Il “Fatto”: visioni opposte su storia e conflitto

La lettera Sulla guerra, la Nato e i nemici, non capisco più il nostro giornale
All’improvviso mi sono trovato a scrivere su questo giornale – che avevo contribuito a far nascere, con Padellaro e Travaglio – accanto a un collega che non conoscevo e che non vorrei conoscere, caro a tutti coloro che pensano che l’America sia il vero pericolo dei popoli e delle democrazie, e che l’invio di armi ai resistenti invasi e assediati dal rischio imminente di distruzione totale sia un sacrilegio. E mi sono trovato a dover leggere il testo di un altro collega che mi racconta, al rovescio, la terrificante Guerra mondiale che ho vissuto e che conosco e ricordo da bambino in fuga, in una versione in cui Hitler era di origine ebraica e non aveva alcuna intenzione di fare la guerra che distruggerà l’Europa. Aggiungendo una affermazione che nega la Storia ed è inaccettabile anche come post verità in quella frase “i tedeschi (i tedeschi delle Fosse Ardeatine e di via Tasso) proteggevano gli italiani mentre gli americani invadevano il Paese, abbandonato a stupri e violenze in libertà”.
È inevitabile respingere visioni che portano disorientamento e informazioni inesistenti o distorte, se compaiono accanto al tuo lavoro nel giornale per cui scrivi, fiducioso, da molti anni. Ci sono decine di film italiani del primo Dopoguerra che raccontano l’immediata presa di possesso, dunque di occupazione dell’Italia, da parte dei comandi tedeschi nei giorni dell’Armistizio (8 settembre 1943). “Su di voi io ho carta bianca”, grida un ufficiale tedesco a militari italiani che non vogliono obbedire all’occupazione dell’Italia, eseguita dalla Wehrmacht, subito dopo l’uscita dell’Italia dalla guerra. Uno dei soldati, nel film di Steno, è l’attore Totò, che grida al tedesco: “Ci si pulisca il culo con quella carta”, frase celebre allora, e a mente fresca e memoria immediata oggi un documento.
Ma devo per forza notare e far notare che il primo dei due casi citati, Alessandro Orsini, entrato all’improvviso e con veemenza nel giornale di Travaglio e di Padellaro, ha funzionato come il frate che solleva i confratelli e i fedeli per riformare una chiesa. Dopo di lui niente è più come sembra, perché Orsini ha scosso con forza e con violenza la fiducia di chi legge e di chi scrive su un giornale su cui lascia una pesante impronta, una sorta di esclusiva. Non sono il solo in Italia a sapere che gli “studi” di Alessandro Orsini falsificano fino ai dettagli la storia di questo Paese e del contesto politico e umano di cui siamo parte. Ma non sono affatto maggioranza, anche se Orsini tenta tenacemente di apparire perseguitato. Con lui non siamo mai al dubbio o al suggerimento, ma alla affermazione o negazione assoluta priva di alternative. Come fai a scrivergli accanto? Chi dei due è il falsario? “Nei confronti di chi mi odia provo una certa compassione”, ha detto Orsini giorni fa all’Ansa. Pensate che qualcuno di noi possa accomodarsi nella sua compassione? Intanto, però, Orsini aggiunge: “L’esempio delle follie degli ultimi giorni riguarda l’ingresso di nuovi Paesi nella Nato, un pericolo enorme per l’umanità”. Pensate: Svezia e Finlandia presentate senza ridere come un pericolo enorme per l’umanità. Ma il pericolo enorme sarebbe più guerra russa, dunque smettete di provocare. Abbassatevi al livello giusto. Infatti prontamente il ministro russo Lavrov completa la frase di Orsini nella stessa giornata in cui scrivo: “Questa è una guerra che porrà fine al superpotere americano”. E dunque aprirà la strada al super potere russo che, per qualche ragione, per alcuni, non solo per Lavrov, è il preferito. Infatti la sera dell’11 maggio, la sala Umberto di Roma aveva esaurito i posti (ingresso a 25 euro) per ascoltare Orsini nello show Ucraina: tutto quello che non ci dicono, in cui tutti sono falsari tranne lui e tranne i suoi non pochissimi seguaci. È accorsa infatti una folla di personaggi autorevoli, da Alessandro Di Battista all’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, ognuno che esclamava entrando: “Finalmente possiamo sentire la verità”. La verità, in questo mondo perfettamente modellato sull’anti-vax (stessa persuasione esaltata di possedere una conoscenza superiore delle cose e dalla scoperta dell’inganno). E chi non capisce è un venduto.
Le parole chiave della nuova militanza sono tre: l’America (non è tollerato l’errore di dire “Russia”), che ha voluto e provocato la guerra con tutta la sua distruzione e i suoi morti e i suoi profughi, avvenuti a causa della Nato; le armi (non ne mandate a chi sta difendendo fino alla fine case, famiglie e città, altrimenti i russi, che si stanno difendendo dagli americani, dovranno continuare a bombardare); il pacifismo, molto raccomandato da Orsini se si tratta di resa e di togliere di mezzo un presidente vanitoso e ingombrante dell’Ucraina che si oppone a una realistica pace con consegna alla Russia delle parti già scelte del suo Paese.
L’invenzione della verità alternativa di Donald Trump ha fatto molta strada. Orsini, che studia molto, ne ha fatto il suo strumento preferito. Oppure si tratta di un’invenzione usata per tenere vivo il credente, e confondere gli avversari. Esempi: “Bisogna avere il coraggio di ammettere che Putin ha già vinto”. “Hitler non aveva alcuna intenzione di far scoppiare la Guerra mondiale”. “Questa è una guerra persa in partenza. O noi diamo a Putin quello che vuole o lui se lo prende lo stesso”. “Zelensky è un pericolo per la pace. Va abbandonato. Politicamente è un incapace”. “Il governo Draghi è un governo di burattini nella mani della Casa Bianca”. “Anche nelle dittature un bambino può essere felice”. L’invenzione della verità alternativa di Donald Trump ha fatto molta strada. E io una cosa so con certezza. Non voglio essere complice.
Furio Colombo

La riasposta/1 Su pace e libertà di opinione, il faro è la Costituzione
Caro Furio, l’amicizia e la riconoscenza che mi legano a te dai tempi dell’Unità, dove mi accogliesti insieme a Padellaro nel 2002, mi spinge a pubblicare questa tua invettiva che nessun direttore, nemmeno tu all’Unità, pubblicherebbe mai. Perché contravviene a una regola non scritta ma aurea di tutti i giornali: scrivere tutto ciò che si pensa, ma senza metter le mani addosso e le dita negli occhi ad altri collaboratori. Cosa che tu fai col prof. Alessandro Orsini e con Massimo Fini (senza citarlo). Orsini e Fini, se vorranno, ti risponderanno. Io lo faccio subito per rispetto dei lettori, abituati a un giornale libero e plurale, non a un ballatoio di comari che si lanciano piatti e stracci.
Partiamo da Fini, “l’altro collega”. La sua controlettura del 25 Aprile riflette la sua visione provocatoria, peraltro arcinota a noi che lo leggiamo (e anche a te, che hai elogiato il suo ultimo libro), della guerra civile italiana in cui gli occupanti anglo-americani, purtroppo nostri nemici, per fortuna ci liberarono insieme ai partigiani italiani dagli occupanti nazisti, purtroppo nostri alleati. Peraltro Fini non ha mai scritto che Hitler fosse ebreo (l’ha detto Lavrov e lo scrissero alcuni storici, ripresi nel 2010 dal Corriere). Con il suo articolo ho fatto quel che faccio sempre con tutti (incluso te): l’ho letto, l’ho condiviso in parte, ma non tutto e l’ho pubblicato. Lerner mi ha inviato un pezzo polemico con Fini: l’ho condiviso in parte, ma non tutto e l’ho pubblicato, con una postilla per evitare l’effetto ballatoio delle repliche e controrepliche infinite.
Orsini non è arrivato al Fatto facendo irruzione manu militari (“entrato all’improvviso e con veemenza nel giornale”): l’ho chiamato io, appena ho saputo che la sua rubrica di geopolitica sul Messaggero non veniva più pubblicata perché si discostava dal pensiero unico sulla guerra e la sua università, sempre per le sue idee, gli creava seri problemi. Proprio per questo è nato il Fatto nel 2009: per dare un tetto a chi ha qualcosa da dire, ma non sa più dove dirlo. Due anni fa seppi che Lerner lasciava Repubblica perché non ci si riconosceva più: lo chiamai e gli dissi che il Fatto era casa sua, pur dissentendo con lui su molte cose. Idem Orsini: non aveva più un giornale, ora ce l’ha. E scrive liberamente il suo pensiero, che non collima certo con le frasette caricaturali (mai pubblicate sul Fatto, spesso mai neppure dette in tv) da te collezionate dalle “cronache” dei giornali dediti alla quotidiana character assassination per manipolare le sue tesi e farlo apparire una spia di Putin (anziché lo studioso che nel 2018, in Parlamento, predisse la guerra in Ucraina). Anche i testi di Orsini li leggo, in parte li condivido, in parte no, e li pubblico. Mi sarei aspettato un tuo plauso, visto che la terrificante Guerra mondiale che hai vissuto da bambino in fuga fu preceduta dal giuramento dei professori universitari al regime fascista: davvero ti pare uno che “tenta tenacemente di apparire perseguitato” un professore che per le sue idee viene ostacolato dal suo ateneo, si vede stracciare un contratto Rai già firmato e viene trascinato al Copasir, mentre il programma che osa ospitarlo è in odor di chiusura? L’idea poi che io abbia deciso come pensarla sulla guerra dopo il suo arrivo è bizzarra: pensavo le stesse cose anche prima, ispirandomi non a Orsini ma alla Costituzione. La lezione teatrale l’abbiamo organizzata noi per dargli modo di illustrare il suo pensiero senza insulti né interruzioni: una bella serata piena di informazioni e di cittadini (soprattutto giovani), quasi tutti nostri lettori vecchi e nuovi. C’erano anche Di Battista e Alemanno: avevano comprato il biglietto, dovevamo cacciarli a pedate? Mi autodenuncio: c’ero anch’io, alla sala Umberto, diversamente dal cronista de La Stampa che ha fatto dire a Orsini “Putin ha già vinto’” (frase mai detta quella sera). Non ho visto “anti vax” né sentito le frasi “chi non capisce è un venduto” e “tutti falsari tranne lui”. Forse la “verità alternativa” non è un’esclusiva di Trump.
Caro Furio, tu non condividi quello che scrivono Fini e Orsini e immagino che la cosa sia reciproca. Io, soprattutto sulla guerra in Ucraina, non condivido ciò che scrivi tu, ma pubblico tutto ciò che scrivi. Dov’è il problema? Siamo un giornale, non una caserma. Siamo in democrazia, mica in Russia. Sul Fatto c’è posto per tutti. Non esistono “falsari” né delinquenti, dunque “scrivere accanto” a un professore che la pensa diversamente non è “complicità”: è pluralismo. I nostri lettori sono così maturi da comprendere i nostri diversi punti di vista e poi formarsi un’opinione informata. Orgogliosi di un giornale che – unico in Italia e forse non solo – ospita dibattiti come questo. Senza filtri e senza limiti, salvo uno. Quando nascemmo, il 23 settembre 2009, Padellaro scrisse che la linea politica del Fatto è la Costituzione Repubblicana. Infatti è dall’Articolo 11 che deriva il nostro “no” fermo e risoluto all’invio di armi in una guerra fuori dalle nostre alleanze. Ed è l’Articolo 21 che tiene le nostre porte sempre aperte a chi viene censurato o attaccato per le proprie idee. Quindi sì, continueremo a essere il giornale di Colombo, di Fini, di Orsini e di tutte le altre firme che sono arrivate fin qui e che spero arriveranno ancora ad arricchire la nostra comunità di uomini liberi. Giornalisti e lettori.
Marco Travaglio

La riasposta/2 Noi siamo nati per dare voce ai battitori liberi: ce li teniamo tutti stretti
Caro Furio, improvvisamente, dopo oltre mezzo secolo di vita nei giornali, mi trovo a leggere sul nostro giornale un aut aut (o qualcosa che gli somiglia) in cui non mi ero mai imbattuto prima. E che, al di là delle questioni di merito (delle quali oggi non scriverò, perché di Ucraina scrivo pressoché ogni giorno e chi ha la pazienza di leggermi conosce le mie idee) mi mette per la prima volta davanti a un difficile dilemma di natura professionale. Ma soprattutto sentimentale, se mi si passa un termine impegnativo che cercherò di spiegare. Non è e non potrebbe mai essere, invece, una scelta personale, poiché il professor Alessandro Orsini non l’ho ancora mai incontrato, anche se m’incuriosisce la sua originale visione delle questioni internazionali e il crescente seguito che riscuote tra i più giovani. Mentre con te, Furio, lo sai bene, dopo 22 anni di frequentazioni, si è creato un legame che non definirò. Poiché un’amicizia, che è da parte mia ammirazione, condivisione e gratitudine per quanto ho appreso da te, non può essere raccontata, ma solo vissuta con orgoglio. Anche il dilemma professionale non è poi così complicato da risolvere se, per un momento, sostituisco il nome del direttore in questione: non Marco Travaglio bensì Furio Colombo. Poiché avendo visto (e sperimentato) molto da vicino, nei nostri anni all’Unità, l’estremo rigore del direttore Furio Colombo nell’affrontare questioni spinose, che riguardavano anche forti incomprensioni e accese incompatibilità tra le firme di primo piano (se il giornalismo non fosse fatto pure di solenni litigate e, perché no, inimicizie tra vicini di scrivania sarebbe di una noia mortale), so che se messo di fronte a un drastico “o io o lui” non lo avresti neppure preso in considerazione. Mentre, sicuramente, avresti, come hai fatto tante volte, dato spazio sulle pagine del giornale alle ragioni di entrambi lasciando al lettore, come è giusto, l’ultima parola. È quello che ha fatto Marco con l’articolo a tua firma pubblicato qui accanto che esprime compiutamente il tuo dissenso sulla linea del giornale in merito all’aggressione di Putin all’Ucraina. Comprese le aspre valutazioni di tipo personale sulle quali, forse, il direttore Colombo avrebbe avuto qualcosa da eccepire. Non so se i collaboratori di questo giornale chiamati in causa vorranno replicare sul merito delle tue osservazioni.
Penso però che in questo modo, anche se dolorosamente, il Fatto Quotidiano e chi lo dirige, abbiano applicato, come è giusto, un sommo principio liberale al quale sappiamo tutti che nella tua straordinaria storia intellettuale non hai mai abdicato: non sono d’accordo con ciò che dici, ma darei la vita affinché tu possa dirlo. Forse la vita no, ma l’esercizio della tolleranza quello sicuramente sì. Vengo, infine, all’aspetto sentimentale che è quello a cui tengo di più, perché quando fondammo il nostro giornale eravamo tutti consapevoli che avremmo messo insieme un gruppo di eccellenti battitori liberi, tutti (o quasi tutti) impegnati ad argomentare un loro diverso e spesso diversissimo parere rispetto a quello del vicino di banco. E, non di rado (carta canta), perfino in garbato dissenso con la linea del direttore. Perché la linea del Fatto Quotidiano la facciamo noi, con le nostre opinioni, con le nostre arrabbiature, con i nostri errori. Perché in un giornale autenticamente libero nessuno vuole sentirsi uguale all’altro e non pretendiamo che nessun altro debba per forza sentirsi uguale a noi. Quante volte ci è capitato di non condividere (eufemismo) un editoriale, un articolo, una presa di posizione (a me su questa guerra certamente) ma abbiamo sempre cercato, tutti, di rispettarci nella nostra unicità. Che da 13 anni è la nostra autentica forza, il cemento che ci salda a un’appassionata comunità di lettori. Infatti, di Furio Colombo ce n’è uno solo. E ce lo teniamo stretto. Così come non esiste un altro Fatto Quotidiano, il vascello sul quale c’imbarcammo felici, con cui in questi anni abbiamo navigato contro tutto e tutti, e che non rinunceremo mai a difendere. Tuo, Antonio.
Antonio Padellaro

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81 replies

    • Ma che colpo di scena e colpo di scena! Non lo vedi che Colombo e’ un servo Fiat, quindi Gedi, quindi Soros, quindi Biden? E poi, con quel cognome, Colombo, non e’ forse pure lui responsabile del genocisio dei popoli Amerindi?!? E poi il nome: Furio, come Il Cavallo del West, simbolo del mainstream come non se puo’ trovare uno migliore. E poi non parla russo, nemmeno Orsini ma non centra. Proprio vuoi fare il cieco, vuoi fare… Come se Orsini fosse una vittima della propria visione di se’ stesso, come se Tocci non fosse la prova che i poteri forti vogliono isolare le voci indipendenti e condannare le foche monache all’estinzione, come se Adriano non le azzeccasse tutte! Ma vai va…

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      • Eh, lo sospettavo infatti, però virtualmente ti attribuisco solo mezzo like, perché potresti anche essere un po’ più presente.

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      • Trasloco, Groningen, vertebra turistica, Ibuprofene un grammo, paracetamolo 2 grammi, assicurazione sanitaria incasinata e quindi a tutt’ora niente cure.

        Come dicevano all’IRI nell’85, “cui Prodi?”

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  1. quello che mi è sempre sembrato molto strano è che (leggendolo) Furio Colomb fosse stato per molti anni dirigente negli Usa e chairman del gruppo Fiat.
    Boh! nessuno gli ha mai fatto pubblicamente questa domanda
    idee di sinistra e portafogli a destra?

    ed ora scrive chiedendo di censurare altri colleghi del Fatto o cerca di prenderne le distanze pensando alle conseguenze sulle sue finanze?

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    • Kennedyano della primissima ora, non ha mai dato la sensazione o la smania di apparire yankee. Stavolta non ce l’ha fatta ed è caduto nel sogno americano che sostanzialmente consiste nel diritto di possedere armi in casa (Svezia e Finlandia)

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  2. Beh ! Deve essere stato un addio doloroso per la redazione tutta , ma forse Furio Colombo è rimasto ancora in un era preistorica , peccato che il 900 non lo abbia ancora assorbito , deve essere rimasto ancora sotto le bombe ! Non ci mancherà et Bon voyage !

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  3. Bel dibattito giornalistico , così dovrebbero pensare tutti i direttori di giornale in Italia. Tuttavia, fa impressione come una persona intelligente come Colombo sia ancorata ad una idea giornalistica ispirata alla Pravda sovietica, che a sua volta ispira i pennivendoli al soldo di Putin…..ed anche i nostri che ritengono doveroso espellere dal consesso “civile” chi non si allinea ubbidiente al pensiero dominante

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    • Ciao, mi dai – per favore – in cinque righe una corta rappresentazione del “pensiero dominante” e se possibile tre esempi di pensieri contrapposti, per qualita’ o orientamento, al suddetto?

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  4. A ma non è mai mancato, Furio Colombo.
    La guerra in Ucraina gli ha donato una nuova visibilità a 91 anni. Vanno a grattare il fondo dei pro US, come se fosse – ormai lo è – tifo calcistico, peccato che i morti – non più “effetti collaterali” ma contati e raccontati reiteraramente uno ad uno (solo i morti “buoni” però, mica i demoni russi, che ben gli sta) indichino altrimenti.
    “Chi invitiamo per un po’ di propaganda? Non possiamo far parlare sempre gli stessi! Cerchiamo, cerchiamo qualcuno “di sinistra” pro US: Toh, c’è Furio Colombo! Furio Colombo chi? ecc…ecc…. Pare che sia un abituee negli US dove certamente “avrà casa”.
    Che dire, ce ne faremo una ragione. Intanto il “putiniano” Sergio Romano viene silenziato.

    A proposito di “revisionismo storico”. Vorrei ricordare che i “buoni Italiani” erano alleati con i “cattivi Tedeschi” ( ricorda niente il RO.BER.TO.?) poi il voltafaccia (pardon, “l’ occupazione”.) che nella crisi in cui la guerra si trovava deve aver fatto “girare” le scatole ai soldati tedeschi non poco: da alleati a occunpanti da un giorno all’ altro.
    Vorrei inoltre ricordare che gli internati nei campi dei cattivi tedeschi venivano prelevati dai fascisti italiani e dai delatori italiani e “consegnati” al nemico (quando non imprigionati sul nostro territorio).
    Vorrei inoltre ricordare che l’ ideologia nazista si “ispirò” al fascismo e a Mussolini del quale Hitler era un ammiratore.

    Questa vulgata – che è sempre più propagandata – dei buoni Italiani martiri dei cattivi demoni Tedeschi non è condivisa all’ estero, dove le nostre responsabilità ( e la vigliaccheria dei nostri responsabili, tutti fuggiti con più o meno successo al momento della resa dei conti) è nota. Ed anche per questo veniamo trattati secondo la “qualità” della nostra storia. Siamo sempre stati gli aggressori, nella Prima e nella Seconda guerra. Entrambe le volte abbiamo “cambiato partito”. Non dimentichiamolo mai.

    Non dimenticherò mai mio figlio piccolo, al quale piaceva molto la Canzone del Piave. Credeva fosse una disperata resistenza contro l’ occupatore chge, come un branco di lupi assetati di sangue, tentava di invadere ula niostra nazione, pacifica e imbelle, che oppose una strenua resistenza all’ aggressore. Ci rimase male quando studiò che gli aggressori eravamo noi, inoltre che la famigerata “Caporetto” era in realtà la slovena Koribad…

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  5. Travaglio fa bene a dare più voci al suo giornale, comunque la si pensi. Si chiama libertà di stampa. Pur comprendendo il suo stato d’animo, appare strano che un giornalista come Colombo lo scordi e scordi le motivazioni per cui ha contribuito alla fondazione del Il fatto quotidiano.

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  6. devo ammettere per la prima volta che sono d’accordo con furio colombo.. anch’io non riesco piu a leggere il fatto” con travaglio che recensisce con un acredine che lascia perplessi la guerra di Putin su Nato Biden Draghi .. quasi dimenticando che lo stato”canaglia non è Ucraina ma la Russia e che il Vulnus alle libertà di informnazione non è la maggioranza dei quotidiani italiani europei e mondiali, ma il bavaglio di Putin e le fake news della sua intellighenzia.Il fatto nel novembre del 2020 commentava “Biden presidente è la notizia più bella di questo infame 2020” lascio come lettore con amarezza quel giornale ma non riesco più a capirlo

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    • Stato canaglia “rogue state” o Paese canaglia è un’espressione controversa utilizzata da alcuni teorici anglosassoni (USA) di scienze politiche all’inizio del XXI secolo per riferirsi ad alcuni Stati considerati una minaccia per la pace mondiale
      Stati considerati “Stati Canaglia” dagli Stati Uniti

      Afghanistan
      Cina
      Corea del Nord
      Iran
      Nicaragua
      Siria
      Venezuela
      Cuba
      Iraq
      Jugoslavia (Serbia)
      Libia
      Sudan
      Yemen del Sud
      e ora Russia

      a chi non hanno ancora fatto la guerra visibile o occulta?

      riguardo alla libertà di stampa
      quanti tra le redazione occidentali ed USA in particolare hanno messo in dubbio le parole di Colin Powell
      al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 5 febbraio 2003 a New York????

      attenzione a dare “patenti” in giro, potrebbero aver truccato gli esami

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      • Si’, Santo, ma il punto e’ veritiero e giusto eh… Il Comitato per i Premi Nobel, l’ONU e pure il Calendario di Suor Germana non e’ che abbiano piu’ tanta credibilita’ in saccoccia.

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    • Eppure le risposte di Travaglio e Padellaro sono molto chiare. Pluralitá di voci e di opinioni – ma tu ci leggi acredine: certo, ne hai tutto il diritto, ma francamente io non ce la vedo. Se in redazione cantassero tutti la stessa canzone, quindi, come tanti bei robottini ammaestrati, andrebbe meglio?… E certo che sí, basta che sia una canzone e non l’altra.
      È questa considerazione che riempie me di amarezza, invece.

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  7. Forse, all’ormai ultranovantenne Furio Colombo non è andata giù una certa parte dell’Orsini-pensiero su Gramsci, venuta recentemente alla ribalta, e ha ritenuto di non lasciare nulla d’incompiuto mettendogli, fintanto che è in tempo, le dita negli occhi, come mirabilmente sintetizzato da Travaglio (che può così anche espletare la sua quotidiana sponsorizzazione del suo nuovo pupillo).
    Mi riferisco a questa parte (consiglio per eventuali comunisti: fare un bel respiro prima di cliccare): https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1937595396336974&id=100002595969741

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    • P.S: già che hanno fatto trenta, avrebbero potuto fare anche trentuno chiedendo un trafiletto nel merito anche a Peter Gomez, giusto per completezza.

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      • Mi sorprende che anche tu, @Adriano, ti riduca a scrivere queste stupidaggini. Senza sapere, ca va sans dire, un caxxo di me.
        Questa roba me l’aspetto da uno come Gatto, o dall’esperta di geopolitica e verità storiche, Anail. Non certo da te, nonostante non condivida QUASI niente di quello che scrivi. Su Gramsci potrei farti fare la solita figura di merda che in genere fai quando vai oltre con la tua supponenza, sicuro di raccogliere la clap dei pensatori unici di questo blog. Ma preferisco non infierire.
        La lezione di tolleranza e democrazia che ci offre oggi Travaglio (vera? Finta? Boh) spero serva la prossima volta a frenare la tua smania di manganello.

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      • @ Santo: concordo in pieno anche se, ad onor del vero, pare che quello non rappresenti che una parte del pensiero orsiniano sulla figura di Gramsci (che, nel complesso giudica positivamente, e meno male: chissà cosa dice di quelli che giudica negativamente), almeno stando a rigiramenti di frittata successivi.

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      • no “Empio”
        ti sei buttato su Gramsci
        solo per fare il Bastian Contrario
        che è la figura che preferisci
        se avessero nominato
        Ezra
        saresti comunque intervenuto

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      • @Adriano
        Mah, veramente in questo caso ero d’accordo con @JD e sinceramente stupito dal linguaggio di Orsini.

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    • Qui! Dalla eta’ di 12 anni! Comunista! Ma vorrei sottolinare che anche la ribrica Stupidario, sotto il nom de plume di Wil Nonleggerlo, contiene buoni esempi di come la stampa mainstream metta fintamente in bocca ad Orsini perle che aizzerebbero la canea dei Belluinamente Sicuri in un secondo se si trattasse, chesso’, de El Zeta.

      Un poco di delusione, leggendo. Uno come ‘st Orsini stutdia tanto, trova la cattedra, esercita, trova il riflettore giusto… e poi vedi un poco che cosa tira fuori dal cilindro.

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  8. Furio Colombo è sempre stato un fanatico furioso attaccato al passato. Non mi pare che sia stato estromesso dalla redazione di IFQ ma amerei che ogni tanto qualcuno di questi tromboni eccessivi e obsoleti andasse in pensione.

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    • Furio Colombo nel 43 aveva 12 anni,più o meno, e forse fino al 40 era stato un bambino felice. Se una bomba alleata avesse centrato la sua casa nel 43 (come è successo a tanti a Treviso, Padova o Vicenza) cosa avrebbero scritto nella epigrafe?
      Bambino felice morto finalmente libero?

      Furio Colombo va a ca.are sulle ortiche

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  9. Quello che non ho capito ( di colombo) è il perché,secondo lui, tramp ha inventato una verità alternativa: la verità vera quindi ce l’hanno solo i presidenti democratici compreso quest’ultimo? Dico questo da sincero appassionato di america ( non fosse altro che per Springsteen) e da ex ( ma non so quanto) comunista.

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  10. Molto probabilmente scriverò banalità, essendo però possibile, espongo il mio semplice pensiero.. Il compito di un giornale, è quello di divulgare delle notizie per informare i lettori, di quanto accade nel mondo, notizie più dettagliate e precise possibili, senza opinioni né tantomeno falsità, questo dovrebbe essere nella deontologia giornalistica.. i giornali nella totalità dei casi, sono di varie correnti di pensiero politico e questo fa sì che la linea editoriale, sia ovviamente orientata a screditare gli avversari politici, in qualsiasi modo, in un solo caso si è visto che tutte le testate, fossero orientate a screditare un partito: il M5S, tutti ma proprio tutti!! e come ci sono ben riusciti!! tanto che nessuno sa veramente quanto di buono e valido è stato fatto dal movimento… insomma i giornali, dovrebbero essere al servizio del lettore ed invece, sono al soldo di imprenditori che mirano al mero guadagno ed a mantenere più possibile allo scuro e nell’ignoranza la popolazione perché naturalmente conviene!! popolo manovrato da pifferai magici!! nel caso specifico del FQ, unico giornale ad essere superpartes, quasi completamente perché comunque, i giornalisti vi scrivono il loro pensiero che per quanto io possa o meno condividere, è sempre un pensiero e non la verità assoluta, comunque è un giornale che permette più visioni ed è pluralista cosa che non avviene in altre testate… la questione dell’articolo di FC, è e lo sappiamo, molto complicata ma proprio per questo necessita di diverse visioni, la verità non è assoluta ed in questo caso men che meno, il pensiero umano è sempre discordante, ora più che mai!! uno stato libero è stato aggredito, questo non è ammissibile, poi tutte le motivazioni, seppur plausibili, che conosciamo oramai, non giustificano e non giustificheranno mai ciò che sta accadendo, morte e distruzione, con gli strascichi che ci saranno nel prosieguo nel mondo… i dati di fatto sono talmente chiari, poi ci sono le scuole di pensiero e quelle sono altra cosa ma la morte e la disperazione sono reali e chi non riesce a provare dolore per questo, meriterebbe solo di non esprimere più il proprio pensiero… questo penso.. il FQ è un buon giornale proprio per la sua libertà e se tutti i media italiani, fossero gestiti così intelligentemente, in Italia avremmo sicuramente più informazione libera ed onesta e non saremmo bombardati da continue menzogne indecenti e faziose…

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    • Sabatino
      … E anche ai film di guerra in genere, in cui i buoni sono sempre gli americani, cioè i vincitori. Ma pensa…
      Gli ricorderei, a questo punto, anche i film Western, in cui i cattivi sono sempre gli indiani e i buoni i pionieri, i cercatori d’oro, i cacciatori di pellicce, i soldati… e soprattutto i governatori, che hanno sistematicamente stracciato, a colpi di fucile e deportazione, per bieco razzismo, ma soprattutto sporco interesse, qualsiasi trattato… e che hanno sterminato i nativi, infinitamente superiori a loro spiritualmente, nel tempo e in vari modi, a decine di MILIONI.
      Chi erano gli invasori? Quelli che vivevano pacificamente di caccia in una terra che non consideravano loro proprietà, perché la terra è la MADRE e non ha padroni, quelli che rispettavano qualsiasi specie animale, pur cacciandola solo per sopravvivenza, e di cui ringraziavano e onoravano il dono della vita, considerando sacro l’intero creato, che avrebbero volentieri condiviso anche coi nuovi arrivati…
      O quelli del “destino manifesto” che gli imponeva di appropriarsi di tutto il continente, per sfruttarne le risorse, cacciando via i vecchi abitanti e dissipandone ogni possibilità di sostentamento autonomo… per poi valicare gli oceani e “abbracciare” mortalmente, in senso culturale e proprio, l’intero mondo?
      Si è chiesto come mai i buoni erano questi ultimi? È andata così DAVVERO, come nei vecchi film, la storia?
      E ora, questo, che consideravo un intellettuale, chiude gli occhi davanti a cause EVIDENTI e DOCUMENTATE, per abbracciare le tesi di plastica costruite a tavolino, futuri copioni per i prossimi film costruttori di menzogne e di realtà fittizie?
      Mi sembra un bambino a cui osano spostare un giocattolo… Eh no, deve stare in quel posto lì, un po’ in ombra perché non si vedano le scrostature…
      Sembra difendere il suo mondo virtuale con le unghie e con i denti, senza alcuno sforzo di capire il significato di tesi “diverse” (possibile che ci sia qualcuno che ancora non capisce che cosa intendeva Orsini, dicendo che Hitler non ha invaso gli altri paesi con L’INTENZIONE di scatenare la terza guerra mondiale, e che invece la 2GM è stata frutto della stessa escalation a cui forse assisteremo? Significa forse giustificare Hitler? Ma quanto analfabetismo funzionale ci deve soffocare ancora?), per proteggersi dal pericolo di cambiare prospettiva…
      Si chiama vecchiaia. E non è dovuta agli anni, ma all’irrigidimento delle proprie “giunture” intellettive. Può capitare anche ai più giovani, quando non si è abbastanza forti e veramente profondi nelle proprie convinzioni: si ha il terrore che crollino, perché dipendiamo dalla precaria costruzione che è stata fatta dall’esterno e subita passivamente, anche se eravamo convinti di averla eretta noi.
      Scopro che l’ingegnere costruttore dell’idea del mondo di FC sono i film. (!!)
      Beh, è proprio impregnato di cultura dell’immagine…magari è italiano, ma americano inside, in fondo…

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  11. Grazie a Furio Colombo per avere messo il dito sulla piaga della deriva putiniana imboccata da il Fatto dal momento dello scoppio della guerra scatenata da Putin . Non è più un giornale indipendente e libero che da spazio a più voci diverse, ma una caserma militare e combattente, di voci, spesso sguaiate e stonate, che però rappresentano una linea editoriale e una scelta di campo ben chiara, precisa e gridata, che emerge da tutti i titoli e dai contenuti . Linea che anche io non condivido e che mi ha indotto a disdire l’abbonamento . Travaglio non si nasconda dietro la bella giustificazione di una presunta difesa della costituzione e dell’art.11, che letto per intero e in tutto il suo contesto e motivazioni non esclude affatto che si possano inviare armi per aiutare la legittima difesa di un paese europeo a noi vicino , aggredito da un dittatore che vuol espandere il suo potere e tiene l’Europa sotto minaccia e ricatto nucleare. Scelta editoriale a mio parere suicida e non nell’interesse dell’Italia per il presente e per il futuro. C’è modo e modo per dare spazio a legittime critiche contro le scelte dei governi italiano, europeo e americano, ma Travaglio ha scelto un modo distruttivo, smaccatamente antioccidentale, che finisce per giustificare e favorire un tiranno disposto a tutto, anche a farci saltare in aria tutti quanti.

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      • Adriano… ancora la leggi? Io mi fermo alla prima frase, inorridisco e 🤸‍♀️
        Comunque ti invidio… ci vuole davvero stomaco.
        È come gettare uno sguardo nel buio budello di un passato retrivo, nel conformismo più pedissequo e bigotto, nella spazzatura ammuffita di tempi oscuri e opprimenti…
        Se glielo lasciassero fare, organizzerebbe un bel processo agli eretici, con confessioni estorte a mezzo tortura, accuse inscalfibili frutto di fantasie malate, roboanti espressioni di condanna e rogo finale.
        No, no… un vero tuffo nel medioevo…
        Ché già, con questo clima di censura e isteria collettiva, stiamo percorrendo la storia a ritroso, a grandi passi…
        Ho le vertigini.

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    • “I nostri lettori sono così maturi da comprendere i nostri diversi punti di vista e poi formarsi un’opinione informata”. Ma no, è deriva militare, caserma combattente, voci sguaiate. Quando si dice che il peggior sordo…..

      A me piace leggere un giornale dove non vengo trattato né come seguace né come marionetta né servo. E per questo non trovo né sugo né soddisfazione o informazione o conoscenza nel leggere articolo l’uno clone dell’altro. La pluralitá di pensiero è qualcosa che ormai per parecchi fruitori della cosiddetta Stampona italiana sembra diventata insostenibile: devi scegliere campo, come un ultrá o l’adepto dell’ultima setta religiosa. Spiacente, non fa per me. A me piace leggere di opinioni divergenti, aiuta me e il mio, di pensiero. Per altri è uno scandalo? Oh, beh… a ciascuno il suo.

      Ecco perché io, invece, l’abbonamento al FQ l’ho giá rinnovato.

      Abbiamo letto due diversi articoli 11 della Costituzione, sembra. Forse di Costituzioni della Repbblica Italiana ce ne sono due.

      “Travaglio ha scelto un modo distruttivo, smaccatamente antioccidentale, che finisce per giustificare e favorire un tiranno disposto a tutto, anche a farci saltare in aria tutti quanti” è non solo risibile e smaccatamente partigiano, ma anche surrealmente contraddittorio: i ceffoni al tiranno col dito sul pulsante atomico insomma ce le ha il Fatto, o chi per loro. A mani basse, l’assurditá della settimana: e sí che ne ho giá lette tante.

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      • “Abbiamo letto due diversi articoli 11 della Costituzione, sembra. Forse di Costituzioni della Repbblica Italiana ce ne sono due”,

        e in quello che ha letto lei cosa c’era scritto?

        In quello che ho letto io c’è scritto

        “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…”,

        quindi, premesso che non siamo in guerra, fornire armi all’Ucraina non offende la libertà di altri popoli e non serve a risolvere una “controversia” ma ad aiutare un paese a resistere ad una guerra spacciata per “operazione militare speciale”.

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      • X Nonrosso (di vergogna, come dovresti essere):

        quindi forniamo le armi anche allo Yemen per difendersi dall’Arabia e ai kurdi per difendersi dai turchi.

        E ai palestinesi per difendersi dall’occupazione israeliana.

        AH NO, come non detto: le armi le forniamo ad ARABIA, ISRAELE e TURCHIA.

        Questa è la coerenza occidentale e poi la colpa è di Putin e pure di Travaglio.

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      • @zumbeld,

        io le ho riportato fedelmente cosa c’è scritto nell’Art.11 della Costituzione, vedo che lei non è in grado di fare altrettanto nè di spiegare perchè la mia interpretazione dello stesso sarebbe sbagliata: ne prendo atto;

        @SM Sparviero

        “quindi forniamo le armi anche allo Yemen per difendersi dall’Arabia e ai kurdi per difendersi dai turchi.”,

        ma davvero lei non capisce quel che legge è costretto a fingere di non capire per poter continuare a scrivere simili idiozie?

        Che fornire armi non sia incostituzionale non significa che le si debba fornire a tutti, anzi, neppure all’Ucraina, implica solo che se si sceglie di farlo non si viola la Costituzione.

        In sintesi, ci sono parecchie ragioni per opporsi all’invio delle armi all’Ucraina, purtroppo (per lei e per Travaglio) l’incostituzionalità di tale scelta non tra queste: lo ha capito adesso o devo prendere atto che la sua onestà intellettuale e/o le sue capacità di comprensione sono del tutto inesistenti?

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      • @nonrosso

        Sono benissimo “in grado di fare altrettanto”, eccola: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (questo il passaggio che cita LEI a supporto delle sue tesi). Il suo significato è, ehm, molto semplice (e non ho alcuna intenzione di spiegarne qui financo le sillabe, come alle elementari).

        Come questa magicamente diventi “premesso che non siamo in guerra, fornire armi all’Ucraina non offende la libertà di altri popoli e non serve a risolvere una ‘controversia’ ma ad aiutare un paese a resistere ad una guerra spacciata per ‘operazione militare speciale’” ora lo devo dimostrare io?! È LEI che si appoggia alla Costituzione, che dice il contrario di quel che afferma lei.

        E visto che non si è nemmeno disturbato a rispondere separatamente a me e a SM Sparviero (questo la dice lunga) aggiungerei anch’io (come dice giustamente Sparviero): armiamo i curdi. Gli yemeniti. Meglio ancora, mandiamo mezza Beretta alle isole Salomone. Aaah, giusto c’è sempre la magia nonrosso: ove “premesso che non siamo in guerra”(e meno male), “fornire armi all’Ucraina non offende la libertà di altri popoli” (tribú amazzoniche? La Papuasia? Gli americani?) e “che fornire armi non sia incostituzionale non significa che le si debba fornire a tutti” (a chi, quante e come lo decide lei). Tanti bei carpiati per motivare un’interpretazione – la sua – totalmente arbitraria.

        Lei l’Art.11 della Costituzione l’ha semplicemente piegato lei alle sue conclusioni perché cosí le andava. Ne prendo atto io, altro che.

        E ora forse è meglio chiuderla qui. Le discussioni sterili non portano mai nulla di buono.

        Arrivederci.

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      • @zumbeld

        “(questo il passaggio che cita LEI a supporto delle sue tesi). Il suo significato è, ehm, molto semplice (e non ho alcuna intenzione di spiegarne qui financo le sillabe, come alle elementari)”,

        di grazia, se non ha intenzione di spiegare la sua interpretazione (come invece io ho fatto), cosa ha replicato a fare?

        Perché uscirsene con “È LEI che si appoggia alla Costituzione, che dice il contrario di quel che afferma lei” senza prendersi la briga do motivare la sua affermazione significa appunto che o non ne è in grado (e crede che ripetersi come un disco rotto basti a dimostrare il contrario) o che sa di non avere argomenti e spera di sopperire a tale mancanza con la supponenza che un anonimo su internet è lungi dal potersi permettere.

        E per quanto riguardale le armi, “a chi, quante e come” lo decide il Parlamento, lei può giustamente criticarne le scelte (e ricordarselo al momento del voto) ma che a lei non piacciano, non rende tali scelte incostituzionali.

        In sintesi, torno a chiederle: visto che non vuole/non è in grado di replicare nel merito a quanto da me scritto sull’interpretazione del citato Art.11 (a proposito delle “discussioni sterili non portano mai nulla di buono”) e visto che i suoi tentativi di fare dell’umorismo sono meno che patetici, cosa ha replicato a fare?

        Quindi sì, per lei è senz’altro “meglio chiuderla qui”.

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      • @nonrosso

        Ho giá argomentato a sufficienza. “Argomentare” non è essere sordi e ciechi ma in compenso bercianti sempre le stesse sciocchezze come un pappagallo, come fai te: questo sí che è patetico. P.s: non sapresti cos’è l’umorismo nemmeno se ti baciasse in testa.

        Cos’è, vuoi l’ultima parola?… Non l’avrai.

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  12. Detto fuori dai denti, non comprerei il Fatto Quotidiano solo per il profondo disprezzo che nutro per Furio Colombo. Da sempre. Capisco il pluralismo, capisco la volontà di avere battitori liberi, ma Furio Colombo mi ha sempre fatto schifo. E aver accolto Gad Lerner è un’altra macchia.
    Quindi tra i lettori del Fatto, cara Sig.ra Magda, avolte, ci sono opinioni opposte. Diametralmente opposte. È un male?

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    • Colombo, tra l’altro, è sempre stato molto snob nei confronti dei diritti dei palestinesi e sempre molto amico di Israele. Nel 2007 lo vidi cazziato da un palestinese alto 2 metri che si alzò dalla platea e lo contestò di brutto.

      Ma a giudicare da quel che scrive adesso, non mi pare che sia cambiato molto.

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  13. Furio Colombo non è sfuggito al destino del cognome che porta.
    Era partito per raggiungere le Indie e dopo si è accorto di essere finito alle Bahamas…
    Tutto ciò succede, purtroppo, perché la Regina Isabella che mette a disposizione le caravelle è sempre incinta, e sempre prodiga.
    Speriamo che ora nessuno gli dedichi piazze, strade, e viali alberati…

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  14. Lettori adulti? Persone intelligenti, civili, a cui il pluralismo di voci e di idee non puó fare che bene? No: ultras per l’uno o per l’altro, con la clava rigorosamente dipinta dei colori giusti. E sul Fatto? Daje.

    Patetico.

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  15. Tutti i grandi giornali hanno una linea editoriale che non significa e non può significare accettiamo tutti,anche quelli che affermano che Hitler è stato costretto a scatenare la seconda guerra mondiale, Se no più che Un giornale è un bordello… Anch’io non compro più il fatto quotidiano; lo so che il cretino di turno risponderà e chi se ne fotte ricambio in anticipo…

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    • “anche quelli che affermano che Hitler è stato COSTRETTO a SCATENARE la seconda guerra mondiale”…, cioè TU, perché, non ci crederai, una simile caxxata non l’ha affermata nessun altro.
      Ma capire quello che si sente/si legge è proprio così difficile?

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      • Non UNA guerra, ma la SECONDA GUERRA MONDIALE. Che si è verificata per via delle alleanze che legavano vari paesi.

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      • Inoltre quei cretini di Francia Inghilterra e Polonia hanno confuso un invito a cena con una dichiarazione di guerra.se solo ci fosse stato Orsini a spiegarglielo,Tutto sarebbe andato diversamente.

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      • Guarda che l’Inghilterra e la Francia non hanno ricevuto “un invito a cena” , ma hanno dichiarato LORO guerra alla Germania e non è avvenuto tutto insieme, ma con effetto “domino” … esattamente come può succedere ora, se continuiamo a coinvolgerci in una situazione locale, che poteva risolversi SUBITO con una trattativa, senza sparare un colpo.
        Anche perché Putin NON è Hitler, checché vi faccia credere il rimbambito che ne sa qualcosa, visto che lo istiga da anni…

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      • X Entrambi:

        piaccia o no, la Seconda guerra mondiale fu la dichiarazione di guerra (all’epoca ancora si usava, non come ora che si fa tutto come ce pare) di Franza e UK alla Germania, la quale era in espansione sì, ma stava invadendo la Polonia.

        Dopo di che, fu la Francia che iniziò un’offensiva occidentale contro la Germania, ma ben presto costretta a ritirarsi anche a fronte di modeste difese e campi minati, essendo totalmente impreparata per la guerra malgrado avesse molte più armi della stessa Germania.

        Ecco come è scoppiata la guerra mondiale: Commonwealth, Francia (+ impero coloniale) e Polonia contro Germania e poi, URSS che completò l’invasione polacca.

        Infine, per aumentare l’effetto, entrò in guerra l’Italia e poi, l’assalto all’URSS: ma fu solo nel dicembre del 1941 che Giappone, Germania e Italia dichiararono guerra agli USA, con l’UK che dichiarò guerra al Giappone, prima ancora che gli USA dichiarassero alcunché.

        Come si vede, non è affatto vero, tecnicamente, che il 1 settembre 1939 iniziò davvero la 2a guerra mondiale. In realtà bisognò aspettare almeno fino al dicembre 1941 per avere tutti i protagonisti online, e anche allora, l’URSS e Giappone non si dichiararono guerra se non adidirittura l’8 agosto 1945.

        Per cui no, il 1 settembre non è stata S.G.M. Ma un conflitto allargato a livello internazionale, ma non differente da quel che si vede adesso tra Russia e Ucraina. Solo con la dichiarazione di guerra degli alleati occidentali (la NATO dell’epoca) il conflitto divenne globale, eppure ancora con Giappone, USA, Italia e URSS fuori dalla mischia.

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      • Finalmente ho capito: non fu la politica imperialista di Hitler ,che aveva già annesso buona parte dell’Austria ,della Polonia e della Cecoslovacchia a far scoppiare la seconda guerra mondiale ,ma quei bastardi di francesi ed inglesi che non ci fecero i cazzi propri.

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      • Puoi pensarla come ti pare, ma resta il fatto che furono UK e Francia a dichiarare guerra alla Germania, la quale NON aveva né l’interesse né le risorse per aprire un fronte anche ad Ovest, dove infatti si limitò a contenere l’avanzata -poco convinta- dei francesi.

        Torto o ragione, alla fine resta a chi fa la dichiarazione di guerra l’onere di averne responsabilità. Vale per la Germania come per la Francia.

        E tra l’altro, mentre c’era in atto il patto di non aggressione, praticamente tutto il mondo occidentale aiutò la Finlandia contro l’URSS, anche allora, come oggi, mandando vagonate di armi e pure volontari.

        Con l’unico risultato concreto di far durare la guerra 3 mesi e aumentare a dismisiura i morti.

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      • Per SM Sparviero: non siamo d’accordo, ma accetto la tua educatissima risposta.perché su questa chat, per molto meno, molti diventano scostumati ed isterici. Buona serata

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      • Potrai essere non d’accordo con me, ma forse un pò di studio della Storia ti potrebbe giovoare:

        B. H. Liddell Hart, Storia militare della Seconda guerra mondiale (Mondadori, pp. 6-25).
        Non soltanto Hart scrive che Hitler non voleva scatenare la Seconda guerra mondiale.

        Dice addirittura che aveva cercato di perseguire l’espansione della Germania evitando in tutti i modi un conflitto generalizzato: “L’ultima cosa che Hitler voleva – scrive Hart – era un’altra grande guerra. Il suo popolo, e specialmente i suoi generali, erano atterriti dall’idea di correre un simile rischio: le esperienze della Prima guerra mondiale avevano lasciato nell’animo dei tedeschi profonde cicatrici. (…) È indubbio che per lungo tempo Hitler perseguì i suoi obiettivi con grande cautela e ancora più cauti, e timorosi di prendere decisioni dalle quali potesse scaturire un conflitto generale, erano i capi militari. Gli archivi tedeschi, caduti in gran numero in mano alleata dopo la guerra e quindi accessibili allo studioso che desideri consultarli, rivelano l’esistenza di un diffuso e radicato senso di sfiducia nella capacità della Germania di combattere una guerra su vasta scala (…). Nel 1939 l’esercito tedesco non era pronto per una guerra: una guerra che i suoi capi, prestando fede alle reiterate assicurazioni di Hitler, non si aspettavano (…). Ma Hitler non si era stancato di ripetere che essi avrebbero avuto tempo in abbondanza per questo programma di formazione di quadri, dato che egli non aveva alcuna intenzione di correre il rischio di una guerra su vasta scala prima del 1944 (…). Come poté accadere, dunque, che Hitler si trovasse coinvolto in quella guerra di proporzioni mondiali che pure era stato così ansioso di evitare? La risposta deve essere cercata non tanto – o, almeno, non esclusivamente – nell’aggressività di Hitler, quanto piuttosto nel fatto che, dopo aver a lungo incoraggiato con il loro atteggiamento compiacente la politica tedesca, nella primavera del 1939 le potenze occidentali decisero improvvisamente di adottare una politica di rigida intransigenza. Un cambiamento di politica tanto brusco e imprevedibile da rendere inevitabile la guerra”.

        Che da locale (Germania vs Polonia) divenne il 3 settembre, globale con l’arrivo di Franza e Albione coi rispettivi imperi.

        Ma furono LORO a dichiarare guerra alla Germania.

        La quale, dal canto suo, si prese 8 mesi di tempo prima di attaccare ad Ovest, e solo perché il tempo le giocava contro visto che gli alleati volevano passare anch’essi all’offensiva e in particolare, occupare la Norvegia prima che lo facessero i tedeschi.

        Questi sono fatti ben noti storicamente, ma evidentemente tanti non riescono a collegarli tra di loro pur essendo un’operazione molto facile.

        E, ancora nell’estate del 1940, Hitler cercava di arrivare ad una pace di compromesso con l’UK dopo avere sfasciato la Francia.

        Ancora nel 1941 persino Rudolf Hess volò in UK per negoziare la pace privatamente, ma non ottenne niente se non di finire in prigione per il resto dei suoi giorni.

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    • Per SM: quindi ,Hitler annettendosi Polonia, Cecoslovacchia ed Austria non ha creato le condizioni per la seconda guerra mondiale, ma sono stati inglesi e francesi che non ci sono fatti i cazzi loro… Ergo, se a Putin fosse riuscito di fare un boccone solo dell’Ucraina e successivamente,magari ,anche di Lettonia Estonia e Lituania col susseguente intervento di alleati di quest’ultimi -accorsi in aiuto -ed ilconseguente allargamento del conflitto e quindi lo scoppio della terza guerra mondiale,questa sarebbe stata provocata dagli alleati di Lettonia Estonia e Lituania no da chi ha invaso 3/4paesi in Europa .lo trovo un ragionamento un po’ contorto ma tant’è…..

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      • Certo che devo assolutamente ripromettermi, di non perdere troppo tempo con dei deficienti che non capiscono nemmeno con i disegnini.

        Secondo i minus habens infatt, il 1 settembre hitler dichiarò guerra al mondo e le dichiarazioni di guerra che poi vennero furono solo una formalità.

        Manco per niente.

        Ma che te lo dico a fare, è difficile capire un concetto quando hai la testa che è osso al 98% e segatura per il resto.

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  16. Colombo ha commesso l’errore di entrare a gamba tesa sulle “tesi” del biondino, cocco di mt (tra i due deve esserci una forte attrazione intellettuale). Traraglio, che passa più tempo a insultare colleghi e chiunque non la pensi come lui, s’indigna! Lui che tutto sa e tutto capisce, sulla guerra ha sbroccato e sta facendo sbroccare il suo giornale, sempre più simile a quello di Belpietro. Questo è un fatto (con la minuscola).

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  17. Al di là di ogni disputa penso che chi scrive “storpio cervello liberticida”( e altre perle) su un morto cento anni fa non dovrebbe essere oggetto di analisi su libertà di stampa e pensiero. A scanso di equivoci,al posto di Gramsci ognuno metta chi vuole,Travaglio ad esempio potrebbe mettere Montanelli, vorrei vedere se gli avrebbe dato tutta questa rilevanza

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  18. A me sinceramente sfugge il problema. …libertà di stampa e di opinione significa permettere espressione e pubblicazione di pareri opposti e conflittuali, il dibattito è questo. …e serve a dare ai lettori la possibilità di costruirsi una propria opinione che probabilmente non sarà coincidente, sovrapponibile od omologata totalmente a quella di chi scrive. …viva Dio! È il confronto di pensieri, analisi e pareri contrastanti, il vero strumento che va offerto ai lettori, questo fa un giornale serio che non intenda dettare una linea di propaganda, ma indurre la costruzione di un pensiero critico, possibile solo con espressione/spazio della diversità e la consapevolezza che non esiste una verità assoluta! Chi vuole la verità assoluta fa un atto di fede e crede a quella sola verità , libero di farlo, non legga o ascolti altro, ma chi invece ritiene la diversità di opinione una risorsa leggerà tutto senza pregiudizio. …. solo dopo aver letto Orsini, Travaglio, Colombo, Gomez, Padellaro, Pinco, Palle, potrò dire concordo o dissento con l’ uno o con l’ altro, ma senza pluralità e confronto questa libertà di concordare o dissentire non esiste…..negare a qualcuno di esprimere o scrivere la propria opinione, è una doppia negazione e limitazione del diritto, di espressione dell’ autore e di conoscenza del pubblico che, se informato a senso unico, è falsamente informato perché privato della scelta! Un giornale come il FQ può permettersi di ospitare le voci più contrastanti fra sé, è la sua migliore qualità, e Colombo avrebbe dovuto cogliere l’occasione per confrontarsi con analisi e pareri che non condivide, invece di attaccare le persone, pretendendo un lui o io, come se la vera democrazia e libertà non fosse proprio la coesistenza tollerante e rispettosa di io, tu, e di tutti coloro che pur diversi hanno pari dignità! Ha dimostrato l’ inconsistenza ipocrita del suo essere democratico…..un giornale che dia spazio alla pluralità di voci ed al dissenso in Russia non esiste, e Colombo lascia il FQ perché fa ciò che il regime di Putin non permette….

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  19. Continua la diatriba su Hitler…..la Germania nazista fu finanziata per il suo riarmo da americani ed inglesi, con le loro banche, fino a dopo l’ invasione della Russia, giugno 1941…..cioè anche dopo l’ annessione dei Sudeti ed Austria, l’ invasione di Cecoslovacchia e Polonia, quindi finanziarono oltre che Hitler anche la sua guerra, iniziale. ..le intenzioni di Hitler sarebbero rimaste pura astrazione se non ci fosse stata la possibilità di costruire ed avere armi, grazie a quei massicci finanziamenti, perché una cosa è certa, senza armi Hitler non avrebbe potuto fare alcuna guerra…..cosa pensavano che ci avrebbe fatto la Germania nazista con un colossale riarmo? Il risico? La battaglia navale? Senza lilleri non si lallera. …

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