Babbo Renzi a processo per Consip. “Pressioni per far vincere appalti”

Coinvolto in uno dei filoni dell’indagine, è stato rinviato a giudizio a Roma con Italo Bocchino e Alfredo Romeo. Nei suoi confronti l’accusa è di traffico di influenze illecite. Denis Verdini condannato a un anno per turbativa d’asta.

È stato un lunghissimo parto, ma alla fine la Procura di Roma, dopo cinque anni di indagini e due richieste di archiviazione, è riuscita a portare a casa il rinvio a giudizio per traffico di influenze illecite per Tiziano Renzi. Il gup Annalisa Marzano ha accolto la richiesta della Procura oltre che per il babbo, anche per l’ex parlamentare di An Italo Bocchino e l’imprenditore Alfredo Romeo. La prima udienza del processo è fissata per il 16 novembre. Con il rito abbreviato, invece, il giudice ha condannato a un anno di prigione (pena sospesa) l’ex senatore Denis Verdini, l’imprenditore Ezio Bigotti e l’ex parlamentare Ignazio Abrignani per il reato di turbativa d’asta. Verdini, come Abrignani e Bigotti, è stato prosciolto dall’accusa di concussione. Per loro il pm Mario Palazzi aveva chiesto l’assoluzione. Tutte ipotesi di reato, queste, che la Procura aveva inizialmente sottovalutato, chiedendo l’archiviazione o addirittura, come nel caso dei tre sopra citati, senza neanche iscrivere i loro nomi sul registro degli indagati.

Nel 2019 il gup Gaspare Sturzo aveva chiesto agli inquirenti di approfondire le indagini disponendo l’iscrizione per le nuove contestazioni di Verdini, Abrignani e Bigotti. Non senza una qualche ragione, viste le condanne di ieri. Sturzo aveva anche respinto, come detto, la richiesta di archiviazione per Renzi senior, sospettato dal giudice di traffico di influenze per le mediazioni a favore di Romeo nei confronti dell’ex ad di Consip Luigi Marroni e dell’allora amministratore di Grandi stazioni, Silvio Gizzi.

Nel nuovo avviso di chiusura indagini del 28 settembre 2020 la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per Verdini, Abrignani e Bigotti per turbativa d’asta perché agendo per conto della Cofely Spa avrebbero proposto a Romeo, concorrente nella stessa gara Fm4, un accordo per rilevare una ditta controllata da Bigotti e ottenere così il 30% dei lavori assegnati a Cofely, che poi risultò prima in graduatoria nel lotto 10. Ieri per i tre è arrivata la condanna. L’ipotesi di concussione non è stata, invece, accolta dalla Marzano. Per quanto riguarda babbo Renzi la gup ha ritenuto di rinviarlo a giudizio per l’avvicinamento di Marroni, che sarebbe stato istigato a intervenire sulla commissione aggiudicatrice della gara Fm4 e in particolare sul presidente Francesco Licci per facilitare la Romeo gestioni a partecipare alla gara tramite l’innalzamento del punteggio tecnico. Per questa accusa sono stati mandati alla sbarra anche Romeo e Bocchino, mentre sono stati prosciolti Licci e l’ex ad di Consip Domenico Casalino. Nei confronti di Carlo Russo, ex sodale del babbo e presunto percettore di favori per la cognata, è già iniziato un processo separato che però sembra contenere una contraddizione: per fatti del tutto simili a quelli contestati ai vecchi coindagati è stato rinviato a giudizio con l’accusa di millantato credito e non di traffico di influenze: non avrebbe davvero avvicinato Marroni.

Tiziano è stato prosciolto, insieme a cinque coimputati, anche da due accuse di turbativa d’asta (per una tranche di Fm4 e una gara di Grandi stazioni). Per un presunto secondo traffico di influenze nei confronti dell’ad di Grandi stazioni Silvio Gizzi, sono andati a giudizio Romeo e Bocchino, ma non il babbo di Rignano sull’Arno. Cade dunque l’accusa collegata all’incontro avvenuto a Firenze tra Romeo e Renzi senior nel luglio 2015 che avrebbe avuto come tema proprio l’affare legato alle ferrovie. Gizzi è stato assolto in abbreviato, così come Bocchino per un’ulteriore accusa di reati fiscali. Romeo è stato rinviato a giudizio anche per una mediazione nei confronti di una dirigente Inps e per corruzione e turbativa insieme con un dipendente Consip che avrebbe ricevuto incarichi per 42.700 euro. Un altro gup, Nicolò Marino, a ottobre aveva mandato a processo per rivelazione di segreto d’ufficio il deputato Luca Lotti, all’epoca dei fatti sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Renzi, e il generale dei carabinieri in pensione Emanuele Saltalamacchia (che comandava la Legione Toscana). Anche in questo caso il giudice aveva dato ragione al collega Sturzo, il quale aveva bocciato l’istanza di archiviazione inoltrata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e da Palazzi per questa ipotesi di reato.

Oltre a Russo, Lotti e Saltalamacchia (gli ultimi due alla sbarra anche per favoreggiamento) sono già a processo per la vicenda Consip Romeo, accusato di corruzione (il presunto corrotto, dipendente Consip, ha patteggiato), l’ex presidente di Publiacqua Filippo Vannoni (rivelazione di segreto), il colonnello dei carabinieri Alessandro Sessa (omessa denuncia e depistaggio) e il maggiore Gianpaolo Scafarto (falso, depistaggio e rivelazione). L’ex comandante generale dell’Arma Tullio Del Sette è già stato condannato a dieci mesi in abbreviato per favoreggiamento e rivelazione.

L’avvocato di Renzi senior, Federico Bagattini, vede il bicchiere mezzo pieno: «Grande soddisfazione per tre assoluzioni su quattro capi di imputazione. Per l’en plein aspettiamo con fiducia il dibattimento»

4 replies

  1. Renzi sr. a processo: “Traffico di influenze sulla gara da 2,7 mld”

    (di Marco Lillo e Valeria Pacelli – Il Fatto Quotidiano) – Inizierà il 16 novembre il processo a carico di Tiziano Renzi: ieri il padre dell’ex premier è stato rinviato a giudizio dal gup Annalisa Marzano nell’ambito di uno dei filoni dell’inchiesta Consip. Traffico di influenze illecite sulla gara Fm4 è l’accusa dalla quale dovrà difendersi Tiziano Renzi, che però è stato prosciolto per altri tre capi d’imputazione. Per il gup l’accusa merita di essere meglio vagliata in un dibattimento. Nello stesso filone ieri ci sono state alcune assoluzione, come vedremo, ma anche tre condanne (in abbreviato e con pena sospesa) a un anno di reclusione: quelle inflitte agli ex parlamentari Denis Verdini e Ignazio Abrignani e all’imprenditore Ezio Bigotti.
    Il Gup Marzano ieri ha deciso uno dei filoni dell’inchiesta Consip, nata a Napoli e poi trasferita a Roma per competenza nel dicembre del 2016. Per Tiziano Renzi, inizialmente indagato per il solo traffico di influenze, la Procura aveva chiesto l’archiviazione nell’autunno 2018. Respinta nel 2019 dal Gip Gaspare Sturzo che dispose nuove indagini. E così alla fine dell’ulteriore attività investigativa, i pm nel 2020 hanno contestato a Renzi, seguendo le linee guida fissate da Sturzo, quattro reati. Di questi ieri è arrivato il rinvio a giudizio per uno solo. Quello che riguarda la gara Fm4, gara da 2,7 miliardi indetta nel 2014 e sospesa dopo l’esplosione dell’inchiesta nel 2017. Secondo l’impostazione del Gup quindi su questa gara (la più grande d’Europa si disse allora) ci potrebbe essere stato traffico di influenze illecite, ma nessuna turbativa d’asta. Così con Renzi sono stati rinviati a giudizio (sempre per il solo traffico di influenze) anche l’imprenditore Alfredo Romeo e l’ex parlamentare Italo Bocchino. Secondo il capo di imputazione, era Carlo Russo, imprenditore amico di Tiziano Renzi, a farsi promettere tra le altre cose denaro in nero da Romeo per sé e per Renzi sr., in cambio della propria mediazione sull’ex Amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni (estraneo alle indagini) affinché favorisse le società dell’imprenditore campano nella gara Fm4. Russo, secondo le accuse, quindi “agiva in accordo con Tiziano Renzi” (che ha sempre smentito).
    Sulla gara Fm4 però per il gup Marzano non c’è stata alcuna turbativa: così per questa accusa Renzi è stato prosciolto perché “il fatto non sussiste”, come pure l’imprenditore Romeo e Carlo Russo. Ed è stato assolto anche l’ex amministratore delegato di Consip, Domenico Casalino.
    E ancora. Renzi Sr era indagato anche per traffico di influenze e turbativa d’asta della gara per i servizi di pulizia indetta da Grandi Stazioni: ieri è stato prosciolto per entrambi i capi d’imputazione. Comunque anche in questo caso il gup sembra vedere solo il reato meno grave: su Grandi Stazioni, secondo il Gup, ci potrebbe essere stato un traffico di influenze ma solo di Romeo e Bocchino. Non una turbativa d’asta. Di conseguenza sono stati prosciolti tutti coloro ai quali veniva contestato questo reato più grave: oltre Renzi, anche Romeo, Bocchino, Russo e Silvio Gizzi, ex amministratore delegato di Grandi Stazioni.
    Dopo la decisione del gup di ieri, la difesa di Tiziano Renzi vede il bicchiere mezzo pieno: “Grande soddisfazione per tre assoluzioni su quattro capi di imputazione – ha detto l’avvocato Federico Bagattini che spera di ottenere un’assoluzione come in passato: “Dopo Genova e Cuneo ora anche Roma. Per l’en plein – spera – aspettiamo con fiducia il dibattimento”.
    Il prossimo 16 novembre dunque, la posizione di Renzi e di altri per il traffico di influenze su Fm4 dovrebbe riunirsi nel processo già in corso per l’altro filone d’indagine: quello che vede imputato tra gli altri l’ex ministro Luca Lotti, accusato dall’ex Ad di Consip Marroni, di averlo avvisato di un’inchiesta all’epoca in corso sulla stazione appaltante. Nel processo già in corso tra gli imputati c’è anche Carlo Russo, accusato però di millantato credito.
    Ieri è finita in pareggio per Verdini, Abrignani e per l’imprenditore Bigotti. I tre, che hanno scelto il rito abbreviato, sono stati assolti dall’iniziale accusa di concussione. Tuttavia sono stati condannati a un anno di reclusione (la Procura ne aveva chiesto l’assoluzione) per un’altra accusa: quella di turbativa d’asta. Secondo il capo d’imputazione “agendo per conto della Cofely Spa, turbavano la gara Fm4 (…) offrendo un accordo a Romeo – dominus della Romeo Gestioni, concorrente nella medesima gara anche per lo stesso loro – per rilevare la Conversion&Lighting Srl, controllata da Bigotti, che avrebbe permesso a Romeo di ottenere un 30% dei lavori assegnati a Cofely nell’ambito del suddetto lotto”.

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  2. ma del gas a oltre 1000€ (1030 per l’esattezza) per 1000 m3 non frega più niente
    a nessuno?

    guardate che è tutto legato, costi delle merci, elettricità, utility (rifiuti e acqua potabile)
    e lo zio Draghi non è che può sterilizzare più di tanto, quindi gli aumenti ricadranno su di noi

    tra l’altro la Greta ha iniziato a piangere per via della ripresa dell’uso del carbone
    che, pure lui, aumenta di prezzo dato che il gas non è tanto e costa una botta e mezzo.
    fate pure i venerdì per il futuro che il presente vi presenta le realtà con relativo conto

    scusate per l’OT

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  3. Greta ha iniziato a piangere perchè il mercato del nuovo green stenta a decollare. Magari il prossimo viaggetto le toccherà farlo sulla Costa Crociere. Vuoi mettere col katamarano miliardario “green” pieno di Vip?

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  4. Primo: le colpe dei padri (madri, fratelli, cugini, amici…) non ricadono sui figli. E viceversa. E questo riguarda tutti (se, ovviamente, questi ultimi non hanno attivamente collaborato).

    Secondo: Renzi è una creazione Dem US. Quindi è in una botte di super-ferro, inutile accannirsi. Gli si fa solo un piacere facendogli fare la parte della “vittima dei media” e si parla di lui una volta di più.

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