Limite dei due mandati va imposto per legge

“Limite dei due mandati va imposto per legge, affidarsi ai partiti è una pericolosa illusione”. Incontro con l’economista francese Julia Cagé- Al Festival dell’Economia per parlare di informazione, la docente della Science Po considera il tema del doppio mandato fondamentale. E se in Italia ormai la regola sembra stare stretta anche al M5s, esorta la cittadinanza a fare pressione: “Ne va della qualità delle nostre democrazie”

(di F. Baraggino e G. Scacciavillani – ilfattoquotidiano.it) – “Limitare i mandati in parlamento è garanzia democratica per evitare che gli eletti diventino casta”. No, non sono parole di un ortodosso del Movimento 5 stelle. La riflessione appartiene a Julia Cagé, docente al Dipartimento di Economia a Scienze politiche (Sciences Po) a Parigi e ospite a Trento del Festival dell’Economia insieme al marito e collega Thomas Piketty. Ci diamo appuntamento di fronte al palazzo della Provincia, dove è attesa per un incontro sulla qualità dell’informazione nelle democrazie occidentali. “Non una testa, un voto. Ma un cittadino informato, un voto”, ci tiene subito a chiarire, e così inizia a illustrare la proposta di istituire dei media vouchers. “I fondi pubblici all’informazione sono importanti, ma la loro gestione va affidata ai cittadini, distribuendo le risorse in forma di voucher così che ognuno decida liberamente quale informazione finanziare”, spiega l’economista francese. “Un modo per garantire l’indipendenza dei giornalisti liberandoli dall’influenza di un’editoria ormai troppo legata ai poteri economici”.

Ma le proposte non finiscono qui. Anzi, il suo ultimo libro, ‘Il prezzo della democrazia. Soldi, potere e rappresentanza‘ (Baldini+Castoldi, 2020), ne è pieno. Tra le altre, Cagé sostiene l’esigenza di riservare per legge il 50 per cento dei seggi in parlamento a operai e impiegati, “categorie non rappresentate nel processo legislativo, i cui interessi non possono tener testa a quelli delle oligarchie economiche”. Non si tratta di una proposta del tutto inedita, e questo, se possibile, la rende ancora più ambiziosa. È davvero attuabile? “Pensiamo a ciò che si fa per aumentare la presenza delle donne nelle istituzioni. In diversi paesi e con diverse formule si è deciso di agire volontariamente sulle regole, istituendo ad esempio delle quote obbligatorie. Allo stesso modo, se vogliamo corpi parlamentari davvero rappresentativi della società e in grado di esprimere le sue istanze, sarà necessario farlo con una legge”.
Che l’opinione pubblica europea sia sensibile alla questione è un fatto. Esperimenti recenti come quello di Podemos in Spagna e la stessa avventura del Movimento fondato da Beppe Grillo sono solo alcuni esempi di una proposta politica che deve parte della sua fortuna alla candidatura di “normali cittadini”. Storie che l’economista francese conosce bene. Tanto da anticipare un’obiezione d’obbligo e quanto mai attuale. “Non siamo i primi a porci il problema dei colletti blu che una volta eletti diventano colletti bianchi o addirittura sostenitori di interessi che promettevano di combattere”, spiega Cagé, ricordando come la questione impegna sociologi e politologi fin dall’inizio del secolo scorso. “In Germania, ad esempio, nell’analizzare la formazione Socialdemocratica gli studiosi del tempo evidenziarono la tendenza dei neoeletti a conformarsi ai comportamenti dei colletti bianchi, nutrendo quella che era diventata un’altra oligarchia”.

Insomma, la strada è impervia e la posta elevata. “Ma concretamente come si fa a impedire che gli eletti si trasformino in altrettanti professionisti della politica?”, domandiamo. “Il problema è che i politici tendono a rimanere in carica per troppi mandati”, risponde, entrando di fatto nel vivo del dibattito politico italiano e in particolare a quello interno al Movimento 5 stelle, alle prese con il rilancio guidato da Giuseppe Conte. “Il numero dei mandati va limitato. Uno è troppo poco? Bene, ma non più di due”. Eccola là, la regola dei due mandati. Ce n’è una anche nello statuto del Partito democratico, al quale si è poi derogato innumerevoli volte. Più nota è quella dei cinquestelle. Principio fondante del Movimento che oggi tormenta il sonno di molti parlamentari, soprattutto quelli al secondo mandato, al punto che la regola è in discussione e Conte dovrà trovare una soluzione. Non è il caso di trascinare l’intervistata nel confronto interno a un partito, del quale peraltro è già al corrente. E non si dice stupita di un’eventuale marcia indietro dei cinquestelle sul limite dei due mandati: “Non possiamo illuderci che siano le formazioni politiche a darsi certe regole, né che le mantengano contro i loro interessi”. E aggiunge: “La storia dei partiti europei lo dimostra: lasciando a loro di autodeterminarsi, le buone intenzioni svaniscono e il numero dei lavoratori eletti nei parlamenti diminuisce inesorabilmente”. E dunque: “Il limite dei due mandati va imposto ai partiti per legge. Sono questioni che necessitano della pressione dell’opinione pubblica, come quella del finanziamento ai partiti”.

“Non le sembra di essere troppo ottimista?”, chiediamo. Sbuffa, e quasi si spazientisce. Poi ribatte: “Non si tratta di essere ottimisti, ma di lottare. In Francia non abbiamo uno strumento come la legge di iniziativa popolare in Italia. Un iter esiste, ma i passaggi sono infiniti e ci vogliono quattro milioni di firme, un incubo. Eppure il milione e mezzo di firme contro la privatizzazione dell’aeroporto di Parigi ha creato una tale pressione sulla politica che il presidente francese, di sua iniziativa, ha deciso di bloccare la privatizzazione”. Niente da fare, insomma, la professoressa Cagé non è tipa da darsi per vinta. E del resto non è poco né scontato ricordare che a innescare un cambiamento, ben prima delle possibili soluzioni proposte da un’economista, è la volontà di immaginarlo quel cambiamento. “La aspettiamo per la raccolta di firme”, scherziamo prima di salutarci. Sorride: “Ci sarò”

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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33 replies

  1. E adesso chi lo dice a gigino e compagnia bella che anche la Cagé chiede il rispetto dei due mandati,

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  2. Il limite di due mandati è una boiata se sono solamente i pentastellati ad autoimporselo; se valesse per tutti avrebbe certamente più senso, ma mi piacerebbe prima sapere quale maggioranza sarebbe mai in grado di approvare un provvedimento del genere.

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    • sei un GENIO. Anche la legge dei NON condannati in parlamento non ha senso quindi, se solo i 5 stelle la rispettano, perchè deve valere per tutti. E tutti la devono votare.

      Ora ho capito perchè ti piace gigino. Ti piace cambiare le carte e taroccare le cose. Oppure chi tarocca al posto tuo.

      Sei talamente FURBO che manco capisci il senso dei due mandati. Si parla di politica a tempo, cioè NON fino alla morte. NON oltre i 30 anni, non oltre i 40 anni, non oltre i 20 anni, per non avere MOSTRI come i napolitano e le bonino, che darebbero pure il culo a un santo pur di avere un’altra poltrona.

      Sei un GENIO.

      Vota gigino, il più grande FALSIFICATORE E MISTIFICATORE del fu m5s. Che ha stravolto TUTTO, statuto, carta di firenze, regole, la regola del non avere più di un incarico contemonareamente, di non favorire gli amici degli amici, di non favorire la fidanzata, di rispettare la parola data. Di stravolgere le buone cose che portava avanti il m5s, prima di tutte, DARE L’ESEMPIO.

      VOTA gigino.

      Jonny Dio, sei proprio un Cialtrone.

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      • Tolta la tua ossessione per Di Maio e quel buttarla sempre sul personale (che ormai è la tua inutlie cifra distintiva), pare proprio che tu mi stia dando ragione (se ad applicare la regola dei due mandati sono i soli pentastellati, per i napolitano e le bonino non farebbe alcuna differenza, mentre non si potrebbe dire altrettanto qualora la cosa valesse per tutti), pertanto ti ringrazio.
        Lascia un po’ di pane e volpe anche per gli altri.

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    • Esattamente. Stessa cosa per il dimezzamento dello stipendio: un conto è ridurlo per tutti, un conto è solo per te. Poi hai l’ovvia emorragia di parlamentari.

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      • Se un gruppo ha la forza di iniziare volontariamente a rinunciare a un privilegio dando l’esempio a tutti gli altri però è una cosa potente.
        Se poi la guida del gruppo si perde è facile che le buone intenzioni si perdano, così come è facile che i moralmente più deboli cadano prima (csa che ha però il lato positivo di scremare. Se si istituisse il vincolo di mandato forse si risolverebbe).
        Se per fare una cosa che ritieni giusta aspetti che la facciano tutti, rischi di aspettare per sempre.

        E’ come per la rai: qualcuno dice che il M5S doveva occuparla e usarla per i suoi buoni propositi. Magari avrebbe funzionato, ma il rischio era anche che con la propaganda a favore degenerassero in casta dopo un minuto.
        Invece non farlo è stata una cosa bella secondo me, un esempio, che magari non verrà colto, ma un fiore che tutti quelli che hanno occhi hanno potuto guardare.

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      • La tua visione è rispettabile, ma romantica. L’esempio di quello più virtuoso non funziona, siamo in Italia, non in Svezia. Io preferisco la certezza del diritto alla volatilità delle buone intenzioni.
        Fermo restando che parliamo delle istituzioni, e due mandati potrebbero essere davvero troppo pochi: mi pare siate tutti d’accordo che la Raggi si ricandidi, eppure se la regola fosse così imprescindibile anche per voi non potrebbe farlo.

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      • Roma-ntico? Può essere ..

        Per me la Raggi potrebbe tranquillamente non ricandidarsi, non la considero una fuoriclasse assoluta, ma una che ha amministrato bene pur avendo solo 5 anni di esperienza in amministrazione come consigliera.
        Penso anzi che si potrebbero trovare persone ancora più capaci, perchè no?
        Lei ha solo dimostrato semmai che basta poco per governare meglio di chi è malintenzionato.
        La Raggi (come l’Appendino del resto, ma immagino anche tanti altri sindaci 5 stelle sconosciuti ai media) secondo me dimostra che l’esperienza decennale non è indispensabile.
        E sapere di rientrare nella società civile credo possa dare un’arma in più all’efficacia del mandato.
        Poi il trucco di far cambiare le persone per evitare che vengano pian piano corrotti o simili è applicato anche in altri ambiti, tipo forze dell’ordine o magistratura, se non sbaglio, eppure uno che conosce bene il territorio ha un valore aggiunto, ma si tratta di evitare disvalori aggiunti che possono pesare di più dei valori.
        Certo che se uno governa bene da venti anni lavora meglio di un novellino, ma quanti nella realtà italiana arrivano a venti anni di potere mantenendosi puliti? Secondo me sono una minoranza.

        L’esempio virtuoso non funziona come in Svezia, ok,, ma un po’ comunque funziona …
        Poi non è solo per dare l’esempio che si fa quello che si ritiene moralmente giusto.
        Se ti ritrovi in un uffico di corrotti ti fai corrompere? Non ti verrebbe invece da evitarlo anche se sei quella che guadagna meno di tutti, e anche se ti comporta problemi, rischi, disagi, ti blocca la carriera …? Se tutti parcheggiano in seconda fila o sul marciapiedi, tu che fai? Se tutti danno 3-4 euro l’ora agli stagionali o meno ancora ai braccianti immigrati? Se tutti tentano di evadere le tasse o di rubare, o di truffare …
        Non è che lo devi fare per forza, o sempre, ma non può essere che decidi: “no, io no!”?
        Certo sarebbe bello se ci fosse una legge rispettata che spinge tutti ad avere un comportamento moralmente giusto, ma nell’attesa?

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      • Sulla Raggi non sono d’accordo: lei stessa ha detto di aver impiegato tempo a capire come funzioni la macchina, quindi aldilà se uno sia convinto del suo operato o meno, mettersi e governare non è una banalità che chiunque può fare (uno non vale uno).
        Circa l’esempio che fai non ti seguo: entro in un uffcio e sono tutti corrotti e mi faccio corrompere? No, perché è contro la legge. Prendere la metà di quello che mi siede accanto ha senso se chi mi siede accanto commette un reato, ma se il suo stipendio è legale io prima o poi mi sentirò un fesso, e per non dirlo, che mi sento un fesso, tradirò.

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      • “lei stessa ha detto di aver impiegato tempo a capire come funzioni la macchina”, si ok, ma a parte che poi ha ingranato e che nel frattempo i suoi funzionari avranno mandato avanti le cose per lei, comunque non credo che Marino o Rutelli o Alemanno o Veltroni siano entrati e dal primo giorno siano partiti come treni…
        Sennò allora dovremmo eleggere dei sindaci a vita, o fargli fare dieci mandati, e impedirgli anche di morire, perchè appena ne arriva uno nuovo deve ricominciare da zero …

        Capisco le tue ragioni e in parte le condivido, tu capisci le mie?
        Non dico che tu abbia torto, dico solo che non limitando i mandati non avremmo sindaci più preparati (a meno che non facciano più di un mandato, ma se non sbaglio non succede o è raro), e in compenso il rischio che inizino diciamo a deteriorarsi aumenta di giorno in giorno. Per i parlamentari cambiano i tempi, visto che lo sono praticamente a vita, ma il pericolo che perdano il contatto con la realtà o addirittura inizino a usare il potere per loro fini è alto e crescente col tempo.
        Perchè un discorso simile non vale per esempio per il PdR? Perchè solo 7 anni e non 14 o 21 o 28 … basterebbe eleggerlo più giovane … O i presidenti della corte costituzionale ecc ecc …
        Credo che l’avvicendamento presenti sì svantaggi ma anche vantaggi, no?

        Per l’altra cosa ok, ho sbagliato esempio.
        Ma non credi anche tu che il parlamentare guadagni troppo rispetto ai comuni mortali?
        E se lo credi, non è detto, non sentiresti moralmente giusto rinunciare alla parte in eccesso?
        Poi se il tuo vicino non fa altrettanto lo può fare, ma tu come ti sentiresti a prendere per intero una cifra eccessiva? Io non bene …. mi sembrerebbe ingiusto nei confronti dei comuni mortali, anche se è legalissimo. Quindi rinunciarci per me ha senso, e mi sembra anche bello nei confronti del popolo (poi certo, quando sei lì bisogna vedere se ci riesci eh …)
        E per la rai cosa avresti fatto? L’avresti lottizzata?
        Io ho apprezzato non l’abbiano fatto (fra l’altro secondo me non è nemmeno costituzionale), anche se è andata a loro svantaggio estremo.

        Per me non è romanticismo, è etica, che è una cosa che non c’entra con la legge, sennò parliamo di due cose diverse …

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      • Sì certo, capisco perfettamente le tue ragioni, e le trovo un po’ poco realiste, ma non è inteso negativamente. Anzi!Credo che l’errore sia nel voler tagliare con l’accetta tutte le situazioni. Si possono stendere delle linee guida, ma poi la realtà deve prevalere. 2, 3, 4  mandati, non lo so, ma la regola deve essere, e poi che prevalga anche l’opportunità del calcio nel sedere dopo il primo mandato se non è roba tua. Ad ogni modo due veramente sono pochi.
        Riguardo al resto, devo rifletterci su. In generale credo siano pagati il giusto, o comunque direi che la nostra insoddisfazione di cittadini nasca dal fatto che sentiamo che loro non lo meritino quello stipendio, allora vogliamo abbassarglielo. Ma non mi pare un fatto di cifra. 
        Pensa a loro in una chiave nobile, non pensare a Salvini, a Faraone o ne potrei dire altri 700. Pensa alla Costituzione, a Matteotti (su cui o visto il film ieri per la prima volta e mi sono commossa), non me la sento di collegare l’etica allo stipendio.
        Sulla rai non lo so Fabrizio, non ho un’opinione su tutto. Credo che il loro sacrificio non sia servito a niente, ma se abbiano fatto bene o male lo deciderete voi elettori.

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  3. Apprezzo le affermazioni della Cagé. Sia Podemos in Spagna che il M5S in Italia hanno fatto proposte per migliorare la democrazia che sta diventando sempre più partitocratica e plutocratica. In Italia ormai il Parlamento rappresenta palazzinari. banchieri, Confindustria e mafie, e la stampa non è diversa, in mano, com’è, al 90% a Confindustria. Insomma, la democrazia è ostaggio dei più ricchi e corrotti e lascia fuori i normali cittadini.
    E’ ormai evidente che, dopo un po’, i nuovi eletti diventano Casta allo stesso modo di quella Casta che dicevano di combattere e difendono i propri interessi, non quelli dei loro elettori.
    Per questo Beppe Grillo insiste sul limite dei due mandati, cosa peraltro che era uscita anche dagli Stati Generali. Ma bisogna vedere se Conte è contento di mantenere una regola che colpirebbe anche lui.
    Anche il Pd aveva fatto un regolamento con questa regola ma poi l’ha calpestata molte volte. Il problema è che questa legge dovrebbe essere votata dagli stessi che invece sono ormai attaccati alla poltrona e vogliono diventare politici a vita.
    Non ci resta che la via del referendum propositivo, che in Italia non è vincolante, ma abbiamo visto come in Italia i referendum siano spesso scavalcati dalla Casta, fermamente decisa a non perdere i propri poteri e abusi.
    Abbiamo la legge di iniziativa popolare per cui con 500.000 firme possiamo presentare una nuova legge in Parlamento.
    L’art. 71 della Costituzione dice: “Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori (poi alzati a 500.000), di un progetto redatto in articoli”. Gli articoli 48 e 49 della successiva legge 25 maggio 1970, n. 352, stabiliscono che il progetto, accompagnato dalle firme degli elettori proponenti, deve essere presentato a uno dei Presidenti delle due Camere, il quale lo presenta alla Camera di competenza, la quale deve verificare il computo delle firme e accertare la regolarità della richiesta.
    Capisco che molti si affezionano a determinati candidati e non vorrebbero perderli ma dovrebbero riflettere sui danni che tutti avrebbero con politici professionisti sempre più lontandi dalla loro base popolare a detrimento della democrazia.
    Nella democrazia svizzera, per es., gli eletti di ritrovano nelle sedi istituzionali solo raramente e solo come portavoce della volontà popolare come emerge dai referendum e per il resto continuano a fare le loro professioni e vivono di quelle, senza che si formi una Casta di professionisti della politica. E tutto va molto meglio.
    Come diceva Socrate: “In politica nessuno resta onesto”, il che vuol dire due dose: che difficilmente gli onesti restano in politica e che per chi ci entra le tentazioni del potere sono troppe perché mantenga l’onestà.

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  4. Ho trovato l’articolo molto interessante.

    “Limitare i mandati in parlamento è garanzia democratica per evitare che gli eletti diventino casta”
    E il M5S lo sta purtroppo dimostrando, anche se per fortuna la trasformazione non è ancora completa.
    Dopo anni che respiri privilegi, ti assuefai e ti trasformi, è inevitabile, a meno che tu non abbia una personalità granitica, tipo non so … Pepe Mujica, Presidente dell’​Uruguay. Ma quanti ce l’hanno?

    “Non possiamo illuderci che siano le formazioni politiche a darsi certe regole, né che le mantengano contro i loro interessi”.
    Magari riescono, con una guida illuminata, anche a darsele, ma poi mantenerle è un altro paio di maniche, anche perchè le guide illuminate muoiono, o si spengono

    “Non una testa, un voto. Ma un cittadino informato, un voto”
    Sono d’accordissimo.
    Un cittadino disinformato vota contro il proprio interesse e la democrazia si prostituisce. Se l’informazione è controllata secondo me non si può nemmeno parlare di democrazia.
    Come fare? Non ne ho idea. Registro però che l’avvento della rete sta ampliando moltissimo la pluralità di informazione, essendo un mezzo che non richiede grossi capitali per cominciare a farne. Tipo questo blog, per intenderci.

    “riservare per legge il 50 per cento dei seggi in parlamento a operai e impiegati”
    No, su questo non sono d’accordo, come non lo sono per le quote rosa.
    Una persona che vale non ha sesso nè estrazione sociale.
    Si dovrebbe invece trovare un sistema per selezionare le persone migliori e più adatte, a quel punto per me possono anche essere al limite tutti uomini, o tutte donne, o tutti avvocati … ma credo che selezionando i più adatti la pluralità arriverebbe come conseguenza.

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