Tenetevi Forti, Chico non si usa

(Pietrangelo Buttafuoco) – Il cittadino italiano Chico Forti che sta scontando l’ergastolo negli Stati Uniti per il presunto omicidio di Dale Pike nel 1998 a Miami e per il quale si è sempre professato innocente – al di là del sincero impegno della Farnesina per riportarlo in Italia – non diventa di moda. E c’è da chiederselo perché mai il suo caso non abbia la stessa solidarietà che giustamente accompagna in Italia la sorte di Patrick Zaki, l’attivista egiziano incarcerato al Cairo. Non è una maglietta, Chico Forti. E neppure è una cover di Vanity Fair. Non piace alla gente che piace perché è fuori dal catalogo delle idee correnti. Non si porta, insomma. E non si Usa.

7 replies

  1. “E c’è da chiederselo perché mai il suo caso non abbia la stessa solidarietà che giustamente accompagna in Italia la sorte di Patrick Zaki,”
    Perché un paese democratico lo ha condannato secondo le proprie leggi, che prevedono la galera se ammazzi qualcuno. Ma i giornalisti italiani hanno deciso che non era un processo fatto bene, essendo durato meno di 20 anni e non essendoci legittimi impedimenti. Patrick Zaki per cosa esattamente è detenuto??
    Imbecille e pure disonesto!

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  2. Bisognerebbe saperne di più di Chico Forti e lo stesso Buttafuoco avrebbe dovuto informarci. Qui c’è un presunto omicidio, in Egitto c’è una feroce dittatura, com’è noto, e nessun reato. Non si possono fare paragoni, tuttavia condivido l’idea che i media seguano il pensiero dominante quando scelgono le storie da raccontare e divulgare anche mediante promozioni discutibili di prodotti, riducendo tutto al business.

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