Il buio oltre lo scherno

(Dott. Paolo Caruso) – Con il nuovo Dpcm il governo blinda l’ormai prossimo Natale. Tensione alle stelle con le regioni che esprimono disappunto sull’operato e rammarico per le misure prese al fine di evitare spostamenti dal 21 dicembre al 6 gennaio. Norme dolorose ma assolutamente necessarie, visto anche l’incremento dei decessi nei giorni scorsi e il perdurare della curva dei contagi ancora in zona rischio. Il presidente della regione Lombardia Fontana, dimenticando a tal proposito gli alti numeri di contagiosità e dei decessi avvenuti nel suo territorio, dichiara inaccettabili queste forme restrittive, mentre da par suo il presidente della Liguria Toti rincara la dose dicendo che queste regole del Dpcm non stanno in piedi, appellandosi anche alla poca sensibilità del governo nei confronti degli anziani, a cui non è concesso di trascorrere il Natale con i familiari lontani; proprio quel Toti che reputa gli anziani più vulnerabili e non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese. Anche certi personaggi della solita e becera politica, non curanti dell’alto numero di decessi, continuano a parlare in maniera strumentale di dittatura sanitaria, di irrazionalità e irresponsabilità delle scelte restrittive, di puro sadismo nei confronti delle partite IVA e soprattutto di dimissioni del presidente Conte. Certo tutto è perfettibile, ma se questa opposizione esprime solo il nulla e il buio oltre lo scherno e l’irriverenza verso le istituzioni, sarà mai in grado di offrire nuove prospettive e collaborare in maniera costruttiva con le forze di governo, come auspicato dal presidente della repubblica Mattarella? I volti noti di certa politica seppellendo nei meandri oscuri della propria coscienza i tanti morti di covid, vite pulsanti del nostro passato, legami inscindibili della nostra stessa esistenza, tentano di offuscare  con la ipocrisia che li contraddistingue l’amara realtà di questi giorni, anteponendo gli interessi di bottega alla salute dei cittadini. Di contro, in maniera responsabile, i comuni italiani con il presidente dell’Anci sollecitano il governo a non dare segnali di allentamento, preoccupati degli assembramenti e di quello che potrebbe accadere, come già accaduto, nelle vie dello shopping delle nostre città. Allora cerchiamo tutti insieme ragionevolmente di mettere da parte le spinte consumistiche e le frivolezze di un recente passato così da ritrovare il valore religioso della Natività e riscoprire in piena pandemia la spiritualità del Natale, con la consapevolezza inoltre che solo il sacrificio di tutti  e “la Buona Stella” potrebbero  farci uscire dalle sabbie mobili della pandemia, in attesa sempre dell’agognato vaccino. 

3 replies

  1. dovrebbero fare tutti come la Campania
    che è 3 giorni che non comunica gli ingressi in terapia intensiva
    che è uno dei parametri per stabilire lo stato della regione
    sono uno scandalo che neppure si riesce a commentare.
    i dirigenti sanitari regionali dovrebbero essere mandati via
    e il presidente (non governatore che non esiste) dovrebbe chiedere scusa.

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  2. I governatori, ma perchè si devono chiamare così poi, boh! In questo anno non sono mai riusciti a prendere una decisione, sono stati sempre a criticare, non andava e non va mai bene niente, scaricano le coro colpe sempre sugli altri, non hanno mai capito una beneamata mazza e continuano su questa strada ad ogni decisione presa con l DPCM. Come mai secondo un sondaggio del Censis l’80 per cento degli Italiani approva i provvedimenti presi da Conte nell’ultimo DPCM anzi vorrebbe qualche restrizione in più? Come mai l’Associazione dei Sindaci anche loro approvano il DPCM “natalizio” anzi auspicano più severità per evitare peggioramenti dell’epidemia?

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  3. Sarebbe ora di ripensare al sistema regionale e modificare opportunamente la Costituzione. In un mondo dove l’efficienza del settore pubblico si rivela imprescindibile almeno quanto quella del settore privato per essere competitivi, abbiamo già abbastanza storture per non continuare ad accollarci queste zavorre schifose

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