Della mosca non si butta via niente

Nutrire le larve con gli scarti alimentari. Convertirle in mangime per animali e fertilizzante agricolo. E trasformare gli esoscheletri in biomateriali per l’industria del beauty. La sfida della start-up di Singapore Inseccta.

(Camilla Curcio – tag43.it) – Chua Kai-Ning è un’imprenditrice agricola e un’allevatrice che non segue metodi convenzionali. E, soprattutto, gli animali di cui si occupa non sono capre, pecore o mucche ma insetti. Nel 2017, con il compagno Phua Juan Wei ha fondato la startup Insectta, con l’obiettivo di contrastare l’eccessivo spreco di cibo di Singapore attraverso l’utilizzo di un inedito alleato: le larve della mosca soldato nera.

Un esercito di larve contro gli sprechi alimentari

«Il concept da cui nasce Insectta è semplice: nulla va sprecato», ha spiegato l’imprenditrice in un’intervista a CNN Business. «Gli scarti possono diventare una risorsa preziosa se iniziamo a cambiare i metodi di produzione degli alimenti e, soprattutto, quelli di smaltimento». Nel 2020, Singapore ha prodotto 665 mila tonnellate di rifiuti alimentari, delle quali è stato riciclato soltanto un risicato 19 per cento. Uno scenario che Insectta prova ad arginare attraverso una procedura studiata nei minimi particolari: alle larve viene fatta ingerire una quantità di scarti che, al mese, arriva a sfiorare le 8 tonnellate. Tra questi, anche sottoprodotti inviati da birrerie e fabbriche di soia, come la okara (la polpa che rimane dalla spremitura del latte vegetale) e il grano ricavato dal mosto durante la fermentazione. In un secondo momento, gli insetti sono sottoposti a un processo di essiccazione per trasformarli in mangime animale convertendone gli escrementi in fertilizzante agricolo. Sebbene non siano gli unici ad utilizzarli in chiave sostenibile, quello che li differenzia dalle altre realtà è il fatto che non abbiano limitato il loro business soltanto ai prodotti agricoli. Grazie ai finanziamenti stanziati dal governo e da Trendlines Agrifood Fund, incubatore di brevetti per il settore sanitario e agrario, infatti, Kai-Ning e Juan Wei stanno lavorando per sviluppare, a partire dalle mosche, molti dei biomateriali già in circolo. Nella speranza di avviare una rivoluzione verde che cambi il modo di guardare a quella che non è mai solo spazzatura. 

Dagli esoscheletri delle larve si ottiene il chitosano

Il passaggio dagli insetti ai biomateriali è scandito da tappe precise. Una volta che le larve sono diventate adulte, formano un bozzolo da cui dopo 10/14 giorni esce una mosca. L’esoscheletro che rimane da questo processo evolutivo viene utilizzato come base per ottenere componenti come il chitosano, una sostanza antimicrobica con proprietà antiossidanti, spesso adoperata nell’industria cosmetica e farmaceutica. La startup punta a produrne 500 chilogrammi al giorno e, al momento, sta collaborando con marchi nazionali come Spa Esprit Group e Vi Mask per mettere a punto creme idratanti e maschere per il viso che ne contengano una percentuale utile a garantire gli effetti desiderati e a sostituire i conservanti chimici. Per il settore del beauty non è un’innovazione da poco: fino a oggi, infatti, la fonte primaria del chitosano sono sempre stati i gusci dei crostacei. Tuttavia, il trattamento chimico a cui sono sottoposti è tutt’altro che green. Una prospettiva evitabile se si optasse per l’alternativa eco-friendly lanciata da Kai-Ning.

Contrastare lo stigma sugli insetti e fare luce sui benefici economici e ambientali

Per ritagliarsi uno spazio sempre più ampio sul mercato, Insectta deve combattere giornalmente lo stigma attorno al mondo degli insetti. «Quando pensiamo ai vermi, la prima cosa che ci viene in mente è che sono disgustosi e potenzialmente pericolosi», ha aggiunto l’imprenditrice. «Esaltandone i benefici, aiutiamo le persone ad andare oltre questo pregiudizio». A partire dal risparmio sia in termini economici che ambientali: le larve necessitano di molta meno energia, di molto meno spazio e di molta meno acqua per sopravvivere rispetto agli allevamenti bovini o suini. Quale sarà, dunque, il futuro di Inseccta? I piani dei fondatori sembrano molto chiari: non apriranno fattorie di loro proprietà ma venderanno le uova di mosca a quelle già esistenti e, successivamente, raccoglieranno gli esoscheletri per i biomateriali. «Non vogliamo che gli insetti si limitino a nutrire il mondo», ha concluso Kai-Ning. «Vogliamo che ne diventino il motore».

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2 replies

  1. Quello che mi fa proprio pensare a quanto ci prendono per il naso (eufemismo) è il mangime per animali.
    Ci sono dentro, al prezzo dell’ oro, tutte le porcherie del mondo. Tra l’ altro vengono pubblicizzati come fossero destinati ai loro padroni ( ed in fondo è così…): quanti di voi hanno mai visto un gatto, o un felino in genere, mangiarsi in natura caterve di spinaci o pomodorini grigliati? Ora anche insetti (immagino che scatoletta da 80g andranno da 2 euro a tre… Insetti, vuoi mettere come “fanno bene”?).

    Ovviamente sono i veterinari a fare il lavoro sporco: loro stessi “consigliano” la scatoletta o la crocchetta più adatta ed impongono visite ogni tot mesi a gatti giovani e sani oltre a vaccinazioni per la qualunque a felini nati e cresciuti in casa che non avranno mai, poveracci, contatti – e quindi contagi – con un loro simile.
    Cosa mangiano i felini in natura? Piccoli mammiferi, piccoli uccelli… e trovano minerali e vitamine (ora addizionate) nello sgranocchiare le loro piume e le loro piccole ossa. I nostri nonni lo sapevano , andavano dal macellaio e si facevano dare colli e ali di pollo, e resti vari, li scottavano appena – quando andava bene – e il gatto casalingo veniva nutrito nel modo più “naturale” possibile e pressochè gratis. Ora gli stessi ingredienti – pelle, ali, residui di macellazione non si sa di quali animali – li trova ( in piccolissima quantità:costano troppo?) anche nelle scatolette, ma assieme a farine di ogni genere e resti di vegetali (come se i felini fossero animali onnivori) ed il tutto condito da appetitivizzanti: d’ ora in poi vorranno mangiare solo quello. Date del buon pollo ad un gatto uso solo alle crocchette di un certo tipo e non lo annuserà neppure.
    Ora gli insetti? Ovviamente lavorati a caro prezzo, con aggiunta di spinaci, soia e pomodorini grigliati?

    Perchè prevenire è meglio che curare; tradotto: con questo slogan abbiamo trovato il modo di trattare i sani come i malati, vendendo prodotti che non faranno nulla perchè chi li assume non ha nulla. Curare miliardi di sani: una platea immensa. Come gli insetti.
    Per gatti o umani che siano.

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