Nefertiti, che vergogna

(Pietrangelo Buttafuoco) – Quell’andràtuttobene d’inizio pandemia è veramente andato male perché ieri, nel pomeriggio assolato di Roma, in via Nazionale, una ragazza bella come Nefertiti – e forse era proprio Nefertiti – intenta a farsi i fatti suoi, all’aria aperta, senza mascherina alcuna sul suo incantevole volto, è stata insultata al grido di “Vergogna, metti la mascherina: c’è una legge dello Stato!”. A gracidare, sgattaiolando come un sorcio – debitamente mascherinato – un giovane signore e dunque in grado di sentire il ruggito della primavera che in luogo di rifarsi gli occhi dalla gioia se n’è uscito con uno sbotto di etica. #finìpropriopeggio

15 replies

  1. due cojoni non fanno primavera

    non capisco perché io la debba portare sempre e
    stà impunita, perché “bella” e si fa gli affari suoi no?

    o la si porta tutti oppure no
    non è che sto demente a cui danno facoltà di scrivere e parlare
    può mettersi a dettare quali sono i codici di comportamento corretti

    ma siamo fatti così, perché mai mettere la cintura, perché mai mettere il casco
    che devo andare entro i limiti di velocità? ma sono bella e mi faccio gli affari miei, che vuoi tu?
    non devo andare contromano e sul marciapiede con il monopattino elettrico truccato?
    ma io sono bello -par condicio- e mi faccio gli affari miei. che vuoi tu?

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    • “non capisco perché io la debba portare sempre e
      stà impunita, perché “bella” e si fa gli affari suoi no?”: ahahah…

      E sei doppiamente cojone, la seconda volta perché non c’hai capito un cazzo dell’articolo…

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      • “perché non c’hai capito un cazzo dell’articolo”,

        non sarà che non c’era un cazzo da capire in un “articolo” (una manciata di righe che neanche ai tempi dei pensierini alle elementari) in cui si blatera di “gracidare” e dello “sgattaiolare come un topo”?

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      • “Sarà; forse; magari; pare…”

        la mia era una domanda retorica, ma per venire incontro alle sue capacità mentali, riformulo il concetto: non c’è un cazzo da capire in un “articolo” (una manciata di righe che neanche ai tempi dei pensierini alle elementari) in cui si blatera di “gracidare” e dello “sgattaiolare come un topo”.

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      • “non c’è un cazzo da capire”; sicuro; sacrosanto; incontrovertibile; certissimo; apodittico; inconfutabile; perentorio; lampante…

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      • “Sarà; forse; magari; pare…”
        “sicuro; sacrosanto; incontrovertibile; certissimo; apodittico; inconfutabile; perentorio; lampante…”,

        fare pace con se stessi prima di replicare le sembra brutto?
        Per inciso, se ha qualcosa da dire (di sensato, non alla Buttafuoco) non si formalizzi ed esprima pure quello che crede di aver capito dell’articolo (?) di cui sopra.

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      • “…ahahahah, ma piantala”,

        le avevo chiesto qualcosa di sensato, non il piagnisteo di uno che non ha nulla da dire (come Buttafuoco) ma ci tiene a dirlo

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  2. Di MASSIMO FRANCO (leggere preferibilmente dopo Travaglio di oggi).

    È ancora difficile capire quale sarà la fisionomia del movimento che l’ex premier grillino Giuseppe Conte si prepara a guidare: probabilmente entro fine giugno. Non ci sarà più la piattaforma Rousseau di Davide Casaleggio, ma ce ne sarà un’altra destinata a ereditare le stesse procedure opache della prima; di fatto, una caricatura di democrazia diretta digitale, chiamata ad avallare scelte già compiute dal vertice. Significa replicare un modello di partecipazione che ha mostrato limiti e distorsioni, ma evidentemente asseconda le strategie della nomenklatura. Non a caso, si riparte dalla lista degli iscritti detenuta da Casaleggio, e restituita dietro pagamento.
    E l’esordio servirà a insediare un vertice e certificare una leadership, quella di Conte, in incubazione da mesi. Si tratterà di un Movimento Cinque Stelle che forse non si chiamerà nemmeno più così: la discussione è aperta e provoca mugugni . Non è chiaro nemmeno quanti parlamentari e dirigenti locali aderiranno al grillismo declinato da Conte, e quanti prenderanno un’altra strada. L’ex premier è convinto di poter parlare all’elettorato moderato. E rivendica i rapporti che negli anni a Palazzo Chigi ha costruito con l’Europa. Ma in parallelo spende parole di lode per Alessandro Di Battista, che spera di recuperare dopo altri due mesi di sabbatico estivo in Sudamerica.
    Ambiguità e furbizia vanno a braccetto
    L’unico problema è che Di Battista ha già detto di essere disposto a rientrare nel Movimento Cinque Stelle, o il suo erede, solo se farà cadere il governo di Mario Draghi; e condivide con una parte del M5S posizioni antioccidentali che incrociano quelle filocinesi di Beppe Grillo. Questo confonde ulteriormente il compito che Conte si è dato. Le voci sulla possibilità di superare il limite dei due mandati, uno dei tabù dei Cinque Stelle, accentua l’immagine di una strategia nella quale ambiguità e furbizia vanno a braccetto. Si fa sapere laconicamente che il tema sarà affrontato «in seguito». Tanta genericità è probabilmente inevitabile. Dovrebbe servire ad arginare un’emorragia di consensi e di eletti che in parte sono nostalgici del grillismo puro e duro; in parte temono scarti antigovernativi tali da accelerare il ritorno alle urne. Sullo sfondo rimane il sospetto che il nuovo corso significherà soprattutto un atteggiamento più conflittuale nei confronti del governo Draghi e una competizione col Pd. La perdita di Palazzo Chigi brucia ancora. Per capire quanta nostalgia del passato ristagni, basta registrare la tendenza a sminuire anche i successi dell’attuale governo, come la campagna per le vaccinazioni; o la promessa di dargli filo da torcere sulla riforma della giustizia. È probabile che lo smarcamento si rivelerà velleitario: saranno gli stessi grillini timorosi di un ritorno alle urne a frustrarlo. Ma la tentazione di scaricare le tensioni di ciò che resta del Movimento Cinque Stelle sulla coalizione aumenterà.

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    • paolapci
      speravano in un dissolvi
      invece Conte è tornato e ricomincia il fuoco di sbarramento
      In Conte l’Italia non ha trovato solo un politico di grande levatura, ma anche uno statista vero.
      Ho visto il video, l’ho trovato ancora più determinato, maturo, consapevole della forza delle sue idee e le esprime con convinzione e logica precisa.
      Non è solo al di sopra dei nanetti nostrani, ma per qualità umane, di competenza, capacità e visione superiore a politici internazionali a me conosciuti.
      In un anno è riuscito a far cambiare comportamento e politiche all’Europa, convincere anche i più ostili a condividere la nuova politica, mi ricordo i titoli dei media sui paesi frugali pronti a negare ogni aiuto all’Italia, a stendere un piano di interventi preso pari pari da Draghi supermario (meno il 5% peggiorativo delle destre), farsi consegnare gli iscritti da Casaleggio (malmostoso) Junior che gli aveva dichiarato guerra.
      Tutto questo senza inutili polemiche, vendette, rivalse e girotondo, ma badando al sodo.
      Questo è l’uomo del futuro.
      Se non l’amazzano prima, avrà un lunghissimo impatto positivo e migliorativo nella società italiana ed europea.
      Non importa se col M5S vecchio o nuovo o altro, tutto questo è secondario.

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      • “speravano in un dissolvi”
        Per carità! Questi quando non ostacolano qualcuno o ne parlano bene ne determinano la morte.
        Massimo Franco è fortunatamente ignoto ai più.

        P.s. Ieri sera puntata incredibile di 8e mezzo: Gratteri non ha solo difeso la riforma della prescrizione, ma ha distrutto letteralmente la Cartabia. Travaglio era a casa con la trometta a festeggiare.

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  3. Pare che il busto di Nefertiti conservato a Berlino non sia autentico.
    Quindi non sappiamo come fosse.
    E neppure se il buon Buttafuoco ne abbia incontrata una simile.
    Ma tutto fa brodo.
    Mi ripeto: ieri in GB ( non erano quelli da imitare?) un milione di tamponi per tracciare la variante Delta.
    Noi abbiamo Nefertiti.
    Farlocca. Forse.
    Vuoi mettere la goduria?

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