Il salame disseta

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Chi pensa che i colpevoli dello scandalo bonus-povertà siano i ricchi che l’hanno chiesto è totalmente fuori strada.

Alessandro Sallusti ha scoperto che è tutto un “trabocchetto organizzato da Di Maio e soci con la complicità del loro uomo all’Inps, quel Tridico”: “Siamo sotto elezioni regionali e i partiti di governo (5Stelle e Pd) sono in affanno nei sondaggi”. Insomma “è un’invenzione di quel genio di Casalino” e altri “scagnozzi di Conte” che “scovano 5 parlamentari disgraziati dell’opposizione che hanno chiesto il bonus povertà”. E, astuti come sono, per risollevare le sorti dei 5Stelle, fanno in modo che uno dei cinque furbastri sia dei 5Stelle. Ammazza che volpi. Del resto “a Di Maio e alla sua famiglia (come si evince dalle disavventure del padre), gli euro non hanno mai fatto orrore”. E, se non avete capito che cazzo c’entrino il padre di Di Maio e lo scandalo dei laterizi abbandonati su una carriola nel suo orto, non sapete cos’è la logica. Ah, il titolo dell’editoriale sallustiano è “Non scriviamo sotto dettatura”. Si ride di gusto.

Per Vittorio Sgarbi, è tutta colpa di una “legge idiota fatta da cretini come Fico” (che non scrive leggi, essendo il presidente della Camera, e poi quello è un decreto del governo). L’altro è Feltri: “Non me la sento di accanirmi contro coloro che hanno incassato furbescamente gli oboli, perché in fondo essi (gli oboli, ndr), e anche in cima (qualunque cosa voglia dire, ndr), erano concessi in ossequio a una legge firmata dagli amministratori dello Stato”. Quindi la colpa è di “un esecutivo talmente inetto da permettere a cani e porci di incamerare quattrini” e chi deve “liberarci della loro mefitica presenza” non sono i percettori indebiti del bonus, ma chi l’ha previsto per quelli debiti. Analogamente la colpa delle pensioni ai falsi invalidi non è di chi si finge invalido per intascarle, ma di chi le ha volute per gl’invalidi veri.

Stefano Folli, su Repubblica, teme che lo scandalo “potrebbe gonfiare le vele ai fautori del ‘sì’ nel referendum sul taglio dei parlamentari”. Ma poi si rassetta il riportino e si rassicura da solo: “Il punto è la qualità di chi viene mandato in Parlamento, non la quantità di deputati e senatori che oggi (senza i tagli) è in linea con i principali Paesi europei” (falso, ma fa niente). Dunque “il ‘sì’ alla sforbiciata non cura nessuno di questi mali, anzi li aggrava”. Se ne deduce che, per curare “lo squallore dei 600 euro”, il numero dei parlamentari non andrebbe ridotto, ma aumentato: da 945 a 1.890 o, perché no, 5mila cifra tonda. Vuoi mettere, a quel punto, la qualità. È la legge del circo: “Più gente entra, più bestie si vedono”.

Dimenticavo: “Il salame fa bere, bere disseta, dunque il salame disseta” (Montaigne).

13 replies

  1. Grazie per le risate, direttore,
    Questa è l’Italia, succede che i leghisti lombardi dicono di aver salvato l’Italia con il loro fare, l’albergatore sul lago di garda si lamenta che al 31 luglio mancano 500000 euro di incassi e a casa mia ci sono molti nonni che vogliono giocare a bocce, sono in fila, attendono che le due famiglie con prole finiscano la partita, alche discorrono di un punto conteso, uno domanda :da dove venite, con quel l’accento? Siete lombardi? Le donne rispondono: siamo di Bergamo. Nel giro di 2 minuti non c’era più nessuno attorno al campo tutti a lavarsi le mani e sparire!!!! Tranquilli la colpa è della Raggi! (come l’albergatore del lago di garda ha fatto capire in tv su LA7).
    Andateci voi in vacanza in lombardia. Saluti e grazie direttore.

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  2. Travaglio, il Pd a Roma deve appoggiare la Raggi, di sto cazzo di bonus me ne frega fino a un certo punto.
    Tutto sto polverone ha coperto la notizia.

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    • Egregio Untu, lei non conosce il PD romano. Un nome a caso: Zingaretti. Costui piuttosto che appoggiare V. Raggi farebbe ( scelga lei l’azione più stravagante che le viene in mente). Fatto? Ecco, bravo, azzeccato.

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  3. Ho letto e sentito le meste dichiarazioni dei vecchi tromboni (sfiatati) del giornalume nostrano che, forse per darsi un
    po’ di coraggio, scrivono e parlano come se sull’esito del referendum ci potesse essere ancora qualche dubbio.
    Lo sanno anche loro che verranno sommersi da un coro unanime di VFC espressi con un SI sulla scheda, ma fingono
    di lottare ancora, brandendo le loro penne spuntate, per dimostrare ai loro padroni di essere ancora vivi.

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  4. basterebbe (per obbligo di legge?) che i nomi e cognomi dei proprietari delle testate giornalistiche fossero scritti a caratteri cubitali sotto (o sopra) le testate stesse! cosi ai lettori sarebbe più facile capire perché certi giornalisti al guinzaglio scrivono panzane quotidiane…!
    ma sopratutto sarebbe ora di finirla coi finanziamenti (soldi di tutti i cittadini che pagano le tasse) ad una editoria che, “sporcacciona”, inquina la democrazia, in conflitto di interesse e disinformatrice per proprio tornaconto…!!!

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    • Forse non tutti sanno che…
      il finanziamento pubblico diretto all’editoria è stato, da un bel pezzo (fine 2014), prima gradualmente ridimensionato, e poi del tutto abolito, con alcune eccezioni (minoranze linguistiche, associazioni di consumatori, enti morali, ed altro).
      Tra le grandi testate resistono solo Avvenire (è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto che riuscire a sfilare un centesimo ad un vescovo) e Feltri, che sarà anche Affrancato Dal Bisogno ma sui soldi non ha mai sputato (però in questo caso specifico c’è un contenzioso aperto, dato che gli Angelucci, editori, sostengono di essere una cooperativa e dunque di averne diritto, lo Stato sostiene che la cooperativa è solo di facciata e i padroni sono loro, dunque non ne avrebbero diritto; nel frattempo, incassano).

      Resistono, per tutti, i finanziamenti indiretti, anche questi notevolmente ridotti rispetto all’andazzo degli anni passati: si tratta perlopiù di sconti sull’acquisto di carta, inchiostro, spedizioni postali, ma questi sono indispensabili, se non si vuole che il costo di un quotidiano sia di cinque euro in edicola e di otto recapitato a casa.

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  5. Questa storia dei 600 euro non la capisco.
    Qualche parlamentare sicuramente non in difficoltà economiche li ha chiesti?
    Mi sembra una cosa lieve in confronto a quello cui siamo abituati in questo paese malato,

    A parte il fatto che molto probabilmente li ha chiesti un sacco di gente ricca, e non solo i 5 deputati, poi rimane il fatto che se non ho capito male non era illegale chiederli.
    Hanno fatto un’operazione di distribuzione a pioggia per avere un’efficacia immediata e in parte è piovuta anche su chi non ne aveva bisogno, era fisiologico …

    Non voglio dire che hanno fatto bene a chiedere quei soldi, anzi lo trovo piuttosto squallido, ma il punto è che legalmente potevano farlo, mentre siamo abituati che magari beccano un politico che si è fatto corrompere o ha rubato, o si è appropriato indebitamente o ha concusso ecc ecc, cose magari da milioni di euro, non 600, e per loro vale il garantismo, nessuno fa campagne mediatiche, non se ne parla o si da la notizia in un trafiletto, e si dice che bisogna aspettare il terzo grado…

    Perchè stavolta invece tutto sto casino (fra l’altro allungato a più non posso, denunciando il fatto ma senza fare i nomi anche se possono essere fatti)?
    Solo perchè c’è di mezzo, pare, anche uno del M5S? Solo per questo?

    I media è risaputo che non agiscono a caso, ma seguono le direttive dei potenti che le controllano, quindi mi chiedo: perchè questo polverone su una cosa tutto sommato piccola piccola?

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  6. A leggere gli indignati che sostengono di prendersela con il governo per aver elargito i 600 € alle p.iva (compresi parlamentari e consiglieri regionali con doppio lavoro), viene da chiedersi dov’erano quando banche amiche o enti fiancheggiatori elargivano contributi e finanziamenti milionari a imprenditori e ad aziende decotte….

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