Meloni querela Domani “da cittadino, giornalista e politico, non da premier”

Giorgia Meloni porta a processo il quotidiano Domani reo di aver pubblicato fatti veri, che lei non contesta, ma di aver usato il termine “raccomandazione”. Per giorni abbiamo cercato di avere risposte da palazzo Chigi: Meloni sa che la causa prosegue? Le va bene così? Un premier in carica contro la stampa indipendente? Con un po’ di fatica siamo riusciti a ottenere le risposte, a firma di un nuovo avvocato.

(STEFANO FELTRI – editorialedomani.it) – In nessun paese occidentale, a quanto ci è noto, un capo del governo in carica persegue i giornalisti che raccontano la sua attività in tribunale. In nessuno tranne l’Italia.

Nell’ottobre 2021 Emiliano Fittipaldi racconta di una mail inviata da un imprenditore all’allora commissario all’emergenza Covid Domenico Arcuri, con in compia Giorgia Meloni, a sottolineare le entrature dell’imprenditore che voleva partecipare all’affare delle mascherine. Fittipaldi scopre anche che Meloni aveva chiamato Arcuri. L’allora presidente di Fratelli d’Italia non contesta i fatti – che sono accertati e in parte a verbale – ma l’uso del termine “raccomandazione” e decide di fare causa penale e civile a Domani.

Un anno dopo l’imprenditore segnalato da Meloni è diventato deputato di Fratelli d’Italia, l’avvocato della causa sottosegretario alla Giustizia, Meloni presidente del Consiglio e un giudice dispone il processo.

Per giorni abbiamo cercato di avere risposte da palazzo Chigi: Meloni sa che la causa prosegue? Le va bene così? Un premier in carica contro la stampa indipendente? L’avvocato resta Andrea Demastro Dellevedove, oggi sottosegretario?

LA NOTA

Con un po’ di fatica siamo riusciti a ottenere le risposte, a firma di un nuovo avvocato. La pubblichiamo qui integrale, in modo che chiunque possa farsi un’idea:

Il presidente Meloni è ovviamente a conoscenza delle cause in corso visto che le querele non vengono presentate senza il suo consenso.
Appare evidente che il sottosegretario alla Giustizia non sia più il legale fiduciario dell’Onorevole Giorgia Meloni, anche in virtù del fatto che, all’assunzione della carica, ha provveduto alla debita segnalazione all’ordine di appartenenza per la sospensione di diritto.Le querele non sono state presentate dall’onorevole Giorgia Meloni in qualità di presidente del Consiglio dei ministri e non sono riferibili alle sue responsabilità di governo. 
Le querele sono state presentate dall’onorevole Giorgia Meloni in qualità di cittadino, giornalista, politico e leader dell’opposizione che, dopo essere stato ampiamente diffamato e denigrato a mezzo stampa, ha scelto legittimamente di interrogare la magistratura per chiedere il rispetto degli stessi diritti garantiti a tutti i cittadini. Si coglie l’occasione per precisare che l’On.le Giorgia Meloni ha soprasseduto per anni dal proporre querele a tutela della sua onorabilità sociale, ma tale contegno ha alimentato, forse, la convinzione in taluno di poter proseguire in una campagna di diffamazione quasi sistematica e per di più con addebiti del tutto falsi e pretestuosi. 

Da cittadino, giornalista e politico e prima di ricoprire incarichi governativi, l’onorevole Giorgia Meloni ha dunque deciso di affidare alla magistratura la questione: stabilire la fondatezza o meno delle sue valutazioni e di capire se fossimo davanti a diritto di cronaca o a diffamazione a mezza stampa. Non è un caso, infatti, che ci sia una netta separazione tra diritto di cronaca e diritto di critica da una parte e dall’altra insulto libero e diffamazione a mezzo stampa.

Nel nostro codice penale sono previste specifiche norme a tutela dell’onorabilità delle persone e non sono tollerati, pur nel riconoscimento del diritto di cronaca e di critica politica, attacchi personali e smodati, sorretti, spesso, da informazioni false e pretestuose.

Spetterà solo e soltanto alla magistratura stabilire la fondatezza delle querele presentate dall’onorevole Meloni e se delle norme siano state o meno violate dai giornalisti chiamati in causa. Giova ricordare che Ogni ruolo ricoperto comporta una responsabilità direttamente proporzionale al rilievo che ha nella società. È una regola che vale per tutti i cittadini, politici e giornalisti compresi.
avv. Luca Libra, legale di Giorgia Meloni

PER EDUCARLI TUTTI

Non si capisce a che titolo Giorgia Meloni si senta diffamata “in quanto cittadino” e men che meno “in quanto giornalista” (i suoi trascorsi sono all’organo di partito finanziato dallo stato, il Secolo d’Italia).

Ma il messaggio è chiaro dalla lettera dell’avvocato: arriva il conto per tutto il tempo in cui Meloni “ha soprasseduto dal proporre querele a tutela della sua onorabilità sociale”. Soprassedeva allora che non era potente, ora che è a palazzo Chigi è il momento di farla pagare alla ristretta minoranza di cronisti che non cercano di essere cortigiani. Colpire Domani per educare tutti gli altri.

Un giudice deciderà se raccontare fatti veri riguardanti una leader di partito è diffamazione. Noi abbiamo già capito che idea ha Meloni della democrazia e della Costituzione. Non ci piace, ma non ci spaventa.

19 replies

  1. “Le querele non sono state presentate dall’onorevole Giorgia Meloni in qualità di presidente del Consiglio dei ministri e non sono riferibili alle sue responsabilità di governo.
    Le querele sono state presentate dall’onorevole Giorgia Meloni in qualità di cittadino, giornalista, politico e leader dell’opposizione che, dopo essere stato ampiamente diffamato e denigrato a mezzo stampa, ha scelto legittimamente di interrogare la magistratura per chiedere il rispetto degli stessi diritti garantiti a tutti i cittadini.”quello che scrive avvocato non solo stride con la realta ma con artificio rettorico-temporale presenta il doppio incarico passato e presente come se lei si muovesse su una macchina del tempo. la Meloni …in salto temporale è leader di un partito e a presidente del consiglio ma processualmente si colloca sempre nel presente quindi quello che scrive va è giustamente considerata intimidazione visto le due cariche politiche coincido oggi e non quando è stata fatta la querela

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      • cosa cambierebbe se la querela fosse stata presenta un anno o due anni fa ?la fase processuale è oggi ed oggi la Meloni e capo del governo..Ma c’è un aggravante nell’intimazione che implicitamente si estende anche al collegio giudicante, quello di avere un ministro della giustizia Nordio indicato da Lei.

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  2. Massì dai!! Facciamo lavorare i dipendenti dei tribunali, i giudici che non sanno proprio come far passare il tempo!! E soprattutto come spendere soldi dello stato, visto che trabocchiamo come i forzieri di Paperon de Paperoni!!

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  3. Crisanti rinfaccia alla Meloni la sua scarsa memoria. Quando negava l’arrivo di una seconda ondata, accodandosi alla narrazione del virus clinicamente morto, quando strepitava in parlamento e aizzava il fascistume allo scontro sociale.
    Qualcuno le ha mai chiesto conto di quei passati atteggiamenti irresponsabili e vigliacchi per speculare consenso?

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  4. Già dal titolo si capisce che si vuole girare la frittata. Forse sanno che giocano con le parole e temono che un giudice (grazie a Dio, in Italia la magistratura non è soggetta al governo), dia agli scritti dei giornalisti il significato che loro avevano attribuito a quegli scritti.
    Usando nel titolo il tempo “presente” invece del “passato prossimo” si cerca di pendere per i fondelli i sinistri imbecilli che si credono intelligenti.

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    • scusa ma le tue affermazioni sono quantomeno discutibili per non dire altro”Grazie a Dio, in Italia la magistratura non è soggetta al governo)” ma la magistratura e soggetta al CSM e il governo nel Csm nomina i suoi rappresentati cosiddetti laici indica anche il vicepresidente .quando parliamo di governo parliamo dei partiti della maggioranza. e vero che la magistratura per costituzione è indipendente ma gli ispettori li manda il ministro di grazia e giustizia e tra Csm e ministro di giustizia il povero giudice o magistrato non va da nessuna parte e se rompe.. va a finire la sua carriera in qualche sperduto paesetto dove si potrà occupare di ladri di polli.. Ps. la differenza tra intelligente e furbo sta proprio nel fare .. se una persona fa del bene a se stesso e danneggi gli altri allora è furbo.. cinico e sopratto un politico mediocre e un po stupido. Se una persona fa del bene a se stesso e conseguentemente aiuta gli altri allora è intelligente .Il buon senso è una virtu delle persone intelligenti. arroganza e supponenza è una virtu dei furbi

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  5. Scusate ma mi ripeto. La signora sta perdendo il controllo della situazione e di se stessa. Si sta accorgendo che l’osso da rosicchiare è troppo duro per i suoi denti. Governare un paese è un po’ più complicato che sparare cavolate a destra e a manca.

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  6. Uno dei tanti che si credono intelligenti (sarà il solito sinistro sinistro, sinistro pariolino, sinistro cinquantino?) ha scritto la sua pur non sapendo di cosa parla e oggi e molto grave perché le informazioni è facile averle sapendo fare le giuste ricerche.
    Intanto il governo non nomina una mazza a componente del CSM.
    Il CSM è composto da 27 membri di cui 3 di diritto e cioè il Presidente della Repubblica, il primo Presidente e il Procuratore Generale della Corte di Cassazione.
    16 membri vengono eletti dai magistrati.
    8 membri vengono eletti dal parlamento in seduta comune. La votazione avviene con voto segreto. Per essere eletti, i membri laici devono ottenere il voto dei 3/5 dei componenti il parlamento, il che può accadere solo con un accordo sui nomi tra maggioranza e opposizione.
    Quindi, se Stefano Feltri e il suo giornalista sperano di intorbidare le acque è perché hanno la coda di paglia.

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