Alessandro Di Battista: “7 miliardi buttati in Afghanistan”

(Alessandro Di Battista)·- L’altro ieri nella base militare italiana ad Herat, nell’Afghanistan occidentale, si è svolta la cerimonia dell’ammaina-bandiera. La guerra più lunga dalla II guerra mondiale ad oggi, una guerra persa, si avvia conclusione. Sì, una guerra persa. Combattuta per cacciare i talebani dal Paese si conclude con i talebani dall’altra parte del tavolo a firmare l’armistizio.

Questo fallimento etico, sociale e militare è costato al contribuente italiano 7 miliardi di euro. 7 miliardi di euro sono, più o meno, la cifra che il governo italiano spende ogni anno per il funzionamento di tutte le università. Quelle università spesso fatiscenti, costose per i meno abbienti. Quelle università che non riescono a finanziare ricerche, che non assumono adeguatamente, che, in alcuni casi, sono piene d’amianto. Per aumentare gli investimenti nelle università i soldi non si trovano mai, per la guerra in Afghanistan sì.

Vogliamo parlare di asili nido? I comuni italiani spendono tra 1,3 e 1,5 miliardi di euro all’anno negli asili nido. E l’Italia è al di sotto della media europea in questo campo (sia per la spesa che per il numero di bambini che effettivamente vanno al nido). Non sarebbe stato meglio spenderli negli asili i 7 miliardi di euro buttati in Afghanistan? Perché insisto su questo tema? Perché sono stati i cosiddetti “esperti” a sperperare tale denaro pubblico. Sono stati i “politici professionisti” ad insistere per anni sulla bontà della missione in Afghanistan. E sono stati i trombettieri del sistema a scrivere sulle colonne dei giornali dell’imminente sconfitta dei talebani.

Chi ci ridarà quei denari (per non parlare dei soldati che hanno perso la vita e di tutti i civili afghani che non sono certo morti di meno dei nostri connazionali)? Perché nessuno chiede conto di tale fallimento? Perché nessuno domanda ai ministri per quale motivo, un Paese teoricamente sovrano, ha dovuto aspettare il permesso di Washington per lasciare L’Afghanistan?

Alcuni dei più accaniti difensori del disastro in Afghanistan sono tutt’ora al governo. E li chiamano migliori. E pontificano. E ci parlano di investimenti. Di lotta agli sprechi. E nelle prossime settimane esulteranno per il ritiro accompagnati da “valletti” che si sentono intellettuali e che glorificheranno l’uscita dal Vietnam mediorientale facendo finta di dimenticare che è stata la loro pavidità il principale sponsor del pantano afghano. Almeno voi non dimenticate!

6 replies

  1. “guerra più lunga dalla II guerra mondiale ad oggi, una guerra persa, si avvia conclusione. Sì, una guerra persa. Combattuta per cacciare i talebani dal Paese si conclude con i talebani dall’altra parte del tavolo a firmare l’armistizio.”
    Piu che cacciare i talebani é stata una guerra x difendere la coltivazione del papavero da oppio e la produzione di eroina
    ” Sempre secondo i dati diffusi delle Nazioni Unite, nel 2012 l’Afghanistan ha prodotto un totale di 3.700 tonnellate di oppio, mentre altre 9.000 ne sono state prodotte nel 2017″
    Alla faccia dei grulli che credono negli esportatori di democrazia, di cui anche certi itagliani sono strenui sostenitori.

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  2. Mi permetto, piccolissima goccia
    Egregio Di Battista, sono dalla sua, ma smetta di scrivere sempre a senso unico del pubblico impiego. Il benessere nostro è dato dalla produzione, no dal libro. Così parla Brunetta, assunzioni, assunzioni, assunzioni, Dove? Nel pubblico impiego, con stipendio sicuro.
    Chi paga codesti stipendi?
    Stimoli la creazione di partite iva.
    La vita è bellissima, ma non è gratis
    Saluti

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  3. i talebani avevano eliminato l oppio… problema grave per l occidente falsamente proibizionista che si basa sulle peggiori dipendenze…una guerra dichiarata per uno scopo che però non era quello!! Migliaia di civili massacrati con la scusa del terrorismo ma uccidevamo ed eravamo uccisi per l oppio!!
    Una tragica presa per i fondelli!! Mi ricorda qualcosa…ah sì la guerra al covid!!

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  4. A cosa è servita questa guerra? A pasturare le multinazionali americane delle armi. A rubare il gas e il petrolio afgano. Ad occupare una parte significativa del Medio Oriente. A mantenere alto il nome dell’America e il valore del dollaro nel mondo. Si è detto che è stata “la guerra più lunga dalla II guerra mondiale ad oggi”, ma gli Stati uniti quella guerra l’hanno persa. Iniziata contro i talebani, finisce con un accordo con i talebani. L’altro motivo non detto è stato la coltivazione del papavero da oppio e la produzione di eroina. Da una parte gli Stati uniti fingono di difendere il mondo dal pericolo della marijuana, dall’altra pretendono il controllo dell’eroina. Una ipocrisia dietro l’altra. Nel 2012 l’Afghanistan ha prodotto di 3.700 tonnellate di oppio, nel 2017 altre 9.000. L’esportazione di democrazia si riduceva a questo. Ricorderò sempre una sera in cui ero in Piazza Maggiore a Bologna prim’ancora che le guerre per il Medio Oriente scoppiassero, quando tentavamo con la campagna delle bandiere di pace, di esorcizzarla, e quella sera io sventolavo la bandiera della pace e un fanatico quasi mi sputò in faccia il suo odio (credevo volesse strozzarmi): “Cosa vuoi fare, maledetta! Vuoi che i talebani ci ammazzino tutti???!! Maledetta!! Assassina!” E ancora oggi io vedo alcuni che, in buona fede, riportano le citazioni della Oriana Fallaci, una che l’attacco agli islamici e ai terroristi l’ha usato con una ferocia disumana, per aizzarre altri fanatici con un odio e una rabbia indegni di una persona civile. Io la Fallaci l’ho cancellata da ogni citazione e spero solo che sia finita all’inferno.

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  5. Magari si potevano fare i nomi di quelli che oggi sono al governo e che, a suo tempo, consentirono alla guerra in Afghanistan. Tanto per rinfrescare la memoria ..

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  6. Non mi illudo troppo.
    Prima degli americani e l’occidente c’erano i russi …
    Ho paura che il povero Afghanistan troverà di nuovo e presto qualcuno che vuole andarlo a “salvare”.

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