In nome del padre

Enzo Tortora con le figlie Silvia (a sinistra) e Gaia. ANSA/GIOSUE’ MANIACI

(di Massimo Gramellini – corriere.it) – Se n’è andata ancora giovanissima Silvia Tortora, in coda a quasi quarant’anni di «amarezza e disgusto», come li definiva lei, che il tempo aveva cominciato a contarlo da quel venerdì 17 giugno del 1983 in cui il padre Enzo venne ammanettato a favore di telecamera con accuse enormi e ridicole, poi – troppo poi – rivelatesi infondate. Ci sono figli che vivono all’ombra dei genitori, qualcuno anche alle spalle, e altri che in età adulta si dedicano a loro fino ad annullarsi. Il destino di Silvia è stato ancora diverso e per certi versi unico: si è ritrovata a indossare i panni non voluti di vestale del padre, e una simile responsabilità ha finito per schiacciare ogni altro aspetto della sua vita pubblica.

Aveva appena vent’anni quando nel giro di un mattino passò dallo status di invidiata a quello di appestata, da figlia di un teledivo a quella di un presunto camorrista spacciatore di droga. In netto anticipo sull’era social, Silvia ha vissuto sulla sua pelle le bugie ribaltate in verità, le cattiverie degli addetti ai livori, i voltafaccia dei falsi amici. Nei momenti di più cupo sconforto, a darle forza era la speranza che il crollo delle accuse avrebbe cambiato il corso della giustizia. Invece non successe nulla: i pentiti che avevano infamato Tortora non furono processati per calunnia, i magistrati che lo avevano perseguito senza prove non videro compromesse le carriere. E nessuno di loro, lo rivelò in un’intervista a Valter Vecellio, neanche dopo la morte del padre le chiese mai scusa. Chissà come hanno dormito stanotte.

8 replies

  1. C’è un signore che passò anni in carcere accusato di essere il responsabile della strage di Piazza Fontana. Si chiama Valpreda. Di lui il corrierone non si occupo se non per concorrere ad infamarlo, ne si occupo della sua salute tantomeno dei suoi congunti quando fu scarcerato perchè completamente estraneo ai fatti.

    Piace a 2 people

  2. Premesso che del caso Tortora so poco, come al solito ci sono alcuni più uguali degli altri davanti alla legge: due cose mi risultano.
    Una che l’errore durò pochi anni, due che è tutta colpa del FQ secondo la figlia Gaia, fq che sarebbe nato nel 2009.
    E Giuseppe Gulotta che dovrebbe dire? Fu scagionato dopo 30 anni!!
    Inoltre, risultano figli di Gulotta tra giornalisti, politici, istituzioni varie?

    "Mi piace"

    • Se è per questo, non ci sono nemmeno i figli di Pinelli tra le persone che contano, a differenza della famiglia Calabresi.

      Persino la famiglia Moro è sparita dai radar.

      le vittime non sono effettivamente tutte uguali.

      "Mi piace"

  3. Ma non esageriamo! Ci sono figli che hanno passato ben altro!
    La signora si è ben sposata con un bell’ attore, ha avuto nei figli, una carriera- anche la sorella Silvia- anche grazie a quella lontana ingiustizia.

    "Mi piace"

    • Lo schifo che ha appena scritto, @Carolina, me lo segno e metto da parte. Per quanto mi riguarda ogni volta che leggo il suo nome su questo blog, Lei è questa cosa qui.

      "Mi piace"

  4. Non fate paragoni azzardati. La vicenda che riguarda Enzo Tortora fu una vergogna, una macchia ignobile, disgustosa, per la giustizia italiana e per i media. Quattro cialtroni della politica e dell’informazione, in modo fazioso e opportunisti, spesso associano il nome di questo uomo perbene a casi di loro “amici” che finiscono sotto inchiesta e processo. E purtroppo pure la figlia Gaia ( che non stimo a differenza della sfortunata Silvia) ci mette del suo a fare confusione. L’arresto, il processo e la condanna in primo grado del grande Enzo Tortora furono uno schifo immondo. E non lo penso da oggi. Lo pensavo allora. Nel 1983.

    "Mi piace"

  5. A me viene sempre in mente il povero ing. Zornitta:

    https://www.corriere.it/sette/attualita/19_agosto_09/elvo-zornitta-sospettato-miei-cinque-anni-trattato-unabomber-7e4b93c8-b836-11e9-b2de-ac53be46e6c6.shtml

    Qui, a differenza dei casi Tortora, Calabresi… nessuno ci ha guadagnato, nessuno se ne ricorda, nessuno ha chiesto scusa.
    Come sempre ci sono innocenti e innocenti, ma questo mi è sempre parso il caso più eclatante. E chissà quanti come lui : se si deve trovare un colpevole ad ogni costo sono disposti a tutto. E ci prende di mezzo il più inerme, ovviamente.

    "Mi piace"