Consip, a processo Tiziano Renzi e condannato ad un anno Verdini

(ansa.it) – Rinviato a giudizio a Roma, Tiziano Renzi – padre dell’ex presidente del Consiglio, Matteo – coinvolto in uno dei filoni dell’indagine Consip. Nei suoi confronti l’accusa è di traffico di influenze illecito.

Lo ha deciso il gup. 

Condannato ad un anno di carcere l’ex senatore Denis Verdini per l’accusa di turbativa d’asta nell’ambito di uno dei filoni dell’inchiesta Consip. Lo ha deciso il gup di Roma che ha inflitto la stessa pena all’imprenditore Ezio Bigotti e all’ex parlamentare Ignazio Abrignani. Verdini è stato assolto dall’accusa di concussione così come Bigotti. Per i tre condannati il pm Mario Palazzi aveva chiesto l’assoluzione.

Consip, Tiziano Renzi rinviato a giudizio per traffico d’influenze. In abbreviato Verdini condannato a un anno per turbativa d’asta

(ilfattoquotidiano.it) – Tiziano Renzi sarà processato con l’accusa di traffico di influenze illecite. Lo ha deciso il giudice per l’udienza preliminare di Roma, Annalisa Marzano, che ha rinviato a giudizio il padre dell’ex premier e attuale leader di Italia viva. Il procedimento è uno dei filoni dell’inchiesta sulla Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione. A giudizio insieme al genitore di Matteo Renzi andranno anche l’ex parlamentare Italo Bocchino e gli imprenditori Carlo Russo e Alfredo Romeo. La prima udienza è stata fissata per il 16 novembre. Tiziano Renzi è stato prosciolto dall’accusa di turbativa d’asta e da un altro episodio di traffico di influenze. In rito abbreviato invece, il gup ha condannato a un anno l’ex senatore Denis Verdini, l’imprenditore Ezio Bigotti e l’ex parlamentare Ignazio Abrignani per il reato di turbativa d’asta. Verdini, come Abrignani e Bigotti, è stato assolto dall’accusa di concussione. Per loro il pm Mario Palazzi aveva chiesto l’assoluzione. In origine per questo filone d’inchiesta la procura di Roma aveva chiesto l’archiviazione, ma il gip Gaspare Sturzo, nel febbraio scorso, si era opposto. Chiedendo nuove indagini, il giudice per l’indagine preliminare aveva sollecitato pure l’iscrizione nel registro di Verdini, dell’ex parlamentare del suo partito Abbrignani e del’imprenditore Bigotti. Il gip chiedeva di indagare anche sulle presunte pressioni su Luigi Marroni, all’epoca amministratore delegato della centrale acquisiti della pubblica amministrazione, divenuto un testimone chiave dell’inchiesta e che si è costituito parte civile nel procedimento.

La contestazione per la quale Renzi sarà processato è quella relativa alla gara Fm4, bandita da Consip, che valeva 2,7 miliardi. In pratica, come recitava l’avviso di conclusione indagini, “Russo agiva in accordo con Tiziano Renzi, sfruttando relazioni esistenti con Marroni, ottenute anche per il tramite del concorrente nel reato Renzi, come prezzo della propria mediazione illecita, costituita dall’istigare Marroni al compimento di atti contrari al proprio ufficio, consistenti nell’intervenire sulla commissione aggiudicatrice della gara Fm4, per facilitare la Romeo Gestioni, mediante l’innalzamento del punteggio tecnico nella fase in corso di valutazione tecnica dei progetti”. In cambio secondo l’accusa si faceva dare da “Romeo, il quale agiva in accordo con Bocchino, utilità consistite nella stipula di un contratto di lavoro a favore” a favore della sorella della sua compagna e “numerose ospitalità negli hotel di proprietà del gruppo Romeo, nonché si faceva promettere denaro in nero per sé e per Renzi Tiziano, nonché promettere la stipula di un contratto di consulenza”.

Archiviata, invece, l’altra contestazione di traffico d’influenze: secondo l’accusa Romeo, Bocchino e Renzi “sfruttando relazioni esistenti” con l’allora ad di Grandi stazioni, Silvio Gizzi, che aveva bandito una gara per alcuni servizi di pulizia, “a cui partecipava anche la Romeo gestioni, come prezzo della propria mediazione illecita, costituita dal convincere Gizzi a favorire la Romeo gestioni, si faceva promettere da Romeo utilità consistenti in somme di denaro periodiche”. A quest’accusa era legata anche la turbativa d’asta visto che Russo, Romeo, Bocchino e Renzi “in concorso tra loro, mediante collusione consistente in accordi, intesi a condizionare la gara per servizi di pulizie, favorendo le ragioni della partecipante Romeo gestioni nella disamina di anomalie dell’offerta e nella fase di richiesta di chiarimenti”. Per tutti questi episodi le contestazioni sono state archiviate. “Dopo Genova e Cuneo, ora confidiamo nel dibattimento per l’en plein a Roma”, dice l’avvocato Federico Bagattini, difensore di Renzi, commentando la notizia del rinvio a giudizio solo per una fattispecie di traffico d’influenze. La turbativa d’asta che è costata una condanna a un anno per Verdini, Abbrignani e Bigotti è collegata sempre alla gara Consip Fm4 e alla società Cofely che sarebbe arrivata “prima in graduatoria per il lotto 10“, si leggeva sempre nell’avviso di conclusione indagini. Nello stesso atto si spiegava che i tre “offrendo un accordo a Romeo Alfredo concorrente nella medesima gara anche per lo stesso lotto per rilevare la Conversion & Lighting srl, controllata da Bigotti, che avrebbe permesso a Romeo di ottenere un 30% dei lavori assegnati a Cofely nell’ambito del suddetto lotto”.

2 replies

    • Mi chiedo quanto lo sarebbe se i giudici prendessero in considerazione i documenti portati da Maiorano da anni a questa parte, incredibilmente ignorati come se fossero leggende metropolitane.

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