Massimo Giannini risponde a Giuseppe Conte che lo aveva accusato di dire falsità su di lui

(lanotiziagiornale.it) – Oggi il direttore della Stampa Massimo Giannini risponde a Giuseppe Conte. L’ex premier lo ha accusato ieri in una lettera inviata al quotidiano di aver detto falsità sulla politica estera del suo governo. Giannini replica in una lunga risposta a tutta pagina sul giornale.

“Caro Presidente Conte, La voglio rassicurare sugli ultimi due punti della Sua lettera”, dice Giannini. “Da parte mia non c’è nessuna intenzione di denigrare chi c’era ieri per lodare chi è arrivato oggi. Lei ha guidato l’Italia in una stagione infausta, soprattutto per la nostra collocazione geopolitica. Sa meglio di me che sulla credibilità del Paese che Lei rappresentava nei consessi  internazionali hanno pesato fortemente le sbandate filorusse della Lega e le intemerate filocinesi dei Cinque Stelle”.

Dopo una reprimenda su Salvini ecco la risposta a Conte: “In tanta confusione identitaria, se me lo consente, Lei talvolta ci ha messo del Suo. Un esempio su tutti: l’atteggiamento un po’ troppo appiattito su Trump, che del resto le valse un endorsement fondamentale per il Suo secondo governo. Era il 27 agosto 2019 e, subito dopo la pazza crisi del Papeete, The Donald cinguettò il famoso «spero che Giuseppi resti primo ministro!». Un “abbraccio” non mortale ma certo soffocante, che forse spiega il ritardo col quale il 17 gennaio scorso sono infine arrivate le congratulazioni telefoniche con il neo-eletto presidente Joe Biden”.

Giannini risponde anche sull’accusa di aver abbracciato la causa del governo Draghi su input della nuova proprietà del giornale: “Infine, nella Sua lettera Lei parla di una «causa abbracciata» da me e «dall’intero gruppo editoriale». La citazione di Talleyrand sull’eccesso di zelo è bella, ma fa torto alla Sua intelligenza e alla Sua cultura. Per quel poco o tanto che ci conosciamo, dovrebbe aver capito che delle scelte fatte e della “linea” del mio giornale (sulle quali il mio gruppo editoriale non mi chiede e non mi ha mai chiesto conto) rispondo solo a me stesso e ai miei lettori. E dovrebbe anche aver capito che in politica ho le mie idee, ma non abbraccio «cause» a priori, dove per cause si intendono capi di governo o leader di partito”.

“Dunque, se oggi Lei per «causa» intende Mario Draghi, certo, Le confermo che apprezzo e stimo l’attuale premier. Ma l’apprezzamento e la stima (come del resto capitava anche per Lei) non mi fanno velo quando ne giudico gli atti di governo. Per averne prova, vada a leggere gli ultimi editoriali che ho scritto, sui troppi silenzi di Palazzo Chigi, sui troppi ritardi nei vaccini, sui troppi errori nei viaggi consentiti all’estero, sulle troppe promesse mancate per la scuola”.

Poi il finale: “Concludendo, possiamo  forse venirci incontro. Io prometto che non cadrò nella trappola dello zelo di cui scriveva Talleyrand, Lei prometta di non cadere nella Schadenfreude di cui parlava Schopenhauer. Non renderebbe un buon servizio al Paese. E soprattutto non La aiuterebbe nel compito impegnativo di cui si è fatto responsabilmente carico: e cioè (come Lei stesso mi scrive) «rifondare il Movimento 5 Stelle» e «renderlo pienamente idoneo a interpretare una nuova stagione politica». Segno evidente che finora non lo è stato”.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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51 replies

  1. i russi non vanno bene, i cinesi non vanno bene, gli americani, se con Trump, non vanno bene
    a quanto mi par di capire, Giannini è un filo americano, ma solo dei Dem (chiamarli democratici
    mi pare veramente troppo)

    buono a sapersi il “da chi riceve ordini”, e non dica che non è vero
    perché o è americano ed è di quella parte lì (allora ne capirei le parole),
    o è solo l’ennesimo utile idiota di una guerra tra bande

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  2. Se scrivi di “photo opportunity” mai esistite, dovresti almeno avere l’onestà intellettuale di di chiedere scusa. Purtroppo, per arroganza, fai un bel mescolone con nuovi argomenti mai trattati nè contestati da Conte. Giornalaio “honoris causa”.

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  3. Quindi ammette di aver scritto cazzate per quanto riguarda il corpo principale del suo editoriale, che Conte gli ha ben messo in evidenza nella sua lettera, dedicato ai vecchi e ai nuovi scenari di politica estera del nostro Paese, con particolare riguardo al conflitto libico, dal titolo «Italia e Libia. Un atlante occidentale».
    Nella lettera Conte gli ha ben messo in evidenza i mezzucci dal “giornalista” usati e le falsità dette.
    Vedendo che nella sua risposta il “giornalista” ammettendo quindi di aver detto falsità per screditare la figura di Conte non ne fa cenno….Conte deve averci preso in pieno.
    Per pararsi la faccia il “giornalista” quindi ripiega su piccoli dettagli per farsi grosso e si sente punto quando gli si dice di aver abbracciato convintamente una causa…poverino….
    Se evitava di rispondere o se avesse ammesso l’errore avrebbe fatto una figura certamente migliore…ma si sa, certe persone pur di parlare non perdono occasione di star zitti

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  4. Credo che Giannini non si attendesse una risposta tanto affilata da Conte.
    Avendo ormai una certa età ha capito che, con gli attuali chiari di luna, è meglio non farsi un nemico che potrebbe ritornare ad essere ingombrante per lui.

    Tra poco vedremo i fuochi d’artificio nel gruppo GEDI. Come gestiranno quelle che si annunciano come chiusure degli stabilimenti italiani di Stellantis, ex FCA.
    Il nuo CEO Tavares ha detto che gli stabilimenti hanno costi fissi elevati e produttività scadente, cosa che si riflette sui margini estremamente bassi che costringono a vendere in perdita.
    Errori manageriali che pesano nonostante il costo del lavoro italiano sia inferiore a quello francese.
    Ho vissuto una situazione simile nell’ex azienda per cui lavoravo, ingranditasi laddove la logica e la realtà imponessero di non andare, generando debiti per gli investimenti fatti e costi di gestione insostenibili.
    E ovviamente alla fine quella società è collassata. Facendo balenare nella mia mente l’idea che a dettare certe scelte siano state spinte mafiose, legate ai lavori da eseguire e denaro sporco da riciclare.
    Dirigenti BRUTTE BESTIE, specie quelli italiani che per arrampicarsi non esitano a prostituirsi e ad agire cinicamente.

    Il Gruppo GEDI è un altro esempio squallido della stampa italiana in mano a padroni con altri obiettivi, che la utilizzano per creare cartine fumogene dietro cui speculare vantaggi e guadagni.

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  5. Puah!!
    ” Caro Presidente Conte”
    subito dimostra il viscidume di cui si cosparge
    presidente de che? è come quei cortigiani che chiamano ancora presidente il CAZZARO ROSA.
    per il resto è tutto un avvilupparsi in illazioni ed infilarsi in elucrubazioni speculative assurde

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  6. Non risponde alle precisazioni di Conte e glissa su tutto e si fa solo bello dicendo che lui è autonomo e senza condizionamenti dal suo gruppo Editoriale…… Seee credici! Non abbiamo l anello al naso.

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  7. Una risposta con cui Massimo si copre ancor più di ridicolo, superando se stesso. Non ribatte sulle falsità dette né chiede scusa, e inanella una serie di banalità alle quali non crede manco lui. Faceva più bella figura a non dire niente.
    Tra l’altro non conosce manco l’italiano:
    “E soprattutto non La aiuterebbe nel compito impegnativo di cui si è fatto responsabilmente carico: e cioè … «rifondare il Movimento 5 Stelle» e «renderlo pienamente idoneo a interpretare una nuova stagione politica». Segno evidente che finora non lo è stato”.
    Ma non lo è stato cosa? Ma se Conte parla di nuova stagione cosa c’entra quello che è stato prima? Mah!

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  8. Manco l’innocuo, noiosissimo Giannini vi piace.
    Ah no certo, dimenticavo le urla beduine in sua difesa quando venne estromesso dalla Rai.
    Ma lì l’obiettivo era un altro.

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    • Non sai quanto ci rammarichiamo che il nostro obiettivo, nonché della maggioranza degli italiani, stando ai sondaggi il 97,8, non coincida con il tuo.

      Tu però dovresti esserne felice: hai più possibilità di conquistare l’oggetto del tuo amore. Alla fine ve lo contendete tu e la Gazzella, daje tutta!

      Siccome in precedenza mi hai detto che li ami, aggiungo un p.s.
      Secondo me hai buone possibilità di conquistarlo l’amore tuo: non mi ha mai convinto, anche se ora deve fare macho macho man, se no bim sala bim gli taglia la testa!

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      • Cara paolapci, lo so che qui è facile facile appiccicare etichette.
        Per me Renzi dopo la caduta di Conte è politicamente finito.
        Non c’è proprio nulla di cui essere innamorati.
        A parte i suoi p.s.

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    • Si dovrebbe dire “belluine”, in primis.
      Innocuo non è senz’altro, altrimenti Lawrenzie non si sarebbe preoccupato di segarlo, allora.
      Diciamo che ORA ha adeguato il suo ‘stile’ e la sua lingua al nuovo padrone, risultando l’esatto opposto del giornalista che ERA, ma riadattandosi per la bisogna, secondo il contenitore: notevole il salto della quaglia, anzi del coniglio, ad “Accordi&disaccordi”.
      Quindi, forse non era sincero neanche all’epoca e, giustamente, ci sentiamo traditi.
      Il fatto che tu non sia in grado di fare queste valutazioni e, peggio, che tu intervenga su questo blog solo per denigrarne i commentatori (con l’esclusione di noti troll, renziani neoliberisti sotto mentite spoglie e pseudo 5s in realtà fascioleghisti, a cui dai il tuo fervido endorsement), senza minimamente degnarti di commentare nel merito, la dice lunga sulle tue motivazioni, se non sulla tua identità….
      🤔 direi che mi ricordi vagamente qualcuno…🐱

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  9. Ha reagito alle critiche personali, senza entrare nel merito delle MENZOGNE che gli sono state addebitate, ma cambiando, per niente abilmente, argomento.
    Una simile insufficiente risposta, che esce completamente dal seminato e divaga, non osando Giannini ribadire le sue affermazioni, per manifesta FALSITÀ delle stesse, può essere apprezzata solo da chi difetta di senso logico e financo estetico.
    Non trasuda certo dignità e superiorità morale, come lo scritto a cui pretenderebbe di rispondere per le rime.
    In conclusione, caro Giannini, anche nei fondamenti del tuo mestiere, Giuseppe Conte ti ha dato 10 a 0.

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  10. Il titolo di oggi editoriale di Giannini in risposta a Conte

    “Caro Conte, tra Russia, Haftar e gilet gialli ecco dove avete sbagliato in politica estera”

    Conte Talleyrand per Giannini azzeccata
    «Soprattutto non troppo zelo»). Quando si eccede in fervore si rischia di servire male la causa”.

    Giannini Schopenhauer per Conte da MISERABILE
    “Lei prometta di non cadere nella Schadenfreude (“ gioia per le disgrazie altrui) di cui parlava Schopenhauer. Non renderebbe un buon servizio al Paese.”

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    • Tracia,
      Conte non ha mai mostrato di essere il tipo meschino che gode delle disgrazie altrui, anzi si contraddistingue proprio per il suo comportamento superiore, da VERO signore.
      Quindi, hai proprio ragione: MISERABILE… e vigliacco, perché è esattamente lui che lecca i potenti del momento e infierisce su chi ritiene debole.
      Ovviamente, come tutti i vili, attribuisce agli altri il suo comportamento, in modo meschino.

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      • Anail, di solito le cazzate di Bruna/Dago non li leggo, ma oggi mi ha incuriosito, è qui sotto:
        7 APR 2021 15:31
        ROSI-CONTE – A PALAZZO CHIGI C’È CHI HA DEFINITO ‘’UN AUTOGOL ISTITUZIONALE’’ LA LETTERA DI GIUSEPPI SU ‘’LA STAMPA’’.
        Quelli lì hanno una paura boia ,hanno scomodato persino le istituzioni, anche quando dorme sanno cosa sogna.

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      • Tracia, sì, ho letto qualche titolo – assurdo! -mentre cercavo la risposta integrale di Giannini. Purtroppo la Stampa non mi fa leggere l’articolo intero, vogliono l’abbonamento ( 🖕🏻 scusa, eh! 😆). Gli altri che ne parlano, tipo Libero, selezionano, ovviamente, ciò che gli garba.
        Ora leggo questo, che già dal titolo fa abbastanza ca§are.
        👋🏻

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  11. Un Giannini ancora stordito dagli inaspettati manrovesci che ha preso cerca di reagire come puo’.
    La chiusura dell’editoriale conferma il suo stato di confusione:
    “e «renderlo (in M5S) pienamente idoneo a interpretare una NUOVA stagione politica». Segno evidente che finora non lo è stato”.
    Giannini…lo scrivi tu stesso… questa e’ una NUOVA stagione politica: il M5S non e’ piu’ al governo come forza trainante, ma ORA e’ soltanto uno dei tanti partiti che prendono parte a questo Governo Tecnico-Istituzionale.
    PRIMA (tempo passato) era un’altra partita.
    Che sia stato pienamente idoneo o meno dipende dai punti di vista ovviamente.
    Essendo iniziata una NUOVA STAGIONE politica, e’ giusto che ORA, come afferma lo stesso Conte (a questo e’ relativa la sua affermazione), lui ed i big dei 5S cerchino di “rifondare il M5S” per renderlo pienamente idoneo alla NUOVA stagione ovvero possano prepararsi alle PROSSIME elezioni etc.
    E’ chiaro il concetto?
    Il “pienamente idoneo” (di Conte) e’ relativo all’OGGI e soprattutto al FUTURO.
    Non al passato.
    Quello ognuno lo guarda con i suoi occhi.
    Chiaramente se riesce a togliersi le fette di prosciutto dagli stessi… magari puo’ giudicare in maniera piu’ obiettiva…

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  12. Non è una risposta alle accuse di menzogna su fatti specifici ma la solita tiritera su questioni politiche che ogni governo ha diritto di mettere in atto rispondendone solo agli elettori. Se al governo stava bene Trump o i cinesi ,non doveva chiedere il consenso a Giannini o ai suoi editori. Invece a qualsiasi organo di stampa è richiesto di riportare la verità.

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  13. 7 APR 2021 15:48
    RIVOLUZIONARI DA POCHETTE – ANTONIO DI PIETRO RANDELLA IL M5S VERSIONE GIUSEPPE CONTE: “NON HO MAI VISTO UN ESPONENTE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA FARE LA RIVOLUZIONE. HO SEMPRE VISTO NEL MODELLO DC, IL COMPROMESSO. NEL M5S DI CASALEGGIO C’ERA LA ROTTURA TRAMITE IL RICORSO ALL URNE – LA COMMEMORAZIONE PER GIANROBERTO CASALEGGIO? SONO STATI CHIAMATI QUELLI CHE HANNO VISSUTO LA SUA ESPERIENZA E NON SULLE SUE SPALLE…”

    https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/rivoluzionari-pochette-antonio-pietro-randella-m5s-versione-266204.htm

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  14. 7 APR 2021 15:31
    ROSI-CONTE – A PALAZZO CHIGI C’È CHI HA DEFINITO ‘’UN AUTOGOL ISTITUZIONALE’’ LA LETTERA DI GIUSEPPI SU ‘’LA STAMPA’’. LO SFOGO AVREBBE SORPRESO (EUFEMISMO) ANCHE IL COLLE – IN CASA 5STELLE, IDEM CON PATATE. GRILLO, POI, NON HA ANCORA DIGERITO IL DISCORSO-FUFFA DI CONTE ALL’ASSEMBLEA 5STELLE – OGGI GIANNINI REPLICA E LO DISINTEGRA. MA DIMENTICA L’AUTORIZZAZIONE DATA A VECCHIONE DI INCONTRARE WILLIAM BARR, ASSERENDO CHE COME MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ERA ANCHE A CAPO DELLA CIA. UNA SUPERCAZZOLA UTILE SOLO PER INGRAZIARSI TRUMP DELL’ENDORSEMENT (“SPERO CHE GIUSEPPI RESTI PRIMO MINISTRO!”)

    https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/rosi-conte-palazzo-chigi-rsquo-chi-ha-definito-266224.htm

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      • per Anail
        da “La stampa” (detta dai piemontesi “La Busiarda”)
        del 07-04-2021

        MIO CARO CONTE AVETE SBAGLIATO

        Caro Presidente Conte,
        La ringrazio per la Sua lettera e per la Sua attenzione. Capisco le ragioni che la spingono a replicare ai contenuti del mio editoriale.
        Ma mi corre l’obbligo di replicare a mia volta, per ribadire i fatti che Lei considera «falsità» e che invece, purtroppo, non lo sono. Scrivo «purtroppo» perché le questioni di cui stiamo parlando riguardano non già le baruffe chiozzotte tra i partiti di casa nostra, ma la politica estera del Paese, che è materia delicata ed essenziale a definirne il profilo e a tutelare l’interesse nazionale.
        Il primo «fatto» è il severo giudizio di Mohammed bin Zayed, emiro di Abu Dhabi, sulla «sostanziale inutilità» dei due incontri ufficiali avuti con Lei a proposito della Libia e sulla sua ferma volontà di non replicarne altri. Per bollare come «falsità» questo mio resoconto Lei spiega che dopo quei due incontri ha avuto con lo Sceicco «ulteriori colloqui», a conferma dell’«eccellente rapporto personale instaurato». Io non so se dopo il marzo 2019 vi siano state conversazioni telefoniche tra voi: non ce n’è traccia nelle comunicazioni ufficiali di Palazzo Chigi. Ma so per certo e ribadisco quello che ho scritto, e che mi è stato riferito da una fonte primaria e autorevolissima che, sul terreno, ha istruito e segue da sempre il dossier libico-emiratino. Il secondo «fatto» è il blitz del 17 dicembre 2020 per liberare i 18 pescatori mazaresi sequestrati dai libici. Qui non ci dividono «falsità», come Lei dice, ma semplicemente opinioni. La mia rimane quella che ho scritto: il volo improvvisato
        a Bengasi e le modalità con le quali è stato organizzato il rilascio dei sequestrati, con tanto di photo-opportunity pretesa da Haftar, restano una pagina opaca della nostra storia diplomatica.
        Comprendo il “movente”: dopo aver respinto «altre richieste non accoglibili » (sono parole Sue) quella foto era evidentemente l’unica che ritenne di accogliere per raggiungere il risultato, cioè il rilascio dei pescatori. Fu dunque un gesto di realpolitik. Ma l’evidenza rimane: come ho scritto, fu comunque un episodio imbarazzante.
        Detto tutto questo, Caro Presidente Conte, La voglio rassicurare sugli ultimi due punti della Sua lettera. Da
        parte mia non c’è nessuna intenzione di denigrare chi c’era ieri per lodare chi è arrivato oggi. Lei ha guidato l’Italia in una stagione infausta, soprattutto per la nostra collocazione geopolitica. Sa meglio di me che sulla credibilità del Paese che Lei rappresentava nei consessi internazionali hanno pesato fortemente le sbandate filorusse della Lega e le intemerate filocinesi dei Cinque Stelle. Diciamo che non solo la tela delle relazioni transatlantiche, ma più in generale tutta la politica estera (in particolare con il Suo primo governo gialloverde) ha subito strappi di ogni tipo. Come dimenticare la missione del ministro degli Interni e vicepremier Salvini al
        Cremlino, quando il Capitano attaccò ferocemente Francia e Germania e concluse dicendo «qui a Mosca mi sento a casa mia, mentre in alcuni Paesi europei no»? Era il 16 ottobre 2018, e dopo il varo delle sanzioni contro Putin per l’annessione della Crimea e l’aggressione dell’Ucraina noi scaricavamo così Parigi e Berlino, per schierarci al fianco del nuovo Zar di tutte le Russie. E come dimenticare la missione del vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico Di Maio proprio a Parigi, quando insieme all’allora suo scudiero Di Battista incontrò il leader dei gilet gialli Christophe Calencon e ne sostenne pubblicamente la battaglia, in nome
        «delle posizioni e dei molti valori comuni che mettono al centro delle nostre battaglie i cittadini»? Era il 5 febbraio 2019, e nel pieno di una protesta violenta che ogni weekend metteva a ferro e fuoco la capitale francese, noi prendevamo a schiaffi così l’alleato Macron.In tanta confusione identitaria, se me lo consente, Lei talvolta ci ha messo del Suo. Un esempio su tutti: l’atteggiamento un po’ troppo appiattito su Trump, che del resto le valse un endorsement fondamentale per il Suo secondo governo. Era il 27 agosto 2019 e,
        subito dopo la pazza crisi del Papeete, The Donald cinguettò il famoso «spero che Giuseppi resti primo ministro!». Un “abbraccio” non mortale ma certo soffocante, che forse spiega il ritardo col quale il 17
        gennaio scorso sono infine arrivate le congratulazioni telefoniche con il neo-eletto presidente Joe Biden. Ma a parte questo, Lei ha fatto quel che ha potuto. E di una cosa, decisiva per noi e per l’intero Occidente,
        Le do atto volentieri: ha tenuto la barra dritta sull’elezione di Ursula Von Der Leyen alla presidenza della
        Commissione Ue. Una mossa non scontata, persino miracolosa, nelle assurde condizioni politiche di allora, che
        ha messo all’angolo le destre populiste e sovraniste e ha cambiato il corso degli eventi in Europa. Era il 16 luglio dello stesso 2019, e forse proprio quella svolta (che a Strasburgo i Cinque Stelle condivisero con i popolari e i socialisti europei) convinse definitivamente Salvini a rompere un mese dopo il patto di governo.
        Dunque, come vede, da parte mia nessuna denigrazione preconcetta e nessuna critica «a prescindere».
        Infine, nella Sua lettera Lei parla di una «causa abbracciata » da me e «dall’intero gruppo editoriale». La citazione di Talleyrand sull’eccesso di zelo è bella, ma fa torto alla Sua intelligenza e alla Sua cultura.
        Per quel poco o tanto che ci conosciamo, dovrebbe aver capito che delle scelte fatte e della “linea” del mio giornale (sulle quali il mio gruppo editoriale non mi chiede e non mi ha mai chiesto conto) rispondo solo a me stesso e ai miei lettori. E dovrebbe anche aver capito che in politica ho le mie idee, ma non abbraccio
        «cause» a priori, dove per cause si intendono capi di governo o leader di partito.
        Dunque se oggi Lei per «causa» intende Mario Draghi, certo, Le confermo che apprezzo e stimo l’attuale premier. Ma l’apprezzamento e la stima (come del resto capitava anche per Lei) non mi fanno velo quando ne giudico gli atti di governo. Per averne prova, vada a leggere gli ultimi editoriali che ho scritto, sui troppi silenzi di Palazzo Chigi, sui troppi ritardi nei vaccini, sui troppi errori nei viaggi consentiti all’estero, sulle troppe promesse mancate per la scuola. Concludendo, possiamo forse venirci incontro. Io prometto
        che non cadrò nella trappola dello zelo di cui scriveva Talleyrand, Lei prometta di non cadere nella Schadenfreude di cui parlava Schopenhauer. Non renderebbe un buon servizio al Paese. E soprattutto non La
        aiuterebbe nel compito impegnativo di cui si è fatto responsabilmente carico: e cioè (come Lei stesso mi scrive) «rifondare il Movimento 5 Stelle» e «renderlo pienamente idoneo a interpretare una nuova stagione politica ». Segno evidente che finora non lo è stato.
        MASSIMO GIANNINI

        (il servo della gleba)

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      • Grazie, Adriano, gentilissimo!

        Che squallore… nel primo scritto aveva attribuito direttamente a Conte colpe di cui ORA individua LE vere responsabilità, ma continua a ribadire di aver detto le stesse cose!
        Un solo esempio: se scrivi che la photo opportunity in Libia è UNA RICHIESTA imprescindibile e diretta di Haftar, perché nel primo articolo hai descritto la cosa come un’azione vanagloriosa e propagandistica di Conte?
        Sta evidenziando ancora di più le sue intenzioni volutamente denigratorie e le sue interpretazioni strumentali, tese a raggiungere proprio quello scopo, colpire Conte.

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  15. Dov’è finito il bel giornalista che leggevo a suo tempo? Si è nascosto dietro il direttorato o si è tolto la maschera?

    L’uomo che “non abbraccia <> a priori” che ci parlasse ancora del MES…

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  16. Ma perché c’è qualcuno che da retta a ciò che dice e pensa Giannini? Uno che prendendo soldi prima da CDB e poi dagli Agnelli ha venduto cervello e anima? La sua risposta non smentisce le accuse di falsità, solo sono un puerile gne gne di un bambino, disabituato davanti ad una persona che lo rimprovera per averli colto con le mani nella marmellata. La solita supercazzola di un giornalaio pennivendilo per cercare di nascondere l’evidenza dei fatti.

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  17. GIannini, un paraculo col botto sin da quando è (purtroppo) nato. Forte coi deboli e debole coi forti, come al solito. Un coglione che ne bastava la metà… (ma anche un sedicesimo sarebbe stato insopportabile).
    Ma il vero problema non sono sti buffoni pagati per scrivere idiozie: sono quelli che stan dietro, i padroni che li pagano e che son a cena dai politici ogni sera.
    Come si dice a Firenze “Non ce l’ho con te! Ce l’ho con chi ti manda fuori!”

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  18. Sulle falsità che aveva scritto – e che Conte gli contestava – Giannini però evita accuratamente di pronunciarsi… almeno così sembra a leggere l’estratto pubblicato da Infosannio. Quindi, che razza di risposta è??

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  19. Giannini è diventato troppo imbarazzante da quando è diventato direttore (“un bel direttore” di Fantozziani ricordi) della Stampa. Con quest’episodio credo si sia coperto di ridicolo ma evidentemente “il poveretto” ha buona compagnia con altri suoi colleghi di avanspettacolo che hanno fatto circolare che la lettere di Conte è stato un autogol! Che miserabili

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