La pazza idea del centrodestra: candidare Silvio Berlusconi sindaco di Milano!

(M.A. – il Messaggero) – Dalla presidenza del Milan è passato a quella del Monza. Da Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi passerà a Palazzo Marino? La pazza idea che gira nel centrodestra è di candidare il Cavaliere a sindaco di Milano. Ovviamente lui ne è lusingato, e naturalmente quando girano cose così – quelle che davvero lo fanno contento, perché per lui Milano, la sua città, «è una seconda madre» – è proprio Zio Silvio che ama farle circolare. Si vota nella primavera del 2021 anche nel capoluogo lombardo, e chi meglio del Cavaliere può togliere alla sinistra l’ egemonia che ormai ha conquistato da molti anni, tra Pisapia e Sala? O mia bela madonina…

LA MADONNINA

Sì, la madonnina potrebbe vedere Berlusconi sulla poltrona che affettivamente, ama anche praticamente, gli è più congeniale. Quella di primo sindaco regolarmente eletto, e non più soltanto simbolo della metropoli che gli ha dato tutto, la ricchezza, la fama, il trampolino imprenditoriale e il predellino politico.

«Io quando guardo Milano ancora mi commuovo», ripete spesso il Cavaliere, che qui è diventato Sua Emittenza, Sua Pubblicità, il Dottore, il Presidente, e qui ha studiato dai salesiani, qui accompagnava la mamma Rosa a fare la spesa e si faceva dare dalla genitrice gli spiccioli del resto per immaginare già da infante imprese colossali e Milano 2 e tutto il resto. E sui muri di Milano – così ama raccontare Silvio ai nipotini e a tutti gli altri – «nel 48 attaccavo i manifesti della Dc e così contribuii anche io a fermare i comunisti». A 12 anni.

Ora, a 84 anni, non si meriterebbe forse di fare il sindaco della sua città-madre? Ma certo che sì. E con lui, dicono tutti intorno a lui, questa metropoli può rinascere dalle ceneri del Covid e ridiventare un mito internazionale. Chissà. Ma il progetto quel è?

Silvio farebbe da padre nobile, da suggeritore, da decisore delle grandi strategie di Milano e non, data l’ età e tutti gli impegni politici italiani ed europarlamentari che certo non lascerebbe, da sindaco quotidianamente impegnato sulla questione traffico o fognature o eccessi di movida (ora la chiamano covida) sul Naviglio.

Ma figuriamoci. L’idea sarebbe quella di un city manager (Stefano Parisi? Quello è il genere di tecnici-politici che gli piace: e infatti Silvio parla sempre con entusiasmo di Brugnaro sindaco di Venezia e di Bucci sindaco di Genova) impegnato ogni giorno sul pezzo e di una squadra di assessori per lo più composta da imprenditori o da eccellenze che hanno ben figurato nelle loro professioni. Largo ai giovani, naturalmente: «I talenti ci sono, serve un buon allenatore che li sappia far giocare».

L’importante è che i futuri assessori di Berlusconi sindaco non abbiano barba e baffi, godano di buona presenza e siano svegli, brillanti e iper-comunicativi un po’ alla Nicola Porro al quale, non a caso, Silvio offre la guida di Forza Italia quasi di continuo.

Lo fece anche con Brugnaro ma i colonnelli azzurri, spaventatissimi, lo hanno stoppato.

E comunque Berlusconi sui sindaci di Milano ha spesso regalato sorprese (ma questa sarebbe la più grande). Quando candidò senza ascoltare niente e nessuno Albertini, molti pensarono: ma questo imprenditore non becca un voto! Indro Montanelli invece fu tra i pochi che ci credette da subito: «Io lo voto Albertini, perché è antipatico, non dà confidenza alle persone e così si fa, basta poi fare le cose». Silvio ad Albertini ne diede tanti di voti e tanti ne ha regalati ai suoi successori di centrodestra.

Stavolta Silvio i consensi a se stesso li porterà, nel caso. E che spasso sarebbe vedere il derby meneghino Sala-Berlusconi! Non è detto che un pezzo di sinistra non trinariciuta non sceglierebbe sotto sotto – se non altro per dargli l’ onore delle armi dopo tanti decenni di battaglia – il vecchio patriarca di via Rovani. Per altri, Silvio sindaco equivarrebbe al Ritorno del Caimano. Ma per tutti l’ eventuale campagna elettorale da 84enne sarebbe lo spettacolo imperdibile.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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3 replies

  1. Ma questo M.A. è arrivato ieri fresco fresco dalla nebulosa di Antares per riuscire a scrivere un
    articolo così ridicolmente agiografico senza nemmeno accennare al passato del suo eroe:
    Zu’ Scilvio… e non Zio Silvio come affettuosamente lo chiama lui?
    Incommentabile senza ricorrere al turpiloquio.

    "Mi piace"

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