Ischia, quello di Conte nel 2018 fu un condono? Ecco cosa fu deciso e quali sono ad oggi gli effetti su Casamicciola

(Franz Baraggino – ilfattoquotidiano.it) – Il nubifragio che verso la mezzanotte del 25 novembre 2022 si è abbattuto sul comune isolano di Casamicciola ha provocato una frana che ha causato morti e feriti e distrutto case. I 120 millimetri di pioggia caduti quella notte in appena sei ore sono un record mai registrato prima. Ma oltre alla forza della natura Ischia fa i conti con il consumo di suolo, autorizzato e no, ed è impossibile non domandarsi quale ruolo abbia giocato nella tragedia. Le 27.000 richieste di sanatoria edilizia ancora pendenti sull’isola testimoniano una presenza di abusi che mina un territorio fragile. Il 21 agosto 2017 il terremoto colpisce i comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio d’Ischia. Ma la ricostruzione non può partire se le richieste di condono per le abitazioni danneggiate non vengono esaminate, e nel 2018 interviene il governo di Lega e M5s guidato da Giuseppe Conte.

Di cosa si occupa il governo nel 2018? – Tra quelli danneggiati o distrutti dal sisma, solo i fabbricati in regola potranno accedere ai fondi pubblici per la ricostruzione. A Casamicciola, il comune più colpito, gli immobili danneggiati sono 795, in parte in regola e in parte gravati da una o più richieste di condono pendenti per un totale di 357. Le più vecchie sono 141 e sono state presentate ai sensi della legge 47, il condono del governo Craxi del 1985. Altre 109 fanno riferimento alla sanatoria del primo governo Berlusconi, la legge 724 del ’94. E infine 107 sono le richieste in base all’altro condono berlusconiano, la legge 326 del 2003. Per i soli immobili terremotati, dunque, ai condoni pendenti a Casamicciola come negli altri due comuni colpiti l’articolo 25 del cosiddetto decreto Genova del 2018 assegna una corsia preferenziale perché siano valutati entro 6 mesi.

Quello di Conte è un altro condono? – Dei tre condoni, 1985, 1994 e 2003, l’ultimo non è applicabile alle aree vincolate da un punto di vista paesaggistico. Per Casamicciola, ad esempio, le 107 richieste ai sensi del terzo condono avrebbero dovuto essere inammissibili e i relativi immobili esclusi dalla ricostruzione. Al contrario, il governo Conte ha deciso che per gli edifici terremotati si sarebbero applicate le norme del condono dell’85. Scelta che ha senz’altro dato un’opportunità ad abusi che altrimenti non avrebbero potuto essere sanati, rinviandone la valutazione alla Soprintendenza. Ma se da un lato questo ha evitato cortocircuiti per immobili con più richieste pendenti, presentate in anni diversi e ai sensi di diverse leggi, dall’altro ha innescato le proteste di chi ci vede l’ennesimo condono concesso in un territorio dove la politica dovrebbe dare ben altri segnali.

Che effetti ha avuto ad oggi il decreto del 2018? – Intanto è bene ricordare che diverse sentenze del Consiglio di Stato dispongono che le richieste vanno giudicate in base alla legge vigente al momento della valutazione. Così, anche applicando il condono dell’85 restano salvi tutti i nuovi vincoli sopravvenuti in seguito. Ciò detto, per adesso le richieste di condono accolte a Casamicciola non superano la sessantina, come risulta al ministero dell’Ambiente e già riportato dal Fatto. A quanto pare, però, sono tutte domande già presentate ai sensi delle leggi dell’85 e del ’94. Mentre nessuna relativa al condono 2003 avrebbe, ad ora, superato il vaglio della Soprintendenza. Insomma, per adesso il salvacondotto del governo Conte concesso a 125 richieste di condono – tante sono nei tre comuni colpiti dal sisma del 2017 le domande ai sensi della legge del 2003 – non avrebbe sortito alcun effetto a Casamicciola.

E le case crollate e danneggiate dalla frana? – La zona del Celario, intorno all’omonima via nella parte alta di Casamicciola, è la più colpita. Qui alcune case sono crollate, travolte da fango e sedimenti precipitati a valle dal monte Epomeo. La procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per disastro colposo, al momento senza indagati. L’area del Celario è circondata da zone a elevato rischio di frane e alluvioni, ma questo non ha impedito di edificare. Che le case potessero crollare era già stato scritto dall’Autorità di bacino in un documento che dettaglia il potenziale delle frane circostanti. Si tratterà di verificare se gli edifici crollati e danneggiati fossero stati costruiti o ampliati in difformità alle norme. Ma anche di capire quale ruolo hanno giocato i tombamenti dei canali di scolo, gli ostacoli agli impluvi e in generale all’idraulica di un territorio che, dicono i geologi della Società Italiana di Geologia Ambientale dopo aver confrontato le fotografie aeree dei decenni passati, “ha registrato un’espansione edilizia senza precedenti dalla fine degli anni ottanta al 2003, proprio a cavallo dei tre condoni edilizi”.

18 replies

  1. Ottimo articolo, dove si descrive chiaramente cosa fu deciso nel 2018.. Conte non è Attila, ma nel decreto fu data la possibilità di condono ad abusi che non ne avrebbero potuto beneficiare. Da qui il “pessimo segnale”. CHIARO?

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    • “Dei tre condoni, 1985, 1994 e 2003, l’ultimo non è applicabile alle aree vincolate da un punto di vista paesaggistico. Per Casamicciola, ad esempio, le 107 richieste ai sensi del terzo condono avrebbero dovuto essere inammissibili e i relativi immobili esclusi dalla ricostruzione”
      “Al contrario, il governo Conte ha deciso che per gli edifici terremotati si sarebbero applicate le norme del condono dell’85. Scelta che ha senz’altro dato un’opportunità ad abusi che altrimenti non avrebbero potuto essere sanati”
      FALSO! Il giornalista omette di dire che la norma di Conte obbligava comunque al rispetto dei vincoli paesaggistico e idrogeologico e infatti lo stesso Baraggino afferma che nessuna pratica relativa al condono 2003 ha superato il vaglio della Soprintendenza. Ovvio, perché se era inammissibile prima, per via dei vincoli, rimane inammissibile dopo.

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    • E secondo te gli ischitani avevano ancora bisogno di segnali per continuare a fare il c@zzo che volevano cone è stato dal dopoguerra ad oggi?

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  2. Non è così come è riferito nel commento precedente perché si riferisce a quelle poche case terremotate che erano ancora sub iudice per la sanatoria del governo Berlusconi e che comunque dovevano rispondere ai vincoli paesaggistici e idrogeologici, quindi…….

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  3. Personalmente ritengo l’articolo piuttosto arzigogolato e per niente chiaro invece!! Conte ha ben argomentato ciò che fu deciso, assieme all’allora ministro Costa in un video già postato in questo contesto.. ripeto, capro espiatorio Conte ed il movimento sempre e comunque… Quando le porcate sono state attuate da personaggi ben noti che non brillavano per limpidezza!

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  4. Non gli puoi demolire la casa alla gente una volta che l’ha fatta e ci vive, vorrei vedere questi integralisti della colpa che si vedono abbattere la loro casa. Condono o non condono, Conte ha fatto bene.

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  5. Per quello che posso aver capito io, ci sono richieste di condono pendenti con riferimento ai condoni, 1985, 1994, 2003…Il terremoto 2017 danneggia alcune abitazioni ed alcune di queste hanno condoni pendenti con richieste riferibili ad anni diversi, ed il decreto Emergenza 2018 dà 6 mesi di tempo per valutare e definire se sono condonabili o no! Su 357 richieste di condono su Casamicciole, ne vengono accolte 60, che possono quindi accedere ai rimborsi statali per i danni subiti dal terremoto! Quindi quello di Conte non è un condono, ma la valutazione di richieste pendenti riferibili ai condoni antecedenti, e ripetute negli anni, cioè dal 1985 in poi fino ad arrivare al 2018 senza risposta! Con il decreto Emergenza 2018, 60 abitazioni hanno avuto risposta al loro iter iniziato decenni prima, mentre le altre 317 sono ancora pendenti? E non puoi decidere di buttarle giù, perché hanno fatto regolare domanda di condono magari dal 1985 e successivi? Insomma il decreto 2018 è servito per far accedere ai rimborsi statali 60 abitazioni, ma per le altre 317 esiste evidentemente una controversia, probabilmente legale, perché senza condoni, quelli veri di Craxi e Berlusconi, nessuno avrebbe potuto fare regolare domanda, non sono cioè abitazioni semplicemente abusive che si possono abbattere, ma hanno fatto legittima richiesta prevista dai condoni 1985, 1994 e 2003, cui si sarebbe dovuto dare risposta molto prima del 2018! In tutto questo quale sarebbe la responsabilità di Conte? Inoltre il decreto riguardava esclusivamente le case danneggiate dal terremoto! E non fu data alcuna possibilità di condono da Conte, perché la possibilità già esisteva dai precedenti condoni con relative domande, legittime perché previste dalla legge, cui è stato chiesto di dare definitiva risposta solo in riferimento alle abitazioni coinvolte nel terremoto 2017, cioè 60 su 27.000 casi di abusivismo! Quanto ai colpevoli, spiace dirlo, ma se qualcuno costruisce una casa abusiva e poi gli frana, la prima colpa è sua, poi certamente dei governi che fanno i condoni che significa puoi fare domanda per sanare il tuo illecito, che se la domanda viene accolta non è più illecito ed abusivo. Conte arriva nel 2018, con il problema case terremotate dal 2017 e decide che bisognerebbe dare una risposta a cause pendenti da decenni almeno per le abitazioni danneggiate, quale sarebbe la colpa? Che si chiama Conte e deve essere colpevole a prescindere!

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  6. Alessandra complimenti, ma credo tempo sprecato: vallo a spiegare a domenico calabria!!! a santo loquasto che dopo i post di ieri ancora senza vergogna interviene sul merito e credo tal francesco….
    Non c’è più sordo di chi non vuol sentire…..
    Questa è l’Italia…..

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    • Fabio, non sarebbe più semplice dire che Conte ha seguito i suoi predecessori nella scia del condono fintamente promesso, per delle zone dove non c’è speranza du legalità? Nel mio paese se metti due sassi cinque minuti dopo ti ritrovi i vigili

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      • Egregia paolabl, conte non ha seguito nessun predecessore, cosa ci vuole a capirlo, 27000 pratiche sanatorie , 60 arrivate a buon fine!!!! Conte ha subito un evento non prevedibile : un terremoto!! Se avesse voluto condonare come i predecessori, secondo te paola bl, si sarebbe arrivati a solo 60 esiti positivi? Conte dovendo risolvere il problema terremoto ha detto: caro comune provvedi a dire si o no alle pratiche sanatorie entro 6 mesi, in base a quel che l’amministrazione comunale deciderà ( non conte) il governo ammetterà al sussidio pro terremoto. Conte oltre a sapere di legge era affiancato dal ministro: gen. Costa!!
        Saluti

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  7. Pardon 297…Insomma le abitazioni danneggiate dal terremoto, con domanda di condono non accolta, e che quindi non hanno potuto accedere ai rimborsi statali!
    Piccola nota: una domanda di qualsiasi genere, di pensione, di ricorso o di condono è possibile solo se esiste la normativa/legge che lo permetta! I condoni che sono leggi a tutti gli effetti, sono del 1985, 1994 e 2003! Il decreto 2018 riguarda l’ emergenza terremoto 2017 ad Ischia e non è un condono, perché il condono è nazionale e senza riferimento a specifiche situazioni come danni da terremoto! Dei relativi condoni hanno beneficiato tutti gli italiani dediti all’ illegalità, per poi lagnarsi quando ne subiscono i danni e, purtroppo, nel peggiore dei modi, cioè con la vita! Ma morire di overdose non è come morire di leucemia fulminante, in un caso si è consapevoli del rischio e lo si corre, mentre nell’ altro si è solo sfortunati incolpevoli!

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  8. LE VERE CAUSE POLITICHE DEL DISASTRO
    Da un secolo esistevano, sulle pendici della collina di Casamicciola Terme, 3 (dicasi tre) ampi canaloni realizzati per convogliare le acque a valle ed evitare così lo scioglimento del terreno in caso di abbondanti piogge. Che fine hanno fatto?? Sono stati coperti man mano che proseguiva l’assalto edilizio di prime e soprattutto di seconde case nell’intento di incrementare il turismo e in generale l’economia dell’isola (bottegai, affittuari, artigiani etc.).
    Chi sono stati i boss politici che hanno pianificato lo stravolgimento del territorio e stimolato l’arrivo di villeggianti che su terreno demaniale (gratuito) facevano costruire case o magari le trovavano già fatte da aziende edili compiacenti?? Quale potere politico locale in connubio con quelle ditte ha consentito di approvare le varianti, anzi inosservanze al piano regolatore stravolgendo i connotati topografici della zona a partire dalla copertura di quei tre canaloni di scolo per far posto a edifici da erigere abusivamente??
    Inoltre, chi ha dato il permesso di disboscare quelle aree a favore di graziose casette (a prezzi ben più accessibili di Capri e Anacapri) per la gioia di famigliole felici di trascorrere le vacanze nell’isola??
    E, dulcis in fundo, l’ufficio tecnico del comune da chi è stato diretto o comandato nel corso degli anni in cui si è consumato l’assalto abusivista causa dell’apocalittica frana?? A vedere in tivvù le facce funeste degli attuali amministratori intervistati… io per scaramanzia mi son ritrovato d’istinto a fare le corna con ambedue le mani.
    PS.
    Conte si era solo limitato (altro non poteva fare) a consentire agli abitanti fissi delle case danneggiate dal sisma di rinforzarle onde evitarne il crollo sulla loro testa.

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  9. Sì cucchifabio 65, l’ Italia è questa, ancora non sa distinguere fra domanda e relativa valutazione della domanda, cioè se la domanda sia legittima ed in questo caso accolta, in termini di legge, riferibili a quanto previsto dalla legge, di cui non si è legislatore né promulgatore, visto che sono leggi antecedenti al 2018! Senza tali leggi, la relativa domanda non sarebbe stata possibile/ammissibile, cioè la casa, nello specifico, sarebbe stata solo abusiva con conseguente reato e possibile abbattimento! I condoni servono a trasformare in legittimo, a termini di legge, ciò che sarebbe reato, e chi fa domanda ha diritto a risposta, che se al 2018 è ancora pendente, non è certamente imputabile a chi prenda solo atto della necessaria valutazione, almeno per le abitazioni colpite dal terremoto del 2017! Le case dei vari condoni del 1985, 1994 e 2003, non sono abusive, ma in via di definizione, con tutti gli aspetti burocratici e legislativi in merito, di cui 60 sono risultate conformi ai criteri di legge/condoni antecedenti al 2018, così da essere dichiarate a norma per la richiesta di rimborso statale per danni da terremoto 2017! Scambiare questo con un condono significa confondere la causa con il prodotto, ed imputare, con malafede, la responsabilità a chi si ritrova fra le mani il prodotto e cerca di distinguere, fra ciò che può essere legittimo, in termini di precedenti norme/leggi, varate da altri governi, e ciò che non lo è, da cui il diritto/accesso a quanto previsto dal decreto Emergenza del 2018 con specifico riferimento ad eventi e luoghi del terremoto 2017! Siccome in Italia regna sovrana l’ ignoranza ,che diventa istituzione, qualunque argomento diventa manganello mediatico e social per attaccare politicamente l’ avversario, in questo caso, come sempre, Conte che da avvocato sa perfettamente distinguere tra ciò che è consentito dalla legge e ciò che costituisce reato, le abitazioni con richiesta di condono non sono oggetto di reato, visto che il condono ne fissa i limiti di valutazione /legittimazione nel merito, e chi dovesse abbatterle senza tenere conto della legge/condono rischia di finire imputato! La semplificazione di aspetti/argomenti complessi è la prassi italiota, dove chiunque è allenatore di calcio dalla tribuna senza aver mai tirato un calcio al pallone, ma sostenuto dalla tifoseria che semplicemente tifa!

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  10. Il problema è che chi scrive non capisce nemmeno ciò che scrive: “Intanto è bene ricordare che diverse sentenze del Consiglio di Stato dispongono che le richieste vanno giudicate in base alla legge vigente al momento della valutazione”, in altre parole gli immobili “sanabili” non possono essere quelli che non rispondono a requisiti di sicurezza, sorgono in aree a rischio idrogeologico, violano la tutela del paesaggio SECONDO LE NORME AD OGGI VIGENTI, NON QUELLE ALL’EPOCA DI CRAXI.
    Poi ci sarebbe da porsi la domanda più seria: com’è possibile che esistano (e dalle mie parti ce ne sono tante !) istanze pendenti dal 1985 ?? Stiamo parlando di appena TRENTASETTE ANNI !!! Fatemi capire: Tizio presenta una domanda di condono per un fabbricato per il quale non sussistono i requisiti per l’accoglimento dell’istanza perché magari si trova in un area ad alta pericolosità idraulica o a rischi frane. A questo punto l’amministrazione dovrebbe denegare la richiesta ed intimare l’abbattimento dell’immobile e dovrebbe farlo PRIMA che si verifichi una tragedia, invece noi fischiettando bellamente ci teniamo la pratica pendente e l’immobile in piedi con persone dentro quasi quarant’anni, poi c’incazziamo con quello che impone al comune di fare ciò che avrebbe dovuto fare decenni prima ??? In questo paese parecchia gente non sta bene, parecchia è in malafede e la più grossa fetta non solo è ignorante, non si prende nemmeno la briga di chiedere ad un tecnico che alla fine della fiera un amico ingegnere o architetto lo si trova sempre !

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  11. Chi ha valutato le case colpite da terremoto, con condono pendente, le ha infatti sanate con riferimento alle normative vigenti, ma la richiesta di valutazione è stata possibile solo grazie ai condoni! Senza condoni non sarebbe stata possibile alcuna domanda! Infatti delle 357 abitazioni colpite da terremoto e con richiesta di condono pendente , riferibile al 1985, 1994 e 2003, sono state sanate solo 60 abitazioni, che avevano i requisiti per le normative vigenti, mentre tutte le altre ,colpite da terremoto , sono state escluse dal rimborso statale, perché il decreto Emergenza riguardava esclusivamente questo! Chi ha presentato domanda di condono nel 1985, ha ripresentato la domanda anche negli anni successivi, fino ad arrivare al 2017 , quando, per alcune abitazioni colpite da terremoto, si è posto il problema di dare una risposta definitiva per poter accedere agli aiuti statatali e questa risposta è arrivata per un numero veramente minimo di abitazioni, rispetto al rilevante problema della cementificazione abusiva dell’ isola ancora irrisolto! Di tutte le altre case con domanda di condono pendente, cosa è stato deciso? Sono state abbattute? Sono state messe a norma secondo le disposizioni vigenti e quindi sanate? Quelle franate nella recente disgrazia, in quale categoria rientravano? Perché il problema vero è che qualcuno costruisce case od alberghi dove non dovrebbe, e chi dovrebbe impedirlo non lo fa, e dopo , non è neppure in grado decidere di abbattere la costruzione abusiva nel giro di pochi mesi, anzi la lascia lì per decenni, fino a quando non frana da sé, con relative vittime, della propria illegalità personale e della illegalità di mancati controlli, impedimenti, abbattimenti o messa in sicurezza quando questa sia possibile! E la colpa sarebbe del decreto Emergenza del 2018?

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  12. Egregia Alessandra, la risposta secca alla tua ultima domanda è NO ! La domanda che pongo io invece è un’altra: è possibile in un paese normale che una domanda di condono resti pendente 37 anni ?? Come si può dare colpe ad uno che dopo 37 anni impone ai comuni di rispondere in 6 mesi scongiurando magari ulteriori rischi o quantomeno evitando che case CONCLAMATAMENTE ABUSIVE E NON SANABILI vengano ristrutturate con soldi dello Stato ?? Alla fine stiamo dicendo la stessa cosa ed io aggiungo che a differenza di quanto scrive qui sopra il giornalista, NON VI E’ NEL DECRETO NESSUNISSIMO PESSIMO SEGNALE e se uno scrive una cazzata del genere, come minimo non sa cosa scrive (come il 99% dei giornalisti !) e l’ignoranza di questi giornalisti, unita alla ASSOLUTA MALAFEDE (oltre all’ “asineria” anche di questi !) di altri SONO IL VERO CANCRO DI QUESTO PAESE !!!!

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