Poltrone, valigie e alti ideali

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Pure ieri le ministre di Italia Viva, Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, hanno comunicato al Paese di avere “le valigie pronte”, a conferma dell’estrema gravità di una decisione che è politica e non certamente legata alle “poltrone”. Esse infatti si dicono pronte a “lasciare” a un segnale del loro leader e mentore, Matteo Renzi. Tra le suppellettili più o meno figurate del potere, le valigie e le poltrone ricorrono spesso, quasi sempre in simbiosi poiché come nel caso in esame si fanno le valigie quando si lasciano le poltrone, o viceversa. E nel lasciare le poltrone – se animati da quello spirito di servizio che certamente ispira la ministra dell’Agricoltura e quella per le Politiche della famiglia – non si esita, non si indugia, non si rimugina, non si ritarda neppure di un minuto, tanto è vero che le valigie sono là belle che pronte, presumibilmente accanto alle poltrone.

Una simbologia che denota un deciso e lodevole distacco dagli orpelli del comando, dalle tentazioni terrene – oh vanitas vanitatum–, ma che tuttavia possono lasciare irrisolte alcune domande sulle modalità del drammatico abbandono. Curiosità niente affatto banali considerata l’eccezionalità del duplice e coordinato gesto all’interno di un costume politico generalmente poltronista e arraffone. Per esempio, poiché è da almeno un paio di settimane che le ministre hanno fatto sapere che “le valigie sono pronte”, ci auguriamo che nel frattempo abbiano avuto un cambio di abiti a portata di mano. Anche perché, su certi principi, Matteo non transige: quando uno annuncia lascio la poltrona la lascia e basta. Non è che dice che se perde il referendum si ritira dalla politica, e poi non si fa niente (forse perché non aveva preparato il trolley).

Poi c’è lo straordinario caso di Ivan Scalfarotto, sottosegretario agli Esteri di Iv, che afferma: “Io le dimissioni le ho già date a febbraio, ma Renzi mi ha detto di aspettare”, ed è la pura verità. Dunque è quasi un anno che, a causa di una disposizione contraddittoria, costui ha lasciato la poltrona, ma non ancora la stanza dove si presume sosti restando in piedi (ogni tanto forse una corsetta per sgranchirsi le gambe) con accanto un nécessaire con il rasoio e lo spazzolino. Potete immaginare perciò la disperazione del poveretto quando il capo ha dichiarato a Conte “non vogliamo strapuntini”, che un riposino se lo sarebbe pure meritato. Questa, per sommi capi, è la vita aspra di chi ha giurato fedeltà a un ideale.

7 replies

  1. Per la Bellanova e Scalfarotto sanno tutti chi sono e perchè sono cagnetti fedeli al capo, ma non capisco la Bonetti che, conoscendo il suo curriculum, una dignità dovrebbe avercela.

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  2. Sì, snche io sono piuttosto stupita (senza esagerare) dalla Bonetti.
    Bruttanova, Scalfarotto gli devono tutto, quindi che considerino il giuramento sulla Costituzione un inutile formalità è in linea con il loro cv.
    Addirittura ho visto una scena in cui Migliore riconosceva davanti al bomba che lo bullizzava la superiorità della fiorentina sul Napoli, che dovrebbe essere la sua squadra del cuore.
    Roba che dove abito io un romanista per sconfessare la Roma deve credere che la madre sia in pericolo di vita.

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  3. E vabbè, che devo dire? Padellaro lo adoro!! 💪🏼

    PS, nota tecnica.
    Mi direbbe qualcuno gentilmente dove trovare informazioni su come usare i tag su queste board WordPress? Ho cercato in rete, ma senza gran fortuna, anche per via dei meta dati nella ricerca su Google che creano evidenti malintesi, dato che esistano interi blog WP, e più semplici boards come questa di Infosannio, ricerca che, sicuramente per mia incapacità, Google non distingue.

    Ho dubbi su come fare corsivi e grassetti, e certamente non saprei come linkare un video (vedasi sopra quello di YouTube) né come linkare immagini esterne.
    Mille grazie a tutti. 🙏🏼

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