Vittorio Feltri: Cara Boccassini, “ego te absolvo a peccatis tuis”

(Vittorio Feltri per “Libero quotidiano) – In questi giorni in cui è successo di tutto, è scoppiato uno scandalo anche per una sciocchezza di cui è stata protagonista Ilda Boccassini, famosissima magistrata che lavorò a lungo alla Procura di Milano, segnalandosi per tenacia e aggressività. Insomma una donna tosta la quale, abbandonata la toga ha deciso legittimamente di raccontare la propria vita non banale in un libro.

Niente di eccezionale, nessuna rivelazione inedita, semplicemente una descrizione piacevole di una esistenza non comune trascorsa nelle trincee della giustizia. Ma i recensori, o meglio i censori, hanno colto alcune pagine relativamente piccanti e moderatamente scandalose, nelle quali la cosiddetta Rossa, per via del colore dei capelli, rivela di essere stata innamorata del povero Falcone, trucidato dalla mafia, e di aver avuto con lui una relazione.

Non avesse mai messo nero su bianco il fatto: non appena questa storia del tutto trascurabile è stata resa nota al pubblico è successo il finimondo come se la Boccassini fosse l’unica donna al mondo ad essersi intenerita per un uomo sposato.

Se fosse una tragedia l’amore extraconiugale l’umanità intera dovrebbe essere messa alla berlina. Il cosiddetto tradimento credo sia più diffuso del raffreddore, ma se una persona confessa di averlo commesso, invece di ricevere la solidarietà dei cornificatori e dei cornuti, viene deplorata quasi fosse l’unica peccatrice sulla faccia della terra. Ilda ammettendo il suo amore ha detto la verità, forse non sapeva che la gente ti perdona tutto tranne la sincerità.

Ciò che maggiormente stupisce di questa vicenda in sé ordinaria non sono tanto i rimproveri all’innocente Boccassini quanto l’assoluzione generale ricevuta da Falcone. Lei massacrata, lui neppure sfiorato dalle reprimende dei benpensanti. Pur essendo noto anche agli imbecilli che le scappatelle si fanno regolarmente in due, altrimenti che scappatelle sono?

Ma Ilda è una donna, quindi può essere vilmente colpita, mentre il grande giurista era un uomo pertanto meritevole di essere perdonato, neppure giudicato, tanto più che è morto e i defunti sono tutti buoni. Io con la signora Pm ebbi in passato un contenzioso e fui condannato per una frase che voleva essere spiritosa.

Questa: la Boccassini mi intimorisce al punto che con lei non salirei nemmeno in ascensore. Ma nonostante la citata battuta, l’ho sempre rispettata e non cesso di apprezzarla solo perché si è accompagnata con un illustre collega.