Non sia mai che ci tranquillizziamo un attimo

(Michele Bocci – la Repubblica) – I dati sono finalmente arrivati tutti e il monitoraggio della fase 2 del ministero e dell’ Istituto superiore di sanità racconta di una situazione che sta migliorando. Tutte le regioni, a parte la Val d’ Aosta sono considerate a rischio basso. La Lombardia, cioè la grande osservata speciale dove ancora ci sono circa 300 casi al giorno, non ha più il sistema sanitario sotto eccessiva pressione da Covid e quindi, dopo lunghe discussioni tra gli esperti della cabina di regia, è migliorata rispetto alla rilevazione di una settimana fa. E in generale un po’ ovunque aumentano le diagnosi su asintomatici.

Tocca al presidente dell’ Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro spegnere gli entusiasmi: «Oggi il virus ancora circola e non possiamo allentare le misure di protezione individuale. Non possiamo escludere un incremento dei casi nelle prossime settimane». Il ministro alla Salute Roberto Speranza si muove sulla stessa linea: «I dati sono al momento incoraggianti. Ci dicono che il Paese ha retto bene le prime aperture del 4 maggio. Ma guai a pensare che la partita sia vinta. Serve massima cautela. Basta poco per vanificare i sacrifici fatti finora».

Sono 21 gli indicatori presi in considerazione dalla cabina di regia ma nel resoconto pubblicato si evidenziano solo quelli sull’ aumento della trasmissione e sull’ impatto del coronavirus sui servizi sanitari. In più si rendono noti il fattore di replicazione, cosiddetto “Rt” ovunque sotto l’ 1 tranne appunto in Val d’ Aosta (che però contesta il dato dicendo che in realtà è sotto la soglia), e l’ incidenza settimanale per 100mila abitanti che vede in testa la Provincia autonoma di Trento (24,95) e a seguire Lombardia (23,75) e Piemonte (16,69). Altri indicatori, come la rapidità a fare i tamponi quando arriva la segnalazione di un caso sospetto, non vengono resi noti.

Riguardo all’ Rt, ha ricordato Brusaferro che si tratta di uno strumento dinamico. Può avere spostamenti importanti nelle piccole regioni dove i numeri sono più contenuti e quindi piccole variazioni in assoluto possono portare a grandi modifiche percentuali. Per questo è meglio non usarlo per autorizzare la mobilità tra regioni. «L’ indice Rt cambia su base settimanale – ha detto Brusaferro – e lo escluderei come criterio per gli spostamenti. Ma sono importanti anche le modalità di movimento, cioè il come ci si sposta ».

Ieri sono stati registrati 652 casi in più di infezione, con il totale che è salito a 228.658. I tamponi sono stati 75.380, numero record. Come sempre la Lombardia ha il maggior numero di nuove diagnosi: 293. I morti sono stati 130 (il totale è adesso di 32,616) e in otto regioni non ci sono stati decessi. I guariti sono saliti a 136.720 e così le persone attualmente positive in questo momento sono 59.322.

3 replies

  1. Premessa: vista la firma dell’articolo e la testata che l’ha pubblicato mi sono ben guardato dal leggere altro che il titolo.
    “E allora perchè commenti un articolo che non hai nemmeno letto?” dirà qualche maestrino dalla logica inappuntabile.
    Infatti questo non è un commento ma una esortazione a far “terra bruciata” intorno a questi venditori di tappeti falsi e pentole bucate: smettiamola di leggere e di considerare questi propalatori di bufale.
    Chi si prostituisce per interesse merita disprezzo e isolamento.🤮

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    • Sono d’accordo. Ormai Repubblica, l’Espresso che leggevo prima della nascita del Fatto sono assimilabili a IlGiornale .. fra poco raggiungeranno Libero.
      In realtà poi è anche peggio … perché da IlGiornale e da Libero sai cosa aspettarti, ma Repubblica sta trascinando parecchi orfani di una sinistra mai compresa che hanno perso i punti di riferimento.

      Piace a 1 persona

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