Chi è l’amministratore della società che vuole la maxi commessa per la fornitura delle siringhe per il vaccino?

(Fabio Amendolara François de Tonquédec – La Verità) – Dopo il caso di Mario Benotti, il giornalista indagato per traffico illecito di influenze già in rapporti con la struttura del commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri, che ha mediato una fornitura da 1,25 miliardi di euro di mascherine, strascico giudiziario incluso, un altro imprenditore, questa volta con l’ombra del potenziale conflitto di interessi, incrocia la strada del manager scelto da Giuseppi per portare l’Italia fuori dalla pandemia.

E quella di uno dei suoi più stretti collaboratori: il dirigente di Invitalia Roberto Rizzardo, oggi a capo degli acquisti per l’emergenza Covid della struttura commissariale e Rup (responsabile unico del procedimento) nella procedura per la fornitura delle siringhe per il vaccino.

Il manager Rizzardo è approdato nell’agenzia controllata dal ministero dell’Economia e delle finanze insieme con Arcuri nel 2007, con la stessa provenienza: la società di consulenza Deloitte Italy.

L’attuale commissario è stato infatti amministratore delegato dal 2004 al 2007 della filiale italiana della multinazionale (una tra le maggiori società di consulenza e revisione aziendale al mondo), mentre Rizzardo è stato senior manager tra il 2003 e il 2007.

Nello stesso periodo, secondo il curriculum pubblicato sul sito della multi utility a capitale pubblico Acque del Chiampo, faceva parte dello staff di Deloitte anche Antonio Pelo, amministratore unico di una delle società selezionate del bando per la fornitura delle siringhe per la somministrazione del vaccino per il Covid-19.

Nel documento disponibile in Rete, che ricostruisce il suo percorso di studi che vanta anche un master alla Bocconi, il manager della ItalHealth srl unipersonale si presenta come «Editorialista della rivista Sole 24 Ore» e oltre a elencare i suoi incarichi di componente dell’Organismo di vigilanza in importanti società, descrive così la sua esperienza nella società di consulenza tra il 2003 e il 2010: «Presso la società Deloitte spa ho partecipato a numerosi progetti di consulenza relativi al miglioramento dei processi di business (processi, tecnologie, organizzazione), gestendo team da due a quattro risorse […]».

La ItalHealth ha presentato offerte per i tre i lotti della fornitura, dando la disponibilità per 240 milioni di siringhe e 400 milioni di aghi, per un importo complessivo monstre (nel caso venisse acquistato l’intero quantitativo proposto, che verrebbe consegnato a partire dal mese di marzo ) di 104,6 milioni di euro.

Una grandissima operazione commerciale, che in considerazione delle modalità di pagamento, ovvero 30 giorni dalla fattura che può essere emessa solo dopo il rilascio del certificato di regolare esecuzione della prestazione, richiederebbe una solidità economica di un certo livello.

E a gestire la maxi fornitura milionaria si ritroverebbe ad essere la ItalHealth del dottore commercialista Pelo, che ha la sede legale a Pavia, allo stesso indirizzo della residenza del professionista (come risulta dalla scheda di Pelo sul sito dell’ ordine dei commercialisti di Nocera, in provincia di Salerno) e con la società Ap partecipazioni che detiene il 100 per cento delle quote. E a meno che non abbia reclutato personale, lo dovrà fare con un solo addetto (stando a quanto risulta al 30 giugno 2020 alla Camera di commercio).

La società amministrata da Pelo (10.000 euro di capitale sociale e soli 775.000 euro di valore della produzione nell’ ultimo anno) arriva all’appaltone del commissario anche dopo un’annata non proprio rosea: i ricavi delle vendite e delle prestazioni, che nel 2019 sono si sono fermati a 647.543 euro (da conto economico), nel 2018 erano arrivati a 1.157.601 euro.

Il bilancio Il fatturato, insomma, ha subito una contrazione di circa il 44 per cento. E anche l’utile è sceso dai 95.464 euro (2018) ai 76.377 dell’ultimo bilancio. Ma, proprio in una nota integrativa al bilancio è sottolineato: «Dall’osservazione dei dati relativi ai primi mesi dell’esercizio in corso (quindi il 2020), emerge una significativa impennata delle vendite di mascherine». Il 2020, insomma, tra mascherine e siringhe, è cominciato bene per la piccola ItalHealt del dottor Pelo.

Le siringhe offerte dalle società aggiudicatarie sono 466 milioni, il fabbisogno ipotizzato dal ministero è di 157 milioni. Tra cui le siringhe del terzo lotto (ItalHealth ne ha proposte 40 milioni), con ago bloccato, che sono state definite introvabili (anche durante trasmissioni televisive) da alcuni addetti ai lavori: secondo loro la scarsa reperibilità deriva dal prezzo molto più alto rispetto alle siringhe tradizionali, e per questo poco competitivo.

Nella replica di Arcuri letta dalla conduttrice di Tagadà nella puntata del 4 dicembre scorso il prezzo più alto era stato smentito, ma la scarsa disponibilità non è stata contestata.

Le siringhe Dopo aver soddisfatto la priorità di dicembre e gennaio, Arcuri e il suo staff potranno valutare liberamente se e quali fornitori utilizzare in base anche alla convenienza economica.

Tuttavia, come precisato nel bando, i 157 milioni non sono la quantità necessaria, ma quella che il ministero della Salute ha «attualmente stimato». Il bando prevede che tutte le esigenze del periodo successivo, anche eccedenti la quantità prevista, vengano soddisfatte attraverso il ricorso alle offerte ammesse alla gara.

Nessuna ricerca di ulteriori fornitori più competitivi o più affidabili sarà possibile. In caso di una o più rinunce o di problemi nella fornitura da parte di altri fornitori (per esempio per la mancanza del requisito fondamentale dell’iscrizione del prodotto nella banca dati e nel repertorio dei dispositivi medici) la ItalHealth del dottor Pelo, ex collaboratore di Arcuri in Deloitte potrebbe trovarsi quindi a dover affrontare l’improba impresa. Sulla carta con un dipendente, e per di più da casa.

1 reply

  1. Non trovo nessun FATTO di illegalità o di incapacità.
    Lo scandalo consiste nel fatto che Rizzardo e Pelo hanno lavorato nella stessa azienda nel passato?
    Che scandalo è, dov’è il conflitto di interessi?
    Le solite illazioni della Verità ( Pravda in Russo).

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