La libertà nel carcere

(Giuseppe Di Maio) – Quali sarebbero le percentuali di consenso per i vari partiti se ci fosse un sistema televisivo imparziale? Quale credete che sarebbe la composizione del parlamento se ci saranno quotidiani che raccontino le notizie invece di inventarle? Se l’informazione avesse un suo tribunale che sanzionasse le fake news, che chiudesse le testate recidive e ritirasse il diritto a un contaballe di esprimersi liberamente, quale sarebbe insomma la volontà generale? Il caso del primo maggio ha scoperchiato un’urna maleodorante e il segreto di Pulcinella passa ora di bocca in bocca. Si risvegliano tanti dormienti che promuoverebbero “una vera legge sul conflitto d’interessi e una profonda, forse drastica, riforma del sistema dell’informazione italiano, a partire dalla RAI”, per usare le parole di Patuanelli. Il semplice “io sto con Fedez” sulla bacheca social di Conte, ha raccattato 650 mila like, finora.

All’indomani della pubblicazione dello scontro del rapper con alcuni dirigenti Rai, il primo ad aprir bocca, manco a dirlo, è stato Letta. E com’è costume del partito dei conservatori, ha detto di condividere le parole dell’artista e ha invitato la Rai a scusarsi. Ma che cazzo dici, Letta! Qui si sta parlando di un conflitto di interessi che avete rimandato da 30 anni, da quando potevate fermare Berlusconi, regolamentando il servizio radiotelevisivo pubblico e privato. Invece avete preferito ritagliarvi nelle reti di Stato l’angolo prezioso e riservato, dove potete selezionare i reclutamenti e gestire le carriere. Non venirmi a dire, Letta, che non sai niente della lottizzazione della Rai, e che nel terzo canale e in rai news 24 non ci entra nessuno che non faccia i conti col tuo partito.

Una volta scoperti, siete corsi comicamente ai ripari. Tutti. Anche Salvini. E siccome le notizie erano due: il ddl Zan con le espressioni dei leghisti, e il tentativo esplicito di censura dei vertici della Rai, anche il cazzaro verde s’è scoperto difensore della libertà d’orientamento sessuale, senza peraltro ammonire nel partito i suoi campioni di cazzate. Sicché il dibattito s’è spostato immediatamente dall’avversione alla comunità lgbt all’opportunità della legge Zan, cercando di tacere accuratamente sulla realtà del servizio pubblico.

Come si sa i vertici Rai sono leghisti. Foa e Salini sono passati sotto il naso del M5S arroccato nella sua convinzione di non intervenire nelle “libertà” dell’informazione. Nella sua età adulta il Movimento sarà costretto a capire che la libertà non si concede ma si conquista; che essa è una risultante di altre coscienze e altre responsabilità; che è un effetto benefico della democrazia. Altrimenti è meglio chiamarla col suo vero nome: schiavitù, coercizione, ricatto. Altrimenti, ci saranno quelli come Letta che vorranno esigere le scuse fingendo un errore neutro dei dirigenti.
E no, cari miei, è venuto il tempo di capire che l’ordine sociale è il risultato della politica, a sua volta generata dalla falsa informazione, cioè è né più e né meno che la volontà del padrone, lo stesso che canta le lodi sue e del suo ordine, e che reclama la proprietà del carcere che ha creato.

9 replies

  1. Il “potere” (tutti e ovunque) si basa sulla propaganda per riaffermare se stesso (gruppo ristretto)…
    Secondo la “costituzione” la sovranità dovrebbe appartenere al “popolo” ma è di fatto un emerita cazzata…e ne vediamo chiaramente i risultati nei fatti.
    E evidente che se lo stato in infinite occasioni pone il “segreto di stato” nei confronti del popolo stesso,evidenzia chiaramente che non siamo una democrazia partecipata e popolare ma una dittatura allargata di un gruppo ristretto che si è costituito come gruppo di potere…dicasi anche mafia.

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  2. Se il sistema di disinformazione di massa si trasformasse in sistema di informazione di massa, si realizzerebbe la democrazia e tutto il marcio del nostro paese sparirebbe velocemente trasformandoci in un paradiso terrestre o quasi.
    Per questo non vogliono assolutamente che succeda.
    E vale anche per il resto del pianeta.

    Le informazioni sono il sangue della democrazia, se le avveleni la democrazia muore.

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    • @fabriziocastellana

      La democrazia, ammesso che per un breve periodo sia stata viva nel nostro Paese, è già morta da un pezzo.
      Quello con cui si riempiono la bocca e le pagine dei loro giornali gli autodefiniti Difensori della Democrazia non
      è altro che un etereo fantasma: lo puoi evocare a piacimento e dargli la forma che ti pare e che più ti conviene,
      tanto sarà la Grancassa Mediatica, a ranghi serrati, a convincerti che la sua mendace propaganda corrisponde
      alla realtà dei fatti e non agli interessi di chi ha fatto dell’informazione strame per maiali.
      Gira e rigira, ed è così in tutto il mondo, è sempre più confermato il detto: Shit in, shit out: se continui a riempire
      una società di merda sempre più merda otterrai.

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      • @Aloysisus

        Ti vorrei ricordare caro Piero che in passato hai difeso i metodi clientelari, proposti anche da Er Spammer, con cui il M5S avrebbe dovuto occupare la RAI.
        Hai proposto una LOTTIZZAZIONE della RAI a “fin di bene”.
        Non sottrarre la RAI alle forze politiche, come si dovrebbe, ma sostituirle in tutto o in parte con gli stessi METODI.
        Come se lasciare gli stessi “metodi” e cambiare le persone frutto di quei metodi, possa servire a qualcosa.
        Come se vostro lottizzatore, per il solo fatto di avere il cartellino in fronte con su scritto “sono del M5S”, fosse buono, bello, bravo e balla pure bene.
        Un mea culpa sarebbe doveroso.

        Una idea della politica, la tua, che fa a cazzotti con il tuo innegabile livello culturale e pure con la tua intelligenza.
        Ma si sa, questo è un Paese di Guelfi e Ghibellini.
        Le ragioni propagandate sono strumentali.

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  3. Articolo impeccabile, abbiamo trovato un DI MAIO intelligente!

    “Qui si sta parlando di un conflitto di interessi che avete rimandato da 30 anni, da quando potevate fermare Berlusconi, regolamentando il servizio radiotelevisivo pubblico e privato. Invece avete preferito ritagliarvi nelle reti di Stato l’angolo prezioso e riservato, dove potete selezionare i reclutamenti e gestire le carriere”

    Signore e signori, ecco a voi il CLEINTELISMO PARTITOCRATICO.

    Nel partito, dal militante al dirigente, si vive di questo.

    Ma il problema non riguarda solo la RAI perché ” l’angolo prezioso dove potete selezionare i reclutamenti e gestire le carriere” non sta solo mica in RAI!

    Sta in tutta la PA. MI fanno schifo, o quantomeno tendo a guardarli con sospetto, coloro i quali la difendono tout court senza mai un accenno di critica.

    Qualsiasi cittadino CON UN MINIMO DI SENSO CIVICO, indipendentemente che lavori o meno nella PA, ha dovrebbe avere interesse a cambiarla e a renderla più trasparente e meritocratica.

    Per gli STONZI che hanno in bocca sempre il liberismo che citano sempre a sproposito, le storture della PA, nella PA, non sono un problema!

    Questo significa che la SINISTRA non ha nemmeno quel briciolo di CIVISMO di cui una volta poteva andar fiera.

    Inveire contro l’ultraliberismo fa acchiappare voti, riformare la PA sottraendola ai partiti fa perdere incarichi e ruoli di potere.

    Le azioni di una certa sinistra non hanno un cazzo a che vedere con il sostegno alle fasce deboli della società.

    USANO LE CONVINZIONI COME LI STIVALI! (cit. Trilussa)

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  4. PAOLO ERCOLANI, Filosofo.
    Fedez è stato un grande. Ha dato un grande colpo contro quel medioevo duro a morire nel nostro Paese ipocrita e bigotto. Un colpo contro la censura, contro un sistema mediatico largamente genuflesso al potere di turno e incurante del fatto che i suoi doveri dovrebbero indirizzarsi verso l’opinione pubblica e la verità. Ma anche un colpo contro la politica, ormai così sfacciata, collusa e incapace di curare il bene comune da dare la precedenza al ripristino del vitalizio di Formigoni invece che approvare un disegno di legge a tutela di tante persone offese.
    All’impegno e al coraggio, Fedez ha unito anche l’abilità non solo comunicativa: registrando la telefonata con i vertici della Rai ha praticamente sputtanato un sistema di censura e omertà di cui tutti parlano ma che nessuno denuncia fattivamente.
    Fedez ha svolto un ruolo che altri dovrebbero interpretare con maggiore cognizione di causa e ponderazione. Certamente i politici, che invece sono impegnati a diventare a loro volta “influencer”, con tutto il portato di cialtroneria, improvvisazione e irrilevanza sul piano pratico che ciò comporta. Poi gli intellettuali, filosofi in testa, che se ne stanno sempre più chiusi nelle loro torri eburnee, a coltivare studi ultra specialistici e settoriali che nulla hanno da dire rispetto ai problemi reali delle persone.
    È da troppo tempo che il nostro Paese può contare soltanto su comici, cantanti e artisti per innalzare il livello e l’efficacia del discorso pubblico.
    Fedez ha rappresentato anche l’efficacia del nuovo che avanza contro il vecchio che resiste pateticamente: i nuovi media digitali, il nuovo modo di comunicare, le nuove forme di relazione con il pubblico, perfino il nuovo modo di stimolare il ragionamento pubblico e l’orientamento dell’opinione generale… pensiamo a quanto vetusti risultano, in confronto, la vecchia televisione, la vecchia politica e il mondo intellettuale in genere, ormai bolliti e incancreniti da decenni di merito tradito, corruzione, sistemazione di parenti e protetti, incapacità di incidere sul reale.
    Salvini gli ha rispostao spostando il piano del discorso, suggerendo che stia conducendo le sue battaglie per ragioni di visibilità, sponsor, tornaconto economico.
    Cioè esattamente quello che sta facendo la politica nostrana, ma con risultati assai più scarsi.
    Nonché, dimenticando che Fedez, anche avesse ragione Salvini, starebbe facendo il suo mestiere. Mentre i politici sono pagati dai cittadini per risolvere i loro problemi e costruire un Paese degno di un’epoca in cui ogni forma di discriminazione medioevale dovrebbe essere bandita.

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