Concorsopoli Genova: l’affare s’ingrossa

(Giacomo Amadori – la Verità) – Nella Concorsopoli genovese di Giurisprudenza, su cui investiga la Procura del capoluogo ligure, c’è un convitato di pietra (non iscritto): la Guardasigilli Marta Cartabia. Infatti, nelle intercettazioni (il fascicolo è stato aperto nel gennaio 2021 e le captazioni sono partite il 4 febbraio) e nelle memorie di pc e cellulari sequestrati ad alcuni indagati, il suo nome è ricorrente. I pm hanno adesso in mano chat elettroniche, messaggi vocali e mail che il ministro ha scambiato con Lara Trucco, la prorettrice genovese di Giurisprudenza arrestata a giugno, assistita dagli avvocati Maurizio Mascia e Gennaro Velle, e con l’indagato Oreste Pollicino, docente alla Bocconi e difeso a Genova da Carlo Melzi d’Eril.

Da tale materiale emergerebbe come la Cartabia non sarebbe del tutto estranea a quelle dinamiche interne agli atenei al centro dell’inchiesta. Il presidente emerito della Consulta sarebbe stato tirato per la toga nella guerra tra costituzionalisti e comparatisti (gli studiosi che «comparano» i diritti costituzionali delle varie nazioni) in corso in Italia.

Una disfida in cui, nella testa della Trucco, di Pollicino e soci il principale avversario era l’avvocato Lorenzo Cuocolo (tenete a mente questo nome, ritornerà nella nostra storia), docente della facoltà di Scienze politiche a Genova. All’interno di questa lotta senza quartiere la Guardasigilli avrebbe sostenuto, con l’aiuto di due indagati, la carriera di un ricercatore con un curriculum «fasullo», salvo poi, appena nominata ministro, lasciarlo al suo destino.

Ricordiamo che per il gip di Genova, Claudio Siclari, la professoressa Trucco, uno dei protagonisti di questa vicenda, sarebbe «pericolosa socialmente» e per questo è stata mandata ai domiciliari insieme con l’amico Pasquale Costanzo (assistito dai legali Massimo Ceresa Gastaldo e Mascia), professore emerito di diritto costituzionale ma, sempre secondo Siclari, privo di freni inibitori nel turbare i concorsi universitari in compagnia della Trucco.

LA PROF E LE MIRE SU ROMA

Per l’accusa ci troveremmo di fronte a una sorta di Bonnie e Clyde armati di pandette, i quali si sarebbero preoccupati di piazzare fedelissimi, anche se «meno titolati» dei concorrenti, nelle università italiane. Costanzo al telefono spiegava così il metodo: «Non si possono prima fare i bandi e poi cercare i vincitori, bisogna fare il contrario». Al gip, che ha interdetto dall’attività di commissario altri tre professori e ha sollevato dall’incarico una garante per l’infanzia, il quadro è parso chiaro: a Genova c’erano due mariuoli da fermare.

Fine del film. Ma a ben scavare nelle carte e nella documentazione sequestrata dalla Guardia di finanza si scoprono aspetti sino a oggi completamente trascurati dai media e degni di approfondimento. A partire dai rapporti degli indagati con la Cartabia, che viene citata appena di sfuggita nell’ordinanza di custodia cautelare e nella richiesta di arresto. Per il gip Bonnie-Trucco è una giovane donna in carriera che, «coadiuvata dal professor Costanzo», «era interessata ad allacciare rapporti nel contesto “romano”, nella speranza di ottenere futuri incarichi istituzionali ai quali aveva già mostrato di mirare».

E per molti colleghi la Trucco era la candidata più accreditata per diventare segretaria particolare del ministro in via Arenula. A marzo 2021 la docente sbotta al telefono: «Questa cosa della Cartabia veramente me la dovete spiegare, perché io, eh… mai più sentita».

L’amico Costanzo ha una sua idea: «Per conto mio, gli dicono: “Eh sì, però c’ha una relazione clandestina, poi viene fuori sui giornali”, io me la vedo così… quindi…

siccome vogliono gente… che non sia attaccabile da nessuna parte, neanche dai pettegolezzi… perché altrimenti non si spiega eh. Quindi sono io il tuo problema».

La Trucco non ci crede, ma ammette che qualcosa non torni. In quel momento la Cartabia è ministro da quasi un mese e l’inchiesta è partita da due. L’1 marzo Pollicino chiede alla collega se sia «utile» un incontro con Bassini e la Trucco prende le distanze: «In questo momento con me meglio di no, ma se gli va un giro in Liguria, Costanzo lo vedrebbe volentieri».

Ma per capirne di più, forse, bisogna ricostruire i fatti che avrebbero portato la Trucco e il collega Pollicino, stretto alleato della Guardasigilli dentro la Bocconi, a ritagliare un bando su misura per un assegno di ricerca a Genova (illecito contestato nel capo E della richiesta di misure cautelari) destinato a un giovane professore a contratto della stessa Bocconi, Marco Bassini.

La Trucco e Pollicino avrebbero discusso dell’argomento in un incontro carbonaro organizzato nel febbraio 2021 in un autogrill sull’autostrada Milano-Genova, un appuntamento che si era reso necessario dopo alcuni accadimenti delle ore precedenti. E qui la storia diventa un intrigante giallo estivo.

Un mistero che, secondo la Trucco, la Cartabia conosceva nei particolari, essendo in rapporti sia con Bassini sia con Pollicino. Tanto che entrambi erano stati introdotti nel circuito prestigioso dei Quaderni costituzionali, una rivista che è una specie di Rotary dei costituzionalisti e di cui fanno parte anche i figli dei presidenti Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella, oltre a Giuliano Amato e Sabino Cassese.

Pollicino alla Trucco scrive in una chat del 31 agosto 2020: «Giovedì vedo Marta e ti confermo che ha una visione chiara dello spessore umano qui in Bocconi». La Trucco replica: «Marta è fortunata a poter contare su di te». A dicembre 2020 Pollicino ribadisce: «Non facile ambiente, ma Marta grande aiuto». In una memoria consegnata ai magistrati la Trucco ha sottolineato la stima di cui godeva anche Bassini «da parte della professoressa Cartabia». Stima che, però, non sembra essergli bastata.

Tutto inizia il 19 ottobre del 2019 quando viene bandito a Milano un posto «per titoli ed esami» per assistant professor (un livello sotto l’associato) in diritto costituzionale.

Bassini si candida e inserisce nel curriculum una pubblicazione, che in realtà non è ancora stata stampata, intitolata Internet e libertà di espressione. Prospettive costituzionali e sovranazionali.

Uscirà ufficialmente solo l’1 novembre. Bassini è comunque lanciatissimo. Nella primavera del 2020 entra a far parte della task force di 74 esperti di big data messa in piedi dal governo Conte per il contrasto alla pandemia da Covid-19.

A questo punto c’è un altro evento che rende in un certo senso «fasullo» il concorso. I commissari, il 14 aprile 2020, al momento della prima seduta del concorso, sapevano già da ben due settimane i nomi dei partecipanti, cosa assolutamente vietata. Infatti un impiegato della Bocconi, tal N. S., li aveva comunicati via mail con tanto di allegato in Excel. «Almeno a Genova li dicono qualche giorno prima ed in genere a voce», commentò la Trucco.

PUBBLICAZIONE FANTASMA

La commissione giudicatrice, di cui facevano parte la stessa professoressa e Pollicino, valuta la pubblicazione fantasma e il 10 giugno Bassini viene proclamato vincitore. Salvo rinunciare immediatamente al posto. Dopo pochi giorni gli subentra il secondo arrivato, Luigi Testa. Che nella sua memoria Trucco descrive così: «Un allievo del professor Cuocolo, e con lo stesso Cuocolo, coassegnatario, sempre in Bocconi, del corso di diritto pubblico». Un collegamento che la donna ritiene «singolare».

La Trucco e Pollicino sospettano che a convincere Bassini a fare un immediato passo indietro sia stato proprio il gruppo nemico dei comparatisti che avrebbe fatto girare la voce del titolo falso presentato da Bassini. Pollicino l’11 giugno 2021, digita in chat: «Purtroppo contano le persone che ho in Università Bocconi e la loro cattiveria. È dispiaciuto, ma è lui che ha capito che una cazzata del genere poteva essere manipolata». Quindi ripensa al ritiro del pupillo: «Che botta!!! Sono tramortito. Ma ha fatto cazzatona».

La Trucco prova a rinfrancarlo: «Ma no dai sarà mica l’unica e ultima occasione…». Pollicino è depresso, ma ha un sussulto pensando alla Cartabia: «Forse sì se Marta non lo chiede per sé». E così avviene. A parziale risarcimento economico, è pensato per il «trombato» un ruolo di co-responsabile (ovvero un posto da adjunct o professore a contratto, che non richiede bandi) del corso di diritto costituzionale italiano ed europeo diretto dalla Cartabia. Insomma la giurista si sarebbe «presa in carico» l’allievo. Un piano che avrebbe dovuto diventare operativo nel secondo semestre dell’anno accademico 2020-2021, a partire dal marzo. Però il progetto, come vedremo, è andato in porto in ritardo.

Intanto il 22 gennaio 2021 al dipartimento di studi di Giurisprudenza dell’Università di Milano Bicocca ha luogo un convegno intitolato La libertà di espressione del domani. Riflessioni a partire dal libro di Marco Bassini. Bassini non partecipa, ma a presiedere, insieme a un collega dell’università che ospita l’evento, è Pollicino. La relazione introduttiva è della Cartabia. A chiudere i lavori è, invece, l’ex presidente della Camera dei deputati, Luciano Violante.

Arriviamo così al 13 febbraio 2021, quando la presidente emerita della Corte costituzionale viene promossa ministro. Sono le ultime battute per la nomina di Bassini a co-responsabile del suo corso. La banda dei comparatisti sarebbe, però, ancora in agguato.

La mattina del 15 Pollicino esulta via chat: «Buongiorno, come volevasi dimostrare Marta ha rispedito al mittente tutte le interferenze relative al suo corso e ha deciso di attribuirlo a Marco [] è proprio un mito». Passano poche ore e il clima è completamente cambiato: «Ti devo raccontare. Colpo di coda dei nostri» scrive Pollicino alla Trucco. I due proseguono il discorso in una telefonata intercettata dalla Guardia di finanza.

Una conversazione molto interessante, con diversi riferimenti ai presunti titoli «fasulli» di Bassini e al ruolo della Cartabia. Il professore si lamenta perché «i nostri», cioè Cuocolo & c., «si confermano quelli che conosciamo» poiché avrebbero riproposto «la storia assurda del concorso» di Bassini «dopo che la stessa presidente emerito e compagnia» lo «aveva designato». Pollicino ricorda che, come sa la collega, il concorso «è fasullo» e che la Cartabia «lo conosce anche lei benissimo, perché l’ha presentato, l’ha attrezzato…».

Non è chiaro se il riferimento sia alla procedura farlocca o allo stesso Bassini, che potrebbe essere stato introdotto in convegni, «non facendogli mancare occasioni che gli avrebbero dato visibilità come la nomina nella cosiddetta task force governativa Covid-19». Ma la Cartabia avrebbe fatto all’improvviso marcia indietro: «Dicendo, facendo capire… diciamo in maniera molto indiretta, molto felpata… attenzione, perché poi potrebbe scoppiare un caso no? Che il corso è stato affidato a qualcuno, no, che non era del tutto pulito», parafrasa al telefono Pollicino.

Il quale, dopo questa conversazione con il ministro, si sarebbe «messo in allarme» e avrebbe chiamato l’allievo prediletto: «Guarda, meglio che…». Facendolo ritirare per la seconda volta. L’indagato Pollicino, nell’intercettazione, spiega alla Trucco che da via Arenula gli avrebbero anche chiesto di subentrare lui nel corso di diritto costituzionale italiano ed europeo: «Magari tienilo per te questo, esclusivamente per te… lo faccio io, cioè lo fa…perché lei comunque non vuole l’entrata di altri e altre, esterne… diciamo i bocconiani… bocconiane… ma esterni, zero, cioè tutti quelli con comparato non (incomprensibile)».

Qui sembra proprio che l’ordine di scuderia proveniente da via Arenula fosse quello di non far accedere al corso della Cartabia, Cuocolo & c. Pollicino è convinto che Bassini con la sua mossa abbia «acquisito un grandissimo credito anche nei confronti di Marta, perché lei l’aveva designato» e che «lei apprezzerà molto questa cosa qui». L’allievo avrebbe «capito che anche in questo caso e meglio fare un passo indietro».

Al telefono il professore conclude: «E anche se non gliel’ha chiesto minimamente, sono io a chiederglielo, capito? Perché conoscendo i miei polli (Cuocolo & c. ndr), preferisco sempre fare questo, capisci?».

«IO, TU E MARTA»

Infine, il docente raccomanda alla collega Trucco di tenere la questione «riservata»: «Perché non voglio neanche aprire un caso, quindi lo sappiamo io, tu, Marta e basta, capisci?». Nel marzo 2021, la Trucco bandisce un assegno di ricerca per Bassini. Poi lui non si presenta e la procedura va deserta. Il motivo? Bassini ottiene un contentino dalla Bocconi e dal settembre 2021 affianca il maestro Pollicino con il ruolo di adjunct professor nel già citato corso di costituzionale italiano ed europeo.

Nella sua memoria ai magistrati la Trucco ha spiegato chi sia la Marta citata nell’intercettazione con Pollicino: «Ritengo si tratti indubbiamente della professoressa Marta Cartabia». Circa un mese dopo quella telefonata, il 23 marzo 2021, la Trucco chiede alla Cartabia la conferma della partecipazione a un convegno genovese di giugno, «pur immaginando le tantissime altre – e ben più importanti – cose che ha da fare». Il giorno dopo la Guardasigilli risponde così: «Lara è mooolto rischioso. Qui non si è padroni di nulla. Meglio soprassedere, credo…». Nell’occasione la Trucco ha replicato semplicemente così: «Certo prof, capisco benissimo (mi creda, ero incerta se mandarle la mail…). Forza: è la numero uno!».

Inizialmente, ha confidato, la prorettrice ad alcuni collaboratori, aveva ritenuto che la Cartabia avesse risposto a quel modo perché era a conoscenza «della pericolosità dell’ambiente genovese», per come lei stessa glielo aveva descritto, e perché temeva che la sua presenza potesse essere «percepita come una provocazione». Per questo avrebbe ritenuto «opportuno evitare di aizzarli ulteriormente».

Ma perché un ministro avrebbe dovuto aver paura di partecipare a un convegno?

Davvero solo per non sembrare una provocatrice? O, nel pieno delle indagini, era a conoscenza di qualcos’ altro? Che cosa significa quel suo «qui non si è padroni di nulla»? Forse le future investigazioni aiuteranno a capirlo. Da quanto ci risulta la Trucco non avrebbe ricevuto pressioni dirette dalla Cartabia per agevolare la carriera di Bassini. Tutte queste vicende le sarebbero state riferite dal coindagato Pollicino.

Ma c’è un episodio che, per quanto ha raccontato la stessa docente alle persone a lei più vicine nei mesi scorsi, rafforza il sospetto che la Guardasigilli non fosse estranea alla sponsorizzazione. Esso risale a qualche anno fa.

«L’unica volta che mi ha raccomandato una persona direttamente è stata in occasione della prima abilitazione scientifica nazionale (quando Costanzo era presidente) della professoressa B. G.». aveva ricordato la docente. Era il 2013 e alla candidata venne concessa l’abilitazione di diritto costituzionale di seconda fascia. L’11 novembre 2020 è stata, invece, bocciata per quella di prima fascia: «Scientificamente non c’eravamo affatto… benché godesse di altissime raccomandazioni. Nonostante questo è entrata a far parte di una commissione istituita in seno all’Unione europea come “ordinaria”…», aveva spiegato la Trucco. (continua)

4 replies

  1. Ma che begli ambientini che frequenta la nostra ministra della giustizia. Lei stessa, peraltro, iper raccomandata dai soliti Mattarella, Cassese, Amato ecc.
    E c’è pure chi sfotteva Bonafede dandogli dello scappato di casa. La Cartabia, invece, è scappata di chiesa (Comunione e Liberazione) e in tanti sapevano che era una raccomandata incapace (adesso credo che sia sotto gli occhi di tutti).
    Comunque come sia possibile che non le sia già arrivato un bell’avviso di garanzia è un mistero.
    Immaginate solo se di mezzo di fossero stati Bonafede o Conte…

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