Il caos vola sull’aereo

(Leonard Berberi – il Corriere della Sera) – Oltre due anni dopo le autorità europee aggiornano le linee guida sui viaggi e ritirano l’obbligo di mascherina da lunedì 16 maggio in volo, ma finiscono – senza volerlo – per creare un po’ di confusione dentro l’Unione: queste sono delle indicazioni e, come tali, non sono vincolanti per i Paesi che, sulla salute pubblica, hanno l’esclusiva.

E così da dopodomani per chi viaggia in Italia su collegamenti nazionali e internazionali – in ingresso o in uscita – non cambia nulla e bisogna seguire quanto stabilito dall’ordinanza del ministero della Salute del 28 aprile: il dispositivo di protezione del naso e della bocca resta obbligatorio, almeno fino al 15 giugno, e chi si presenta al gate privo di Ffp2 rischia di farsi negare l’imbarco.

L’11 maggio l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) hanno comunicato che all’interno dell’Ue non «raccomanderanno» più – il termine non è casuale – «l’uso della mascherina negli scali e a bordo dei velivoli a partire dal 16 maggio».

Ma «se gli Stati di partenza o destinazione ne richiedono l’uso nei trasporti pubblici le aviolinee devono chiedere di indossarla».

Sea, la società che gestisce gli scali di Milano Linate e Malpensa, conferma che «fino al 15 giugno resterà in vigore l’obbligo delle mascherine Ffp2 a bordo» e aggiunge nella comunicazione che «durante la presenza nel terminal l’utilizzo è strettamente raccomandato». Aeroporti di Roma, l’azienda di gestione degli scali di Fiumicino e Ciampino, ricorda che «non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, le persone con patologie o forme di disabilità incompatibili con l’uso della mascherina e i soggetti che devono comunicare con i predetti in modo da non poter far uso del dispositivo».

Le aviolinee da tempo chiedono di togliere le mascherine negli aerei dove l’aria è cambiata ogni tre minuti ed è purificata al 97-99%. Ma per evitare incidenti e multe dalle autorità dell’aviazione civile in queste ore stanno avvisando i viaggiatori. La low cost Ryanair, per esempio, fa sapere che i dispositivi di protezione saranno richiesti a bordo dei collegamenti verso 14 Stati europei. Nell’elenco c’è anche l’Italia dove, nell’ultima settimana, si viaggia su una media di 760 voli nazionali e 2.370 da/per l’estero.

La curva dei contagi per fortuna scende in tutte le Regioni e fasce d’età. Ieri sono stati comunicati 38.507 nuovi positivi (-12,4% sul venerdì precedente), 115 morti, 341 ricoverati in terapia intensiva (+7 rispetto al giorno prima) e 7.907 nei reparti ordinari (-251). Secondo l’ultimo monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute l’incidenza cala a 458 casi ogni 100 mila abitanti e l’indice Rt è stabile a 0,96. La variante Omicron, al 3 maggio, aveva ormai raggiunto una prevalenza stimata al 100%, con la presenza anche delle sottovarianti BA.4 e BA.5. Aumentano le reinfezioni (al 6%) ma con casi non gravi. «La circolazione del virus resta ancora alta», avverte Gianni Rezza, direttore Prevenzione del ministero della Salute.

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