Qatargate, i nuovi nomi della tela di Panzeri

I sigilli sono stati così posti all’ufficio di Federica Garbagnati. Al momento è l’assistente dell’eurodeputata Alessandra Moretti. Che, pur avendo compiuto un viaggio a Doha per incontrare il ministro del Lavoro, ha precisato di aver sempre votato sul Qatar secondo le indicazioni del suo gruppo. Garbagnati, però, in passato collaborava proprio con il fulcro dell’indagine: Antonio Panzeri. […]

LA MORETTI LODAVA IL “CIVILE” QATAR MA ORA NEGA TUTTO E MINACCIA QUERELE

(Alessandro Gonzato – Libero quotidiano) – Minaccia querele a raffica l’europarlamentare Dem Alessandra Moretti: non vuole che il suo nome venga accostato al Qatar, non ora almeno. Dal Belgio arriva anche la notizia che gli inquirenti hanno sequestrato il pc e il telefono di una delle sue assistenti accreditate, Francesca Garbagnati, che era stata assistente dell’allora europarlamentare del Pd Antonio Panzeri- fulcro dell’inchiesta sul “Qatargate” – ma la Moretti non è inquisita.

Tra gli emiri e Bruxelles è transitato un mare di denaro sporco – stando alla mega inchiesta fatta di arresti, valigie colme di banconote, sequestri e tentate fughe – e dunque quando Il Fatto Quotidiano accenna che l’eurodeputata vicentina «a Bruxelles ha sempre votato nel blocco della Kaili (la vicepresidente greca dell’Ue arrestata per i sacchi di soldi in casa, ndr)» la Moretti diffonde un comunicato di fuoco.

Non «comprende il significato» delle «presunte votazioni nel blocco della Kaili» e diffida ogni mezzo d’informazione dall’accostare il suo nome «a ogni illazione sull’indagine sui presunti casi di corruzione dal Qatar al parlamento europeo». Moretti aggiunge di aver «dato mandato ai propri legali di procedere» per l’articolo «altamente diffamatorio» e farà lo stesso con chi «rilancerà simili notizie destituite di ogni fondamento».

La Dem tiene a precisare che «riguardo alla risoluzione contro il Qatar» ha sempre votato «in linea col proprio gruppo politico», i socialdemocratici (S&D), «in qualche caso votando a favore di alcuni emendamenti presentati dalla sinistra, molto duri sul Qatar».

Nessuna illazione, e però se prendiamo la votazione agli emendamenti della sessione plenaria dello scorso 24 novembre, nella sinistra c’è chi è a favore, chi contro, chi s’ è astenuto: ci arriviamo tra poco.

La Moretti il Qatar lo conosce, e dalla capitale il 17 febbraio 2020 ha pubblicato un lungo post su Facebook in cui con gli emiri è stata piuttosto benevola. Eccolo: «Sono di rientro da Doha dove sono stata relatrice al convegno “Social Media, challenges and ways to promote freedom”. Ho parlato di hate speech e fake news. Ho incontrato tante giovani che si battono per la parità di genere. Qui in Qatar», ecco, «stanno facendo passi in avanti nella tutela dei diritti anche delle donne e dei lavoratori. Siamo andati a visitare uno degli 8 stadi che stanno costruendo in vista dei Mondiali di calcio 2022 e abbiamo verificato le condizioni di vita di chi sta offrendo manodopera per la realizzazione degli impianti (…)».

Il quotidiano britannico The Guardian, oltre a diverse associazioni umanitarie, hanno denunciato che durante la realizzazione delle infrastrutture sono morte quasi 7 mila persone, e dunque vien da chiedersi quali condizioni abbia «verificato» la Moretti.

Anzi, in un’intervista, Affaritaliani.it glielo chiede direttamente: possibile che i visitatori occidentali non si siano resi conto della situazione? «Noi questa cosa l’abbiamo sempre denunciata.

Non trovo correlazione tra la partecipazione a un’iniziativa sui diritti delle donne con la tragedia dei lavoratori». Nel post c’era scritto anche di questo tema… «Sì, al tema dei diritti. Perché me ne occupo e quindi anche relativamente a quello della tutela dei diritti dei lavoratori».

Quindi non c’erano segnali dei numerosi deceduti? «Sì certo, eravamo lì proprio per verificare le condizioni di lavoro e la fine del sistema della Kafala (istituzione che regola il mondo del lavoro in molti Paesi arabi, ndr). Io mi sono concentrata di più sui diritti delle donne». Dicevamo degli emendamenti alla plenaria del 24 novembre: se è vero che il voto finale non era nominale e quindi, come sta accadendo, chiunque può dire di aver condannato il trattamento degli immigrati che hanno lavorato in Qatarcome ha fatto il Dem Andrea Cozzolino il cui principale collaboratore, Francesco Giorgi, il compagno della Kaili, è stato arrestato nell’indagine per corruzione e riciclaggio- lo è altrettanto che in diversi emendamenti i Dem si sono divisi, e qui il voto era nominale.

Ad esempio, pagina 134 del documento, punto 65 “Situazione dei diritti umani nel contesto della Coppa del Mondo in Qatar”: la Moretti ha votato contro, Cozzolino e Marie Arena (l’ufficio della sua assistente, Donatella Rostagno, pure lei ex collaboratrice di Panzeri, è sotto sequestro), Majorino, Picerno e Variati (di cui la Moretti è stata vicesindaco) a favore.

Proprio il 24 novembre Cozzolino ha inviato una mail ai colleghi socialdemocratici: «In vista del voto di oggi sulla situazione dei diritti umani relativi ai Mondiali in Qatar vorrei ribadire la mia posizione di votare contro la seconda parte che sostiene che la Coppa del Mondo sia stata assegnata dalla Fifa attraverso concussione e corruzione. Il parlamento Ue non dovrebbe accusare un Paese senza evidenze che non siano segnalate dalle autorità giudiziarie. In ogni caso se vogliamo discutere di corruzione negli eventi sportivi, allora bisognerebbe riflettere su tutto, compresi i Mondiali in Germania del 2006». Dunque a posto così?

5 replies

  1. Che dire? Anche il Qatar è compreso nel nuovo rinascimento arabo. Per intenderci quello che prevede un costo del lavoro tale da fare invidia agli occidentali, esportatori di democrazia un tanto al chilo, amici del Calandrino di Rignano sull’Arno.

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    • L’Arabia Saudita ha vinto la gara per ospitare i Giochi invernali asiatici del 2029. Si terranno in una località di montagna in via di progettazione nel Golfo Arabo, è il progetto Neom, e costerà allo stato 500 miliardi di dollari. (CINQUECENTOMILIARDI DI DOLLARI)

      Offrirà sci all’aperto, un lago artificiale d’acqua dolce e una riserva naturale, secondo il sito web del progetto.
      “Con il supporto illimitato della leadership saudita e di Sua Altezza Reale il Principe Ereditario al settore sportivo siamo orgogliosi di annunciare che abbiamo vinto la gara per ospitare Awg Trojena2029 come il primo Paese dell’Asia occidentale”, ha affermato il ministro dello Sport, il principe Abdulaziz Bin Turki Al-Faisal ha detto su Twitter (vedi sotto).

      Neom è il progetto più ambizioso del principe ereditario Mohammed bin Salman nell’ambito del piano di sviluppo Vision 2030 del regno per ridurre la dipendenza dal petrolio e trasformare l’economia, anche sviluppando lo sport. L’ente turistico della zona vanta lo slogan: “I turisti a Neom potranno fare snorkeling e sciare lo stesso giorno”.

      Si tratta di uno sviluppo high-tech di 26.500 km quadrati (10.230 miglia quadrate) sul Mar Rosso Rosso. Un paradosso climatico che difficilmente potrà essere a impatto zero come promettono gli organizzatori. Tutta la penisola arabica è una delle zone desertiche più grandi e aride del mondo.

      Il 3 marzo 2022, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman aveva lanciato il progetto Trojena, la prima grande destinazione per lo sci all’aperto nella zona. Situato nella catena montuosa più alta dell’Arabia Saudita, a circa 50 chilometri (31 miglia) dalla costa del Golfo di Aqaba, con altitudini comprese tra 1.500 e 2.600 metri (4.900–8.500 piedi). Il sito è più fresco rispetto al resto del territorio di Neom, ma le nevicate non sono frequenti. La neve sarà perlopiù artificiale.

      Precedentemente i giochi invernali asiatici si sono tenuti dal 1986 in Giappone, in Cina, in Corea del Sud e in Kazakistan.

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  2. E’ per questo che ci tormentano sul sul tetto e sul pos, che pos… infidi manigoldi d’alto bordo, mi meraviglio non per questi ma per le personcine tanto per benino sempre pronti ad abboccare mentre ci mettono gli uni contro gli altri, il pensionatp contro il verdumaio, l’impiegato contro l’autonomo. Mi aspetto altre sorprese dal carrozzone fatiscente

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  3. La Morettile è uno scorpione velenoso come pochi. Lo sanno bene i 5S in Veneto, quando cercavano di confrontarsi con lei.

    Spero che trovino qualcosa che la incastri, magari abbassa la cresta una volta tanto.

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