O Conte subito o il Movimento salta

(Roberta Labonia) – Gestire un blog di area MoVimento 5 Stelle durante uno dei momenti più difficili della sua storia è illuminante. Illuminante perché offre uno spaccato, una campionatura significativa dello stato d’animo della sua base. 25mila follower e spicci non sono moltissimi, ma sono sufficienti per capire da che parte sta tirando il vento. Ebbene i casi sono 2: o tutti i picconatori si sono dati appuntamento sulla mia pagina (al netto di parecchi troll a cui è facile fare tana) oppure, per la grande legge dei numeri, una larga fetta della base non condivide la linea adottata dal MoVimento. Tira aria di sommossa. A quel 40% di iscritti che di primo acchitto hanno votato no all’entrata dei 5 Stelle nel governo Draghi, si stanno aggiungendo quelli che hanno fatto loro la teoria lanciata dalla Lezzi: il quesito sulla piattaforma Rousseau era mal posto e fuorviante. Hai voglia a spiegare a lor signori che la costituzione e il relativo perimetro di competenza del nuovo Ministero per la transizione ecologica si sta definendo solo adesso, dopo che Draghi ha ottenuto la fiducia. E che includerà altre competenze oltre quella dell’energia strappata al Mise di Giorgetti, il Richelieu della Lega. Le orecchie di molti ormai si sono chiuse a qualsiasi confronto. Le pacate spiegazioni date ieri da Luigi di Maio sono state subito etichettate come “democristiane”. Forse perché nel pronunciarle Luigi non aveva gli occhi di fuori della Lezzi né l’aria scazzata e vagamente dandy dell’outsider Di Battista. O la lacrimona struggente della Laricchia. Questa si che è gente che sa come rimescolarti le budella rievocando i bei tempi della piazza.

Lo devo riconoscere, la fronda parlamentare del no sta lavorando bene: come tanti “Che Guevara” de noantri (da cui si distingue Nicola Morra il quale, pur sul fronte del no, mantiene un profilo basso), stanno facendo più proseliti ogni giorno che passa. I messaggi via social, aggressivi e per certi versi violenti, profumano di rivoluzione, mettono a tacere la ragione e fanno dimenticare a molta base che periodo di cacca stiamo attraversando. Che essi stessi stanno attraversando: piccoli imprenditori che a migliaia non hanno più alzato la saracinesca, piccole partite Iva alla canna del gas, nuovi poveri, Ospedali al collasso e un piano vaccinale che stenta a partire. E, sullo sfondo, una sfida epocale: 209 miliardi da spendere, quanti tutti insieme l’Italia non ne ha mai visti. Dal modo in cui verranno spesi dipenderà il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti. Ma ai signori frondisti sembra che ciò non interessi: ciò che a loro sta più a cuore in questo momento non sono i destini della collettività in cui vivono, bensì di non tradire i loro principi. Nostalgici che sperano di recuperare consensi replicando la linea di 5/10 anni fa che li ha portati al Governo. Badate bene, linea che alla data ho condiviso anch’io. Tanto da portarmi, per la prima volta nella mia vita, alla piazza, ma che oggi, rispetto a ciò che mi tocca di vivere, mi evoca tutt’altro contesto storico e politico. Sabato ho ascoltato per una decina di minuti il Dibba-pensiero su Instagram. Come un disco rotto ha rievocato le sue operazioni-verità, nobilissime tengo a dire, come quella che lo portò ad Arcore, ha declamare sotto casa di Berlusconi tutte le sue indicibili colpe. La sua fu un’entusiasmante campagna elettorale che contribuì non poco alla vittoria del MoVimento nelle politiche del 2018. Ma chissà perché nel riascoltarle sabato scorso rievocate dalla sua voce mi sono suonate patetiche. Un po’ come quelle del nonno che per la centesima volta ti racconta i suoi ricordi di guerra. Mi ha fatto tenerezza Alessandro. E lo dico con rispetto e senza l’ombra di derisione : il suo è stato un discorso, un ragionare, decontestualizzato dalla realtà di oggi.

Eppure questa linea sembra far presa nella base: tutti convinti che la migliore strategia per imporsi oggi sui Berlusconi, i Salvini, i Renzi e, a buon peso, anche Zingaretti, segnando l’abisso che li divide da loro, sia quello di tornare all’opposizione e lasciarli liberi di sfasciare leggi e spartirsi la torta del Recovery Fund. Vuoi mettere la soddisfazione di rinfacciarglielo dalle piazze e da quei pochi talk show che ancora gli darebbero udienza? La rivolta che si sta consumando in queste ore nella base non si limita a mettere in discussione la linea politica intrapresa dal MoVimento ma va o oltre: arriva a rigettare l’architrave stesso su cui poggia il Movimento: il suo Statuto. E questo nonostante molti di loro abbiano contribuito a formularlo, anche recentemente, attraverso il loro voto. Rimango basita nel constatare quanti, che si definiscono grillini, delle regole che guidano il Movimento non conoscono niente o quasi, ovvero le conoscono ma se ne sbattono: le espulsioni? Illegittime! Vito Crimi? “perenne reggente”, va esautorato!. Non ha più poteri. Poi magari qualcuno di lor signori ci spiegherà chi, nelle more che si votino i componenti del nuovo organo collegiale direttivo, dovrà condurre la barca dei 5 Stelle.

Tutto da rifare: il quesito sul Governo Draghi va ripetuto. La fronda parlamentare se ne sbatte dei regolamenti: minaccia querele mentre, con velocità sospetta, già si sta riorganizzando in 2 gruppi di minoranza: “Alternativa” alla Camera e “Italia dei Valori” al Senato. Si, avete capito bene, il simbolo di Antonio Di Pietro, il precursore dei grillini. Una scissione che montava da tempo nel MoVimento e che aspettava solo il casus belli per realizzarsi. Anche Beppe Grillo è finito nel tritacarne dei frondisti. Ne parlano a mezza bocca e ciò che non osano dichiarare ufficialmente lo demandano alla base esagitata che li segue: Grillo ha toppato su tutta la linea, è il leitmotiv di queste ore. Addirittura c’è chi ne contesta l’autorità conferitagli dallo Statuto da sempre, quella del Garante. “Ma chi cazzo è Grillo?” mi ha risposto urbanamente uno al quale stupidamente cercavo di spiegare l’abc del MoVimento. È uno dei due che l’ha fondato il Movimento, coglione! Avrei voluto rispondere, ma per amor di patria mi sono astenuta. Grillo sta pagando lo scotto di aver intuito che solo in asse col Pd il M5S avrebbe mantenuto la massa critica utile a contrastare il corpaccione dell’alleanza montante della peggiore delle destre italiane di sempre. Una destra che, ove avesse la meglio, ci riporterebbe nuovamente ai margini dell’area d’influenza europea. Quella faticosamente guadagnata da Giuseppe Conte in questo ultimo anno e che mai avremmo pensato potesse conquistare. Un intuizione quella di Grillo, l’ennesima, che ha precorso i tempi della politica e ha tracciato un percorso che il susseguirsi degli ultimi eventi ha reso non più rinviabile, se non si vuole che le truppe cammellate renziane, con la regia delle destre, lo minino sul nascere come già stanno facendo in queste ore approfittando della faida grillina.

Lo stesso percorso politico, del resto, che solo pochi giorni fa aveva indicato Giuseppe Conte, prima di lasciare Palazzo Chigi, essere come l’unico praticabile se il Movimento ancora vuole aspirare ad avere un futuro da protagonista nella società italiana a cui imporre la sua visione. Che è quella di sempre del resto: votata a ricomporre le disuguaglianze sociali, a tutelare i più deboli, a sostenere l’imprenditoria sana di questo Paese e a favorire un modello di sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Una “contaminazione” con un pezzo della vecchia partitocrazia che però suona ancora oggi, dopo ben 2 governi in “condominio” giocoforza, come un eresia per l’ala dei fanatici della prima ora, i sacerdoti dello splendido isolamento: una visione velleitaristica la loro che, ove prevalesse, ridurrebbe il Movimento a pelo superfluo della politica italiana nell’arco di qualche anno. In questo scenario critico l’unica figura in grado di placare gli animi dei 5 Stelle, a ricondurli alle ragioni della politica e ha riallacciare il dialogo con l’area “derenzizzata” del Pd e’ lui, Giuseppe Conte. Se la sua uscita di scena ha fatto esplodere le contraddizioni interne al Movimento, solo lui, grande federatore di anime, con il suo ritorno, può avere il potenziale atto a ricomporle. Da grand commis dell’asse 5Stelle/Pd o meglio, come si ventila in queste ultime ore da più parti, come primus inter pares nel MoVimento 5 Stelle, che lo faccia e presto o del MoVimento come lo abbiamo conosciuto resterà solo un ricordo.

39 replies

  1. Tra il no a prescindere di Di Battista e il si a scatola chiusa di Di Maio Crimi e c. trovo una strana assonanza tipo due facce della stessa medaglia velletairismo e opportunismo

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    • ma infatti, dovevano stare nel mezzo. Ma la Labonia non dice che a roma, per la sensazione che si ha da fuori, facciano come ha fatto il dibba dibba. Cambiano le regole dello statuto facendoti votare sui commi dei commi che rimandano ai commi (le cose che dovevano combattere), ti fan votare su un quesito TAROCCATO E FALSATO in tutto, a prova di bimbo scemo++, espellono Morra senza una spiegazione, NON parlano più di punti del programma (non era ed è forse il miglior collante possibile?).

      SONO RIDICOLI. Guelfi contro Gibellini.

      Non si salva nessuno, per un osservatore esterno. Nemmeno la Labonia.

      Io banalmente ho descritto questo scenario ridicolo e inguardabile come un mercato delle vacche per ricollocarsi a roma, infischiandosene di un limite temporale massimo per gli incarichi (non dovevano superare forse superare il concetto di politica politicante a vita?). NON c’è altra spiegazione possibile a questi DELIRI ingiustificati.

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  2. Gentile sig.ra Roberta, non escludo che moltissimi che hanno detto e pensato che a questo governo andava detto NO siano, “duri e puri”, che si siano tappati le orecchie a ogni ragionamento diverso, che siano arrabbiati per mille ragioni valide, che non abbiano seguito il ragionamento di Grillo che : ” …sta pagando lo scotto di aver intuito che solo in asse col Pd il M5S avrebbe mantenuto la massa critica utile a contrastare il corpaccione dell’alleanza montante della peggiore delle destre italiane di sempre”.

    Però, a tutti questi si aggiungono quelli che:
    – non hanno dimenticato il curriculum di Draghi
    – non hanno dimenticato il curriculum di B.
    – non hanno dimenticato il curriculum di R.
    – non hanno dimenticato il curriculum di Zingaretti come presidente della Regione Lazio ( nel suo ostruzionismo a V. Raggi) e quale segretario del PD nelle sue bordate a Conte ( il mes ad esempio)
    – non hanno dimenticato il curriculum di Salvini e il suo aver affossato il Conte I alla vigilia del voto sulla revoca della concessione ai Benetton ( argomento sparito dai radar)
    Costoro hanno buona memoria e pensano di sapere come vanno le cose in politica.
    Si aspettano, pertanto, che tutti i gentiluomini citati, alla prima occasione utile provocheranno su un argomento “sensibile” i 5 Stelle e li SBATTERANNO FUORI, lasciandoli con un palmo di naso in un’opposizione sterile, screditata e perciò, inutile e inascoltata.
    L’adesione al governo Draghi ha costituito il più folle “suicidio di massa” dopo quello di Jonestown del novembre 1978.
    Saluti

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    • Paolo diamante roma sei uno spettacolo, condivido in toto
      Non si capisce come si è preso il 33%, che è la percentuale minima per poter provare a fare!! Se ti mischi devi comandare e far accettare, senza esitazioni
      Invece leggo Labonia, che stimavo, e mi cascano le braccia sarà l’aria di roma che fa trasecolare
      Egregia labonia lei crede veramente che in meno di due anni lei rilanci lo stato, in maniera tale da prendere, minimo il 25% nel 2023?
      Cosa ha bevuto stamattina?
      Purtroppo i 5s hanno dimostrato con lo sposare draghi: che degli italiani frega niente( nel 2023 con il 7%, se va grassa, giochi a burraco)
      Che agli eletti interessa eccome : ci sono 500 posti da rinnovare e una volta seduti, chiudi la porta e amen ideali e valori
      Non conti più niente e puoi fare i tuoi porci comodi, senza i fari dei mass media accesi
      Senza contare il vomito, la delusione, il voltastomaco per la politica che detta scelta ha comportato!
      E che porterà moltissimi al mare nel 2023!!!! Piuttosto che rivotarvi
      Non averlo capito lascia basiti!!!!
      No a draghi, difesa ad oltranza con Conte in prima fila, accettavi l’opposizione, guardavi salvini, berlusconi, renzi a governare, ti scompisciavi dalle risate e passavi all’incasso!!!
      Esempio: Umbria vinta dalla lega ottobre 2019,
      Variante inglese, da 6 mesi nota, tutti super controllati coloro di provenienza UK, università per stranieri a Perugia, uno capace avrebbe raddrizzato le orecchie, non avrebbe dormito alla notte, invece troppo facile prevederlo: perugia zona rossa per variante inglese, ci voleva Einstein?
      Invece lei labonia, con voltafaccia incredibile, piuttosto che andare all’incasso elettorale, ci vuole andare a cena e portarci noi!!!!!
      Non ci sono parole

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      • Bravo Fabio sottoscrivo.
        Aggiungo che la gente che vota su Russò secondo me è come il pdino che insiste a votare il PD perchè ancora crede che sia l’emanazione del PCI

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  3. Allora condivido alcune cose dette nell’articolo (anche se non mi piace molto il tono acido) ma ci sono degli importanti distinguo.

    E’ vero, il m5s si e’ trovato intrappolato in questo nuovo scenario politico. Il governo giallorosa si fondava anche sui voti decisivi di Renzi che ha deciso (dopo un disgustoso teatrino di 2/3 mesi) di farlo cadere. L’alternativa e’ questo governo tecnico che alla fine mette tutti i partiti in una situazione anomala. Dal mio punto di vista, il m5s ha fatto bene a partecipare di modo da poter vigilare dall’interno, contribuendo/difendendo i provvedimenti giusti e contrastando quelli sbagliati. I presupposti non sono dei migliori ma mi sembra prematuro a questo punto bocciare (o promuovere, come fa molta stampa) Draghi su tutta la linea.

    Poi ci sono i distinguo. Il modo in cui Grillo e i capi del movimento hanno gestito questa transizione (tempi, modi, comunicazione) e’ stato ridicolo. Nessuno ha veramente capito e ai militanti e’ stato chiesto di seguire alla cieca, un atto di fede. Il quesito su Rousseau e’ stato posto in una maniera truffaldina (e non e’ a prima volta). In piu’, se il vero obiettivo di Grillo e’ la coalizione di centro sinistra, non ci vedo niente di male (anzi condivido). Ma che venga detto in maniera chiara e strutturata. Quando? Con che programma? Con Conte? Come sempre, negli ultimi due anni, manca leadership, visione e capacita’ politica.

    Non si puo’ lasciare tutto al caso e poi lamentarsi di quel cattivone di Di Battista…

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  4. Madonna santa la Labonia è una tragedia è il simbolo dell’ “attivista” tifoso a cui fa sempre tutto bene quello che scelgono i vertici.
    Si dimentica la famosa operazione fiato sul collo.
    E invece a giggino minore gli porterebbe l’acqua con le orecchie.
    Per non parlare del fatto che alla Raggi gli farebbe un monumento.
    Tifosi elettori come la Labonia sono stati al rovina del M5S
    Ancora non ha capito che delle “destre” come le chiama lei e tutta la sinistra non ce ne frega una mazza.
    Perchè il M5S scelse di essere ne di destra ne di sinistra e quindi favorire la peggiore sinistra di sempre in funzione anti destra non è un ragionamento grillino ma semmai da rifondarolo di sinistra o peggio, da sardina.

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  5. Con tutto rispetto per Conte, devo per l’ennesima volta ribadire che non è un 5stelle, non è manco iscritto al M5S e, prima di essere nominato da Di Maio come un possibile ministro, non ha mai votato per il M5S.

    Ricordo che quando si doveva votare sul TAV, lui fece un video comunicato dove, rosso paonazzo e con voce sofferente, annunciava che l’UE avrebbe promesso (a voce) altri soldi per il TAV e che quindi conveniva farla. Dando così l’alibi a Salvini per votare a favore del TAV.

    Nei suoi calcoli Conte fa finta di non sapere che le grandi opere in Italia raddoppiano sempre il preventivo, quindi è abbastanza improbabile che ora diventi addirittura conveniente. Ma anche se fosse di qualche “spicciolo” conveniente con la promessa dell’UE, resta sempre una PORCATA INUTILE CHE IL M5S AVEVA STRAPROMESSO DI BLOCCARE!

    Se vi piace Conte, non c’è niente di male, ma non venitemi a dire che è un 5stelle. Non lo è, e lo sapete bene.
    Non abbiamo mai avuto un 5stelle come Premier e sembra che ci abbiamo pure rinunciato.

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    • Aggiungo anche che la buonafede del PD, con cui gli eletti 5stelle vogliono “sposarsi”, è tutta da dimostrare.
      Il sospetto che Renzi e i suoi siano ancora nel PD, ma facciano finta di esserne usciti per non far perdere consensi (di sinistra) al PD, è forte.
      Una finta scissione: poliziotto buono e poliziotto cattivo.

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      • Stesso sospetto dovrebbe avere il pd quando si allea con chia ha voluto i decreti Salvini, o quota 100, o chi ha votato prima contro poi a favore del processo allo stesso. Non è che i 5s non abbiano nulla da spiegare agli ‘alleati’.

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    • Non ho capito la frase “dando l’alibi a Salvini di votare a favore del TAV”. Pensa veramente che Salvini avesse bisogno di un alibi? Boh!

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  6. Il “TECNICO” in politica non esiste (non serve un “tecnico” per spostare le tasse o da una parte o dall’altra)…ci stanno tecnicamente prendendo per i c@glioni…

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  7. Labonia dovrebbe leggersi i suoi articoli. Non questo di oggi ma quelli che ha scritto per anni fino a pochi giorni fa. Leggendoli dovrebbe chiedersi:ma sono la stessa persona o no? Chi non cambia idea mai è un cretino (almeno così si dicono i voltagabana per giustficarsi) ma chi le cambia tutte in colpo solo dalla mattina alla sera cos’è ? Ah ,dimenticavo salutami tanto quell’ex cav e suoi amici che ora lo sono anche tuoi.

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  8. da esterno dispiace vedervi così.
    Vi scannate su aspetti formali, benchè importanti , è dimenticate tutti i programmi che in ogni caso condividete.
    ma dato che avete saputo fare un compromesso con altri partiti ,che caspita trovate anche un compromesso tra di voi che vi permetta di coltivare differenze di opinione (normalissime ) ma restare uniti . Perchè questa intolleranza?
    Giocare la carta Conte in questo scenario si rischia di bruciarla, riammettete gli espulsi , congelate le decisioni in attesa che Draghi il Taciturno faccia qualche passo (sempre che nel frattempo non si sia mummificato ) ,confrontatevi ma con i toni degli amici , quelli che se le dicono ma poi si prendono il caffè insieme.
    Bastava dire “appoggeremo(per ora) Draghi in risposta all appello di Mattarella in attesa di un giudizio effettivo sull operato del governo , chiediamo pazienza e astensione a chi dissente nel reciproco rispetto “.
    I toni marziali da “o dentro o fuori ” non hanno aiutato per niente .

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  9. Una prece per la dorotea Roberta Labonia che ama gli utili idioti e i silenzi assordanti di un gruppo dirigente che ha fatto del ” particulare ” Guicciardiniano la svolta filosofica del M5S ovvero “tengo famiglia”

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  10. Se invece tenete il sacco a questo governo , di voi non resteranno nemmeno le briciole.Come fate a non capire che persino gli eventuali meriti non verranno mai dati a voi ma a Draghi, lega e PD e vi succhieranno il sangue. Se almeno aveste ottenuto la soluzione del conflitto d’interessi si poteva sperare di evitare lo stesso golpe in futuro. Ma niente , state solo dissanguandovi senza ottenere un c……

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  11. E’ vero così come stanno le cose del movimento tra non molto non resterà che un ricordo. Federarsi con un partito i cui componenti, cioè quelli che contano, sono di stretta osservanza renziana significa l’autodistruzione. Mi si spieghi come il movimento possa difendere i suoi valori, pur annacquandoli governando con renzi, berlusconi e salvini. Si dice che non poteva fare a meno di appoggiare questo governo perché doveva difendere gli obiettivi raggiunti altrimenti gli altri ne avrebbero fatta carne di porco. Ma quando si tornerà a votare e il movimento prenderà il 5% chi difenderà le buone leggi fatte? Il pd di renzi? ma andiamo. Il 40% che ha detto no è cosciente di tutto questo e vuole arrendersi con l’onore delle armi, lottando fino in fondo per i suoi ideali. Ideali che lo hanno portato al governo. Se tali ideali non sono più di moda è più che bene che lo decida il popolo. Se poi sappiamo che il popolo è raggirato dalla stampa padronale imperante allora il problema non sta più nel partecipare o meno a questo governo ma è molto altrove.

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  12. E’ vero così come stanno le cose del movimento tra non molto non resterà che un ricordo. Federarsi con un partito i cui componenti, cioè quelli che contano, sono di stretta osservanza renziana significa l’autodistruzione. Mi si spieghi come il movimento possa difendere i suoi valori, pur annacquandoli governando con renzi, berlusconi e salvini. Si dice che non poteva fare a meno di appoggiare questo governo perché doveva difendere gli obiettivi raggiunti altrimenti gli altri ne avrebbero fatta carne di porco. Ma quando si tornerà a votare e il movimento prenderà il 5% chi difenderà le buone leggi fatte? Il pd di renzi? ma andiamo. Il 40% che ha detto no è cosciente di tutto questo e vuole arrendersi con l’onore delle armi, lottando fino in fondo per i suoi ideali. Ideali che lo hanno portato al governo. Se tali ideali non sono più di moda è più che bene che lo decida il popolo. Se poi sappiamo che il popolo è raggirato dalla stampa padronale imperante allora il problema non sta più nel partecipare o meno a questo governo ma è altrove.

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  13. Roberta… Roberta…ti sei contraddetta dicendo che il Movimento continuerà solo con il ritorno di Conte. Quindi c’entrano poco i frondisti. Con certe scelte il Movimento stava già scomparendo. Tu brami solo il partito di Conte.

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  14. La cosa raccapricciante è che la Labonia se la prende con i ‘frondisti’ come se ad un certo punto si fosse scoperto chi erano i ‘sabotatori’: mica Di Maio che fa gli accordi sottobanco con Draghi e i governi con S. e R., e pure con D., mica G. che fa una serie di supercazzate per giustificare la trasformazione da marziani a terrestri dei grillini, nooooooo…

    … la colpa è di Morra, della Lezzi, del Dibba, delle persone che hanno il torto di ricordarsi perché M5S nacque nel 2009, e che a tutt’oggi i problemi dei conflitti d’interesse che appestano l’Italia non sono stati affatto risolti, ma sono diventati più grossi ancora.

    E’ ‘realismo’ votare la conferma di PROFUMO e di Descalzi, per esempio, pur essendo condannati o sotto processo? Quando anni fa si voleva farli decadere anche solo perché ‘indagati’?

    E’ ‘realismo’ ritrovarsi al governo con Br (Brunetta), Ge (lmini), Ca(rfagna), Be(llanova) e altri noti ‘competenti’?

    E’ irrealistico ammettere che Conte NON è la soluzione per un MoV che non ha più bussola e si affida ad un DEMOCRISTIANO come il Di Maio che ha fatto disastri ripetuti e che l’anno scorso si è dimesso (PER FINTA) lasciando ad Homer Simpson (Cr-imi) la reggenza del movimento?

    Quindi, quando c’é gente che protesta per quest’andazzo e perché con il 40% di voti contro malgrado un quesito truffaldino e senza sbocchi terzi (o con me o contro di me), la Labonia dovrebbe dar loro ragione o almeno ammettere che loro rappresentano quel 40% di NO al sondaggio su Russò, quel sondaggio che è stato violato già nella concezione, ma che è stato disatteso nell’imporre a TUTTI un voto di affermazione (della subordinazione al PD-IV-FI-LG), cacciando quel 15% di parlamentari che hanno dato voce al NO di quasi la metà della base.

    E questi sarebbero quelli in smania di protagonismo.

    Quando Gigi la Frottola diventa ogni giorno di più solo un politicante incapace e ambizioso, che continua a comandare in M5S per non si sa quale motivo e senza alcun mandato ufficiale, lasciando che Criminal faccia il lavoro sporco.

    Quando ci arrivate a capire che non esiste più il popolo del movimento una volta che questa un partito COME GLI ALTRI?

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