma, come diceva Salvini in quei giorni: riaprire, riaprire, riaprire.
Il Giornale, 5 marzo. Titolone: “Sanno solo chiudere”. Ah, ecco. Perché ora dicono il contrario.
Secondo me e’ andata cosi’ :
In quei giorni il sindaco di Brescia Emilio Del Bono , che parla poco ma quando parla va al sodo disse :” Il peso dei potentati economici si e’ fatto sentire” . Quindi e’ evidente che le pressioni degli industriali della zona furono fortissime sulle istituzioni locali per tenere aperto, anche perche’ quelle stesse istituzioni sono molto vicine a quei poteri ideologicamente parlando . Pero’ se il gov. nazionale avesse fatto valere il potere che solo esso poteva avere , da ultima parola davanti a una pericolosa pandemia , e quindi di sicurezza nazionale non credo che qualsiasi altro potere avrebbe potuto contrapporsi . La verita’ e’ che anche il potere centrale ha dovuto fare retromacia davanti a quelle pressioni e come si constato’ dovette ritirare le forze gia’ presenti sul posto che avrebbero dovuto istituire il blocco e che erano gia’ pronte a farlo , bastava un ordine perentorio da Roma. Certo che se le forze politiche locali e il governo centrale avessero fatto squadra , forse il blocco si sarebbe fatto .
Questo ancora una volta cosa ci insegna ? Che la politica e’ debole e subalterna al potere economico e finanziario c’e’ poco da fare .
Non esiste in Italia e forse neanche in tutto l’ Occidente nessuna forza politica che possa contrastare quel potere in modo fattivo , e’ triste ma e’ cosi’ e fin che le cose rimarranno queste , anche l’inchiesta della magistratura finira’ nel nulla . Ovviamente posso anche sbagliare .
ps se la realta’ e’ questa altro che “stati generali” , li manderei tutti ai “mercati generali” a Milano , a scaricare le casse di frutta e verdura alle tre di mattina , cosi’ capirebbero cos’e’ la fatica e la sofferenza dell’uomo della strada
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È ora di finirla di parlare di quello di cui non si sa niente: si informi meglio sulle leggi che definiscono i poteri delle Regioni e dei Comuni, prima di criticare il Governo. È evidente che lei non le conosce. I sostenitori dell’autonomia del Nord (Leghisti) non hanno saputo o voluto usare i poteri a loro disposizione.
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Secondo me, è la seconda che hai scritto : voluto…
È la solita storia :
se funziona, è merito mio/nostro.
Se non funziona, è colpa degli altri. Sempre.
In primis, della Raggi e di Conte , parimerito!
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quando dico tutti , mi riferisco anche alle pseudo-opposizioni ovviamente
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o sei duro di comprendonio o fai finta di non capire . Se la regione non e’ intervenuta perche’ non ha voluto o perche’ pressata dagli imprenditori , e’ il gov. centrale che se vuole ha l’ultima parola in quanto se c’e’ una pandemia in corso ne va della sicurezza nazionale e allora esso ne e’ il responsabile se non interviene e puo’ scavalcare qualsiasi altro potere .
Non sto accusando nessuno e sto dicendo come secondo me e’ andata . Certo che farglielo capire a un tifoso testone coi paraocchi e’ dura ed anche inutile .
La legge che lei cita se il gov. fosse intervenuto te la potevi ficcare in quel posto perche ‘ in ultima istanza l’ultima parola spetta al gov. nazionale . , lo sanno pure i bambini dell’asilo . Visto che invece sa tutto lei incominci dalle scuole materne ad imparare che non sa un beneamato ……
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Con i cafoni, con chi insulta non c’è speranza né di ragionare né di confrontarsi.
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Cosa dice la legge in questione? E quale legge? Cosi’ me la vado a leggere…
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Concordo pienamente, con un’aggiunta.
Finché il sistema dell’informazione sarà nelle mani dei soliti potentati economici e preda dei loro appetiti affaristici, più o meno leciti, non ci sarà politica in grado di interloquirvi, senza subirne un profondo esiziale condizionamento.
Non ci sarà espressione della volontà popolare che non venga sistematicamente e pesantemente corrotta dal volere degli oligarchi e dunque non ci sarà elezione veramente libera.
In uno slogan, senza una seria riforma dell’editoria e del conflitto di interessi, non ci sarà mai vera democrazia ma solo un simulacro che ne nasconde la sua reteirata ormai rituale violazione.
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La mia opinione è che davanti all’arrivo del virus le forze industriali per paura di perdere fatturato abbiano fatto ogni tipo di pressione lecita e forse anche illecita per evitare di chiudere.
Quindi sono colpevoli di strage in un certo senso.
Però è anche vero che questo era solo il loro lobbystico interesse, e che avevano diritto di sostenerlo pur sbagliando (hanno diritto di essere dei pazzi), ma la politica doveva evitare di prendere ordini da loro e fare comunque quello che era giusto (e infatti poi è stato fatto, perchè se lasciavamo fare alla regione Lombardia ora i morti sarebbero centinaia di migliaia).
Le lobby però hanno anche un’altra colpa, e cioè oltre a usare i politici loro camerieri (la casta in sostanza, perchè anche sala e zingaretti, non solo la lega, premevano per tenere tutto aperto), hanno anche rincarato la dose con i media di regime, anch’essi sottoposti al loro potere.
Bergamo is running (alla tomba), Milano non si ferma (il contagio), articoli sui giornali, servizi in tv … tutto l’arsenale mediatico è stato usato per il loro scopo.
Non so se esiste il reato di circonvenzione di popolazione incapace, dovrebbero istituirlo
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Fare la zona rossa e’ scelta politica , non e’ reato , ma va’ !!!!!! ! Indovinate chi l’ ha detto !
Certo, finche’ le indagini erano indirizzate verso i vertici regionali lombardi era un reato , ora che hanno preso un’altra direzione e’ una scelta politica , dimenticando che se le conseguenze di una scelta politica provoca dei morti eccome che sarebbe un reato , ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere . E poi se la smettessero sti “giornalisti” di sostituirsi ai pm sarebbe un gran bene . Povera Italia !
Abbiamo una classe politica , e dirigenziale in genere fenomenale ma i giornalisti non sono da meno . Povera Italia
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Per gli smemorati: c’era una pressione fortissima e tutti GLI “sgovernatori del nord” non facevano che insultare il governo che si intrometteva nelle scelte che loro rivendicavano. Ricordo perfettamente le parole offensive usate e le proteste altissime di Zaia quando il governo ha avvisato che avrebbe chiuso le provincie di Padova, Verona e Treviso con le altre lombarde ed emiliane. Poi il giono dopo il governo ha deciso di chiudere tutto, lasciando a quelle regione che urlavano ed insultavano il compito di provvedere in loco restrizioni più stringenti. Ci sono i verbali e le registrazioni degli incontri online, tutti cagnolini e d’accordo e 2 minuti dopo dichiarazioni antigovernative di fuoco sulla stampa. Non vi ricordate più la fuga di notizie dalla Lombardia dopo la prima conferenza Stato-Regioni? e il relativo esodo al sud? La verità è che le regioni del Nord ne facavano un punto d’onore NON collaborare col governo, pena la scomunica di Salvini nei loro confronti, non sapete quanto possa essere vendicativo il CAZZARO VERDE e quanto odi l’attuale governo nella persona di CONTE che lo ha sbertucciato in Parlamento, lo odierà a vita. Questa è la verità, chi lo nega è un mentitore e un mistificatore o perlopiù non sa un caxxo!!!
Io c’ero nella sede della protezione civile di una di quelle regioni compresi tutti quelli collegati o presenti nelle rispettive sedi sanno come sono andate le cose.
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