Le regole “per riaprire” ci chiudono

Green pass super, mega maxi, obblighi, multe, quarantene: tutto ciò che ci hanno raccontato servisse a evitare i contagi e tornare alla normalità sta portando al lockdown di fatto. Un cappio che ci mettiamo mentre gli altri Paesi decidono di convivere con il virus. Scontro nel governo tra Roberto Speranza e Giancarlo Giorgetti sulla lista di negozi
e uffici ad accesso libero.

(Maurizio Belpietro – laverita.info) – Nonostante il green pass, il super green pass, il green pass rafforzato, l’obbligo vaccinale e le multe per i non vaccinati, strumenti che il presidente del Consiglio ha definito indispensabili per evitare il blocco del Paese, l’Italia si sta velocemente avviando verso un nuovo lockdown. Una chiusura non dichiarata, ma attuata nei fatti. O meglio, diventata inevitabile proprio a causa delle suddette misure che la vorrebbero scongiurare nel timore di provocare danni economici di rilevanti entità. Sì: presentate come soluzione indispensabile ai problemi provocati dalla pandemia, le regole approvate dal governo si stanno trasformando in un cappio al collo del sistema industriale, sanitario e perfino della distribuzione, della ristorazione e dell’ospitalità. Come era ampiamente prevedibile (ne abbiamo scritto settimane fa), tra obblighi e divieti, quarantene e tamponi, l’Italia si sta facendo male da sola, senza riuscire peraltro a fermare il virus e a evitare i decessi.

I dati sono sotto gli occhi di chiunque voglia vederli senza le lenti correttive della faziosità e dell’ideologia vaccinale. Dopo aver raggiunto tassi di immunizzazione tra i più elevati fra i Paesi occidentali, abbiamo più positivi e morti di prima. Già: 46 milioni di vaccinati, metà dei quali con tripla dose, non paiono sufficienti non solo a creare un’immunità di gregge, ma nemmeno ad abbassare la curva dei contagi. E, soprattutto, a far diminuire i decessi, che ormai in termini assoluti sfiorano i livelli raggiunti un anno fa, quando i vaccini erano stati inoculati a poche migliaia di persone. Una situazione, quella che abbiamo davanti agli occhi, che come ha spiegato il virologo Andrea Crisanti, non è colpa di chi non si è immunizzato, bensì la conseguenza di una comunicazione sbagliata del governo, che ha indotto i vaccinati a pensare di non essere dei diffusori del virus.

Ma a questo errore drammatico se ne somma un altro, che rischia di paralizzare il Paese. Avendo introdotto regole e quarantene, test e obblighi, molti servizi indispensabili rischiano di rimanere sguarniti di personale, a cominciare da quelli erogati dagli ospedali. Non ci sono solo le terapie intensive occupate dai malati di Covid, molti dei quali non vaccinati. Ci sono reparti in cui non si riescono a coprire i turni perché infermieri e medici sono stati sospesi dal servizio. Alcuni perché non vaccinati, altri perché, pur essendo asintomatici, sono risultati positivi. Le famose assunzioni, annunciate lo scorso anno, non si sono viste e così gli interventi non si rinviano solo «perché ci sono i no vax», ma perché il personale sanitario è a casa, sospeso o in malattia. La situazione è così allarmante che in Toscana si preparano a far rientrare i medici dalla malattia, mandandoli in reparto anche se positivi, pur di evitare l’interruzione di pubblico servizio. Il problema è amplificato dalla farraginosità dei meccanismi per riammettere al lavoro coloro che, dopo il contagio, sono risultati negativi. Il ripristino del green pass è lento, complicato, e anche se guariti, in molti sono costretti a rimanere a casa.

Che la situazione sia di pre lockdown, lo si vede non solo da ciò che sta accadendo negli ospedali, ma anche dall’abolizione di numerose corse ferroviarie, dalla riduzione del disbrigo degli ordini online, dal rallentamento della produzione di molte aziende e dalla sospensione di decine di migliaia di lezioni in presenza (nonostante quel che dice il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi). Aziende come Esselunga, per il carico di lavoro dovuto al ritorno allo smart working e anche all’isolamento fiduciario a cui sono costretti milioni di italiani, hanno dovuto annunciare che gli ordini online saranno evasi con notevole ritardo e le banche sono tornate a istituire un servizio su appuntamento, che rischia purtroppo di slittare sul calendario a seguito della riduzione di organici per malattia. In pratica, il blocco del Paese non è ufficiale, ma nei fatti l’Italia si avvia su quella strada, mettendosi, grazie alle norme introdotte dal governo, in una sostanziale quarantena. Mentre altri Stati europei decidono di convivere con l’epidemia, spingendo la ripresa economica (basti vedere la Spagna e la Gran Bretagna), da noi ci si rinchiude in casa, continuando a inseguire i non vaccinati senza rendersi conto che si tratta di un’operazione inutile, perché il virus gira anche tra i vaccinati, molti dei quali, essendo asintomatici, lo portano a spasso insieme al green pass.

Per spiegarla in poche parole, gli italiani sono ostaggio del circolo di potere che circonda Roberto Speranza, una cricca di burocrati tutti di stretta osservanza comunista e post comunista, fedeli alla linea del micropartitino fondato da Massimo D’Alema e compagni. Sì, si torna sempre lì, come ai tempi del super commissario anti Covid Domenico Arcuri. Speranza si adegua alle teorie catastrofistiche dei suoi consigliori e poi le impone a Draghi il quale, avendo come orizzonte il Quirinale, non è più disposto ad assumersi il «rischio calcolato» che lo portò a riaprire il Paese nonostante il parere contrario degli esperti. No, oggi si chiude: ogni giorno di più. Un lockdown vista Colle. Anzi: obtorto Colle.

1 reply

  1. ma non è che il nuovo metodo di conteggio dei contagiati e relativi posti letto occupati
    l’ha pensato Belpietro?

    vieni ricoverato perché hai un orzaiolo purulento, ti trovano il covid (quindi la fanfaluca
    della gravida respinta al pronto soccorso è una storiella acchiappa click) ma essendo asintomatico
    pur ricoverandoti in un reparto covid, non ti conteggiano come occupante un letto covid,
    quindi una sorta di “gatto di Schroeder” sanitario, che però, nel paradosso, non suona tanto bene
    in quanto il paziente potrebbe essere vivo, oppure deceduto, nello stesso momento.
    al che ci sarebbe la ricerca di masse metalliche, rigorosamente messe a terra, da toccare per scaramanzia

    "Mi piace"

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