Il pasticcio delle regionali in Puglia

(Ettore Maria Colombo – QN – Quotidiano Nazionale) – È un pasticciaccio brutto, direbbe Carlo Emilio Gadda, quello sulla doppia preferenza di genere imposta ieri sera, per decreto legge, dal Consiglio dei ministri che introduce l’ obbligo della parità di genere nelle elezioni regionali pugliesi del 20 settembre. Un pasticciaccio gravido di pesanti conseguenze, costituzionali e politiche. Ma, come nei romanzi gialli, bisogna fare un passo indietro.

È martedì notte quando il consiglio regionale pugliese boccia l’ introduzione della doppia preferenza di genere. Urla, spintoni, insulti non placano l’ ira funesta dei fittiani (Raffaele Fitto è il candidato del centrodestra), ma la norma sulla parità di genere salta perché, all’ una e mezzo di notte, manca il numero legale. Il sospettato numero uno è Michele Emiliano.

L’ attuale governatore, infatti, vuole a tutti i costi candidare il suo virologo di fiducia, Pier Luigi Lopalco, ma un emendamento finito, non si sa come, nella ‘leggina’, lo vieta. La legge non passa. Si scatena il fuoco di fila delle donne, parlamentari e di governo. Il premier Giuseppe Conte, che alla Puglia ci tiene, avoca a sé la grana. Si arriva a ieri. Il Cdm sforna un decreto senza precedenti.

Su proposta di Conte e dei ministri Boccia e Bonetti, il Cdm approva un decreto-legge che è una bomba. Per «assicurare il pieno esercizio dei diritti civili e politici e l’ unità giuridica della Repubblica» (sic), il testo dispone «l’ esercizio del potere sostitutivo dello Stato», nei confronti di una Puglia «inottemperante».

Il riferimento legislativo è alla legge del 2016 che, per le elezioni regionali, impone, ove si voti con preferenze, l’ obbligo della parità di genere. Alla riunione partecipa, in via del tutto irrituale, pure Emiliano, che ovviamente plaude – o finge di farlo – alla decisione. Toccherà al prefetto di Bari dare attuazione al decreto del governo (una donna, Antonella Bellomo), ma trattasi di decreto legge. Ergo, va convertito in legge dalle Camere.

E qui casca l’ asino. Fonti parlamentari dem sono scettiche: «Sui decreti in materia elettorale si può chiedere il voto segreto. La maggioranza potrebbe andare sotto. E ci troveremmo con un decreto non convertito a elezioni fatte. Quindi, elezioni da rifare e uno smacco per il governo». In effetti, è la prima volta, nella storia repubblicana, che un decreto elettorale non ha il consenso delle opposizioni.

E così, mentre tutta la maggioranza tesse le lodi di Conte, con una nota ufficiale, i tre leader del centrodestra – Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi – parlano di «precedente pericoloso».

Conte mangia la foglia e rivolge un appello «a tutte le forze parlamentari per approvare tutti insieme questa legge» con cui «abbiamo scritto una nuova pagina nella storia italiana». Il centrodestra, che proponeva di riapprovarla riconvocando il consiglio regionale in limine mortis, tuona: «Si crea un incidente istituzionale per far saltare le elezioni. Il Colle vigili».

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

3 replies

  1. Capisco che faccia “figo “occuparsi di parità di genere, ma io vorrei che chi si candida meriti il voto non per quello che ha tra le gambe , ma tra le orecchie, fosse esso uomo, donna , trans, gay, ecc.

    Piace a 1 persona

  2. Palle: ci sono carriolate di nomi di donne capaci di esprimere competenze equivalenti e necessarie agli incarichi in oggetto. L’Italia e’ paese soggetto alla discriminazione di genere, e non mi interessa di Buongiorno, De Girolamo e vemdute cantando: la candidatura di donne e’ necessaria perche’ cio’ esprime la ricerca di una differenza, e presuppone che le donne siano piu’ volte alla ricerca di vie pratiche alla realizzazione delle idee correlate al progressismo, e quindi porle al comando offre piu’ occasioni di abbassare il livelli di inquinamento, delinquenza giovanile, alzare i livelli delle prestazioni di base offerte dal settore pubblico e diminuire le molestie dei maschi alle femmine. A questo serve quella robba la’ chiamata “progressismo” e la riconsiderazione dei ruoli di genere e il passato storico ne sono parte integrante.
    Sono i partiti non PD-menoL che devono dare valore alle competenze di chi altrimenti verrebbe emarginato a priori dagli effetti del maschilismo.
    Sono le rappresentanti del progressismo che ancora non si sono sporcate del tutto a dover alzare la voce e richiedere l’uso delle “parole” che sono importanti.
    Qui il cane si morde la coda: per tutto questo ci vuole una cittadinanza volitiva.
    Tu volitiva/volitivo sei?

    Post Scriptum Io credo ancora alla necessita’ di provare la sorella di Snoopy.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.